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    <title>LATINOAMERICA EXPRESS</title>
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    <description>Sguardi e parole dall'America Latina</description>
    <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Fabrizio Lorusso</title>
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      <title>Reportage: le guerre dimenticate di Haiti prima e dopo il terremoto (1/3)</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Questo reportage nasce dall'esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l'amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://www.carmillaonline.com/archives/Campo.jpg" border="0" alt="Campo.jpg" hspace="4" vspace="2" width="227" height="170" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Questo reportage nasce dall'esperienza diretta, dalle fonti documentali e giornalistiche, dalle testimonianze, i video e le interviste che io e l'amico Diego Lucifreddi abbiamo raccolto durante il mese di febbraio 2010, periodo in cui siamo rimasti nel quartiere Delmas di Port au Prince, Haiti, per collaborare con l'Aumohd (Associazione di Unit&amp;agrave; Motivate da un'Haiti dei Diritti) che &amp;egrave; un associazione di avvocati volontari dedicati alla difesa dei diritti umani e civili delle persone pi&amp;ugrave; povere e svantaggiate soprattutto in quartieri difficili e tristemente famosi come Cit&amp;eacute; Soleil e Gran Ravine. Visto l'alto livello di corruzione e ingiustizia sociale e giuridica ad Haiti l'associazione si occupa dall'anno della sua nascita (2002) di aiutare i cittadini imprigionati ingiustamente (circa il 90% della popolazione carceraria di Porto Principe), ma nei momenti di crisi come questo, in una metropoli sconvolta da quei 36 secondi di terremoto che ne hanno cambiato la storia, l'Aumohd e il suo presidente Evel Fanfan provvedono a fornire servizi di ogni tipo alla popolazione del quartiere, ai sindacati, ai gruppi di base e alla gente in generale nei limiti delle proprie possibilit&amp;agrave;. Sono inoltre aperti alla creazione di reti internazionali di supporto e scambio d'informazioni oltre ad accogliere persone volenterose e interessate a conoscere la realt&amp;agrave; haitiana. Dopo il terremoto si sta promuovendo una raccolta fondi via PayPal che pu&amp;ograve; consultarsi qui: &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;La peggiore della storia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Il bilancio provvisorio dei danni del sisma del 12 gennaio 2010, del 7,3 grado della scala Richter, su Port au Prince, la capitale d'Haiti, e le citt&amp;agrave; limitrofe &amp;egrave; quello della pi&amp;ugrave; grande catastrofe della storia moderna: i danni all'infrastruttura sono stimati in 14 miliardi di dollari, i morti accertati (ma molti sono ancora sotto le macerie e quindi s'&amp;egrave; azzardata la cifra realista di 300mila morti), sono 230 000, il 90% dei quali nella zona cittadina; 310 928 i feriti; 559 i dispersi; 1 milione e mezzo le persone colpite; 1 milione duecentotrentasettemila i senza tetto; 509 202 gli sfollati; 105 369 case distrutte; 208 164 abitazioni danneggiate. Non si segnalano ancora pericoli epidemiologici nel paese anche se una trentina di ospedali della capitale non sono operativi mentre la piaga delle zanzare e la stagione delle piogge sono le maggiori minacce per le precarie tendopoli installate un po' dappertutto a Porto Principe e dintorni.&lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Cuba &amp;egrave; il paese che ha fornito pi&amp;ugrave; medici: sono oltre 1700 i dottori presenti ad Haiti, 1300 arrivati dopo il sisma. Il Venezuela, da anni presente sull'isola con progetti di cooperazione dell'ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe), ha incrementato il suo contingente di protezione civile gi&amp;agrave; dal 13 gennaio, ha condonato il debito haitiano con Petrocaribe e gestisce gli aiuti in varie tendopoli (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=F2CI3JLNBXo" target="_blank"&gt;Video Intervista Capo Missione Venezuela-3 parti&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt; Mentre il presidente haitiano Ren&amp;egrave; Preval si trovava in Messico per assistere al Vertice per l'Unit&amp;agrave; dell'America Latina e dei Caraibi, un sistema di alleanze regionali che si dovrebbe contrapporre all'Organizzazione degli Stati Americani (OAS) controllata dagli USA, &amp;egrave; stata fissata la data del 31 marzo in cui l'Onu e i paesi donatori discuteranno i piani per la ricostruzione di Haiti. L'Unione Europea ha annunciato un &amp;quot;piano Marshall&amp;quot; per Haiti, secondo le parole del ministro degli esteri dell'Unione, Catherine Ashton. Per ora il totale degli aiuti europei ammonta a 609 milioni di euro di cui 309 di aiuti umanitari e 300 per la ricostruzione: si parla di decentramento amministrativo, di rifondazione dello stato e ricostruzione del paese, si promette la cancellazione del debito estero anche se non si dice che potrebbe venire prontamente rimpiazzato da nuovi debiti accesi per la ricostruzione e la cooperazione internazionale...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Sfilate di stelle cadenti e politica internazionale &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Il trentasettenne rapper Wyclef Jean, ex membro del gruppo Fugees residente negli Stati Uniti, ha ricevuto il 26 febbraio scorso un premio dell'associazione NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) come riconoscimento dei suoi sforzi umanitari in favore delle vittime del terremoto del 12 gennaio. Il musicista ha la nazionalit&amp;agrave; haitiana ed &amp;egrave; stato il primo tra le &amp;quot;star&amp;quot; a livello mondiale a visitare Port au Prince dopo la catastrofe, seguito poi dall'attore Sean Penn, patrocinatore del CRS (Catholic Relief Service), un'agenzia che sta gestendo gli aiuti in molte tendopoli in cui s'&amp;egrave; insidiato l'esercito americano, da Angelina Jolie, come rappresentante dell'UNICEF, e da John Travolta che ha portato il sacro verbo e la solidariet&amp;agrave; di Scientology in terra caraibica. George Clooney s'&amp;egrave; invece limitato a un multimilionario Telethon per la raccolta fondi mentre gli ex presidenti Bill Clinton e G. W. Bush (non &amp;egrave; uno scherzo) si sono associati per la creazione di un fondo speciale promosso su questo sito&lt;a href="http://www.clintonbushhaitifund.org/"&gt; www.clintonbushhaitifund.org&lt;/a&gt; e in televisione. Sono tutti dei filantropi?&lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nonostante siano in qualche modo apprezzabili gli sforzi degli uomini politici e di spettacolo oltre che delle agenzie, delle ONG e delle numerose chiese cristiane e cattoliche che operano ad Haiti per raccogliere fondi, non ci si pu&amp;ograve; dimenticare di alcune considerazioni circa gli interessi e le intenzioni nascoste di questo tipo di solidariet&amp;agrave;. Oltre ai dichiarati obiettivi umanitari che motivano le loro missioni bisogna anche citare i vantaggi economici e d'immagine, gli elementi ideologici e discrezionali di cui ognuna di queste &amp;egrave; portatrice come tassello necessario per la quadratura del cerchio della politica estera delle potenze straniere coinvolte, tradizionalmente gli USA, il Canada e la Francia che cos&amp;igrave; esportano prodotti, influenze culturali, politiche e religiose, visioni del mondo, know how, imprese, dipendenze di vario tipo e, in sintesi, soft power nei paesi &amp;quot;beneficiari&amp;quot;. Anche la solidariet&amp;agrave; &amp;egrave; condizionata a delle politiche specifiche, a delle preferenze stabilite dall'agenzia che la elargisce.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Dalla USAID a Sarkozy&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Per esempio in America centrale e in Messico non &amp;egrave; un segreto che la USAID (agenzia governativa statunitense), molto presente anche ad Haiti con gli aiuti del terremoto, subordina da sempre i suoi esborsi &amp;quot;solidali&amp;quot; a politiche anti-abortiste e reazionarie rispetto alle tendenze sociali e politiche dei paesi riceventi. L'anno scorso il governo del Distrito Federal, la capitale del Messico, ha perso i contributi della USAID proprio perch&amp;eacute; &amp;egrave; stato legalizzata la libert&amp;agrave; di decisione delle donne in tema di aborto.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.carmillaonline.com/archives/Delmas.jpg" border="0" alt="Delmas.jpg" hspace="4" vspace="2" width="243" height="182" align="right" /&gt;Torniamo ad Haiti. In febbraio le visite di Stephen Harper, primo ministro canadese, dei coniugi Clinton a pi&amp;ugrave; riprese e infine quella di Sarkozy, primo presidente francese in visita nella storia indipendente di Haiti, sottolineano come, oltre al Brasile, anche la Francia, gli USA e il Canada vogliano mantenere forme di controllo-aiuto sul paese. Sono i primi interessati ad evitare l'ingerenza russa, cinese e venezuelana nei Caraibi, ad avere la priorit&amp;agrave; nell'esplorazione delle risorse minerarie (petrolifere ma non solo), probabilmente abbondanti nelle acque haitiane, e a mantenere la situazione umanitaria quantomeno stabile dato il &amp;quot;pericolo&amp;quot; di emigrazioni di massa nei loro territori (gi&amp;agrave; oltre un milione di haitiani vivono negli USA contro 9 milioni e mezzo in patria).&lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il presidente francese &amp;egrave; stato ad Haiti in una visita lampo di 5 ore lo scorso 17 febbraio e ha presentato un pacchetto di aiuti da 326 milioni di euro sottolineando che Haiti non ha bisogno di tutele esterne, in allusione alla presenza militare americana e alle ipotesi di un &amp;quot;protettorato&amp;quot; per Haiti, e che il progetto di ricostruzione del paese sar&amp;agrave; tutto haitiano. Ecco, magari invece le imprese, i materiali, i futuri debiti esteri, i capitali, le lobby politiche, i giacimenti minerari e i nuovi mercati saranno anche un po' pi&amp;ugrave; francesi di prima, oltre che americani e canadesi. Suoner&amp;agrave; sarcastico ma il prode Nicolas ha addirittura ringraziato Haiti perch&amp;eacute; grazie all'ex colonia caraibica &amp;quot;il francese &amp;egrave; potuto diventare la seconda lingua ufficiale delle Nazioni Unite&amp;quot;, &amp;quot;bella soddisfazione!&amp;quot; dir&amp;agrave; la maggioranza degli haitiani che parla il creolo.&lt;/font&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Gli USA e le agenzie, un po' di storia e colpi di stato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Un esempio interessante di cosa intendo per &amp;quot;elementi ideologici e discrezionali&amp;quot; &amp;egrave; rappresentato dal caso di Wyclef Jean e della sua fondazione Yel&amp;egrave; Haiti che dal 2005 raccoglie fondi per borse di studio, progetti ambientali, sportivi e artistici per il paese caraibico. Suo zio, Raymond Joseph, &amp;egrave; uno degli uomini dell'establishment d'Haiti a Washington e nel marzo 2004 fu nominato ambasciatore di quel paese negli USA dal duo repressore formato dal presidente ad interim Boniface Alexandre e dal suo primo ministro Gerard Latortue.&lt;br /&gt; Come dichiarato in un'intervista da Tom Luce, presidente dell'Ong statunitense &lt;a href="http://www.hurah-inc.org/"&gt;Hurah-inc &lt;/a&gt;attiva da molti anni ad Haiti con progetti di cooperazione e protezione della popolazione in collaborazione con Aumohd (Associazione di Unit&amp;agrave; Motivate da un'Haiti dei Diritti), questi arrivarono al potere spodestando il presidente legittimo Jean-Bertrande Aristide dopo la sua deportazione nella Repubblica Sudafricana il 29 febbraio 2004. L'operazione venne messa in atto da agenti della CIA e propiziata da mesi di destabilizzazione e crisi provocata da bande di paramilitari e da vari elementi d'opposizione extraparlamentare legati alla stessa CIA, all'IRI (International Republican Institute) e a settori conservatori europei, in particolare della Francia di Chirac e Sarkozy (in quell'epoca ministro degli interni), ed il principale era il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Group_of_184"&gt;gruppo 184 o G184&lt;/a&gt;, un'ambigua organizzazione per la &amp;quot;difesa dei diritti umani&amp;quot; che &amp;egrave; in realt&amp;agrave; un'agenzia reazionaria ed etero diretta che ha ricevuto &lt;a href="http://haitisupport.gn.apc.org/184%20EC.htm"&gt;finanziamenti anche dalla Commissione Europea. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Che successe in realt&amp;agrave; durante il golpe del 2004?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Una versione storica di quelle caotiche settimane sostiene che Aristide si sia dimesso in seguito a una crisi istituzionale e si sia quindi dichiarato impotente di fronte a una serie di &amp;quot;rivolte popolari&amp;quot;. Queste ribellioni erano in realt&amp;agrave; provocate da squadroni armati dall'opposizione con metodi terroristici e illegali perci&amp;ograve; lo stesso ex mandatario haitiano ha sempre negato la versione ufficiale (o statunitense) della vicenda. Alcuni periti traduttori negli Stati Uniti hanno confermato che il testo originale della presunta lettera di dimissioni scritta in creolo dall'ex presidente non costituiva affatto una rinuncia all'incarico.&lt;br /&gt; Sempre a detta di Luce e secondo gli articoli del giornalista americano Kevin Pina, anche &lt;a href="http://www.iri.org/"&gt;l'IRI (International Republican Institute&lt;/a&gt;), un'emanazione del governo statunitense creata da Ronald Reagan negli anni ottanta con l'obiettivo di insegnare la democrazia nel resto del mondo e finanziata con denaro pubblico prelevato ogni anno dalle tasche dei tax payers USA, ha realizzato sistematicamente quest'opera di sovvertimento dell'ordine democratico ad Haiti, specialmente durante la gestione &lt;a href="http://motherjones.com/politics/2004/11/coup-connection"&gt;di Stanley Lucas&lt;/a&gt;, rappresentante dell'agenzia sull'isola. La controparte dell'IRI legata al partito democratico statunitense &amp;egrave; l'NDI (National Democratic Institute) che, almeno nel caso di Haiti, &amp;egrave; stato invece ritenuto un interlocutore pi&amp;ugrave; imparziale dal momento che ha lavorato con diverse parti politiche incluso il partito Lavalas di Aristide. Entrambi sono finanziati all'interno del programma conosciuto come National Endowment for Democracy o NED.&lt;/font&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;...e lo zio di Wyclef &amp;egrave; ancora l&amp;igrave;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Dunque nel biennio 2003-2004 l'IRI utilizz&amp;ograve; fondi dell'agenzia nordamericana USAID, organizzazione presente in quasi tutta l'America Latina e oggi ampiamente coinvolta nella raccolta e gestione degli aiuti ad Haiti dopo il terremoto del 12 gennaio 2010, per corrompere parlamentari e fornire armi a circa 600 ribelli che si organizzarono in squadroni della morte al comando di Guy Philippe, ex capo della polizia della seconda citt&amp;agrave; di Haiti, Cap-Haitien, e dell'ex sergente golpista dell'esercito Louis-Jodel Chamblain. Questi criminali di guerra sono stati in seguito presentati come dei freedom fighters (lottatori per la libert&amp;agrave;) agli occhi dell'opinione pubblica grazie alla propaganda ufficiale dell'epoca post Aristide.&lt;img src="http://www.carmillaonline.com/archives/Gringos.jpg" border="0" alt="Gringos.jpg" hspace="4" vspace="2" width="244" height="183" align="left" /&gt;Malgrado i milioni e milioni di dollari spesi per la &amp;quot;promozione delle democrazia&amp;quot; e dei candidati pro-yankee con strategie tipiche della guerra fredda e una costante violenza politica, questi sforzi finanziari, mediatici e militari non hanno dato i loro frutti visto che nessun candidato della destra reazionaria ha potuto ottenere consensi generalizzati ad Haiti e la gente continua in massa a sostenere Aristide e non crede alle versioni adulterate della storia del secondo colpo di stato perpetrato ai suoi danni. Lo stesso Guy Philippe si candid&amp;ograve; nel 2006 ed ebbe solo l'1% dei suffragi, cosa che rivel&amp;ograve; lo scarsissimo consenso e anzi il ribrezzo che la sua figura suscitava nella popolazione che lo identifica tuttora come un mercenario, paramilitare e narcotrafficante.&lt;br /&gt; Dopo tutti questi anni cos&amp;igrave; turbolenti l'ambasciatore Raymond Joseph, il personaggio con cui ho aperto questa parentesi storica, venne comunque riconfermato a Washington da Ren&amp;egrave; Preval, l'attuale capo di Stato haitiano poco propenso ai cambiamenti sgraditi all'elite.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Wyclef Jean, l'istruzione e la solidariet&amp;agrave; tronca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Ma torniamo ancora alle stelle cadenti della solidariet&amp;agrave;. Per poter chiudere l'esempio sulla fondazione di Wyclef Jean bisogna prima sottolineare che il 95% delle scuole haitiane prevede il pagamento di tasse d'iscrizione e il sistema scolastico nel suo complesso &amp;egrave; dominato pesantemente dalle istituzioni private e confessionali, dalle Ong e dai piccoli imprenditori dell'educazione a pagamento, con le relative esclusioni dal diritto universale allo studio che ne derivano e che hanno contribuito insieme ad altri fattori economici e sociali a una situazione insostenibile: alti tassi di mortalit&amp;agrave; materna (523 donne muoiono ogni 100mila parti), un bambino su 8 muore prima di compiere i 5 anni e uno su 14 prima dell'anno di vita, la speranza di vita &amp;egrave; di soli 59 anni per gli uomini e 63 per le donne; il tasso di alfabetismo della popolazione adulta non arriva al 60% e quello dei bambini che frequentano un'istituzione educativa non supera il 50%, Oltre 500mila bambini in et&amp;agrave; scolastica non sono mai entrati in una scuola (&lt;a href="http://www.rebelion.org/docs/100525.pdf"&gt;Rapporto Clacso-Rebelion sull'Educazione&lt;/a&gt;). La &lt;a href="http://www.unesco.org/es/education/dynamic-content-single-view/news/unescos_education_priorities_in_haiti/back/9195/cHash/c3bbeff108/"&gt;Unesco ha stabilito &lt;/a&gt;che almeno la met&amp;agrave; delle 15mila scuole elementari e medie del paese sono state danneggiate severamente o distrutte e cos&amp;igrave; anche il ministero della pubblica istruzione e le altre sedi dei poteri statali. &lt;img src="http://www.carmillaonline.com/archives/Messe.jpg" border="0" alt="Messe.jpg" hspace="4" vspace="2" width="176" height="235" align="right" /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Soprattutto per le ragazze dei quartieri poveri (ma non solo) &amp;egrave; molto difficile concludere gli studi a livello secondario inferiore e superiore dati i costi delle istituzioni scolastiche private e il regime escludente che le governa, oltre al fatto che il sistema sociale e culturale prevalente &amp;egrave; ancora legato alla tradizione cattolica conservatrice, a una vera e propria abitudine alla dipendenza materiale e spirituale della popolazione dal benefattore di turno o dalla volont&amp;agrave; divina vista come fatalit&amp;agrave; o destino predeterminato. Tra gli altri, questi fattori spingono le donne ad essere relegate ai soli ruoli di casalinghe e madri, regolarmente abbandonate dai rispettivi mariti dopo pochi anni di convivenza e procreazione. Quindi tra un figlio e un altro, tra un uragano devastante e un terremoto, le possibilit&amp;agrave; concrete di uno sviluppo umano, lavorativo e sociale sono ridottissime per le donne che gestiscono giorno per giorno l'economia e la vita domestiche in uno stato endemico d'emergenza e privazione. Le donne sole a capo di una famiglia numerosa sono la normalit&amp;agrave; a Porto Principe.&lt;br /&gt; Le borse di studio concesse con le donazioni in favore della fondazione Yel&amp;egrave; vengono promosse al pubblico come strumenti importantissimi che beneficiano ogni anno migliaia di bambini, ma questa &amp;egrave; solo una parte della verit&amp;agrave;. Infatti, come informa Tom Luce in un'intervista, il godimento di queste elargizioni &amp;egrave; ristretto solo alcune istituzioni private religiose e non &amp;egrave; fruibile dai singoli individui richiedenti, quindi &amp;egrave; inutile cercare di intervenire e segnalare i casi delle famiglie e dei bambini veramente pi&amp;ugrave; bisognosi, dato che questi non vengono nemmeno considerati dagli uffici e dagli operatori preposti in loco i quali adottano piuttosto un modus operandi burocratico e ostacolante.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Fine della prima parte (1/3)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sostegno aiuti &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com&lt;/a&gt;/&lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Video Port u Prince di Diego Lucifreddi: &lt;a href="http://www.youtube.com/user/FabrizioLorussoMex"&gt;YouTube FabrizioLorussoMex&lt;/a&gt;Foto Haiti e Aumohd: &lt;a href="http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti"&gt;Picasaweb.google.com Album Haiti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Alcune fonti necessarie:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.haitiaction.net/"&gt;http://www.haitiaction.net/ &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.haitiinformationproject.net/"&gt;http://www.haitiinformationproject.net/ &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.haitianalysis.com/"&gt;http://www.haitianalysis.com/ &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.blackcommentator.com/67/67_pina.html"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;http://www.blackcommentator.com/67/67_pina.html&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Trailer documentario Kevin Pina: The Untold Story&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.teledyol.net/KP/HUS/HUS.mp4"&gt;http://www.teledyol.net/KP/HUS/HUS.mp4&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/"&gt;Lamericalatina.Net&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;  &lt;/p&gt;   &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 06:09:02 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2010-03-13T06:09:02Z</dc:date>
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      <title>Lettera al Presidente Napolitano</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lettera_al_Presidente_Napolitano_1082.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Illustre Presidente,Dopo la sua decisione di firmare il decreto 'interpretativo', non posso che ritenermi irrimediabilmente deluso dalla sua persona. L'ultima cosa che mi rimane da fare, come cittadino, prima di dover accettare ...</description>
      <content:encoded>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Illustre Presidente,&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Dopo la sua decisione di firmare il decreto 'interpretativo', non posso che ritenermi irrimediabilmente deluso dalla sua persona. L'ultima cosa che mi rimane da fare, come cittadino, prima di dover accettare con dolore e con rabbia uno stato di cose che non pu&amp;ograve; assolutamente rappresentare i miei ideali di Democrazia, Giustizia e Verit&amp;agrave;, uno stato di cose per cui persone che agiscono in palese violazione della Costituzione hanno creato un sistema di potere che sta progressivamente esautorando le istituzioni e gli organi di controllo, &amp;egrave; farle delle semplici domande.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Innanzi tutto, chiamare quel decreto 'interpretativo' costituisce una presa in giro nei confronti del diritto, della Costituzione, della Repubblica, delle persone che sono morte perch&amp;eacute; l'Italia potesse diventare una Repubblica e delle persone che sono morte per evitare che cessasse di esserlo.&lt;br /&gt;Lei ha avvalorato il comportamento di un gruppo di persone che, per rappresentare solo ed esclusivamente i propri interessi personali, ha utilizzato come scusa la parola libert&amp;agrave;, commettendo un vero e proprio stupro della lingua, delle istituzioni e della storia di questo Paese. Uso il termine stupro per sottolineare la violenza di un simile atteggiamento, con cui si piegano il linguaggio e le regole con la violenza della mistificazione, della propaganda ideologica, dell'eliminazione mediatica dei nemici o dei personaggi scomodi e con forme di censura palesi e incontrovertibili.&lt;br /&gt;Lei &amp;egrave; davvero convinto, firmando il decreto, di aver agito nell'interesse del popolo italiano?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La Storia della Repubblica Italiana &amp;egrave; costellata da una sanguinosa scia di martiri. Questi martiri sono quelle persone che hanno pagato con la vita l'adempimento a quell'ideale chiamato 'servire lo Stato', ideale che ogni funzionario pubblico, di qualunque ordine e grado, dovrebbe tenere presente. Parlo di persone come Ambrosoli, Livatino, Scopelliti, Borsellino, Falcone. Venerd&amp;igrave; sera lei ha avuto nelle mani la possibilit&amp;agrave; di non firmare, e di certo, credo, ci&amp;ograve; non avrebbe messo a repentaglio la sua vita. Invece ha scelto di firmare.&lt;br /&gt;Presidente, lei ritiene di aver servito lo Stato?&lt;br /&gt;Ritiene di aver agito come garante della Costituzione Italiana, che &amp;egrave; la fonte della legge, e quindi anche del decreto che lei ha firmato? Ritiene di aver agito in osservanza della Costituzione Italiana, tramite la quale si esercita la sovranit&amp;agrave; popolare?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In internet &amp;egrave; facilmente reperibile il filmato in cui Milioni, l'uomo passato grottescamente alla storia come 'quello del panino', farfuglia le proprie scuse per dimostrare di essere stato presente nell'ufficio competente entro l'orario di ufficio per depositare le firme, pur essendo uscito per andare a prendere un panino.&lt;br /&gt;Il video &amp;egrave; un divertente caso di mancata dimostrazione del miracolo dell'ubiquit&amp;agrave;, a voler essere educati.&lt;br /&gt;Presidente lei ha visto quel video?&lt;br /&gt;Lei ha letto i resoconti della stampa, le testimonianze di chi era presente quando &amp;egrave; accaduto 'l'affair Milioni'?&lt;br /&gt;Perch&amp;eacute; se ha letto gli articoli e visto il video, allora la domanda &amp;egrave;: Presidente, lei pensa che gli italiani siano stupidi? Lei pensa che gli italiani non sappiano che incidenti del genere sono semplicemente l'emerso di lotte di potere interne ai partiti, che ormai si comportano come vere e proprie aziende, e stanno creando uno stato parafascista in cui invece di un partito solo, come ai tempi del ventennio, c'&amp;egrave; un Giano Bifronte che divora i diritti del popolo italiano adescandolo con un meccanismo di finta alternanza e sostanziale collusione?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Presidente, lei proviene dal PCI.&lt;br /&gt;Oggi in Italia 'comunista' &amp;egrave; usato come insulto da una parte consistente degli italiani. Questi italiani usano la parola comunista come un razzista usa la parola 'negro' o 'frocio'. Usano la parola 'comunista' svuotandola di ogni significato politico, storico, filosofico ed etico, come se fosse qualcosa di cui vergognarsi.&lt;br /&gt;Le persone le cui leggi, leggine e leggiucole lei continua a firmare, alimentano questo falso ideologico per ovvi fini personali, creando un clima di propaganda che sta avvelenando il paese come un cancro comunicativo che agevola la metastasi nelle istituzioni.&lt;br /&gt;Nel 'Piano di Rinascita Democratico' della disciolta P2, loggia deviata tra i cui iscritti figurano persone che occupano in alcuni casi posti importanti dell'amministrazione pubblica (uno di essi &amp;egrave; Presidente del Consiglio), il Partito Comunista non &amp;egrave; nemmeno nominato. Le sembra un caso?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Presidente, lei &amp;egrave; ricattato?&lt;br /&gt;Presidente, &amp;egrave; vera la notizia riportata da &amp;laquo;Il Messaggero&amp;raquo;, secondo cui lei ha ricevuto minacce?&lt;br /&gt;Perch&amp;eacute; se la notizia &amp;egrave; falsa, Illustre Presidente, lei deve provvedere a smentire una simile, gravissima, calunnia. Ma se invece la notizia &amp;egrave; vera, lei deve rispondere al popolo italiano, oggi, e dovr&amp;agrave; rispondere alla Storia, domani, per aver consegnato lo Stato di Diritto nelle mani di una pericolosa banda di eversori che usa la politica come strumento per acquisire e consolidare potere in modo illecito, e non come strumento legale di rappresentanza del popolo italiano, che &amp;egrave; sovrano anche dopo il voto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Lettera di Matteo Pascoletti &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <category>pubblica</category>
      <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 00:40:30 GMT</pubDate>
      <guid>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lettera_al_Presidente_Napolitano_1082.shtml</guid>
      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-03-10T00:40:30Z</dc:date>
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      <title>Note di viaggio di Diego Lucifreddi da Haiti - Quaterna</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Note_di_viaggio_di_Diego_Lucifreddi_da_Haiti___Quaterna_1060.shtml</link>
      <description>di&amp;nbsp;Diego Lucifreddi&amp;nbsp;&amp;nbsp;Hey you, hey blanc.&amp;nbsp;Premessa.Le righe che seguono sono impressioni personali. Le generalizzazioni su cui baso il mio discorso sono dovute ad una conoscenza pi&amp;ugrave; estensiva che profonda della popolazione haitiana. ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana, geneva" class="Apple-style-span"&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face="verdana, geneva" class="Apple-style-span"&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px"&gt;di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Diego Lucifreddi&lt;/strong&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12721eef43a.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Hey you, hey blanc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Premessa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Le righe che seguono sono impressioni personali. Le generalizzazioni su cui baso il mio discorso sono dovute ad una conoscenza pi&amp;ugrave; estensiva che profonda della popolazione haitiana. Presumo la mia soggettivit&amp;agrave; sia per il punto di vista assunto che per l'ipotetico pubblico a cui sono rivolte le note.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Haiti in comune con l'America Latina ha soprattutto il modello di sfruttamento usato per il continente nel periodo coloniale basato sulla coltivazione esclusiva della canna da zucchero e sullo sbilancio tra importazioni e esportazioni che ha lasciato il paese spoglio di capitali e risorse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;A giudicare dalle persone che si vedono per strada, la popolazione afrodiscendente &amp;egrave; attorno al 100% e un bianco che gira nei vicoli del quartiere di Delmas e che si avventura nei campi d'accoglienza, non pu&amp;ograve; passare inosservato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Tutti ti guardano, un'occhiata rapida e interrogativa non te la nega nessuno e qualcuno ti indica pure con il dito: guarda l&amp;agrave;, le blanc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;I bambini pi&amp;ugrave; sfacciati te lo gridano appresso con una sola sillaba monotona: Blanc!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Non &amp;egrave; un grido aggressivo, piuttosto un richiamo canzonatorio e se decidi di dargli retta, i bambini scoppieranno in una risata di scherno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;Blanc &amp;egrave; l'uomo di carnagione chiara, caucasico, nato in una zona che include l'Europa, il Nord America e tutto l'impero, e sicuramente parla inglese: Hey you, blanc!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Mi vedono come un bipede raro, ma senza diffidenza. Passato il primo momento di riconoscimento, gli haitiani sono disposti a tentare il contatto in qualunque lingua disponibile e con entusiasmo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Anche se ora &amp;egrave; aumentata esponenzialmente la presenza straniera nel paese, che rende la vista dell'uomo bianco pi&amp;ugrave; continua e famigliare, questo atteggiamento non &amp;egrave; cambiato, perch&amp;eacute; molti dei nuovi arrivati sono militari in divisa, e mica gli si pu&amp;ograve; gridare blanc alle spalle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Io, ragazzo senza timore e senza mezzi d'intimidazione, ho provato a mia volta a rispondere all'epiteto con un secco: Noir! Gridato con stizza in faccia all'occasionale interlocutore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;La reazione &amp;egrave; stata un momentaneo sbigottimento, che poi &amp;egrave; diventato un sorriso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;In pochi credo che si siano mai fermati dall'alto delle loro jeep che sfrecciano sulle strade principali, ma la dimensione di pedone da un'altra prospettiva ai tuoi occhi e a quelli di chi ti guarda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;Con Fabrizio ci siamo trovati circondati da questi bambini urlanti e festosi, in un filmato se ne contano 21 di tutte le dimensioni.Imbarazzati siamo dovuti correre via, anche se continuavano a afferrare le nostre mani. Capirai, ci siamo detti, con tutte le notizie che circolano sui rapitori d'orfani, i pargoli &amp;egrave; meglio salutarli da lontano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Non abbiamo mai avuto problemi, anche se a volte qualche mamma strappa via il figlio redarguendolo sulle sue frequentazioni esotiche, almeno &amp;egrave; quello che traduco io dal creolo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Dunque il bianco &amp;egrave; anche simpatia. Suona per&amp;ograve; strano essere identificati per il proprio colore anche in un contesto famigliare, come quando Evel, con cui ormai viviamo da un mese, spiega al figlio che la tenda appena montata non &amp;egrave; per lui ma&amp;nbsp;&lt;em&gt;pour le blanc&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Ma in fondo che sono se non un blanc, come in Messico sono un guero,&lt;span&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;per cui se chiamo nero un persona i cui avi furono portati in catene dall'africa fino questa isola e per la sua caratteristica pigmentazione cutanea risulta essere scuro di carnagione, questo si dovrebbe offendere solo nella misura in cui io avrei l'intenzione di giudicarlo attraverso il mio razzismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;Nella storia di Haiti l'uomo bianco non ci fa una bella figura. Prima colono, schiavista e occupante, dopo l'indipendenza in appoggio della reazionaria oligarchia locale e dei ripetuti colpi di stato che tengono il paese in un cronico sottosviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Con l'uragano del 2007 e soprattutto dopo il terremoto del 2010, l'immagine tenta un riciclaggio e i bianchi si presentano come portatori d'aiuti, logico dunque che la gente ti fermi per strada per chiederti di offrirgli qualcosa che pu&amp;agrave; essere denaro - da 1 a 100 dollari -, i famosi teloni da costruzione o un lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Oggi una ragazza si &amp;egrave; avvicinata a me, pensavo che fosse una studentessa che voleva mettere alla prova il suo inglese, e infatti mi ha detto&amp;nbsp;&lt;em&gt;I'm hungry&lt;/em&gt;. Nella lingua che fu di Shakespeare e con tutta la sua poesia, lei mi ha dichiarato che aveva fame. Certo che per una programmatrice di computer &amp;egrave; difficile trovare lavoro in un paese senza elettricit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Blanc &amp;egrave; sinonimo di&amp;nbsp;&lt;em&gt;money&lt;/em&gt;. Noi siamo ricchi perch&amp;eacute; cos&amp;igrave; vanno le cose,&amp;nbsp;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;come i neri che hanno il ritmo nel sangue.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Ma il blanc sicuramente porta denaro, lo si nota dalle tasche gonfie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Come biasimare questa affermazione empirica costruita sulla conoscenza che hanno di noi dalla televisione, principalmente quella francese, e sull'immagine del turista spendaccione, del diplomatico ben azzimato o del militare dell'ONU. Inoltre in questo momento il bianco &amp;egrave; associato alle missioni di solidariet&amp;agrave; e quindi se non ha i soldi, qui che c'&amp;egrave; venuto a fare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;L'abitudine di chiedere i soldi per strada &amp;egrave; stigmatizzata dagli stessi haitiani, perch&amp;eacute; in minor scala riconoscono lo stesso circolo dell'assistenza a perdere in cui rischia di cadere il paese caraibico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;I pi&amp;ugrave; avveduti denunciano il pericolo della dipendenza dall'aiuto internazionale in quanto lasciato alla discrezione del donatore e legato all'emergenza per lo pi&amp;ugrave; senza un programma a lungo termine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&lt;span&gt;Sulla base di queste considerazioni, anche io sono molto restio a regalare monete per strada, ma forse sono anche un po' tirato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;Foto:&amp;nbsp;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti#" target="_blank"&gt;http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti#&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;Video:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/user/FabrizioLorussoMex"&gt;http://www.youtube.com/user/FabrizioLorussoMex&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;Appello donazioni utili (per davvero!) per Haiti:&amp;nbsp;&lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding: 0px; margin: 0px" align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;    &lt;/font&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 03 Mar 2010 03:00:20 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-03-03T03:00:20Z</dc:date>
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      <title>Diario da Haiti (6): vita quotidiana e iniziative</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Dopo alcuni giorni di permanenza a Port au Prince decidiamo di esplorare il centro citt&amp;agrave; con una telecamera digitale, una macchina fotografica e la consapevolezza del fatto che lo spettacolo non sar&amp;agrave; gradevole dato ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1270f8b17ab.250.0.jpg" alt="" width="229" height="171" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dopo alcuni giorni di permanenza a Port au Prince decidiamo di esplorare il centro citt&amp;agrave; con una telecamera digitale, una macchina fotografica e la consapevolezza del fatto che lo spettacolo non sar&amp;agrave; gradevole dato che il terremoto non &amp;egrave; stato benevolo con questa zona della citt&amp;agrave; che &amp;egrave; tra le pi&amp;ugrave; disastrate. Un po' tutti abbiamo in mente le immagini televisive del Palazzo nazionale a pezzi, della cattedrale in rovine, del mercato generale e dei ministeri distrutti da quei 36 secondi d'immane violenza tellurica. Montiamo in due su una motocicletta di fabbricazione cinese, inconfondibile con le sue tinte giallastre scolorite, le luci rotte, il clacson improbabile, i suoi tre metri di scotch a sigillare le parti in plastica gi&amp;agrave; rotte dal suo primo giorno di vita: si tratta di una Vague (vaga...) DSM Super Moto 125cc semi automatica e pericolosa. Armati di prudenza partiamo in discesa lungo la gran via Delmas diretti verso il Mar dei Caraibi che s'intravvede oltre la cappa di smog insieme ad alcune portaerei che intorbidiscono ancor di pi&amp;ugrave; il panorama di un porto occupato da forze straniere e pieno d'aiuti umanitari &amp;quot;in attesa di destinatari adeguati&amp;quot;. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quelli dell'ONU non sono i buoni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; In citt&amp;agrave; i caschi sono un optional buono per gli eleganti, i timorosi e i membri delle forze armate dell'ONU (la minacciosa polizia dal casco blu della Minustah, la United Nations Stabilization Mission in Haiti) quindi scegliamo un'armatura minimalista con cappellini, occhiali da sole e bandane. Dal 2004 le Nazioni Unite sono presenti ad Haiti con questa missione comandata dal Brasile che agglomera nei suoi ranghi truppe di tanti paesi lontani ed esotici come il Nepal e lo Sri Lanka, gente che dei Caraibi non sa nulla e nemmeno capisce la lingua locale, ma forse si cerca proprio questo nelle missioni internazionali per poter avere degli esecutori fedeli e disinteressati al momento di prendere decisioni controverse o repressive. In alcuni casi la Minustah ha svolto dei compiti di protezione della popolazione vessata dalla polizia e dai paramilitari haitiani, ma &amp;egrave; altres&amp;igrave; tristemente famosa per le terribili violazioni ai diritti umani perpetrate ai danni della popolazione di Cit&amp;egrave; Soleil, uno dei quartieri pi&amp;ugrave; poveri della capitale dove l'ex presidente Aristide, sequestrato dalla CIA e deportato nella Repubblica Centroafricana il 29 febbraio 2004, &amp;egrave; ancora oggi molto popolare. Infatti nel 2006 l'allora neo presidente della Repubblica Ren&amp;egrave; Preval, successore di Boniface Alexandre, il giudice costituzionale gradito agli americani che fu presidente ad interim (2004-2006) dopo la deportazione di Aristide in Africa, diede esplicitamente il permesso ai militari delle nazioni unite di svolgere compiti repressivi e d'intelligenza nei quartieri poveri contro delle presunte bande di delinquenti. Una parte di queste &amp;quot;bande&amp;quot; veniva in realt&amp;agrave; identificata con dei gruppi di cittadini auto organizzati legati all'ex presidente esiliato e, sebbene fosse innegabile anche la presenza di gruppi non politici di criminali &amp;quot;veri&amp;quot; o presunti, i metodi repressivi utilizzati dalla Minustah, consistenti in bombardamenti con cannoni e sfondamenti con carri armati come in vere e proprie operazioni di guerra, fecero numerose vittime innocenti e furono palesemente sproporzionati e crudeli. In generale per la maggior parte degli haitiani si tratta di una forza esterna ed inutile, una polizia che viene ad aggiungersi alla corrotta autorit&amp;agrave; locale e all'endemica presenza degli eserciti stranieri, soprattutto l'americano e il canadese. Il tutto in un paese poco propenso alla violenza.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Disagio infrastrutturale &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Quindi oggi niente casco, tra l'altro non ce l'abbiamo neanche. Tornando alle strade della citt&amp;agrave; terremotata, lo stile di guida dell'abitante di Porto Principe si basa per met&amp;agrave; sull'uso criminoso del clacson per passare sempre e comunque e per met&amp;agrave; sulle accelerazioni spericolate e i sorpassi indiscriminati anche, perch&amp;eacute; no, sul marciapiede. L'infrastruttura stradale &amp;egrave; precaria, come le vite degli sfollati nelle tende, come le decine di case puntellate da sbarre di metallo e pronte a cadere non appena vi sar&amp;agrave; una replica del sisma del 12 gennaio. E alcune continuano a crollare davvero, hanno fatto il loro ultimo sforzo prima di franare del tutto e portarsi via gli ultimi ricordi di chi ci viveva. Nei viali pi&amp;ugrave; trafficati i semafori sono stati sistemati su dei cavi barcollanti e su degli alti piloni solamente un paio d'anni or sono e appaiono come degli spaventapasseri inermi di fronte alla massa veicolare urbana in movimento che non li prende troppo sul serio. &lt;br /&gt; A mio avviso la grande urbe azteca, la Citt&amp;agrave; del Messico da 25 milioni di abitanti e oltre 5 milioni di veicoli, &amp;egrave; quasi tranquilla e ordinata in confronto. Certo anche l&amp;igrave; bisogna schivare buche enormi e taxi arrabbiati ma l'impressione &amp;egrave; che Porto Principe raggiunga comunque impensabili livelli di anarchia circolatoria. La Rue Delmas sfocia in una rotonda squallida e caotica al centro della quale &amp;egrave; stata posizionata una statua grigia di una donna che chiede piet&amp;agrave; con le mani al cielo e che forse nelle intenzioni del pianificatore urbano doveva essere un monumento storico, ma i fumi dei camion e i fischi incessanti di alcuni elementi della polizia stradale, impettiti e affumicati d'astio nella loro divisa ocra e cinerina, creano intorno a quella un ambiente ostile e infecondo che ne azzera la funzione simbolica e celebrativa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che fare?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Sono molti i pali della luce e dei semafori che pendono pericolosamente verso il centro della strada con quell'inclinazione pisana che in questo caso non promette nulla di buono ma ricorda a tou moun (tutti, tout le monde, in creolo) che la ricostruzione deve cominciare al pi&amp;ugrave; presto e come annuncia ogni sera in TV il presidente &amp;quot;dobbiamo rifondare la nazione, decentralizzare, uscire dalla capitale, ottenere pi&amp;ugrave; tende e aiuti ma anche che le imprese straniere vengano a produrre qui per riattivare l'economia&amp;quot;. &lt;br /&gt; Non &amp;egrave; cos&amp;igrave; facile per milioni di persone che hanno perso casa e lavoro ma alcuni progetti di cooperazione stanno lavorando in questo senso: per esempio l'organizzazione non-profit statunitense Hurah-Inc, partner di &lt;a href="http://aumohddwamoun.blogspot.com/"&gt;Aumohd &lt;/a&gt;Haiti, gruppo di avvocati per i diritti umani con cui sto lavorando qui a Port au Prince, oltre a promuovere una raccolta fondi alternativa e sicura rispetto ai canali tradizionali della multinazionali della solidariet&amp;agrave; (&lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;LINK QUI PER CONTRIBUIRE!!&lt;/a&gt;), sta implementando un progetto per creare una cooperativa di lavoratori agricoli e dare lavoro a circa 20mila senza tetto della capitale haitiana in campi e terreni gi&amp;agrave; pronti per essere sfruttati vicino al confine dominicano.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non ti pago&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Il dollaro haitiano &amp;egrave; un'entit&amp;agrave; monetaria non ufficiale, anzi &amp;egrave; solo un modo di dire come quando in Italia usavamo il termine &amp;quot;scudo&amp;quot; per indicare 5mila lire. Equivale a 5 Gourdes, il nome della valuta in uso ad Haiti, ma lo straniero in terra caraibica spesso non lo sa e lo scambia facilmente per il dollaro americano oppure lo percepisce come uno scherzo linguistico - economico mirato a confonderlo e frodarlo. Dopo un po' per&amp;ograve; si impara come gestire la questione dei valori e ci si arrangia dignitosamente anche con le insolite banconote da 25 o da 250 Gds, tagli alquanto bizzarri ed esotici. Spesso i prezzi praticati dai venditori per i bianchi sono diversi e tendenti al rialzo ma la selva umana peggiore da attraversare nelle strade principali sono i cambiamonete, dei rumorosi ragazzini con mazzetti di dollari in mano pronti a farti vedere sulla calcolatrice che tirano fuori dalla tasca quanto il loro tasso di cambio sia vantaggioso rispetto agli altri della piazza, quest'ultima intesa letteralmente, come spazio fisico cittadino, non come &amp;quot;mercato finanziario&amp;quot;. Le banche sono state le prime istituzioni a riaprire i battenti dopo il terremoto ma questi cambiavalute gli fanno una concorrenza spietata. Caricati (ma non troppo!) di moneta locale possiamo affrontare ogni evenienza nel centro della citt&amp;agrave; dove l'aria che si respira &amp;egrave; di sconforto e distruzione: una casa su due &amp;egrave; crollata del tutto o in parte mentre molte altre sono abbandonate, le strade sono polverose, soffocanti e trafficatissime, piene di capre e maiali, spazzatura e disperati. La motocicletta si ferma ogni 500 metri in mezzo a folle curiose, bancarelle tutte uguali, venditori di canna da zucchero e impazienti tap tap, i piccoli bus colorati che sfrecciano stipati di anime per le vie di Port au Prince alla modica cifra di 5 Gds per una corsa. E' imbarazzante perch&amp;eacute; tutti ci parlano, ci gridano, si prendono un po' gioco di noi, ma magari vogliono anche aiutare e non lo capiamo ogni volta che ci fermiamo sul ciglio della strada a spingere la poderosa imprecandole dolcemente di ripartire. Dopo un paio d'ore di incursioni nei territori della devastazione e del disordine optiamo per un tranquillo ritorno a casa cullati dal suono dei soliti clacson e dalla luce pallida del tramonto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://www.carmillaonline.com/archives/CentroHatiCarmilla146.jpg" border="0" alt="CentroHatiCarmilla146.jpg" hspace="4" vspace="2" width="240" height="180" align="left" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Piano di lavoro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Per un paio di sere consecutive il maestro Evel Fanfan ha spiegato a me e a Diego la storia dell'Aumohd e i successi ottenuti in questi anni nella difesa delle persone incarcerate ingiustamente dalla corrotta e abusiva autorit&amp;agrave; giudiziaria e dalla polizia di Haiti. Dopo la fondazione avvenuta nel 2002, con il passare del tempo gli avvocati associati in questo gruppo, attivo in molti quartieri periferici, si sono occupati sempre pi&amp;ugrave; di casi gravissimi di violazioni dei diritti umani messi in atto da forze paramilitari che hanno scosso il paese negli ultimi 5-6 anni, come conseguenza delle macchinazioni della CIA e delle famiglie dell'establishment contrarie al progetto nazionale dell'ex presidente Jean-Bertrand Aristide. La serie di massacri di Grand Ravine ad opera della polizia haitiana e di gruppi, armati dalle forze d'opposizione, rispondevano ad un chiaro obiettivo di annichilamento politico dei seguaci di Aristide anche se venivano presentati come lotta alla delinquenza, un ritornello che spesso sentiamo ripetere da governanti, mezzi d'informazione e gente poco informata un po' in tutti i paesi. Allo stesso modo le cosiddette rivolte popolari che hanno portato alla crisi istituzionale e alla successiva deportazione via sequestro dell'ex mandatario haitiano sono cominciate dalla frontiera con la Repubblica Dominicana con il patrocinio e le armi degli agenti segreti statunitensi. L'Aumohd &amp;egrave; riuscita a far condannare e incarcerare 15 poliziotti implicati in quei fatti di sangue a costo della sicurezza di alcuni dei suoi membri. E' per questo che ogni giorno vediamo entrare un losco figuro negli uffici qui a Delmas 49, si tratta di un poliziotto sornione e depistato che &amp;egrave; la scorta assegnata dallo stato haitiano a Evel per garantire la sua incolumit&amp;agrave;. Non si fa vivo quasi mai il tutore della legge, ma ufficialmente esiste, insomma c'&amp;egrave;, e quando si presenta gli si d&amp;agrave; anche un piatto di riso e fagioli per ricordarglielo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La clinica da ricostruire a un mese dal terremoto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Nuovo giorno e mondo nuovo. Oggi si spala a dovere. Evel organizza un gruppo di abitanti del quartiere per ripulire un'area di 30 metri quadrati occupata dalle macerie di un paio di case crollate. Tutta la zona &amp;egrave; in realt&amp;agrave; una maceria in movimento, col suo grigiume di polveri e mattoni ma anche con tutta la sua gente pronta ad ascoltare, a organizzarsi e a lavorare se si riesce a intravedere una buona idea. Questo pomeriggio Evel ne regala una agli abitanti di Delmas 40 che si riuniscono e decidono di seguire la sua visione: riabilitare uno spazio che si sta lentamente trasformando in una fogna a cielo aperto dove pascolano un paio di suini in un centro d'assistenza medica provvisorio ma efficace. Infatti il personale medico (sono tutte dottoresse) di una delle cliniche del quartiere distrutte dal sisma del mese scorso &amp;egrave; disposto a riprendere le attivit&amp;agrave; anche gratuitamente se vengono dati loro gli strumenti necessari per il lavoro, gli spazi, le medicine e gli aiuti logistici del caso. Quindi da una parte stiamo lottando per ottenere degli aiuti materiali dalle agenzie internazionali, obiettivo difficile che ancora oggi lascia in stand by tutto il progetto, dall'altra servono braccia per creare lo spazio. I vicini di casa, le donne, i bambini e anche alcuni passanti si uniscono al nostro sforzo per ripulire la strada e lo spazio destinato alla clinica che verr&amp;agrave; poi coperta da teloni di plastica che abbiamo gi&amp;agrave; provveduto a reperire. Mentre iniziamo a lavorare con le pale, con le mani e le carriole alcuni rasta in bicicletta ci salutano calorosamente e altri personaggi del quartiere all'apparenza minacciosi ci ringraziano in un inglese maccheronico, in francese o in creolo a seconda dei casi. Alcuni non muovono un dito, si avvicinano, salutando e ringraziando anche loro come fossimo io e Diego gli unici responsabili e dirigenti di quell'opera collettiva e dinamica nata quasi spontaneamente dopo un discorso infervorato del nostro amico Evel. Presto ci accorgiamo che vogliono solo chiedere se per caso ci sar&amp;agrave; lavoro dopo la riattivazione della clinica e offrono i loro servizi per il prossimo futuro senza fare nulla nel presente. Non apprezziamo molto e continuiamo a lavorare. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt; Piano piano verso la una del pomeriggio raggiungiamo la clamorosa cifra di venti persone coinvolte nello sgombero, tutti sudatissimi sotto un sole che sferza frustate calde inverosimili mentre si attiva la solidariet&amp;agrave; degli osservatori compassionevoli, quelli che guardano la fatica dei pi&amp;ugrave; ma non vogliono rimanere inerti e allora comprano bibite fresche ai poveri spalatori. Un bambino raccoglie tutte le carte da gioco perse da qualche vittima tra le rovine e riesce quasi a ricomporre un mazzo da poker completo mentre io dispongo ordinatamente su un muretto tutti gli oggetti ben conservati che recuperiamo per mantenere in qualche modo la memoria degli antichi padroni di casa. Ad ogni mattone che lanciamo lontano l'impressione &amp;egrave; che le persone buttino via anche un pezzo della paura e del vivo ricordo del terribile terremoto per mettere al loro posto un'opera nuova, un pezzo in pi&amp;ugrave; di questa catartica creazione di esistenze e futuri che dovr&amp;agrave; essere la ricostruzione di Haiti.&amp;nbsp;   &lt;/font&gt;         &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 27 Feb 2010 13:11:37 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Evento a Roma per Haiti, domenica 28 febbraio</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Evento_a_Roma_per_Haiti__domenica_28_febbraio_1051.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;A sostegno della popolazione e della dignit&amp;agrave; di Haiti.&amp;nbsp;ROMA DOMENICA 28 FEBBRAIO 2010&amp;nbsp;  &amp;nbsp;L'appuntamento &amp;egrave; per le 19.30 in VIA SAN TOMMASO D'AQUINO 11/A.  &amp;nbsp;Aperitivo + musica e videodiretta  da ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1270f5ca8cc.250.0.jpg" alt="" width="236" height="312" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span style="font-size: 100%"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;A sostegno della popolazione e della dignit&amp;agrave; di Haiti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 100%"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: tahoma; color: red"&gt;ROMA DOMENICA 28 FEBBRAIO 2010&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;L'appuntamento &amp;egrave; per le 19.30 in VIA SAN TOMMASO D'AQUINO 11/A.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;Aperitivo + musica e videodiretta  da Haiti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;A seguire: Proiezione film THE AGRONOMIST di Jonathan Demme  &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;Ingresso 3 euro + 3 euro aperitivo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;L'intero ricavato della serata andr&amp;agrave; in favore di Selvas.org  che collabora con &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;L'Associazione di  avvocati haitiani volontari AUMOHD&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;&lt;a href="http://www.itanica.org/"&gt;Organizza AIN http://www.itanica.org/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: small"&gt;Circolo Leonel Rugama&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_GvCElX7doXo/S4RlvEhSUNI/AAAAAAAAAk4/k8TfQFlzu14/s1600-h/Rep+Dom+y+Delmas+081.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441586109112013010" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer" src="http://1.bp.blogspot.com/_GvCElX7doXo/S4RlvEhSUNI/AAAAAAAAAk4/k8TfQFlzu14/s320/Rep+Dom+y+Delmas+081.jpg" border="0" alt="" width="236" height="177" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: tahoma; font-size: 10pt"&gt;&lt;span style="font-size: 100%"&gt;itanica.roma@libero.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span style="font-size: 85%"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #ff0000"&gt;Appello&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; font-family: verdana"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="font-weight: bold; font-family: verdana"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span style="font-size: 85%"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #ff0000"&gt;&lt;span style="color: #000000; font-weight: normal"&gt;L'Associazione di avvocati haitiani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;volontari AUMOHD, Action des Unit&amp;eacute; Motives pour une Ha&amp;iuml;ti de Droit &amp;quot;&amp;egrave; in dovere di lanciare un appello urgente a tutti i suoi amici e sostenitori, a tutti gli amici di Haiti per aiutarci tramite un contributo che ci possa permettere di supportare i senza tetto, ricostruire le infrastrutture distrutte dell'AUMOHD, e aiutare le famiglie in difficolt&amp;agrave;.&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ecco i siti per le donazioni:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.selvas.eu/AppelloHaiti2010.html"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;http://www.selvas.eu/AppelloHaiti2010.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #0000ff"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <title>Diario da Haiti (5): un mese da terremotati</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp; Il presidente di Haiti, Ren&amp;eacute; Preval, ha decretato lo stop di tutte le attivit&amp;agrave; economiche ed educative nel paese per venerd&amp;igrave; 12 febbraio, giornata di lutto nazionale per le 220mila vittime del terremoto che ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://fabriziolorusso.files.wordpress.com/2010/02/quartier-delmas-santocho-11-fevrier-0691.jpg"&gt;&lt;img style="border: 2px solid black" src="http://fabriziolorusso.files.wordpress.com/2010/02/quartier-delmas-santocho-11-fevrier-0691.jpg?w=281&amp;amp;h=212" alt="" title="Quartier Delmas Santocho 11 fevrier 069" width="261" height="197" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il presidente di Haiti, Ren&amp;eacute; Preval, ha decretato lo stop di tutte le attivit&amp;agrave; economiche ed educative nel paese per venerd&amp;igrave; 12 febbraio, giornata di lutto nazionale per le 220mila vittime del terremoto che ha colpito la capitale Port au Prince il 12 gennaio scorso cambiando il destino di un popolo che da sempre &amp;egrave; abituato agli sconvolgimenti drastici causati dalle vicissitudini della storia e della natura, dalle forti ingerenze postcoloniali di francesi, americani e brasiliani, cos&amp;igrave; come da uragani e terremoti. Mentre le cifre sulle vittime e gli sfollati cominciano a stabilizzarsi a livelli impressionanti (un milione duecentomila persone vivono in rifugi provvisori o per strada e solo il 25% dispone di &amp;quot;materiali d'emergenza&amp;quot; come tende e materassi) e i media internazionali propiziano il lento spegnimento dei riflettori puntati sull'isola de La Hispaniola, sulle cui coste sbarc&amp;ograve; Colombo il 14 ottobre 1492 e che &amp;egrave; oggi divisa tra la Repubblica Dominicana e Haiti, il popolo haitiano vive ancora in uno stato di grave emergenza. Ogni sera Preval parla in diretta TV alla nazione da una tenda in cui si tiene una conferenza stampa per informare sulla situazione e cercare di confortare in qualche modo gli ascoltatori. E' una delle poche azioni possibili in questi momenti dato che lo Stato &amp;egrave; praticamente bloccato e atterrato in seguito alla morte di molti funzionari pubblici e alla distruzione fisica di quasi tutti i ministeri e del Palazzo nazionale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A un mese dal catastrofico sisma di 7,3 gradi della scala Richter che ha praticamente raso al suolo la citt&amp;agrave; di Leogane, che si trova vicinissima all'epicentro del sisma proprio a pochi chilometri dal centro della capitale, e che ha distrutto o danneggiato gravemente circa l'80% degli edifici della stessa Port au Prince, il paragone con un panorama postbellico e l'idea di un formicaio sempre brulicante e in costruzione sono forse le immagini pi&amp;ugrave; adatte per descrivere la vita e la gente qui ad Haiti. Basta camminare per la strade di Delmas, il quartiere periferico in cui mi ospitano gli avvocati dell'Aumohd (&lt;em&gt;Associazione di Universitari Motivati da un'Haiti dei Diritti&lt;/em&gt;), un'associazione di difensori dei diritti umani che lavora nei quartieri disagiati e nelle carceri, per rendersi conto che la gente vive alla giornata cercando continuamente cibo, acqua, denaro, spazi, tende, lavoro, contatti e aiuti della solidariet&amp;agrave; internazionale spesso difficili da ottenere nelle sovrappopolate periferie cittadine.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Molti supermercati e mercati coperti sono stati distrutti dalle scosse del terremoto e i pochi rimasti aperti non costituiscono un gran conforto per la gente comune dato che i prezzi del cibo e degli altri prodotti in genere sono proibitivi, quasi a livelli europei. In questi empori non &amp;egrave; difficile incontrare soldati e giornalisti canadesi o americani in cerca di scatolame, pesce, verdure o lattine di birra, tutti beni introvabili nei mercati di quartiere e nelle bancarelle per la strada che si caratterizzano per la scarsa variet&amp;agrave; e qualit&amp;agrave; degli alimenti in vendita: cipolle, aglio, pasta, riso, fagioli, dadi per il brodo, peperoncini, pane, a volte i pomodori e con un po' di fortuna del pollo e della carne di dubbia provenienza e poco pi&amp;ugrave;. Negli accampamenti c'&amp;egrave; anche l'abitudine di mangiare la carne di gatto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sembra che le emergenze segnalate dalle autorit&amp;agrave; e dalla stampa nei primi giorni dopo il terremoto come la fame, la sete, il pericolo delle epidemie e l'insicurezza siano ora parzialmente rientrate, anche se il problema del cibo e dell'acqua potabile non possono considerarsi mai completamente risolti. Ci sono per&amp;ograve; nuove inquietudini e possibili pericoli che si fanno avanti e interessano la maggior parte della popolazione. Infatti alla mancanza di tende e alla precariet&amp;agrave; dei rifugi temporanei e degli accampamenti allestiti in tutti gli spazi aperti della metropoli come i parchi, le piazze, i viali e i parcheggi, s'aggiunge l'avvicinarsi minaccioso della stagione degli uragani, prevista a partire da aprile, con il drammatico incremento della quantit&amp;agrave; e della forza delle precipitazioni, il caldo asfissiante e il proliferare di zanzare che da sempre le caratterizzano. Inoltre le condizioni igieniche nei campi stanno lentamente degenerando. Alcuni di questi ospitano oltre tremila persone che scaricano spazzatura e residui in spazi aperti o in fiumiciattoli maleodoranti in cui sguazzano alcuni maiali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Qualche giorno fa abbiamo avuto un assaggio di quello che potrebbe succedere tutti i giorni tra qualche mese se non si riescono a creare dei servizi di drenaggio dell'acqua piovana sia negli accampamenti ufficiali controllati dal governo e dai militari statunitensi sia in quelli spontanei organizzati dagli abitanti dei quartieri. Verso le 4 del mattino un forte temporale di qualche ora ha trasformato le vie di Port au Prince in fiumi di fanghiglia e detriti costringendo tutti gli abitanti a correre ai ripari e a proteggere i pochi beni che restano loro, soprattutto le tende, i materassi, i vestiti e i teloni di plastica che di solito costituiscono l'unica protezione per gli spazi in cui si dorme o dove s'istallano le tende. Anche qui nel parcheggio dell'Aumohd, in cui abbiamo piantato un paio di canadesi, ci siamo dovuti svegliare all'improvviso per cercare riparo dallo scrosciare della pioggia che non dava segni di cedimento e soprattutto per evitare che i computer e le stampanti venissero danneggiati.&lt;a href="http://fabriziolorusso.files.wordpress.com/2010/02/centro-citta-9-feb-2010-077.jpg"&gt;&lt;img style="border: 2px solid black" src="http://fabriziolorusso.files.wordpress.com/2010/02/centro-citta-9-feb-2010-077.jpg?w=325&amp;amp;h=244" border="2222" alt="" title="Centro Citt+&amp;aacute; 9 feb 2010 077" width="272" height="204" align="right" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Anche se a Port au Prince mancano ancora i servizi pubblici di base come l'acqua corrente e l'energia elettrica, la gente s'arrangia sfruttando i pozzi profondi presenti in alcune case oppure andando a fare la doccia negli accampamenti ufficiali riforniti da grossi camion del governo e, per l'energia, i pi&amp;ugrave; fortunati dispongono di costosi generatori a benzina per alcune ore al giorno. In questo senso l'azione delle associazioni locali, spesso non legate al circuito delle grandi ONG e delle &amp;quot;multinazionali della solidariet&amp;agrave;&amp;quot;, &amp;egrave; molto importante nei quartieri marginali visto che, per esempio, la stessa Aumohd offre servizi gratuiti come la connessione a internet, la ricarica del cellulare, la disponibilit&amp;agrave; di spazi per le riunioni e per depositare prodotti di prima necessit&amp;agrave; e a volte anche pasti caldi alla gente del quartiere. Il presidente, &lt;em&gt;Maitre&lt;/em&gt; Evel Fanfan, ha lanciato insieme all'organizzazione italiana Selvas.org una raccolta fondi per una piccola cucina comunitaria e per aprire un piccolo centro medico di quartiere al quale stiamo contribuendo direttamente anche noi italiani (siamo qui in due, io e l'amico Diego Lucifreddi).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Le informazioni su come supportare queste iniziative e sulla situazione ad Haiti si trovano in questi blog: &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://lamericalatina.net/"&gt;http://lamericalatina.net&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In una conferenza stampa l'ambasciatore americano a Porto Principe, Kenneth H. Merten, ha dichiarato che le tende non rappresentano l'unica priorit&amp;agrave; e che &amp;egrave; meglio pensare gi&amp;agrave; da ora a soluzioni pi&amp;ugrave; stabili come per esempio i prefabbricati di legno e plastica che sono pi&amp;ugrave; resistenti. Inoltre - sintetizzo le sue parole - l'idea &amp;egrave; quella di evitare che la gente si abitui alle tendopoli che potrebbero trasformarsi in citt&amp;agrave; permanenti che ostacolerebbero l'opera di ricostruzione generale e i piani di ricollocamento della popolazione in zone pi&amp;ugrave; sicure. L'idea un po' cinica espressa dall'ambasciatore USA ha una sua logica per&amp;ograve; nel frattempo la gente se la deve cavare con quello che c'&amp;egrave; o con i teloni di plastica che in citt&amp;agrave; sono diventati carissimi e ricercatissimi, tanto che alcune persone che ci hanno visto per la strada ci hanno chiesto di procuraglieli pensando che fossimo due americani. Il grave problema della ricostruzione fisica delle abitazioni e delle infrastrutture &amp;egrave; legato a quello del lavoro e delle attivit&amp;agrave; economiche, un miraggio lontano gi&amp;agrave; prima del terremoto visto che un milione di haitiani residenti all'estero fa girare l'economia pi&amp;ugrave; di quanto lo facciano le imprese locali, il turismo o gli investimenti stranieri. Qui all'Aumohd vengono ogni giorno ragazze e ragazzi a stampare il loro curriculum sperando prima di tutto di poterlo consegnare un giorno a qualcuno e poi di poter trovare un impiego. Gli unici che per ora stanno assumendo delle persone sembrano essere le missioni militari internazionali che negli accampamenti pi&amp;ugrave; grandi hanno bisogno di manodopera, traduttori e aiutanti generali per la distribuzione degli aiuti e le relazioni con la gente che si stabilisce l&amp;igrave;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il lutto nazionale del 12 febbraio s'&amp;egrave; di fatto prolungato per tutto il fine settimana con manifestazioni ufficiali e religiose - spesso non si distinguono le une dalle altre - nella centrale spianata di Champs de Mars. Ogni mattina dalle sei in avanti migliaia di haitiani, le donne vestite di bianco e gli uomini coi pantaloni neri e la camicia bianca, si sono riuniti nei luoghi di culto e per le strade per partecipare alle messe e ricordare le vittime. Le cerimonie durano alcune ore in un alternanza di lunghe prediche &lt;em&gt;in memoriam&lt;/em&gt; e di preghiere spesso accompagnate da chitarre, organi e cori. Il rito cattolico non &amp;egrave; l'unico, anzi, sembra molto pi&amp;ugrave; diffuso quello battista con alcune reminiscenze del voodoo che &amp;egrave; pi&amp;ugrave; coinvolgente e prevede ore ed ore di canti e balli frenetici ed estenuanti al ritmo dei tamburi coi credenti che entrano in uno stato di estasi o trance collettivo. Il pianto dei tamburi viene interrotto solamente dal frastuono degli elicotteri americani che sorvolano continuamente i cieli della capitale e riportano i suoi abitanti alla realt&amp;agrave; quotidiana fatta di espedienti, inquietudini e speranze cantate a squarciagola verso il sole caraibico.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto di Fabrizio Lorusso, album: &lt;a href="http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti"&gt;http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Articolo di F. L. ripreso &lt;a href="http://abbonamenti.carta.org/settimanale/2010/5" target="_blank"&gt;dal settimanale Carta del 19 gennaio 2010.&lt;/a&gt;&amp;nbsp;  &lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 24 Feb 2010 23:42:27 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>La terra tremò ancora. Brevi da Haiti e Port au Prince - 3 - Video</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4             /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126fb482689.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;!--[if gte mso 10]&gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;}  &lt;![endif]--&gt;  &lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Port au Prince e Haiti tremano ancora. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dopo due notti di scosse ondulatorie intorno ai 5 gradi della scala Richter abbiamo saggiamente deciso di spostare le nostre tende dal primo piano della casa alla zona giardino-parcheggio. La rivisitazione del piano &amp;quot;notti sicure&amp;quot;, che prima prevedeva solamente un generale e indefinito stato di allerta mentale e l'opzione di dormire in tenda sul balcone dell'ufficio dell'Aumohd (Association des Unit&amp;eacute; Motiv&amp;eacute; pour une Haiti des Droits), implica ora un ripensamento della strategia generale. Verso mezzanotte la prima scossa che ci ha svegliato non era eccessivamente minacciosa ma qualche ora dopo la seconda ci ha fatto letteralmente sobbalzare e imprecare. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La tenda era chiusa e la cerniera introvabile, il pavimento scivolava sotto i piedi da destra e sinistra come un tapis roulant e quando sono riuscito a uccidere il dormiveglia, ad alzarmi, ad orientarmi e a uscire era ormai tutto finito, i cani abbaiavano mentre amici e vicini erano gi&amp;agrave; in piedi per la strada e nei cortili. Niente di grave, solo pochi secondi, ma questa volta non posponiamo pi&amp;ugrave; la decisione di traslocare gi&amp;ugrave; in giardino per cercare di riprendere un sonno turbato per&amp;ograve; l&amp;igrave; almeno non ci pu&amp;ograve; crollare niente in testa. Sar&amp;agrave; la nostra nuova stanza per quest'ultima settimana, &amp;egrave; finita l'epoca del coraggio. Mentre facciamo i bagagli un'altra bottarella di terremoto preceduta da un tuono grave e fragoroso ci riconferma la bont&amp;agrave; della nostra scelta e ci mette addosso una leggerissima fretta.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il Corriere e la Repubblica on line hanno pubblicato un'informazione (rettificata qualche ora dopo) esagerata rispetto a quanto apprendiamo dai media haitiani e dall'ANSA: il terremoto &amp;egrave; stato forte ma &amp;quot;solo&amp;quot; del 4,7 grado scala Richter, non del 7 come acclamato in home page &lt;a href="http://www.ansa.it/ansalatina/notizie/notiziari/amcentr/20100223114435033340.html" target="_blank"&gt;(http://www.ansa.it/ansalatina/notizie/notiziari/amcentr/20100223114435033340.html)&lt;/a&gt;&amp;nbsp;  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;Video associato al post: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=voEzs4vKWfU" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=voEzs4vKWfU&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=voEzs4vKWfU" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;  &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;La pi&amp;ugrave; grande catastrofe della storia moderna.&lt;/strong&gt; Bilancio provvisorio dei danni del terremoto del 12 gennaio 2010, del 7,3 grado della scala Richter, su Port au Prince, capitale d'Haiti e citt&amp;agrave; limitrofe, al 22 febbraio 2010 secondo la protezione civile haitiana: valutazione danni in 14 miliardi di dollari USA, morti accertati (ma molti sono ancora sotto le macerie, 222 500, il 90% dei quali nella zona cittadina; 310 928 feriti; 559 dispersi; 1 milione e mezzo di persone colpite; 1 milione duecentotrentasettemila senza tetto; 509 202 sfollati; 105 369 case distrutte; 208 164 abitazioni danneggiate. Non si segnalano ancora pericoli epidemiologici nel paese anche se una trentina di ospedali della capitale non sono operativi e la stagione delle piogge &amp;egrave; una minaccia per le precarie tendopoli installate un po' dappertutto a Porto Principe e dintorni. Cuba &amp;egrave; il paese che ha fornito pi&amp;ugrave; medici: sono oltre 1700 i dottori presenti ad Haiti, 1300 arrivati dopo il sisma. Si segnala anche la scarsit&amp;agrave; di latrine e servizi igienici nei campi di accoglienza degli sfollati dato che &amp;egrave; ancora lontano l'obiettivo di avere una latrina ogni 20 abitanti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Ronda di visite di capi di Stato.&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; Intanto il presidente haitiano Ren&amp;egrave; Preval si trova in Messico per assistere al Vertice per l'Unit&amp;agrave; dell'America Latina e dei Caraibi e per incontrarsi col presidente messicano Calderon.&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Si avvicina la data del 31 marzo in cui l'ONU discuetr&amp;agrave; i piani per la ricostruzione del paese mentre l'Unione Europea annuncia un &amp;quot;piano Marshall&amp;quot; per Haiti, secondo le parole del ministro degli esteri dell'Unione, Catherine Ashton che visiter&amp;agrave; l'isola la settimana prossima. Per ora il totale degli aiuti europei ammonta a 609 milioni di euro di cui 309 di aiuti umanitari e 300 per la ricostruzione.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dopo Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, anche Michelle Bachelet, sua omologa cilena, &amp;egrave; venuta in visita ad Haiti ma senza offrire milioni come Sarkozy. Ha sfoderato pi&amp;ugrave; che altro discorsi di solidariet&amp;agrave; e promesse di aiuti futuri per la fase di ricostruzione, frasi diplomatiche di cortesia e di elogio al coraggio del popolo haitiano che resiste. Anche a lei Preval ha chiesto pi&amp;ugrave; tende mentre al summit dei leader latino americani ha chiesto pi&amp;ugrave; investimenti per la riattivazione dell'industria in loco e la riduzione della dipendenza economica dagli aiuti esteri. Ha anche sottolineato come lo sviluppo futuro del paese non dovr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; centrarsi sulla capitale dove vive oltre il 20% della popolazione totale quanto sul decentramento.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;    &amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Non mi stanco di segnalarvi un blog utile per le donazioni per Haiti e per l'Aumohd, dove stiamo lavorando come volontari: &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com/&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;  &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 23 Feb 2010 14:56:23 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Brevi da Haiti e Port au Prince - 2 - Video</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Cattedrale a pezzi e il parziale ritiro americano (?) VIDEO ASSOCIATO AL POST:&amp;nbsp;http://www.youtube.com/watch?v=maTbyjz-HqA&amp;amp;feature=player_embedded   L'arcivescono di Porto Principe &amp;egrave; morto sotto le macerie della ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126f6870d0b.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Cattedrale a pezzi e il parziale ritiro americano (?)&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;VIDEO ASSOCIATO AL POST:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=maTbyjz-HqA&amp;amp;feature=player_embedded" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=maTbyjz-HqA&amp;amp;feature=player_embedded   &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'arcivescono di Porto Principe &amp;egrave; morto sotto le macerie della cattedrale capitalina il 12 gennaio, giorno del terremoto che ha cambiato la storia di Haiti. Fino a pochi giorni fa c'erano ad Haiti qualche migliaio di soldati dell'ONU - MINUSTAH (della forza di controllo presente qui dal 2004 in realt&amp;agrave;, quando il presidente Aristide venne cacciato dal paese e vi fu un vero e proprio colpo di Stato) accompagnati da ben 22mila militari americani giunti a pioggia dopo il sisma e dislocati nell'aeroporto e nei campi di accoglienza degli sfollati senza tetto in tutta la citt&amp;agrave;. La minaccia di un'occupazione militare che possa stabilire una specie di protettorato sembra una possibilit&amp;agrave; concreta in un paese che ha perso la maggior parte dei deboli apparati statali e ha visto la distruzione fisica dei ministeri e del palazzo del governo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Mercoled&amp;igrave; 24 febbraio il presidente francese Nicolas Sarkozy verr&amp;agrave; in visita a Port au Prince e sorvoler&amp;agrave; la citt&amp;agrave; in elicottero con il presidente haitiano Preval per osservare le zone distrutte dal terremoto e probabilmente verr&amp;agrave; annunciato l'ammontare di un'aiuto economico significativo. La Francia non vuole restare indietro negli affari legati alla sua ex-colonia e allo stesso tempo desidera limitare l'ingerenza americana e brasiliana nel paese. Lo stesso ministro degli esteri brasiliano, Celso Amorim, ha dichiarato che auspica la continuazione della missione ONU che &amp;egrave; capeggiata dal Brasile e il ritiro di tutte le altre forze militari straniere quando l'emergenza sar&amp;agrave; rientrata. La visita di Sarkozy &amp;egrave; la prima di un mandatario francese dal 1804, anno dell'indipendenza di Haiti dalla Francia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ciononostante questa settimana &amp;egrave; arrivato l'annuncio del ritiro di 9mila uomini che porter&amp;agrave; la presenza USA a 13mila unit&amp;agrave; &amp;quot;solamente&amp;quot;. Pur restando comunque la principale autorit&amp;agrave; presente ad Haiti, l'esercito USA ha ridimensionato il suo impegno. Ad ogni modo il presidente haitiano Ren&amp;egrave; Preval &amp;egrave; vicino all'establishment che propizi&amp;ograve; la fuga, o meglio il sequestro da parte della CIA, ed esilio di Aristide nel 2004 ed &amp;egrave; anche bene accetto alla diplomazia nordamericana. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Governa da una tendopoli e con poche forze un popolo orgoglioso ma anche dipendente dagli aiuti in questo momento (e spesso nella sua storia) con una elite che preferisce il cosiddetto &amp;quot;imperialismo su invito&amp;quot; alla lotta nazionale per lo sviluppo e l'equit&amp;agrave;. In questi giorni di crisi estrema (ma forse anche durante un'annata normale) non si trovano prodotti haitiani, tutto viene da fuori, dagli USA e dalla Repubblica Dominicana, nulla apporta alla ricchezza nazionale salvo le rimesse dei connazionali all'estero da cui milioni di cittadini dipendono. Quindi pu&amp;ograve; anche darsi che gli USA preferiscano alleggerire i costi della missione una volta che si siano consolidati i meccanismi di distribuzione degli aiuti e i piani di ricostruzione per poi continuare ad avere un controllo light ma pur sempre efficace sul governo haitiano e sulle risorse minerarie, includendo anche il petrolio, che sembrano abbondare nei mari e nei territori haitiani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dopo il giorno di lutto con stop di tutte le attivit&amp;agrave; decretato per il 12 febbraio e il marted&amp;igrave; grasso di vacanza il paese sembra pronto a riprendere le attivita: le scuole non danneggiate dal terremoto hanno ripreso le attivit&amp;agrave; regolarmente, anche se si segnala un alto tasso di diserzione; a Port au Prince 4000 istituti educativi sono stati danneggiati o distrutti quindi la ripresa non &amp;egrave; ancora possibile e si attendono le scuole mobili (la repubblica Dominicana per esempio ne ha donate 15 da 40 posti a sedere l'una che saranno operative in alcune citt&amp;agrave; di frontiera); l'aeroporto Toussaine-Louverture, dopo oltre un mese di chiusura, riaprie il 19 febbraio ai voli commerciali di alcune compagnie come Air France, American Airlines e Air Canada. Ieri la Banca Interamericana per lo Sviluppo ha stimato in circa 14 miliardi di dollari i costi della ricostruzione e ha parlato di vari decenni di crescita prima che il paese possa recuperare il suo prodotto interno pre-terremoto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Vi raccomando ancora il sito per le DONAZIONI (che non vanno perdute nella burocrazia) in favore di Aumohd, l'associazione presso cui sto lavorando qui a Port au Prince, Haiti, e che offre servizi alla comunit&amp;agrave; e sta lavorando a vari progetti di cucina comunitaria e di pronto soccorso per la popolazione colpita dal sisma: &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;       &lt;/p&gt;&lt;h2 align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=_yFH73PqTS4&amp;amp;feature=player_embedded" target="_blank"&gt;Video Port au Prince, Haiti (4). Il Palazzo nazionale distrutto, Sarkozy e la tendopoli di Campo di&amp;nbsp;Marte: QUI &lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/h2&gt;   &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=_yFH73PqTS4&amp;amp;feature=player_embedded" target="_blank"&gt;&lt;span style="text-align: center; display: block"&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La Banca Interamericana per lo Sviluppo ha recentemente pubblicato una stima dei danni del terremo del 12 gennaio ad Haiti e ha concluso che si tratta della tragedia pi&amp;ugrave; costosa della storia in termini di vite umane e per l'economia&amp;nbsp; in relazione alla popolazione totale del paese (circa 9 milioni e mezzo di persone) e alla situazione precedente il sisma. I morti superano i 230mila e molti sono ancora sotto le macerie, l'infrastruttura distrutta viene stimata in 8000-14000 milioni di dollari (cifra superiore al PIL di Haiti di un anno) e si parla di decenni di recupero necessari per riportare l'economia allo stato in cui era prima del terremoto. Di certo non &amp;egrave; un gran obiettivo dato che si trattava comunque del paese pi&amp;ugrave; povero delle Americhe. Normalmente le stime econometriche come questa si basano su una serie di variabili e fattori considerati costanti, il famoso &amp;quot;ceteris paribus&amp;quot; (a parit&amp;agrave; di condizioni) e servono spesso come unit&amp;agrave; di riferimento per orientarsi un po' nel marasma di dati forniti e proiettati, quindi non credo si possa concludere che un paese, uno stato, un popolo siano per sempre spacciati anche perch&amp;eacute; lo sviluppo economico dipende da molti pi&amp;ugrave; fattori di quelli considerati di solito da queste analisi. Le proporzioni storiche dell'evento erano gi&amp;agrave; note e le proiezioni economiche a futuro vanno sempre riviste.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il presidente francese Nicolas Sarkozy verr&amp;agrave; in visita ad Haiti mercoled&amp;igrave; prossimo e ha annunciato che discuter&amp;agrave; dei piani di ricostruzione e degli aiuti francesi con il presidente Preval e con i giornalisti. Il 31 marzo a New York ci sar&amp;agrave; l'incontro all'ONU sulla ricostruzione di Haiti in cui verranno stilati e completati i piani per la citt&amp;agrave; di Port au prince e le altre come Leogane che son state completamente rase al suolo. L'idea &amp;egrave; di evitare il sovrappopolamento dell'area metropolitana in futuro (gli abitanti della capitale erano 2 milioni, il 20% del totale del paese) e cercare di non ricostruire nelle zone pi&amp;ugrave; a rischio. Il palazzo nazionale, per esempio, secondo i piani francesi andrebbe rifatto da un'altra parte nonostante sia un simbolo nazionale importante. Si preannunciano mesi caldi per la negoziazione degli aiuti e dei contributi di ciascun paese: le visite di Stephen Harper, primo ministro canadese, e dei coniugi Clinton a pi&amp;ugrave; riprese (Bill Clinton ha addirittura cominciato una campagna insieme a Bush figlio) e ora quella di Sarkozy sottolineano come, oltre al Brasile, anche Francia, USA e Canad&amp;agrave; siano fortemente interessati a mantenere forme di controllo-aiuto ad Haiti. Sono i primi paesi interessati ad evitare l'ingerenza russa e venezuelana nei Caraibi, ad avere la priorit&amp;agrave; nell'esplorazione delle risorse minerarie (petrolifere ma non solo) probabilmente abbondanti nelle acque haitiane e a mantenere la situazione umanitaria quantomeno stabile dato il &amp;quot;pericolo&amp;quot; di emigrazioni di massa nei loro territori.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Abbiamo avuto un incontro con la sezione italiana di Medici Senza Frontiere qui a Port au Prince per cercare di capire come fare per ricevere degli aiuti in medicine, personale e materiali medici per ricostituire una piccola clinica di quartiere che operava nella zona Delmas e che potrebbe ora ricominciare a offrire i suoi servizi dato che il personale medico &amp;egrave; sopravvissuto e non ha lavoro. Le perosne che ci hannop ricevto sono state molto gentili e ci hanno spiegato come prepararsi per entrare nelle liste delle Nazioni Unite per ricevere aiuti. Non &amp;egrave; semplicissimo ma sembra sia possibile. Bisogna partecipare a delle riunioni settoriali, dei &amp;quot;cluster&amp;quot;, dedicate a temi specifici quali &amp;quot;i materiali medici&amp;quot; o &amp;quot;gli aiuti alimentari&amp;quot; e cercare di inserire la propria organizzazione, sia essa locale o straniera, nella lista del cluster adatto e attendere. Mi perdoneranno gli esperti delle ONG e simili per la superficialit&amp;agrave; della spiegazione!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Le grosse ONG e gli organi governativi accedono a queste risorse quasi automaticamente proprio in virt&amp;ugrave; della loro notoriet&amp;agrave; e credibilit&amp;agrave; forse lasciando in secondo piano le piccole realt&amp;agrave; legate al territorio che devono &amp;quot;risalire la china&amp;quot; o partire da zero nelle loro relazioni con le agenzie internazionali. Alcune realt&amp;agrave; grandi come MSF (Medicins sans frontiers) preferiscono non dipendere dagli aiuti ufficiali in quanto vi sono dei condizionamenti cui non desiderano sottostare. Non abbiamo parlato della questione specificamente ma possiamo immaginare che anche la solidariet&amp;agrave; possa venire condizionata a delle politiche specifiche, a delle prefernze stabilite dall'agenzia che la elargisce. Per esempio in America centrale e in Messico non &amp;egrave; un segreto che la USAID (agenzia governativa statunitense), fortemente presente anche qui ad Haiti con gli aiuti del terremoto,&amp;nbsp; subordina i suoi esborsi &amp;quot;solidali&amp;quot; a politiche anti-abortiste o reazionarie rispetto alle tendenze sociali e politiche dei paesi riceventi. Tra l'altro legarsi in qualche modo all'esercito, alle truppe straniere o agli stessi caschi blu pu&amp;ograve; portare a gravi problemi d'immagine per i gruppi che desiderano mantenere la loro immagine d'indipendenza e autonomia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Riporto ancora l'appello per le donazioni all'Aumohd, l'associazione presso cui stiamo lavorando a Port au Prince &amp;egrave; che &amp;egrave; molto radicata nel quartiere e con le organizzazioni locali. I contributi vengono veramente consegnati al destinario e vengono utilizzati per l'acquisto diretto di medicine, tende e beni di prima necessit&amp;agrave; per gli abitanti del quartiere:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:36:30 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Diario da Haiti (4): polvere di macerie sul cielo di Port au Prince</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;  La casona che prima del terremoto del 12 gennaio scorso a Port au Prince era la sede dell'Aumohd, un'associazione di avvocati da anni in lotta per la difesa dei diritti umani ad Haiti e per la protezione della popolazione dei ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126f305a9b4.250.0.jpg" alt="" width="187" height="249" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La casona che prima del terremoto del 12 gennaio scorso a Port au Prince era la sede dell'Aumohd, un'associazione di avvocati da anni in lotta per la difesa dei diritti umani ad Haiti e per la protezione della popolazione dei quartieri disagiati, &amp;egrave; adesso anche un rifugio d'emergenza che il suo presidente, Evel Fanfan, alcuni ex-impiegati dell'associazione, due ragazze del quartiere che hanno perso casa, anche se per fortuna i loro familiari sono vivi, e a volte vi dimorano dei collaboratori stranieri come me e Diego che vengono ad aiutare, a informare, a capire, a vivere. Siamo i primi dopo il sisma e veniamo trattati con tutte le attenzioni del caso. &lt;br /&gt; Ci viene proposto di dormire in giardino o nel parcheggio sotto un tendone di plastica enorme che copre alcuni letti d'emergenze, ma preferiamo entrare in casa, salire un piano e stenderci in terrazza sui nostri materassi cinesi gonfiabili, sotto le stelle che brillano orgogliose e indisturbate sopra la citt&amp;agrave; senza luce. Negli uffici del piano terra, sgomberi e puliti, c'&amp;egrave; la lavagnetta di Evel dove hanno scritto i nostri nomi e quelli di ogni ospite &amp;quot;residente&amp;quot; dell'associazione con le sue rispettive funzioni. Nessuno osa restare fermo sotto i tetti della casa e la scalata ai piani superiori &amp;egrave; un'impresa psicologicamente impegnativa per chi sente ancora dentro il tremolio, il frastuono, la rottura e la caduta, cio&amp;egrave; il trauma per la devastazione concepita e attuata dalle forze della natura. Fatalismo, animismo, culto della morte, reminiscenze voodoo e religiosit&amp;agrave; profonda si fondono nella cultura haitiana con un cattolicesimo di facciata ed un protestantesimo in crescita dirompente grazie ai finanziamenti delle potenti chiese statunitensi e alla crisi della tradizione cattolica romana proprio come accade anche in Messico e in tanti altri paesi dell'America centrale e dei Caraibi. &lt;img src="http://www.carmillaonline.com/archives/CentroHaitiCarmilla001.jpg" border="0" alt="CentroHaitiCarmilla001.jpg" hspace="4" vspace="2" width="270" height="202" align="right" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;  &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Le proporzioni del disastro&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sebbene la gente in qualche modo fosse gi&amp;agrave; abituata alle periodiche catastrofi naturali che la colpivano a queste latitudini caraibiche, non ci si aspettava proprio quel minuto di scosse tremende, ondulatorie, pervicaci e fatali che hanno provocato 230mila vittime, un milione e duecentomila sfollati, danni economici stimati in 14 miliardi di dollari oltre alle decine di migliaia di sepolti vivi che non verranno mai trovati e di cui spesso ci si dimentica. Una citt&amp;agrave; vivissima e simile a un immenso formicaio ma ancora piena di fantasmi &amp;egrave; quella che ci accoglie i primi giorni con la luce del sole che nel pomeriggio scalda l'aria oltre i 35 gradi. Le strade della zona si chiamano Delmas, sono contraddistinte solamente da un numero progressivo dispari per le vie che escono verso sud, e pari per quelle a nord, e tutte portano alla principale, anch'essa chiamata Delmas, ma senza numeri. E' la via maestra che dopo 5 chilometri di discesa verso il mare sfocia nel centro di Porto Principe. La Banca Interamericana per lo Sviluppo ha recentemente pubblicato le prime stime economiche sulle dimensioni della catastrofe, indicata come la pi&amp;ugrave; grande della storia in relazione alla popolazione haitiana di 10 milioni di abitanti. Si parla di 14 miliardi di dollari per la ricostruzione e una previsione del futuro dalle evidenti tinte catastrofiste, di quelle che piacciono tanto agli economisti econometristi ortodossi e statisticamente ferrati, che condanna il paese a rincorrere il suo passato per decenni e decenni dato che recuperer&amp;agrave; il suo prodotto interno lordo previo al terremoto solo nel 2040. Per ora meglio restare coi piedi e le cifre e per terra, abbandonare il disfattismo della vulgata economica imperante e tornare a Delmas.   &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Bombardamenti della terra   &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; L'esplorazione parte da qui, dalla 49 in su e in gi&amp;ugrave;, evitando mattoni, colonne, sbarre di metallo, immensi buchi nell'asfalto e occhi disperati e imploranti di gente disposta a lavorare, aiutarci, chiedere e sapere che non siamo l&amp;igrave; per salvare nessuno, che cerchiamo di salvarci noi dal rumore e dall'ansia dell'impotenza materiale di vincere la mala sorte, il sottosviluppo e la povert&amp;agrave; che hanno congiurato per distruggere tutto e sottomettere un popolo gi&amp;agrave; prostrato da uragani, corruzione e disuguaglianze sociali. Alcuni scorci dei palazzi crollati e le sensazioni mi riportano ai racconti, alle vecchie foto e alle letture dell'epoca postbellica nella Milano e nella Roma straziate dai bombardamenti e dalla fame. La seconda immagine &amp;egrave; quella delle citt&amp;agrave; irachene, afgane e palestinesi che sin da piccoli siamo stati abituati a conoscere passivamente in televisione, incappando nella loro disperazione durante i routinari e distratti zapping tra i Jeffersons, il Pranzo &amp;egrave; servito e la ruota della fortuna. Villaggi e case sempre uguali, sempre grigi, polverosi di macerie e deserto, sempre torturati, occupati e sorvolati da elicotteri stranieri e gruppi ribelli non identificati. Sar&amp;agrave; retorico o scontato ma sono le prime impressioni, quelle che non si scordano. Le mura del cimitero del quartiere Delmas sono crollate completamente in modo tale che dalla strada, passeggiando, si scorgono le tombe di marmo, spuntano imperiose le croci di ferro, si notano i fiori e i paramenti colorati in quell'angolo surreale dell'altro mondo, in quel pezzo sfortunato dell'isola de La Hispaniola, dove i morti sembrano aprire le porte di casa per accogliere tanti fratelli sofferenti tra le macerie o agonizzanti negli ospedali da campo per offrire loro un soffio di pace eterna.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Nottate in bianco e nero&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; I cani randagi e i galli domestici cominciano a cantare nei cortili prima delle 5 mentre le zanzare ci accompagnano numerose nel mondo dei sogni, tormentato dai veleni emanati a causa delle loro punture e dal calore intenso d'afa tropicale. La doccia si fa con l'acqua di un pozzo raccolta in un secchio gigantee deposto al centro del bagno. Un generatore di corrente a benzina ci permette di avere l'energia elettrica per qualche ora al giorno anche se il prezzo da pagare per ogni pieno di serbatoio &amp;egrave; molto alto, siamo oltre l'euro al litro di &lt;em&gt;essence&lt;/em&gt; o gasolio, quasi come in Italia. La moneta locale, la gourde, si cambia a 50 per un euro e 38 per un dollaro USA tanto per la strada come nelle poche banche aperte o presso gli uffici onnipresenti della Western Union. Sulla &lt;em&gt;grande rue Delmas &lt;/em&gt;c'&amp;egrave; l'ambasciata canadese presidiata dai soldati di quella pacifica repubblica ghiacciata che viene presa d'assalto dalla gente in attesa fuori, davanti, nei dintorni, ovunque, per ottenere un visto e scappare via lontano in cerca di gelo e lavoro.&lt;img src="http://www.carmillaonline.com/archives/Quartier%20Delmas%20Santocho%2011%20fevrier%20045.jpg" border="0" alt="Quartier Delmas Santocho 11 fevrier 045.jpg" hspace="4" vspace="2" width="205" height="273" align="left" /&gt;&lt;br /&gt; Dopo un paio di giorni di ambientamento e pratica intensiva di un francese precario, lingua sempre utile per farsi capire anche se la gente parla di preferenza il creolo, mettiamo a frutto il lavoro di raccolta dei primi contatti svolto prima di partire con lo scopo di poter intervistare cooperanti, attivisti e giornalisti che conoscono bene il paese e che possono aiutarci nella comprensione della situazione politica e sociale ad Haiti e nelle fasi di orientamento nella selva delle procedure per l'ottenimento dei famosi aiuti internazionali. Un progetto di cucina comunitaria e uno di riabilitazione di una piccola clinica di quartiere sono quelli che l'Aumohd ha in mente di realizzare. Riusciamo nel nostro intento e prendiamo due piccioni con una fava. Due incontri in due ore che ci fanno conoscere una realt&amp;agrave; sconosciuta ai pi&amp;ugrave;. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Lusso nella polvere&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Il giornalista del Corriere con cui chiacchieriamo nel giardino del lussuoso Hotel Plaza conosce bene la situazione e la storia recente di Haiti e intervista Evel Fanfan con veemenza alla ricerca di qualcosa che spesso non c'&amp;egrave;, la notizia. Una storia che dovrebbe e potrebbe coincidere semplicemente con la realt&amp;agrave;, o meglio le rifrazioni e i riflessi di essa, ma che spesso deve diventare qualcosa di pi&amp;ugrave;, deve rasentare i confini del morbo scandalistico o dell'ordinaria verit&amp;agrave; politicamente corretta per poter essere raccontata all'estero, in Italia per esempio, sui media mainstream. Nell'hotel l'ambiente &amp;egrave; surreale, estremamente rilassato e tipico dei non-luoghi alla Marc Aug&amp;eacute;, cio&amp;egrave; di quegli spazi della postmodernit&amp;agrave; che sono identici ovunque nel mondo, come ad esempio gli aeroporti o certe note catene globali di supermercati e fast food. Schiere di giornalisti provenienti da ogni angolo della terra si scambiano opinioni, guardano partite di football, navigano su Internet a velocit&amp;agrave; da sogno e possono scegliere tra varie marche di birra al bancone del bar mentre a cento metri in linea d'aria dalla reception s'intravvede il pi&amp;ugrave; grande accampamento di sfollati della citt&amp;agrave; con migliaia di polverosi tendoni di plastica in successione che invadono piazze, strade e panorami. Siamo a pochi passi dal Palazzo nazionale, l'edificio sede del potere esecutivo distrutto dal sisma, simbolo di uno Stato inesistente, corrotto e debole prima e dopo che la terra tremasse per un minuto il 12 gennaio scorso. &lt;br /&gt; Uno Stato che attende gli aiuti e governa da una tenda allestita dagli oltre ventimila americani sbarcati in terra haitiana per evitare &amp;quot;problemi di sicurezza&amp;quot; e garantire il flusso di aiuti in natura che stanno intasando i magazzini e spesso giacciono abbandonati nei loro anfratti. L'intervista serve anche a noi per comprendere meglio il dibattito politico haitiano e la collocazione dell'attuale presidente Ren&amp;egrave; Preval di fronte all'opinione pubblica locale ed estera: dopo la cacciata del popolare presidente Jean Bertrand Aristide nel 2004, oggi in esilio in Sud Africa, in seguito a un periodo di rivolte, violenza politica e instabilit&amp;agrave; economica con un'opposizione che boicott&amp;ograve; le elezioni del 2001 e denunci&amp;ograve; frodi elettorali, Preval &amp;egrave; stato visto come il suo successore naturale dato che faceva parte del suo movimento ed era gi&amp;agrave; stato presidente negli anni novanta. Dal 2004 al 2006 dopo le dimissioni forzate di Aristide, il giudice della Corte costituzionale gradito agli USA, Boniface Alexandre, ascende alla presidenza per due anni caratterizzati da un alto livello di repressione politica e sociale, dopo i quali Preval sembra un'alternativa accettabile per il popolo haitiano che s'illude di trovare un nuovo &amp;quot;Aristide ma senza Aristide&amp;quot;. Di nuovo le poche famiglie dell'elite nazionale alleate con gli interessi stranieri, soprattutto americani, riescono a determinare i processi politici nazionali in funzione dei loro interessi e a far s&amp;igrave; che il movimento e la popolarit&amp;agrave; dell'ex prete Aristide vengano neutralizzati da uno dei suoi ex alleati che garantisce loro maggiore sicurezza e stabilit&amp;agrave; rispetto al suo &amp;quot;radicale&amp;quot; predecessore.&lt;img src="http://www.carmillaonline.com/archives/Quartier%20Delmas%20Santocho%2011%20fevrier%20016.jpg" border="0" alt="Quartier Delmas Santocho 11 fevrier 016.jpg" hspace="4" vspace="2" width="272" height="203" align="right" /&gt;Il secondo incontro di questa dinamica serata &amp;egrave; invece con alcuni rappresentanti italiani della rete di ONG riunite sotto il nome di AGIRE che in Italia hanno raccolto in pochi giorni oltre 10 milioni di euro solo con gli SMS per finanziare le loro attivit&amp;agrave; umanitarie qui ad Haiti. Anche da queste parti non se la passano male. Non siamo in centro ma poco importa, siamo comunque in altro mondo, fuori dal mondo. Evel Fanfan entra insieme a noi, questa volta in veste di traduttori e &amp;quot;mediatori culturali&amp;quot;, in un altro hotel dorato, il Palm Inn, una specie di grosso residence con piscina, camere e appartamentini ben decorati, puliti, con uno stile impeccabile e tutti i servizi, insomma un'oasi di tranquillit&amp;agrave; nel bel mezzo della sabbia e le rovine di Delmas 31, una via non asfaltata e non percorribile senza una jeep o un pick-up. Anche qui il ricordo catodico di Bagdad mi abbaglia ripetutamente, ma quel flash mi abbandoner&amp;agrave; presto per lasciare posto alla visione concreta di un albergo del tipo &amp;quot;luna di miele a Cancun, Mexico&amp;quot;. Spieghiamo ai cooperanti i nostri progetti per capire che margini ci sono per ricevere degli aiuti direttamente da loro oppure da altre organizzazioni della rete, ma chiaramente non &amp;egrave; cos&amp;igrave; facile. Non &amp;egrave; che avessimo grandi aspettative ma, nonostante la gentilezza e cortesia dimostrata dai nostri contatti del Palm Inn, c'&amp;egrave; un po' di delusione nel constatare come sia difficile collegare alcuni gruppi locali presenti sul territorio qui a PAP (Port au Prince come la chiamano qui con affetto) con le grosse realt&amp;agrave; italiane del volontariato e del settore non profit. Comunque siamo solo all'inizio e ogni organizzazione ha le sue politiche. In questo caso i nostri non si occupano della zona in cui ci troviamo noi e quindi non se ne fa niente. Ci vengono dati alcuni utili consigli su come partecipare nei campi allestiti dalle Nazioni Unite alle riunioni, dette cluster, dove ci si iscrive per ottenere i materiali e beni come cibo, medicine e della solidariet&amp;agrave; internazionale. Ci vengono dati inoltre degli indirizzi per trovare il centro di distribuzione degli aiuti italiani che si trova a Tabarre, vicino all'aeroporto. Ma senza nomi e contatti precisi &amp;egrave; dura da quelle parti, dicono. Non &amp;egrave; un gran bottino.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;La donazione coraggiosa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Rinnovo l'invito a donare qualcosa per le attivit&amp;agrave; dell'Aumohd qui a Porto Principe. Sento di poter garantire senza esitazioni circa la loro onest&amp;agrave; e integrit&amp;agrave; nell'uso delle risorse raccolte: &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com/&lt;/a&gt; . Ringrazio chi ha gi&amp;agrave; contribuito e chi decider&amp;agrave; di farlo saltando i canali tradizionali per aiutare direttamente questo gruppo presente in loco.&lt;br /&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Alla prossima puntata...&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/" target="_blank"&gt;http://www.carmillaonline.com/&lt;/a&gt;  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto da Haiti: &lt;a href="http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti"&gt;http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti&lt;/a&gt;Canale Video Da Porto Principe YOUTUBE: &lt;a href="http://www.youtube.com/user/FabrizioLorussoMex#p/a/u/0/_yFH73PqTS4"&gt;http://www.youtube.com/user/FabrizioLorussoMex#p/a/u/0/_yFH73PqTS4&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 22 Feb 2010 00:23:18 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Note di viaggio di Diego Lucifreddi da Haiti - Tris</title>
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      <description>di Diego Lucifreddi&amp;nbsp;     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4             /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Diego Lucifreddi&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126f2d930b5.250.0.jpg" alt="" width="181" height="235" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;!--[if gte mso 10]&gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;}  &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;   &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;       &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il terremoto delle grandi occasioni&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Il terremoto &amp;egrave; una grande occasione per il nostro paese, ci dice Micaela, la signora haitiana che abbiamo intervistato ieri. E' l'occasione per ripensare la struttura del paese dalle sue fondamenta.&lt;br /&gt; L'allusione per&amp;ograve; &amp;egrave; limitata all'urbanistica e all'ambiente, perch&amp;eacute; nonostante qui sia caduto l'establishment con tutti i suoi palazzi, l'idea di una ricostruzione che comprenda la societ&amp;agrave; nella sua interezza sembra difficile.&lt;br /&gt; Alla preoccupazione cronica degli haitiani per riempirsi la pancia e guadagnare un minimo di denaro, dopo il sisma si aggiunge quella di ristabilire una vita se non proprio normale, almeno stabile. Gli adulti coscienziosi stanno cercando un lavoro, mentre i giovani tornano alla propria rete di amicizie e si danno nuovi punti di riferimento geografico, sia solo per fare una doccia o ricaricare il cellulare.&lt;br /&gt; Ora pi&amp;ugrave; che mai, l'ossessione &amp;egrave; quella di tamponare compulsivamente i bisogni primari - e l'aiuto esterno ci sta riuscendo bene - ma a pochi sembra importare nei campi d'accoglienza che le baracche costruite nel fango saranno portate via dalle piogge di aprile. Presto si creer&amp;agrave; un'altra emergenza e di nuovo ci si trover&amp;agrave; senza una risposta, pronti a aspettare un nuovo aiuto.&lt;br /&gt; Questo terremoto ha dimostrato che tutti sono vulnerabili, i poveri come i ricchi e anche i &amp;nbsp;politici, che sono stati costretti a avvicinarsi al popolo, nel vero senso della parola, con cui condividono lo stato di indigenza e l'inattivit&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;L'ennesima catastrofe caduta sul paese ha messo in&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;moto un processo di delegittimazione irreversibile di tutta la classe dirigente autoctona a cominciare dal presidente Prevert che pu&amp;ograve; solo prendere atto della situazione e limitarsi agli appelli tra il politico e il religioso.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Gli aiuti cadono come la manna dal cielo, abbondantemente ma senza una pianificazione, manca un interlocutore credibile che incanali i copiosi flussi di denaro, forse tra la popolazione di Haiti non lo si &amp;egrave; cercato abbastanza, e il governo USA ha pensato di risolvere il problema sovrapponendo la sua istituzione pi&amp;ugrave; razionale, cio&amp;egrave; l'esercito. Nonostante questo gli americani non sono riusciti a evitare le critiche sulla lentezza e l'eccessiva burocratizzazione del loro intervento fino alle denunce di corruzione.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;La funzionalit&amp;agrave; dello stato haitiano &amp;egrave; stata abbattuta e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;la macchina americana ne ha occupato tutti gli apparati. Ma se questo ha dato dei vantaggi dal punto di vista pratico, l'efficacia degli smistamenti risente della mancanza di un'autorit&amp;agrave; locale che conosca bene territorio e popolazione. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Si &amp;egrave; creata la situazione per cui chi vive nei campi per gli sfollati &amp;egrave; favorito dalla distribuzione diretta, mentre chi non e' nell'occhio del ciclone ha difficolt&amp;agrave; a accedere ai sacchi di riso e alle medicine.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Anche il rapimento dei bambini e le facili adozioni sono il frutto della scomparsa dello stato, che come il capitano di una nave che affonda, ha lanciato il si salvi chi pu&amp;ograve;. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Il prete nella messa della domenica ha fatto appello alla fratellanza e alla carit&amp;agrave; per superare la catastrofe, mentre i battisti, comunit&amp;agrave; ben presente a Port au Prince, erano impegnati a agitare le mani al cielo, cantare e cadere in trance. Durante le celebrazioni del primo mese dal sisma, si sono ripetuti varie volte messaggi di unit&amp;agrave; tra le due confessioni, chiamate a un ruolo di aggregazione che vada pi&amp;ugrave; in l&amp;agrave; dei canti e dei balli. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Il terremoto ha colpito anche le forze sociali organizzate, i sindacati e le associazioni per i diritti umani che a Haiti sono sempre stati sotto minaccia e ripiegati in una posizione di difesa. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Adesso sono impegnati a sopravvivere e stanno tentando di stabilire un sistema di distribuzione degli aiuti parallelo in grado di coprire le parti dimenticate della popolazione. Data la carenza delle forze politiche istituzionali, da loro potrebbe venire un progetto di nuova nazione, anche se &amp;egrave; molto molto difficile. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;    &amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:26:43 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Brevi da Haiti e Port au Prince - 1 - Video</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;Distruzione dello Stato, centro citt&amp;agrave; e i ladri di bambini (che fine hanno fatto?)&amp;nbsp;Come dicevamo nei diari e negli articoli pubblicati su questo blog,&amp;nbsp; su Selvas, su Carmilla, su Lamericalatina.net e tanti ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126d975fe57.250.0.jpg" alt="" width="251" height="187" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Distruzione dello Stato, centro citt&amp;agrave; e i ladri di bambini (che fine hanno fatto?)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Come dicevamo nei diari e negli articoli pubblicati&lt;a href="http://lamericalatina.net/" target="_blank"&gt; su questo blog&lt;/a&gt;,&amp;nbsp; su &lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/" target="_blank"&gt;Selvas,&lt;/a&gt; su &lt;a href="http://www.carmillaonline.com/" target="_blank"&gt;Carmilla&lt;/a&gt;, su&lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//" target="_blank"&gt; Lamericalatina.net&lt;/a&gt; e tanti altri siti che ci aiutano nella diffusione delle notizie e i contributi da Port au prince, lo Stato haitiano &amp;egrave; stato fisicamente distrutto e il presidente Ren&amp;egrave; Preval&amp;nbsp; governa da una tendopoli con i ministri sopravvissuti e la protezione dell'Onu e degli americani arrivati in massa sull'isola (circa 20mila soldati). In questo video Paul e Evel, due amici che ci stanno ospitando ed aiutando qui ad Haiti, mostrano a me e Diego la distruzione che ha messo in ginocchia la capitale del paese, Port au prince e il suo centro.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il palazzo nazionale e la cattedrale sono crollati cos&amp;igrave; come i palazzi minesteriali e tantissimi uffici, abitazioni private e monumenti. L'80% delle costruzioni &amp;egrave; stato danneggiato o distrutto, quindi la popolazione ha dovuto abbandonare le proprie case e andare a dormire per la strada e negli accampamenti. Anche in centro ne &amp;egrave; stato allestito uno enorme che accoglie migliaia di persone.&amp;nbsp; Sembra la fine di una guerra ma forse &amp;egrave; solo l'inizio, l'inizio degli sforzi per costruire un paese nuovo o per ricostruire la stessa cosa, sia a livello sociale che a livello architettonico. La citt&amp;agrave; di Leogane, a una trentina di chilometri da Porto Principe, &amp;egrave; stata invece rasa al suolo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Visto che spesso i media italiani seguono un caso che fa scalpore per prolungare la presenza di una notizia e in qualche modo cercano di trovare il &amp;quot;caso&amp;quot;, l'aspetto morboso o divertente, e cos&amp;igrave;&amp;nbsp; generano un interesse indotto in un pubblico ammaliato e stanco di parlare di terremoti e morti, ecco che anch'io voglio citare la soluzione di un caso che &amp;quot;ha fatto scalpore&amp;quot; ma che &amp;egrave; stato abbandonato. Si tratta di quello degli americani membri di un gruppo religioso che avevano cercato di portarsi via 33 bambini haitiani che secondo loro avrebbero avuto un destino migliore mentre invece molti avevano i loro genitori qua a Porto Principe, li stavano quindi rapendo. Sono stati fermati alla frontiera e arrestati ma l'altro giorno un giudice haitiano li ha stranamente liberati. Non capisco la decisione ma credo che 20mila soldati USA e 537 milioni di dollari di aiuti lanciati su Haiti possano essere una pista per capire le influenze della Corte. Spesso non serve nemmeno tanto, bastano pochi dollari per cambiare il destino di un prigioniero ad Haiti. Oggi ancor di pi&amp;ugrave; visto che lo Stato &amp;egrave; pi&amp;ugrave; assente che mai.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;VIDEO ASSOCIATO AL POST:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=YYNiTvn8FPU&amp;amp;feature=player_embedded" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;http://www.youtube.com/watch?v=YYNiTvn8FPU&amp;amp;feature=player_embedded   &lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;  &lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Appello per poter aiutare l'associazione in cui stiamo lavorando e che non ha altre risorse al momento (non iceve nulla nonostante i lodevoli sforzi della comunit&amp;agrave; internazionale...): &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;In moto sul campo di battaglia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;VIDEO ASSOCIATO AL POST:&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;http://www.youtube.com/watch?v=AfazjbOOqqg&amp;amp;feature=player_embedded &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In questo video girato da una motocicletta che versa in uno stato pietoso ai limiti di una ragionevole e dovuta rottamazione che non arriver&amp;agrave; mai, attraversiamo il centro della citt&amp;agrave; di Port au prince, capitale di Haiti, a qusi un mese dal terremoto del 12 gennaio scorso che ha causato oltre 220mila vittime con una scossa di un minuto del 7,3 grado della scala Richter. Le strade sono piene di gente e il traffico &amp;egrave; caotico. Tutti cercano qualcosa, vendono, parlano o semplicemente vagano in attesa della notte. La citt&amp;agrave; &amp;egrave; diventata un'immensa tendopoli da oltre un milione di &amp;quot;abitanti sfollati&amp;quot; che dormono negli accampamenti ufficiali (gestiti dal governo e protetti dall'esercito americano e dall'Onu) o in quelli autorganizzati in spazi pubblici e per le strade.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'infrastruttura cittadina dalle strade agli edifici pubblici e privati sembra essere stata colpita da settimane di bombardamenti. nel video passiamo vicino al mercato generale lungo la via Dessalines, una delle grosse arterie che conducono al vero e proprio centro, la zona in cui si trovavano il Palazzo presidenziale, sede del potere escutivo, e la cattedrale, entrambi distrutti dal sisma. Nel centro si trova anche il campo di rifugiati pi&amp;ugrave; grande del paese e la gente viene in questa zona per comprare a buon mercato i pochi prodotti e lo scatolame che si trovano: aglio, uova, pasta, acqua in bottiglia o in sacchettini e poc'altro. Le macerie e la spazzatura invadono tutte le strade e in alcune di queste si sente ancora la puzza moplto forte dei cadaveri rimasti sotto piani e piani di edifici crollati e non ancora esplorati e ripuliti (sono la maggior parte).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La stagione delle piogge si avvicina e abbiamo gi&amp;agrave; avuto un paio di anticipi questa settimana: le vie s'inondano dfi fango e i campi dei rifugiati diventano invivibili. La spazzatura dentro i campi e per la strada non viene portata via ma solo in parte smaltita dalla gente che fa ovunque dei fal&amp;ograve; per bruciare quel che si pu&amp;ograve;. Gli aiuti della comunit&amp;agrave; internazionale arrivano ai campi pi&amp;ugrave; grandi ma non riescono a coprire tutte le necessit&amp;agrave; degli abitanti. Ad ogni modo l'intenzione degli americani &amp;egrave; di non rendere stabili le strutture dei campi per poter procedere al pi&amp;ugrave; presto alla costruzione di fabbricati e case di legno pi&amp;ugrave; sicure. Non sembra che vi sia per&amp;ograve; un piano chiaro in tal senso e quindi la ricerca di tende coperte e teli di plastica resta una priorit&amp;agrave; per gli haitiani senxza una casa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Segnalo l'appello per le donazioni che servono davvero, cio&amp;egrave; per poter dare qualcosa all'associazione che ci ospita qui a Porto principe che &amp;egrave; haitiana e non &amp;egrave; legata a nessun circuito internazionale ma &amp;egrave; molto utile e presente a livello locale nel quartiere Delmas: &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com/&lt;/a&gt; I progetti a breve sono la riapertura con personale medico locale di un piccolo centro-clinica per le necessit&amp;agrave; di base della popolazione; una cucina comunitaria per circa 60 pasti caldi al giorno. Ogni euro conta !&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 17 Feb 2010 01:22:01 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2010-02-17T01:22:01Z</dc:date>
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      <title>Note di viaggio di Diego Lucifreddi da Haiti - Bis</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Note_di_viaggio_di_Diego_Lucifreddi_da_Haiti___Bis_1004.shtml</link>
      <description>di Diego Lucifreddi&amp;nbsp;Olio di gomito in guanto di velluto   Di tutte le cose che abbiamo portato dal Messico, una in particolare una stata una bella scelta.   Siamo andati a scavare le macerie e i guanti di carnaza pagati 50 pesos sono risultati preziosi ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Diego Lucifreddi&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126d437a608.250.0.jpg" alt="" width="248" height="186" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Olio di gomito in guanto di velluto &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Di tutte le cose che abbiamo portato dal Messico, una in particolare una stata una bella scelta. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Siamo andati a scavare le macerie e i guanti di &lt;em&gt;carnaza&lt;/em&gt; pagati 50 pesos sono risultati preziosi per non rovinare la nostre manine bianche.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Il &lt;em&gt;metre&lt;/em&gt; Evel Fanfan, avvocato che ha lasciato la carriera per seguire l'associazione per i diritti umani, ha in progetto di rimettere in piedi il centro medico della zona, ma prima bisogna sgombrare e pulire il luogo destinato - in realt&amp;agrave; andrebbe bonificato ma adesso sembra troppo complicato - e quindi ci siamo armati di pale e siamo andati a iniziare l'opera.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Arrivati sul posto nella peggiore ora per i lavori di fatica in un paese tropicale, il nostro ospite raduna gli abitanti del quartiere e gli spiega il suo progetto. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Memore della lezione che un pompatissimo giornalista del Corriere della Sera gli aveva rifilato alcune sere prima, Evel spiega che bisogna prendere in mano il proprio destino, che se aspettano che qualcuno faccia qualcosa per loro stanno freschi e che lui &amp;egrave; pronto a dirigere le operazioni per rimettere in moto il centro medico in virt&amp;ugrave; del fatto che ha contatti per ricevere medicinali, oltre a quelli che gli abbiamo portato noi, che non sono molti ma almeno per iniziare vanno bene.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Devo anche aggiungere che le ultime cose che ho scritto potrebbero non essere vere, perch&amp;eacute; intendo a malapena il francese, mentre il creolo non so nemmeno dov'&amp;egrave; di casa, per&amp;ograve; l'entusiasmo era quello e certe cose non c'&amp;egrave; bisogno di capirle alla lettera.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;La gente della comunit&amp;agrave; tira fuori gli strumenti e le cariole, qualcuno si tappa la bocca con uno straccio e fanno incetta degli eleganti guanti (gli eleguanti) scamosciati gialli, a qualcuno un destro al compagno il sinistro, chi rimane senza avr&amp;agrave; i guantini da chirurgo, poco efficaci, ma meglio di niente.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Maneggiare la pala &amp;egrave; difficile se non lo si sa fare, quindi preferiamo raccogliere le pietre pi&amp;ugrave; grandi e lanciarle alla nostra destra, dove si accumuleranno un'altra volta, ma almeno sar&amp;agrave; un po' pi&amp;ugrave; in l&amp;agrave;, e non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; qua. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Il surrogato di cemento si sgretola facilmente mentre si scava, salta all'occhio che la casa costruita con quel materiale non avrebbe potuto resistere neanche al soffio del lupo cattivo, figuriamoci a pi&amp;ugrave; d'un minuto di shaker terrestre. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Almeno una decina di persone lavorano, compresi due bambini che non si risparmiano affatto, tra gli sguardi dei passanti. Un paio di ragazzi si avvicinano a noi, les blanc, pensando che magari siamo agenti dell'Onu e americani generici e ci chiedono se abbiamo del lavoro da offrirgli. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;A parte che ne il personale Onu, ne i marines americani stanno per la strada a farsi il culo in un ora proibitiva per farselo, io gli dico che al massimo possono scavare con noi, ma gratis, d'altronde come tutti stanno facendo. Uno dei due ci casca, inizia un po', poi capisce che la sua aspirazione nella vita era un'altra, e se ne va.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;In tre ore abbiamo finito, l'ultima ramazzata al cemento e tutto sembra pulito - il concetto di pulito va esteso all'infinito, cos&amp;igrave; come quello di igiene - e il mio timore di trovare qualcosa che prima era vivo e ora non pi&amp;ugrave; sotto le macerie si &amp;egrave; rivelato infondato. In cambio abbiamo quasi ricostruito un mazzo di carte, qualche scarpa, un paio di secchi, un'insegna su legno intagliato che riporta la scritta &amp;quot;famille&amp;quot; e basta. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;La seconda parte della giornata sar&amp;agrave; dedicata alla ricerca dei famosi teloni da costruzione per coprire dalle intemperie la hall del nuovo centro.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;A proposito dei teloni, l'ambasciatore americano sul posto, a spiegato che non si stanno distribuendo le tende, perch&amp;eacute; poi magari alla gente piace vivere l&amp;igrave; dentro e non si muovono pi&amp;ugrave;, potrebbero scambiarlo per un campeggio - come &amp;egrave; successo in Abruzzo - e ritardare i lavori per una pronta ricostruzione. Quindi - parole dell'ambasciatore - si distribuiscono solo tapis, ma noi manco quelli abbiamo visto. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Qui sembra di stare come nella seconda guerra mondiale, e infatti gli americani hanno mandato i soldati.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 16 Feb 2010 00:24:03 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-02-16T00:24:03Z</dc:date>
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      <title>Port au Prince e la notte di pioggia a un mese dal terremoto</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Port_au_Prince_e_la_notte_di_pioggia_a_un_mese_dal_terremoto_995.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Ad Haiti non &amp;egrave; ancora ufficialmente iniziata la stagione delle piogge, per fortuna manca ancora qualche mese come nel resto dei Caraibi, ma anche qui ci sono i mesi pazzi e alle 4 del mattino dell'11 febbraio, la capitale ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126c51d58dd.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&amp;nbsp;&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Ad Haiti non &amp;egrave; ancora ufficialmente iniziata la stagione delle piogge, per fortuna manca ancora qualche mese come nel resto dei Caraibi, ma anche qui ci sono i mesi pazzi e alle 4 del mattino dell'11 febbraio, la capitale ha vissuto ore di disagio e paura per le piogge intense cadute durante alcune ore. Rispetto agli uragani che periodicamente sconvolgono il paese o alle piogge torrenziali di maggio e giugno quello dell'altra sera poteva considerarsi solo uno &amp;quot;sfogo temporalesco&amp;quot; notevole ma non eccessivo. Purtroppo anche un po' d'acqua pu&amp;ograve; far notizia. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Circa un milione e duecentomila sfollati si sono infatti ritrovati ai bordi di fiumi di fango e detriti, con le loro tende e i giacigli invasi dall'acqua, secondo un copione che potrebbe ripetersi ogni giorno se nelle prossime settimane non verr&amp;agrave; risolto il problema delle abitazioni. Gli accampamenti ufficiali e spontanei che sono stati allestiti nei parchi, nelle piazze e per le strade non sono pronti per drenare i flussi d'acqua piovana e quindi gli interventi previsti dalla comunit&amp;agrave; internazionale, dalle autorit&amp;agrave; e dagli stessi campi autogestiti dovranno presto cercare di risolvere questo problema. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Ormai le cifre relative alle vittime hanno superato ogni stima iniziale e si parla di 220mila morti mentre dal punto di vista degli aiuti ricevuti i giornali locali (segnalo &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.lenouvelliste.com/"&gt;&amp;quot;Le Nouveliste&amp;quot;&lt;/a&gt;)&lt;/u&gt; riportano un altro dato allarmante fornito dal &lt;em&gt;Bureau de coordination des affaires humanitaires&lt;/em&gt; (Ocha) che segnala che solo 50mila famiglie (cio&amp;egrave; 272mila persone) hanno ottenuto &amp;quot;materiali d'emergenza&amp;quot; come tende e materassi. Per chi non ha un tetto proprio questi beni elementari si trasformano in preziose ancore di salvataggio e, sebbene non costituiscano una dimora stabile e dignitosa, sono pur sempre un appiglio utile e, direi, quasi un privilegio. Per questo motivo Evel Fanfan, il presidente dell'associazione (Aumohd) che ci ospita nel quartiere Delmas, ci aveva chiesto di portare tende e materiali da campeggio come le pile elettriche e i sacchi a pelo oltre alle sempre necessarie medicine. Anche qui nel parcheggio dove abbiamo piantato un paio di canadesi ci siamo dovuti svegliare all'improvviso per cercare protezione dallo scrosciare della pioggia che non dava segni di cedimento e soprattutto per evitare che i computer e le stampanti, protette solamente da un telone di plastica, non venissero danneggiati. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126c5223901.250.0.jpg" border="2" alt="" width="219" height="276" align="right" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;In una conferenza stampa l'ambasciatore americano a Porto Principe, Kenneth H. Merten, ha dichiarato che le tende non rappresentano l'unica priorit&amp;agrave; e che &amp;egrave; meglio pensare gi&amp;agrave; da ora a soluzioni pi&amp;ugrave; stabili come per esempio i prefabbricati di legno e plastica che sono pi&amp;ugrave; resistenti. Inoltre - sintetizzo le sue parole - l'idea &amp;egrave; quella di evitare che la gente si abitui alle tendopoli che potrebbero trasformarsi in citt&amp;agrave; permanenti che ostacolerebbero l'opera di ricostruzione generale e i piani di ricollocamento della popolazione in zone pi&amp;ugrave; sicure. Intanto per&amp;ograve; la gente se la deve cavare con quello che c'&amp;egrave; o con i teloni di plastica che in citt&amp;agrave; sono diventati carissimi e ricercatissimi tanto che alcune persone che ci hanno visto per la strada ci hanno chiesto di procuraglieli pensando che siamo americani.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;L'ambasciatore ha anche risposto a una domanda di un giornalista haitiano su una questione poco nota: una percentuale (intorno al 3%) dei soldi raccolti negli USA viene incamerata come contributo direttamente dall'esercito americano anzich&amp;eacute; venire usata per l'acquisto di ulteriori beni per gli haitiani e a questo Mr. Merten ha affermato che per ora gli Stati Uniti hanno stanziato ufficialmente 537 milioni di dollari e che quindi si giustifica un piccolo prelievo sulla raccolta fondi. E' vero che ogni paese gestisce le proprie missioni umanitarie in modi differenti per&amp;ograve; possiamo dire che i cittadini americani che hanno donato per Haiti lo stanno effettivamente facendo col 97% del loro denaro e con il restante 3% stanno anche pagando la missione dell'esercito, cosa che forse non era chiarissima e che pu&amp;ograve; assimilarsi a una tassa nascosta. E' stato anche annunciato un relativo allentamento delle norme migratorie riguardanti gli haitiani che si trovavano negli USA prima del 12 gennaio e che potranno rimanere legalmente nel paese per altri 18 mesi. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Il 12 gennaio tutto il paese si ferma per ricordare le vittime del terremoto a un mese dalla catastrofe. Si pregher&amp;agrave; dalle 7 del mattino alla sera tardi. Sar&amp;agrave; un giorno di calma e di riflessione per cercare di intravedere la speranza, gli aiuti, la ricostruzione e il futuro.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Continuo a segnalare&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;QUESTO LINK .&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; per le donazioni dato che sto lavorando con loro qui a Port au Prince e stanno cercando in varti modi di aiutare la popolazione del quartiere esclusa dalla solidariet&amp;agrave; internazionale ufficiale. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;A questo link invece c'&amp;egrave; un album fotografico sulla capitale haitiana che spero possa interessarvi e da cui si pu&amp;ograve; attingere citando la fonte (!):&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;u&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti"&gt;http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;    &amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 13 Feb 2010 02:25:11 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Diario da Haiti (3): il viaggio da Santo Domingo a Port au Prince</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;A quasi un mese dal disastroso terremoto di 7,3 gradi della scala Richter che ha colpito la capitale di Haiti, Port au Prince (o all'occorrenza Porto Principe), causando oltre 200mila morti e un milione di sfollati, il paese si ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126c50bd428.250.0.jpg" alt="" width="220" height="164" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A quasi un mese dal disastroso terremoto di 7,3 gradi della scala Richter che ha colpito la capitale di Haiti, Port au Prince (o all'occorrenza Porto Principe), causando oltre 200mila morti e un milione di sfollati, il paese si trova in un costante stato d'emergenza ed &amp;egrave; praticamente isolato dal resto del mondo dato che gli scali aerei e navali internazionali sono controllati dall'esercito americano, dalla Minustah (United Nations Stabilization Mission in Haiti) e dai contingenti militari inviati da tutto il mondo. Quindi per raggiungere Port au Prince, si deve passare dalla vicina Repubblica Dominicana. Partiamo in due da Citt&amp;agrave; del Messico a Santo Domingo in aereo e poi da l&amp;igrave; via terra si dovr&amp;agrave; attraversare tutta l'isola da est a ovest lungo una strada precaria e trafficata, l'unica. Al nostro arrivo a Santo Domingo ci accoglie Narciso, un anziano giornalista e uomo politico dominicano, militante del Partito Comunista, combattente durante la rivoluzione dominicana del 1965 e nella resistenza contro l'invasione statunitense fu pi&amp;ugrave; volte esiliato a partire dall'inizio degli anni sessanta da quando lottava contro la tirannia del dittatore Rafael Leonidas Trujillo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;A Santo Domingo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Narciso &amp;egrave; un idealista generoso e combattivo che non esita a offrirci la sua ospitalit&amp;agrave; e i suoi scritti praticamente senza nemmeno conoscerci e decide di pagar lui un hotel nella zona coloniale della capitale dominicana solo per il fatto che stiamo andando ad Haiti per provare a dare una mano. Al check in della Copa Air in Messico constatiamo il raggiungimento del limite massimo di peso consentito, 46 kg a testa in totale: siamo strapieni di medicinali, tende, filtri per l'acqua, vitamine, bottiglie d'alcol, apparecchi vari come cellulari, macchine digitali e batterie, guanti da lavoro e perfino cancelleria, tutti beni che non si trovano ad Haiti oppure sono carissimi.&lt;br /&gt;Verso sera io e Diego, il mio compagno d'avventure, restiamo soli con l'albergatore e questi, cercando di creare una maldestra complicit&amp;agrave;, ci spiega ridacchiando che Narciso &amp;egrave; una &amp;quot;specie di comunista&amp;quot; e che sta sempre contro tutti i governi e che purtroppo, insomma, &amp;egrave; stato sempre osteggiato perch&amp;eacute; non scende mai a patti e aderisce ai circoli di attivisti bolivariani promossi dal presidente venezuelano Hugo Chavez. Il nostro non ha cattive intenzioni ma si accorge subito che forse &amp;egrave; stato un po' troppo spontaneo con due sconosciuti e quindi sente il dovere di una rettifica &amp;quot;beh, per&amp;ograve; &amp;egrave; una gran persona oltre ad essere un cliente fisso!&amp;quot;. Notte, zanzare, pensieri. Sappiamo che dobbiamo prepararci a guardare in faccia persone che hanno perso tutto, che non hanno pi&amp;ugrave; una casa, una famiglia, un lavoro n&amp;eacute; uno Stato di riferimento dato che quasi tutti i ministeri e gli uffici pubblici sono crollati e il presidente Rene Preval prova a &amp;quot;gestire la cosa pubblica&amp;quot; tramite dei messaggi televisivi serali trasmessi da una tendopoli che &amp;egrave; protetta dai mezzi blindati USA, dalla polizia locale e dai caschi blu dell'ONU. &lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126c50d7a22.250.0.jpg" border="2" alt="" align="right" /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gli autobus per Porto Principe partono uno dietro l'altro non appena si riempiono di persone da una stazione relativamente moderna dove bisogna fare la fila dal mattino presto per sperare d'ottenere l'agognato biglietto.Centro129.jpg La calca dentro e fuori dall'ufficio vendite &amp;egrave; impressionante e i pi&amp;ugrave; agguerriti sono i gruppi di haitiani che confondono gli agenti della sicurezza usando un mix linguistico franco-creolo-spagnolo davvero ammirevole mentre io cerco di inserirmi in una curiosa fila circolare che degenera in bolgia ogni quattro minuti. Il Caribe Bus &amp;egrave; per i ricchi: quaranta dollari USA di viaggio pi&amp;ugrave; altri trenta per tasse alla frontiera, varie ed eventuali. Verso le 9 salutiamo Narciso che ci ha pazientemente accompagnato anche in questa occasione e montiamo sull'autobus coi posti da conquistare e la fame gi&amp;agrave; sedata da alcune tortine burrose consumate in caffetteria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storia e razzismo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da oltre duecento anni due stati decidono le sorti dell'isola in cui sbarc&amp;ograve; Colombo il 14 ottobre 1492 e che poi si chiam&amp;ograve; La Hispaniola. La Repubblica Dominicana &amp;egrave; un paese ispanofono pi&amp;ugrave; ricco e sviluppato del suo vicino francofono, anche grazie al turismo e a una certa stabilit&amp;agrave; politica. Nel secolo XIX il paese pi&amp;ugrave; potente e fiero era invece Haiti mentre oggi, forzando un po' una comparazione valida per molte terre di confine dell'America Latina, la Repubblica Dominicana arriva a rappresentare quello che sono la Costa Rica per il Nicaragua, l'Argentina per la Bolivia o gli Stati Uniti per il Messico, cio&amp;egrave; dei paesi confinanti e prosperi verso cui emigrare, con pi&amp;ugrave; lavoro e migliori stipendi ma anche tanto risentimento, discriminazione ed esclusione nei confronti di una popolazione percepita come &amp;quot;etnicamente differente&amp;quot; (nera in questo caso) rispetto all'identit&amp;agrave; nazionale predominante (per esempio meticcia, europea o WASP). Per le strade di Santo Domingo e persino nelle colonne dei principali quotidiani nazionali non &amp;egrave; difficile sentire commenti razzisti sui vicini haitiani cui vengono attribuite spesso le colpe degli incidenti, dei furti e in generale dei problemi del paese che &amp;quot;sarebbe pi&amp;ugrave; ricco se avesse altri vicini, se potesse avere un'immigrazione migliore&amp;quot;. Frasi spesso ripetute anche in casa nostra, mi pare. Alcuni tassisti ci hanno detto di avere paura dei contagi e le malattie provenienti da Haiti senza per&amp;ograve; specificare di che si tratta. Una nuova epidemia di suina o la fobia del terromoto? Attenzione, dico io, noi veniamo dal Messico, culla della vendetta di Montezuma e del virus A H1N1, non avete paura?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Risentimenti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per opera della stampa, del discorso politico, dell'ideologia nazionale e dei libri di storia di stampo revanscista &amp;egrave; ancora vivissimo il ricordo della &amp;quot;vergognosa&amp;quot; conquista di Santo Domingo da parte delle truppe insorte dal presidente haitiano Jean-Pierre Boyer nel 1822. Infatti la Repubblica Dominicana divenne indipendente solo nel 1844, quarant'anni dopo Haiti, la quale seppe invece lottare e vincere contro la Francia di Napoleone gi&amp;agrave; nel 1804, diventando la prima Repubblica indipendente in America dopo gli USA e la primissima che abol&amp;igrave; la schiavit&amp;ugrave; e volle sposare i principi della Rivoluzione francese. Dal canto loro gli haitiani hanno di che lamentarsi dei vicini dominicani che nel 1937, durante la lunghissima dittatura (1930 - 1961) del generale Trujillo e per ordine di quest'ultimo, si sono resi protagonisti di un vero e proprio olocausto, una persecuzione di haitiani che fece oltre 20mila vittime con il tragico pretesto di &amp;quot;ripulire la frontiera e la razza&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Frontiera e polvere&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La frontiera di Jiman&amp;igrave; &amp;egrave; un caos totale che ci fa perdere ore e ore in mezzo alla polvere delle strade sterrate e agli autobus parcheggiati col motore acceso in transito verso Porto Principe. Alcuni chilometri prima abbiamo superato i convogli e le ruspe dell'esercito italiano che stazionavano in alcune spianate ai bordi della strada principale, probabilmente in attesa di ripartire di notte per non creare ingorghi apocalittici ed evitare il caldo, e che pare abbiano dovuto fare un giro assurdo per i mari dei pirati prima di poter approdare nelle acque dominicane e proseguire via terra. Un po' come noi insomma, ma forse meno motivati. Verso sera il traffico nei pressi della congestionata capitale haitiana completa l'opera e un viaggio di 6 ore teoriche si allunga fino a quasi 12 ore totali. Gli ultimi 30 chilometri prima dell'arrivo sono solo un'anteprima rispetto a quanto vedremo in citt&amp;agrave;: un brulicare di gente per strada comprando, vendendo, cercando, trasportando e parlando; file di tende, materassi, coperte e dimore improvvisate sul ciglio della strada e sui marciapiedi distrutti, case crollate con oggetti, elettrodomestici e utensili che emergono dalla polvere come testimonianza di una vita che non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave;, sparita nel nulla sotto le macerie o dispersa in una strada qualunque della metropoli senza legge. O meglio, senza Stato, che forse a volte &amp;egrave; meglio se si riattivano le forme di vita comunitaria e autonoma ma non mi spingerei oltre. Qui la situazione &amp;egrave; un'altra.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Port au Prince&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quando Evel e il suo amico poliglotta Paulo ci vengono a prendere in jeep alla stazione degli autobus &amp;egrave; ormai notte ma la citt&amp;agrave; continua a restare sveglia e a muoversi in cerca di cibo, acqua, giacigli, aiuti. L'odore acre e intenso che entra dai finestrini &amp;egrave; la morte, ci dicono. E' la puzza dei cadaveri che ancora sono sotto le macerie e non si possono portare via perch&amp;eacute; non ci sono le ruspe e nessuno osa pi&amp;ugrave; addentrarsi nel cemento in frantumi. O forse &amp;egrave; l'umore dei vivi che richiama i soccorritori sempre pi&amp;ugrave; scoraggiati ma con un filo di speranza, com'&amp;egrave; successo oggi con il ritrovamento di un uomo ancora vivo dopo tre settimane di vita negli inferi. &lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126c50f13e0.250.0.jpg" border="2" alt="" width="189" height="249" align="left" /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;I nostri anfitrioni ci raccontano i primi momenti drammatici in cui sono riusciti a scampare il pericolo per pura fortuna e la fase seguente di normalizzazione che in realt&amp;agrave; continua tuttora e andr&amp;agrave; avanti per mesi, dato che la cultura della sopravvivenza a Porto Principe coincide con quella dell'emergenza permanente, basti pensare che meno di due anni fa furono gli uragani a sconvolgere la nazione pi&amp;ugrave; povera dell'emisfero occidentale. Le strade asfaltate sono solo quelle grandi e transitate, le arterie principali dell'ingarbugliato tessuto urbano. Invece le altre vie languiscono ai margini della tanto sognata e discussa modernit&amp;agrave;, prive di luce e servizi, incomplete e bucate a causa della corruzione politica che colloca il paese agli ultimi posti di tutte le classifiche stilate in materia e che da sempre ha mangiato le sue risorse e defraudato la sua gente come quando, per esempio, il figlio del dittatore Fran&amp;ccedil;ois Duvalier, Jean-Claude, detto Baby Doc, che govern&amp;ograve; tirannicamente Haiti, la rovin&amp;ograve; economicamente e poi fu accolto a Parigi in un esilio dorato nel 1986.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'Aumohd&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Arrivati.&lt;/strong&gt; Evel Fanfan, l'amico haitiano che ci ha permesso di venire qui e che ci ospiter&amp;agrave; nelle strutture della sua associazione, &amp;egrave; il presidente dell'Aumohd, un gruppo locale di avvocati per la difesa dei diritti umani che spesso hanno dovuto conciliare le loro attivit&amp;agrave; in campo giuridico con i compiti umanitari e di protezione della popolazione del quartiere in seguito a terremoti e uragani. Sfruttando la loro esperienza nel lavoro in favore delle persone condannate ingiustamente e gli abitanti dei quartieri disagiati, gli avvocati e i collaboratori dell'Aumohd stanno cercando sia di riprendere in parte le loro attivit&amp;agrave; &amp;quot;ordinarie&amp;quot; sia di aiutare la gente del quartiere Delmas, la zona della periferia cittadina in cui ci troviamo, con dei progetti di cucina comunitaria, con la distribuzione di medicine, la fornitura di servizi di base come Internet ed elettricit&amp;agrave; per ricaricare i telefonini oltre alla ricerca dei famosi aiuti internazionali che ancora non hanno lambito n&amp;eacute; questo gruppo n&amp;eacute; la maggior parte della popolazione di Delmas che dorme per la strada e negli accampamenti. In questo senso stiamo promuovendo una raccolta fondi mirata a supplire la mancanza attuale di altre fonti di reddito per i membri dell'associazione e della comunit&amp;agrave; del quartiere che possono avere un impatto molto pi&amp;ugrave; diretto: vi invito a sottoscrivere QUI.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Il Diario continua...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto da Haiti: &lt;a href="http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti" target="_blank"&gt;http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/Haiti&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 13 Feb 2010 02:03:45 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-02-13T02:03:45Z</dc:date>
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      <title>Note di viaggio di Diego Lucifreddi da Haiti</title>
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      <description>di Diego Lucifreddi&amp;nbsp;POST UNO ...fino a Port au prince&amp;nbsp;Soprattutto le donne camminano per strada caricando pesi sulla testa. Non solo cose pesanti, ho visto una ragazza portare in equilibrio il piatto da cui stava mangiando.A distanza di un mese ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Diego Lucifreddi&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126bfe6e414.250.0.jpg" alt="" width="244" height="183" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;POST UNO ...fino a Port au prince&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Soprattutto le donne camminano per strada caricando pesi sulla testa. Non solo cose pesanti, ho visto una ragazza portare in equilibrio il piatto da cui stava mangiando.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A distanza di un mese la gente continua a avere paura di una replica del terremoto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La casa del nostro ospite &amp;egrave; crollata, ma per fortuna l'ufficio &amp;egrave; ancora in piedi, e infatti ci siamo sistemati qui. Evel ci ha assicurato che l'edificio &amp;egrave; apposto, glielo ha detto un ingegnere, e che possiamo accomodarci con tranquillit&amp;agrave; dove vogliamo, stanno magari attenti che le cose l&amp;agrave; fuori non stiano tremando.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Lui comunque dorme all'aperto, prima su un materasso sistemato per terra, adesso in una delle tende che gli abbiamo portato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Con 4 teloni di plastica blu, di quelli che noi chiamiamo da campeggio, ha involto il cortile che adesso ospita 6 persone, e tutti quelli che vengono occasionalmente durante la giornata.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Anche la cyberpostazione &amp;egrave; sotto il tendone composta da un tavolo, due stampanti varie laptop dal vintage all'ultra moderno e una piccola tv, dove domenica scorsa sono riuscito a vedere la partita della Roma. Il sistema &amp;egrave; alimentato da un generatore a benzina rumoroso e puzzolente e collegato per mezzo di un accrocco di cavi e trasformatori in cui scorazzano lucertoloni e topolini.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Siamo addirittura collegati a internet, un po' alternativamente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;E tutto questo sotto e grazie ai teloni che proteggono dal sole, dalla notte e soprattutto, se fissati per bene, evitano che anomali temporali tropicali si portino tutto via.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;Egrave; cos&amp;igrave; efficace che lo useranno anche per la sala di accoglienza del prossimo centro medico che l'associazione vuole riattivare nel quartiere,&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il tapis quindi &amp;egrave; diventato proprio un materiale da costruzione: leggero, adattabile, colorato, forse ecosostenibile ma non certo economico, infatti l'inflazione &amp;quot;sciacalla&amp;quot;, quella che fa alzare i prezzi in occasione delle sciagure, su questo bene necessario ha colpito del 50%.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Oggi una signora che forse mi ha visto bianco, mi ha chiesto perch&amp;eacute; non gliene regalavo un paio di metri.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 12 Feb 2010 02:01:45 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-02-12T02:01:45Z</dc:date>
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      <title>Diario da Haiti (2): i vicini e la violenza immaginata</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;L'unico stato confinante con Haiti &amp;egrave; la Repubblica Dominicana che &amp;egrave; un paese ispanofono ed &amp;egrave; pi&amp;ugrave; ricco e sviluppato del suo vicino francofono, anche grazie al turismo e a una relativa stabilit&amp;agrave; ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126a093d752.250.0.jpg" alt="" width="233" height="175" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;L'unico stato confinante con Haiti &amp;egrave; la Repubblica Dominicana che &amp;egrave; un paese ispanofono ed &amp;egrave; pi&amp;ugrave; ricco e sviluppato del suo vicino francofono, anche grazie al turismo e a una relativa stabilit&amp;agrave; politica (ma il discorso &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; complicato). Quindi due stati si spartiscono l'isola in cui sbarc&amp;ograve; Colombo il 14 ottobre 1492 e che venne chiamata La Hispaniola. Due popoli apparentemente diversi ma in realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; simili tra loro rispetto a quanto si pensi, date le mescolanze secolari e i rapporti necessari per&amp;ograve; non sempre cordiali tra questi vicini di casa. Mentre nel secolo XIX il vicino potente e fiero era Haiti, nel secolo scorso i ruoli si sono lentamente invertiti e, magari forzando un po' un paragone valido in molte terre di confine dell'America Latina, la Repubblica Dominicana rappresenta oggi quello che &amp;egrave; la Costa Rica per il Nicaragua, l'Argentina per la Bolivia o gli Stati Uniti per il Messico, cio&amp;egrave; un paese confinante e prospero verso cui emigrare, con pi&amp;ugrave; lavoro e migliori salari ma anche tanto risentimento, discriminazione ed esclusione nei confronti di una popolazione percepita come &amp;quot;etnicamente differente&amp;quot; rispetto all'identit&amp;agrave; nazionale predominante. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Per le strade di Santo Domingo e persino nelle colonne dei principali quotidiani nazionali non &amp;egrave; difficile sentire commenti razzisti sui vicini haitiani cui vengono attribuite spesso le colpe degli incidenti, dei furti e in generale dei problemi del paese che &amp;quot;sarebbe pi&amp;ugrave; ricco se avesse altri vicini, se potesse avere un'immigrazione migliore&amp;quot;. Alcuni tassisti ci hanno detto di avere pura dei contagi e le malattie provenienti da Haiti senza per&amp;ograve; specificare di che si tratta. Una nuova epidemia di suina? C'&amp;egrave; chi ancora ricorda la conquista di Santo Domingo da parte delle truppe insorte dal presidente haitiano Jean-Pierre Boyer nel 1822. Infatti la Repubblica Dominicana divenne indipendente solo nel 1844, 40 anni dopo Haiti che invece lott&amp;ograve; e vinse contro la Francia di Napoleone nel 1804, diventando la prima Repubblica indipendente in America dopo gli USA. Storia a parte, si sentono commenti simili a quelli dei tassiti e della gente comune di Santo Domingo anche nella &amp;quot;bianca&amp;quot; Costa Rica quando si parla dei Nicas, cio&amp;egrave; i nicaraguensi, che costituiscono ormai oltre il 10% della popolazione del Costa Rica e svolgono i lavori pi&amp;ugrave; umili. In tema di migrazione ho avuto occasione di pensare anche al mio paese dato che a freddo una ragazza haitiana dell'universit&amp;agrave; mi ha chiesto ieri se in Italia &amp;egrave; vero che siamo razzisti, come rispondereste? &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Un ammonimento datomi da alcuni albergatori dominicani riguardava il pericolo della violenza e del sequestro che mi avrebbe dovuto scoraggiare dal partire per Port au Prince, ancor di pi&amp;ugrave; adesso che, a detta loro, l'anarchia e la disperazione si stanno impossessando di quella citt&amp;agrave; incivile e inospitale. Ciononostante il sequestro, l'omicidio e la violenza in generale sono una caratteristica ricorrente delle grandi metropoli latino americane e di Citt&amp;agrave; del Messico, capitale in cui risiedo da 8 anni e in cui il cosiddetto sequestro express (una modalit&amp;agrave; di rapimento che dura poche ore, quanto basta per costringerti a prelevare il massimo disponibile dallo sportello Bancomat un paio di volte), lo scippo e il furto sono il pane di tutti i giorni per migliaia di cittadini. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Chiaramente ci si pu&amp;ograve; aspettare un tasso di criminalit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; alto nei quartieri e nelle citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; povere, disuguali e disagiate ma non si tratta n&amp;eacute; di un'equazione matematica n&amp;eacute; di un teorema automaticamente verificato. All'universit&amp;agrave; ci insegnavano che i migliori economisti sono quelli che non ti dicono mai &amp;quot;s&amp;igrave;&amp;quot; o &amp;quot;no&amp;quot;, ma rispondono sempre &amp;quot;dipende&amp;quot; a qualsiasi domanda riguardante l'economia o le scienze sociali e volevano farci capire che spesso la realt&amp;agrave; &amp;egrave; pi&amp;ugrave; complicata della teoria accademica o della speculazione mediatica.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;In questo senso mi interessava conoscere l'opinione degli abitanti di Port au Prince su quanto all'estero viene raccontato e mostrato riguardo al tema della violenza per le strade della capitale haitiana e dell'immagine selvaggia e drammatica che viene inoltrata dai mass media verso tutte le TV e i PC globalmente interconnessi. Ragazzi che sparano a ragazzi, repressioni da parte delle forze dell'ordine e degli eserciti occupanti, scene di disperazione e di lotta da strada per accaparrarsi aiuti lanciati da aerei timorosi d'atterrare, un popolo sull'orlo di una crisi non di nervi ma &amp;quot;pre-rivoluzionaria&amp;quot; e infine la notizia dei fanatici americani arrestati mentre trafugavano alcuni bambini alla frontiera che rimbalza pi&amp;ugrave; forte del terremoto del 12 gennaio: l'idea della violenza immaginata si trasforma in una verit&amp;agrave; che pu&amp;ograve; arrivare a giustificare pubblicamente la presenza delle armi, delle portaerei, dei soldati e degli elicotteri militari, gli unici mezzi che sorvolano tutto il giorno i cieli di Porto Principe. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Bene. Senza negare che vi siano stati alcuni importanti disordini e delle scene di disperazione atroci, dovute anche all'incuria e alla disorganizzazione nella distribuzione degli aiuti, la gente spaventata e stipata negli accampamenti, i venditori di strada e le organizzazioni della societ&amp;agrave; civile ci tengono a comunicare che, malgrado la tragedia sia appena cominciata e sia una delle peggiori della storia, loro sono solidali e tristi ma non distrutti, bisognosi e arrabbiati ma non violenti. Negli accampamenti approntati in queste settimane nelle vie secondarie, nei parchi e nei giardini, la vita comunitaria s'&amp;egrave; riattivata coi meccanismi della solidariet&amp;agrave; e della distribuzione delle poche risorse disponibili. Esistono anche le speculazioni ma non sono l'unico sistema. Esiste la violenza ma non &amp;egrave; la regola, almeno non molto di pi&amp;ugrave; di quanto lo sia a Bogot&amp;agrave; o a Caracas. Camminando per le strade delle zone dell'hinterland l'impressione &amp;egrave; che la gente sia abituata alle catastrofi e che quasi si potesse percepire l'arrivo del terremoto. In tanti hanno perso tutto, casa cose amici parenti speranze arti, ma in tanti stanno recuperando qualcosa, a poco a poco. Mentre ci si addentra nei vicoli e ci si orienta lentamente nel dedalo di tende, ci si sente stranamente sicuri, forse ingenuamente ammaliati da tante persone che cercano di aiutare, chiedono di essere ascoltate o si offrono per svolgere dei piccoli lavori come traduttori, aiutanti, cuochi improvvisati o guide. Tutto serve insomma. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;Su Facebook in molti mi hanno chiesto a chi o come fare donazioni veramente utili che non finiscano nella spirale burocratica, quindi segnalo &lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;QUESTO LINK.&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 16:22:41 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Diario da Haiti (1): gli aiuti selettivi</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4             /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;di &lt;b&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126a08f56e5.250.0.jpg" mce_src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126a08f56e5.250.0.jpg" alt="" height="176" width="236"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;     &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;!--[if gte mso 10]&gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;}  &lt;![endif]--&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;"Tutte le persone che ne hanno bisogno possono ricaricare il telefono gratis", "Tutti i responsabili sindacali, le Ong e le organizzazioni umanitarie che vengono possono usare Internet gratis e possono fare anche delle riunioni". &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;Dopo due giorni di viaggio tra aerei ed autobus da Città del Messico a Santo Domingo e poi a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;&lt;a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Porto_Pr%C3%ADncipe" mce_href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Porto_Pr%C3%ADncipe"&gt;&lt;span&gt;Port-au-Prince,&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt; Haiti, mi accoglie così il cartello scritto in creolo affisso sulla porta d'entrata &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/AUMOHD" mce_href="http://en.wikipedia.org/wiki/AUMOHD"&gt;&lt;span&gt;dell'Aumohd&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;, l'associazione di avvocati dedicati alla difesa dei diritti umani che operano nei quartieri disagiati di Porto Principe e che mi ospiteranno per una ventina di giorni nella zona Delmas, una delle tante città dentro la città che compongono la disastrata capitale haitiana. Il centro operativo dell'associazione funziona perfettamente grazie ad un generatore di corrente a benzina che alimenta alcuni computer portatili, dei cellulari e un paio di stampanti, strumenti indispensabili per ricominciare le attività di supporto alla popolazione e cercare la maniera migliore di ottenere i famosi "aiuti umanitari internazionali" che si vedono più alla televisione e nelle notizie che nella difficile realtà quotidiana. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;Tutta la zona è senza elettricità e non si sa quando sarà ripristinata. Si vendono per la strada candele e pile per supplire alla mancanza di luce pubblica. Il generatore dell'Aumohd è a disposizione di tutti quelli che ne hanno bisogno e presto verrà istallato un piccolo centro medico per le cure d'emergenza e l'assistenza sanitaria se si riusciranno a recuperare dei fondi. Un amico compagno di viaggio, Diego Lucifreddi, e io abbiamo fatto la nostra piccola parte portando dal Messico un centinaio di scatole e flaconcini di antibiotici, antiematici, paracetamol, aspirine, d'alcol, oltre a garze sterili, vitamine e termometri ma i bisogni eccedono la capacità di due viaggiatori e richiedono un contributo di massa. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;Il conteggio ufficiale delle vittime del terremoto del 12 gennaio scorso ha ormai superato la cifra di 200mila anche se molte abitazioni, uffici, chiese, negozi e strade non sono ancora state esplorate e sgomberate, quindi restano migliaia di vittime intrappolate nelle macerie di una metropoli trasformatasi rapidamente in un accampamento gigante e brulicante. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;Lo shock post terremoto è uno dei fantasmi che si aggirano per le vie, per i parchi e le piazze di Porto Principe, occupate da accampamenti, tendopoli e rifugi d'emergenza che ormai sono una dimora per migliaia di senza tetto (il numero degli sfollati sembra aver superato il milione) e per le persone che non vogliono ritornare a casa perché gli spazi chiusi e le crepe enormi sulle pareti fanno troppa paura. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126a093d752.250.0.jpg" mce_src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126a093d752.250.0.jpg" alt="" align="right" border="2" height="209" width="279"&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;Le notti infestate dalle zanzare e dal calore asfissiante passano nella speranza di poter trovare un pasto per il giorno dopo o di poter inviare qualche soldo ai membri della famiglia che se ne sono andati a vivere in luoghi più sicuri fuori città. Quindi il secondo fantasma che minaccia la sopravvivenza della capitale è la fame dato che la massa enorme di viveri e medicine arrivati da tutto il mondo non filtrano verso i quartieri disagiati e alle associazioni veramente bisognose. Basta camminare dieci minuti sulla lunghissima e trafficata via Delmas per rendersi conto che la distruzione provocata dalle scosse del 7° grado della scala Richter è stata massiccia e ha cancellato interi condomini e palazzi sconvolgendo la struttura e l'anima delle strade, ma non ha abbattuto la volontà di sopravvivenza della gente comune e la vitalità del popolo haitiano. Forse una casa su quattro è crollata o minaccia di farlo presto se ci saranno nuove repliche del sisma o se l'incuria e l'impotenza dello Stato continueranno. L'unico palazzo governativo rimasto in piedi è quello del ministero degli interni nel cui giardino sono attualmente accampate centinaia di persone. In certi quartieri i politici non sono ben visti dato che appaiono magicamente durante la campagna elettorale e nei momenti d'estrema emergenza (molto frequenti ad Haiti), ma poi scompaiono nella polvere di strade mai asfaltate e nel silenzio di promesse non mantenute.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;Inoltre l'offerta di cibo per la strada scarseggia, sono pochissimi i supermercati aperti e, solo per fare un esempio, una pizza da Domino's costa da 10 a 20 dollari USA che è un prezzo assolutamente proibitivo. Stanno anche iniziando a proliferare i venditori di medicine e prodotti per l'igiene personale che alimentano il mercato nero della rivendita o "riciclaggio" degli aiuti umanitari selettivamente distribuiti. E' urgente promuovere l'attivazione di canali &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;&lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/" mce_href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;alternativi di finanziamento e d'aiuto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt; (vedi raccolta fondi: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;&lt;a href="http://prohaiti2010.blogspot.com/" mce_href="http://prohaiti2010.blogspot.com/"&gt;&lt;span&gt;http://prohaiti2010.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt; ) per la popolazione che si trova ai margini. Sembra che il problema dell'acqua sia stato parzialmente risolto e che il suo prezzo sia relativamente sotto controllo ma in alcuni casi&amp;nbsp; supera il dollaro e mezzo al litro e quando non si hanno più entrate di nessun tipo, direi che il problema resta aperto e drammatico. &lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; line-height: 150%; font-family: Verdana;"&gt;Di &lt;a href="http://lamericalatina.net/" mce_href="http://lamericalatina.net/"&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;    &amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2" face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 06 Feb 2010 00:01:25 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>La donazione che serve davvero. Appello per Haiti.</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;Perch&amp;egrave; &amp;quot;la donazione che serve davvero&amp;quot;?? Beh, perch&amp;eacute; tra due giorni saremo l&amp;igrave; con loro, io e l'eroico Diego Lucifreddi, compagno di viaggio ad Haiti in partenza da Citt&amp;agrave; del Messico, ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1268e718cd2.250.0.jpg" alt="" width="210" height="139" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Perch&amp;egrave; &amp;quot;la donazione che serve davvero&amp;quot;?? Beh, perch&amp;eacute; tra due giorni saremo l&amp;igrave; con loro, io e l'eroico Diego Lucifreddi, compagno di viaggio ad Haiti in partenza da Citt&amp;agrave; del Messico, e quindi constateremo come gli aiuti internazionali abbiano dei limiti forti e come queste iniziative pi&amp;ugrave; mirate possano fare molto di pi&amp;ugrave; se ben dirette e sicure (come in questo caso). Per qualunque dubbio scrivetemi qui e rispondete numerosi all'appello...grazie. Eccolo:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'Associazione di&lt;a href="http://www.selvas.eu/newsHA0407.html" target="_blank"&gt; &lt;u&gt;avvocati haitiani volontari AUMOHD&lt;/u&gt;, &lt;/a&gt;Action des Unit&amp;eacute; Motives pour une Ha&amp;iuml;ti de Droit &amp;quot;&amp;egrave; in dovere di lanciare un appello urgente a tutti i suoi amici e sostenitori, a tutti gli amici di Haiti per aiutarci tramite un contributo che ci possa permettere di supportare i senza tetto, ricostruire le infrastrutture distrutte dell'AUMOHD, e aiutare le famiglie in difficolt&amp;agrave;.&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'Associazione Selvas.org consiglia di aiutare, attraverso una raccolta fondi, un'associazione locale, AUMOHD composta da avvocati haitiani, che lavorando sul terreno e a stretto contatto con migliaia di famiglie, &amp;egrave; il riferimento naturale di numerosi cittadini haitiani. Selvas.org vi aggiorner&amp;agrave; con corrispondenze e notizie sulla catastrofe, come dell'operato di questa associazione e della raccolta fondi.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Con l'avvocato haitiano Evel Fanfan, la nostra asociazione aveva gi&amp;agrave; collaborato a una raccolta fondi per assistere le persone colpite dai tre uragani del settembre 2008 andata a buon fine e permettendo a oltre 800 persone radunate dai volontari dell'AUMOHD di sostenersi per i giorni necessari durante la massima emergenza umanitaria.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nei primi giorni seguiti al terremoto che ha duramente colpito non solo la capitale ma numerose localit&amp;agrave; minori, avevamo lanciato un appello con la speranza di trovare in vita il nostro contatto, perch&amp;egrave; sicuri che non avrebbe esitato, se lo avesse potuto, organizzare un centro di aiuti locali. E infatti, per fortuna, appena ristabiliti i contatti Evel Fanfan non ha esitato ad avvisarci che stava organizzando una gestione degli aiuti in alcune delle zone pi&amp;ugrave; abbandonate della capitale, attraverso l'uso di parte della sede di AUMOHD, parzialmente resistita al sisma. Evel, come molti sui concittadini ha perso la casa e, immaginiamo, diverse persone care in questo terremoto. Ma non ha perso la speranza, non ha perso la forza e l'orgoglio di voler continuare aiutando i suoi fratelli, come lo faceva da avvocato ora continua ad essere al servizio della sua gente, nel migliore dei modi: con le proprie mani.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Se vogliamo parlare di un futuro democratico e libero ad Haiti, se crediamo all'autoderminazione dei popoli liberi da debiti economici infami, se ci sentiamo truffati nei pi&amp;ugrave; profondi sentimenti quando sentiamo parlare di &amp;quot;ABOLIZIONE del DEBITO&amp;quot; e scopriamo che si trasforma in &amp;quot;NUOVI CREDITI per LA RICOSTRUZIONE&amp;quot;, e quando non possimo andare ad Haiti ad aiutare, facciamo alllora ci&amp;ograve; che possiamo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Utilizziamo la nostra credibilit&amp;agrave; di Associazione che non ha mai usufruito di un finanziamento, che ha sempre lavorato gratuitamente per l'informazione e che solo grazie ai propri lettori deve la propria esistenza e diffusione, per CHIEDERE A TUTTI VOI di AIUTARE ECONOMICAMENTE l'Associazione haitiana AUMOHD, nei modi e quantit&amp;agrave; di cui ognuno di voi dispone. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Mettiamo a disposizione un sistema PayPal per donare con carte di credito e un conto corrente di Selvas.org concoordinate bancarie IBAN (dall'Italia e dall'Europa) e BIC (International Code).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;BANCA POPOLARE ETICA&lt;br /&gt;Filiale 02 - Milano&lt;br /&gt;Conto Corrente 114333&lt;br /&gt;Intestato a:&lt;br /&gt;ASSOCIAZIONE CULTURALE SELVAS.ORG&lt;br /&gt;(Importante specificare) CAUSALE:&lt;br /&gt;HAITI&lt;br /&gt;Coordinate Bancarie:&lt;br /&gt;Dall'Italia e dall'Europe:&lt;br /&gt;EUR IBAN IT49 I050 1801 6000 0000 0114 333&lt;br /&gt;International Code:&lt;br /&gt;Codice BIC CCRTIT2T84A&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;IMPORTANTE&lt;br /&gt;&amp;gt; Por favor informarnos cuando donas y cuanto donas: te avisaremos si lleg&amp;ograve; todo bien!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&amp;gt;&amp;gt; Per favore informateci quando e quanto donate: ti avviseremo se &amp;egrave; andato a buon fine!&lt;br /&gt;e-mail: info@selvas.org Objet: DONACION/DONAZIONE&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:37:51 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Damnatio Memoriae Argentina. Tra emigrazioni e storia d'Italia</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Il giorno 16 febbraio 2010 alle ore 16 a Roma presso la Casa della Memoria Via Francesco de Sales, 5 Trastevere - Roma&amp;#8232;  In occasione del bicentenario dell'Argentina con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Argentina ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1268d74bd05.250.0.jpg" alt="" width="150" height="211" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il giorno 16 febbraio 2010 alle ore 16 a Roma presso la Casa della Memoria Via Francesco de Sales, 5 Trastevere - Roma&amp;#8232;  In occasione del bicentenario dell'Argentina con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dopo i fatti di Rosarno, &amp;egrave; indispensabile riacquistare una volta di pi&amp;ugrave; la storia delle migrazioni italiane, e sforzarci di renderle memoria collettiva. Oggi nel nostro paese i migranti sono considerati come &amp;quot;non-uomini&amp;quot;. Lo Stato e il sistema economico vigenti li vogliono rendere invisibili alla societ&amp;agrave;, emarginandoli, nascondendoli e segregandoli in centri di detenzione semi-clandestini. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;I Cpt sembrano non esistere, perch&amp;eacute; lontani dalla nostra vista;possono esistere perch&amp;egrave; vi &amp;egrave; societ&amp;agrave; che decide di non vedere per sua propria impotenza. Li i migranti, pur entrando per &amp;quot;essere identificanti&amp;quot;, diventano nuovi desaparecidos perdendo la propria identit&amp;agrave; a favore di un conteggio sterile utile solo alla politica. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'Argentina accolse molti migranti italiani che per molti anni furono vilipesi e umiliati con vari epiteti: ladri, disonesti, puzzolenti tanto da essere chiamati mocciosi orecchiuti. Molti dei nostri connazionali furono perseguitati dalla dittatura, desaparecidos o costretti a un nuovo esilio di ritorno. Abbiamo dato all'Argentina patrioti quali Manuel Belgrano che era figlio di un genovese ed &amp;egrave; ricordato non solo come l'ideatore della bandiera nazionale bianca e azzurra, ma come uno dei padri dell'indipendenza della Spagna, al punto che la sua data di nascita &amp;egrave; diventata una festa nazionale: la Giornata dell'Emigrante Italiano. E poi scrittori come Ernesto Sabato, grandi musicisti del tango come Astor Piazzola, calciatori come Antonio Valentin Angelillo, mitici piloti automobilistici come Juan Manuel Fangio, industriali come Agostino Rocca. (&amp;quot;L'orda&amp;quot; di Gian Antonio Stella). &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il fenomeno migratorio &amp;egrave; bagaglio imprescindibile della storia d'Italia di cui va recuperata la memoria a salvaguardia della nostra identit&amp;agrave; costituzionale e in difesa dei diritti fondamentali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'Associazione Ponte della Memoria e l'ANPI presentano Damnatio MemoriaeArgentina. Tra emigrazioni e storia d'Italia ne discutono&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Massimo Rendina&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Presidente Anpi  Roma&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Giovanni Miglioli&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Presidente di Ponte della Memoria&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Camilla Catarulla&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Universit&amp;agrave; di Roma Tre&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Loris Zanatta&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Universit&amp;agrave; di Bologna&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Osvaldo Bayer&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Storico argentino&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Fabian D'Aloisio&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Storico argentino&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Bruno Napoli&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Storico argentino &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 02 Feb 2010 06:46:44 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Lettera al Governo italiano sul debito di Haiti</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1266aff9376.250.0.jpg" alt="" width="230" height="172" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; 25 gennaio 2010&lt;br /&gt;Alla c.a.&lt;br /&gt;Ministro Giulio Tremonti&lt;br /&gt;Ministero delle Finanze&lt;br /&gt;Ministro Franco Frattini&lt;br /&gt;Ministero degli Affari Esteri&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Oggetto: Cancellazione immediata e incondizionata del debito bilaterale e multilaterale di&lt;br /&gt;Haiti&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gentile Ministro,&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Le scriviamo in merito alla difficile e sempre pi&amp;ugrave; drammatica situazione di Haiti per sollevare alcune questioni che a nostro avviso dovrebbero essere parte centrale della risposta del governo italiano e della comunit&amp;agrave; internazionale alla crisi di Haiti. Nel giugno del 2009, Haiti ha ottenuto la cancellazione di 1.2 miliardi di dollari di debito dai suoi principali creditori grazie al raggiungimento del Completion Point nell'ambito dell'iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries). Nonostante questo passo in avanti molto importante, il debito estero di Haiti ammonta ancora a pi&amp;ugrave; di 800 milioni di dollari. Il terremoto della settimana scorsa e i tre uragani devastanti che hanno colpito l'isola nel corso del 2008 hanno distrutto l'economia del Paese, incapace di generare le entrate necessarie a servire il debito estero sia oggi che nel prossimo futuro. Risorse che a nostro avviso, qualora e non appena l'economia del Paese riprendesse a funzionare, dovrebbero essere investite in via prioritaria nella ricostruzione interna, delle infrastrutture di base e nella fornitura dei servizi di base per i milioni di senzatetto prima che al servizio del debito.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Accogliamo quindi positivamente la decisione del governo italiano di implementare con la formula pi&amp;ugrave; favorevole la cancellazione del debito bilaterale decisa nell'ambito del Paris Club, per un ammontare complessivo di 40,43 milioni di Euro. Crediamo tuttavia che il Governo italiano, come gli altri donatori internazionali, debba anche impegnarsi affinch&amp;egrave; il sostegno alla fragilissima economia di Haiti per fare fronte al sisma avvenga con la formula di Grants (Aiuti a perdere) e non con &amp;quot;crediti di aiuto&amp;quot; che contribuirebbero a peggiorare la condizione debitoria del Paese.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Crediamo inoltre che il Governo italiano possa giocare un ruolo importante nell'ambito dei Board delle due istituzioni multilaterali che detengono oltre la met&amp;agrave; del debito estero di Haiti, il Fondo Monetario Internazionale (IMF) e la Banca Interamericana di Sviluppo (IDB), per chiedere una cancellazione immediata e senza l'applicazione di onerose condizionalit&amp;agrave; economiche del debito multilaterale di Haiti verso entrambe le istituzioni. Il governo italiano rappresenta una voce autorevole nel Board dei direttori esecutivi del Fondo e dell'IDB. Haiti dovr&amp;agrave; pagare almeno 100 milioni di dollari in servizio del debito all'IMF e IDB nei prossimi cinque anni, la stessa somma che il Fondo Monetario ha annunciato di voler prestare al Paese per fare fronte all'emergenza attuale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Chiediamo al Governo italiano di giocare un ruolo proattivo nelle diverse sedi internazionali di coordinamento e concertazione in cui la comunit&amp;agrave; dei donatori sta discutendo un piano di azione per aiutare il Governo di Haiti a fare fronte ad una catastrofe umanitaria senza precedenti per uno dei Paesi pi&amp;ugrave; poveri al mondo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In particolare chiediamo al governo italiano di:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Contribuire alla ricostruzione di Haiti attraverso la concessione di aiuti a perdere (Grants) e non attraverso la concessione di crediti di aiuto che il governo di Haiti dovrebbe poi restituire. Tale iniziativa costituirebbe un segnale importante alla comunit&amp;agrave; dei donatori internazionali per non aumentare il debito estero del Paese, una possibilit&amp;agrave; questa che anche altri Governi europei stanno&lt;br /&gt;valutando;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Usare la propria rappresentanza e il proprio voto nel Board dei Direttori Esecutivi del Fondo Monetario e della Banca Interamericana di Sviluppo perassicurare la cancellazione immediata e incondizionata del debito rimanente di Haiti verso queste istituzioni. Allo stesso tempo, chiediamo al governo italiano di spendersi per ottenere una moratoria immediata sul servizio dei pagamenti&lt;br /&gt;del debito da parte di Haiti verso le stesse istituzioni, congelando anche il maturare degli interessi;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Chiedere al FMI di mobilitare risorse interne (incluse le proprie riserve auree o di utilizzare le entrate eccezionali derivate dalla vendita delle riserve auree del FMI conseguenti dall'aumento del prezzo dell'oro sui mercati internazionali) per pagare il servizio del debito di Haiti con risorse proprie nel momento in cui le rate dei pagamenti verrebbero a scadenza. Questo permetterebbe di evitare un accumulo ulteriore di debito estero per il Paese come conseguenza diretta del nuovo prestito di 100 milioni di dollari che il FMI si &amp;egrave; impegnato a destinare ad Haiti, oltre che evitare che Haiti paghi per uscire da questa situazione tragica, visto che in ogni caso il Paese non sarebbe in grado di farlo ne ora ne in un prossimo futuro;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- In questo senso, riconoscendo che il mandato del Fondo Monetario non permette all'istituzione di concedere aiuti a perdere (Grants) ma solamente prestiti, crediamo che i membri del Board del FMI dovrebbero valutare la possibilit&amp;agrave; che le risorse del FMI vengano canalizzate ad Haiti attraverso altre istituzioni che possano concedere Grants.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Rimaniamo a disposizione per un incontro a breve per discutere le proposte e le richieste contenute in questa lettera. Cogliamo l'occasione per inviarLe I nostri pi&amp;ugrave; sinceri saluti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In fede,&lt;br /&gt;Mani Tese&lt;br /&gt;Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM)&lt;br /&gt;Osservatorio Informativo Latinoamerica Selvas.org&lt;br /&gt;Coordinamento Italia Nicaragua&lt;br /&gt;SdL Intercategoriale&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto:&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/caselliromagnani/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/caselliromagnani/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:21:56 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Haiti, basta debito adesso! Comunicato stampa</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;Comunicato Stampa,A tutte le redazioni con preghiera di pubblicazione.(in allegato: Lettera Haiti al governo italiano a questo link) Roma, Luned&amp;igrave; 25 gennaio 2010,con l'invio di una lettera indirizzata al Ministro ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1266aea266f.250.0.jpg" border="1" alt="" width="190" height="190" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Comunicato Stampa,&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;A tutte le redazioni con preghiera di pubblicazione.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;(in allegato:&lt;a href="http://lamericalatina.net/2010/01/26/lettera-al-governo-italiano-su-haiti/" target="_blank"&gt;&lt;u&gt; Lettera Haiti al governo italiano a questo link)&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Roma, Luned&amp;igrave; 25 gennaio 2010,&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;con l'invio di una lettera indirizzata al Ministro Giulio Tremonti - Ministero delle Finanze e al Ministro Franco Frattini - Ministero degli Affari Esteri,&lt;br /&gt;e in concomitanza con la Conferenza Internazionale dei Paesi Donatori&lt;br /&gt;che si sta svolgendo in queste ore a Montreal, in Canada,&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;egrave; stata lanciata la Campagna nazionale&lt;br /&gt;&amp;quot;HAITI BASTA DEBITO, ADESSO!&amp;quot;&lt;br /&gt;che sostiene la &amp;quot;Cancellazione immediata e incondizionata&lt;br /&gt;del debito bilaterale e multilaterale di Haiti&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;La Campagna nazionale che ha tra i suoi promotori, Mani Tese, Campagna Riforma Banca Mondiale, Osservatorio Selvas.org, Coordinamento Italia Nicaragua e SdL Intercategoriale, chiama a raccolta tutte le Associazioni, ONG e Istituzioni che operano nel mondo della Cooperazione Internazionale, chiedendo al Governo italiano, gi&amp;agrave; impegnato nell'opera degli aiuti internazionali in soccorso delle vittime del terremoto del 12 gennaio ad Haiti, di sostenere una posizione di rilievo internazionale nell'estinzione incondizionato del debito della nazione caraibica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Il governo e' pronto a cancellare i 40 milioni di euro di debito estero di Haiti verso l'Italia&amp;quot;: lo ha annunciato il ministro degli Esteri Franco Frattini, il 17 gennaio 2010, quando ancora le prime pagine dei quotidiani mondiali aprivano con le prime drammatiche immagini e notizie dalla nazione caraibica.&lt;br /&gt;Nel giugno del 2009, Haiti aveva ottenuto la cancellazione di 1,2 miliardi di dollari di debito dai suoi principali creditori nell'ambito dell'iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries) rivolta a quelle nazioni, che come Haiti hanno un tasso di povert&amp;agrave; estremo. Nonostante questo passo in avanti molto importante, il debito estero di Haiti ammonta ancora a pi&amp;ugrave; di 800 milioni di dollari. Il terremoto della settimana scorsa e i tre uragani devastanti che hanno colpito l'isola nel corso del 2008 hanno distrutto l'economia del Paese, incapace, adesso pi&amp;ugrave; che mai, di generare le entrate necessarie a servire il debito estero sia oggi che nel prossimo futuro.&lt;br /&gt;Risorse che a parere della Campagna, qualora e non appena l'economia del Paese riprendesse a funzionare, dovrebbero essere investite in via prioritaria nella ricostruzione interna, delle infrastrutture di base e nella fornitura dei servizi di base per i milioni di senzatetto prima che al servizio del debito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia recente di Haiti ha dimostrato che sono grandi le responsabilit&amp;agrave; del mondo, verso la condizione attuale di Haiti: trent'anni di dittatura di Duvalier padre (Fran&amp;ccedil;ois Duvalier) e poi il figlio (Jean-Claude Duvalier), e i successivi colpi di mano militare diretti dall'estero, trasformarono quest'angolo dell'isola Hispaniola in un inferno di violenza e terrore, con decine di migliaia di morti e desaparecidos, nell'ambito dello schieramento sostenuto dapprima dalla Guerra Fredda e successivamente dall'applicazione selvaggia delle regole della competizione economica. Solo ad esempio trent'anni fa Haiti coltivava tutto il riso di cui aveva bisogno, ora il Dipartimento dell'agricoltura Statunitense indica Haiti come tra i primi importatori del riso prodotto negli U.S.A..&lt;/font&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Alla luce del grave disastro umanitario, aggravato dal terremoto del 12 gennaio 2010, la Campagna HAITI BASTA DEBITO, ADESSO! Chiede al Governo italiano&lt;br /&gt;&amp;middot;      di contribuire alla ricostruzione di Haiti attraverso la concessione di aiuti a perdere (Grants) e non attraverso la concessione di crediti di aiuto che il governo di Haiti dovrebbe poi restituire;&lt;br /&gt;&amp;middot;      Usare la propria rappresentanza e il proprio voto nel Board dei Direttori Esecutivi del Fondo Monetario e della Banca Interamericana di Sviluppo per assicurare la cancellazione immediata e incondizionata del debito rimanente di Haiti verso queste istituzioni  e contemporaneamente di spendersi per ottenere una moratoria immediata sul servizio dei pagamenti del debito da parte di Haiti verso le stesse istituzioni, congelando anche il maturare degli interessi;&lt;br /&gt;&amp;middot;      Chiedere al FMI di mobilitare risorse interne per pagare il servizio del debito di Haiti con risorse proprie nel momento in cui le rate dei pagamenti verrebbero a scadenza.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La Campagna HAITI BASTA DEBITO, ADESSO! Ha deciso di mantenere attivo un Osservatorio di controllo della societ&amp;agrave; civile affinch&amp;eacute; dopo gli annunci da parte del nostro Governo si concretizzino azioni decisive e immediate.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Si attendono nelle prossime ore numerose adesioni di associazioni e anche di singole persone attraverso il Blog internet:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://haitiadesso.ning.com" target="_blank"&gt;http://haitiadesso.ning.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e la campagna in Face Book:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/#/pages/HAITI-BASTA-DEBITO-ADESSO/269574699762?ref=nf" target="_blank"&gt;http://www.facebook.com/#/pages/HAITI-BASTA-DEBITO-ADESSO/269574699762?ref=nf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Associazioni Promotrici. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Comunicato Stampa a cura di:&lt;br /&gt;ufficiostampa@comunicatorevisivo.com&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <title>Di cosa ha veramente bisogno Haiti?</title>
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      <description>di Alma Giraudo&amp;nbsp;Riporto un articolo interessante che mi segnalano gli amici di Selvas.org&amp;nbsp;CANCELLAZIONE IMMEDIATA, TOTALE ED INCONDIZIONATA del debito estero - RESTITUZIONE DEI SOLDI ILLEGALMENTE SOTTRATTI - CESSAZIONE DI OGNI INTERFERENZA&amp;nbsp;&amp;nbsp;Tra ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Alma Giraudo&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12665ec728a.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Riporto un articolo interessante che mi segnalano gli amici di &lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/" target="_blank"&gt;Selvas.org&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;CANCELLAZIONE IMMEDIATA, TOTALE ED INCONDIZIONATA del debito estero - RESTITUZIONE DEI SOLDI ILLEGALMENTE SOTTRATTI - CESSAZIONE DI OGNI INTERFERENZA&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Tra pochi giorni i media sostituiranno il terremoto di Haiti con altre notizie: bisogna trovare altro per attirare l'attenzione e Haiti ripiomber&amp;agrave; nel buco nero del silenzio totale come avviene da sempre. Fino a quando ci sono state persone intrappolate (soprattutto stranieri) di cui occuparsi, o le faccine sperse di bambini che potessero attirare l'attenzione, allora tutte le prime pagine dei giornali e telegiornali hanno invaso le nostre case, ma ormai &amp;egrave; stabilito che non interessa pi&amp;ugrave;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Abbiamo inviato i nostri 2 euro con il telefonino, o qualcosa di pi&amp;ugrave; con la carta di credito, e ci sentiamo tranquilli con la nostra coscienza: abbiamo fatto il nostro dovere di solidariet&amp;agrave; verso queste persone cos&amp;igrave; tragicamente colpite! B&amp;eacute;.... non &amp;egrave; cos&amp;igrave;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;I nostri 2 euro inviati con sms sono sicuramente utili alle organizzazioni che operano per aiutare a salvare le vittime del terremoto, e saranno ancora pi&amp;ugrave; utili fra un po' di tempo, ma non possiamo ritenere di avere la coscienza a posto per questo. Le nostre responsabilit&amp;agrave; nella miseria di Haiti e nella conseguente distruzione di Port-au-Prince (poco dovuta ad un disastro naturale) sono ben altre, ma questo non ci viene raccontato da nessuno perch&amp;eacute; non fa &amp;quot;audience&amp;quot;, a nessuno fa piacere sentirsi responsabile di fatti cos&amp;igrave; terribili.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Preferiamo sentirci &amp;quot;bravi&amp;quot; perch&amp;egrave; mandiamo i nostri soldi per aiutarli e non vogliamo sentire altro. (&lt;a href="http://www.selvas.eu/newsHAO206.html" target="_blank"&gt;www.selvas.eu/newsHAO206.html&lt;/a&gt;).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ricordiamoci che noi, Unione Europea, abbiamo sostenuto ignobilmente il colpo di stato contro Aristide del 2004, con le sue migliaia di vittime (8.000 solo nell'area di Port-au-Prince, in due anni, molti di pi&amp;ugrave; considerando tutto il Paese, ed un tempo pi&amp;ugrave; lungo, ma l'esatto numero non si sapr&amp;agrave; mai). Abbiamo collaborato e continuiamo a farlo, con istituzioni internazionali e Paesi che schiacciano economicamente e finanziariamente Haiti, non ultimo il nuovo &amp;quot;accordo di partenariato economico&amp;quot; imposto dall'Unione Europea.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Abbiamo assistito ad una campagna stampa internazionale (e di conseguenza nazionale) che &amp;egrave; un insulto nei confronti del popolo haitiano: il concetto che la priorit&amp;agrave; di Haiti sia la sicurezza. Gli haitiani ci sono stati descritti come un popolo violento, selvaggio, dedito a strane pratiche magiche, incapace di governarsi(*).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nulla di pi&amp;ugrave; falso. Gli haitiani sono persone tranquille, pacifiche, incredibilmente pazienti, estremamente solidali l'uno con l'altro, amichevoli ed allegre, orgogliose e consapevoli della propria identit&amp;agrave; e della propria storia. Chiunque li conosca, anche poco, lo sa. L'unica ragione per descriverli come &amp;quot;violenti&amp;quot; per raccontare di gangs che saccheggiano, che controllano i campi dei rifugiati e simili &amp;egrave; per giustificare l'invio di militari.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;12.000 soldati degli USA (probabilmente di pi&amp;ugrave;, vedremo fra qualche settimana quanti saranno), gran parte di loro marines (addestrati alla guerra, non ai soccorsi), oltre ad almeno 4 navi militari, guardia costa, elicotteri, unit&amp;agrave; di sbarco etc.... sono una forza di occupazione militare e null'altro, che rester&amp;agrave; ad Haiti probabilmente per decenni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;E l'Italia cosa fa? Invia una portaerei (vogliamo assicurarci la nostra fetta di affari per la ricostruzione?)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il quartiere generale della Minustah &amp;egrave; crollato e sia il capo della missione, Hedi Annabi, sia il suo vice, sono rimasti sotto le macerie. Quale migliore occasione da parte degli USA per prendere in mano anche il comando della missione ONU?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Se l'occupazione ONU era gi&amp;agrave; brutale e violenta, come gi&amp;agrave; denunciato (&lt;a href="http://www.selvas.eu/newsHAO208.html" target="_blank"&gt;www.selvas.eu/newsHAO208.html&lt;/a&gt;) cosa potremo aspettarci dall'occupazione dei marines degli Stati Uniti?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Questa tragedia &amp;egrave; stata un'occasione d'oro per mettere insieme tre Presidenti degli Stati Uniti, il Bush del golpe del 2004, il Clinton degli intollerabili ricatti economici al Presidente Haitiano Aristide ed al suo successore, l'Obama che persegue le politiche dei suoi predecessori e che ha continuato a rifiutare lo &amp;quot;stato temporaneo di rifugiato&amp;quot; alle migliaia di Haitiani approdati sulle coste degli Stati Uniti dopo i devastanti uragani degli ultimi mesi del 2008.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Questi tre signori si preparano a raccogliere ricchissimi fondi.. per fare cosa? Per sovvenzionare il grandissimo affare della ricostruzione, da affidarsi alle loro imprese, ovviamente. Con tanto di contractors per garantirne la &amp;quot;sicurezza&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gli haitiani si sanno governare, meglio di noi, se solo lasciassimo loro la possibilit&amp;agrave; di farlo. Ogni volta che hanno eletto un proprio governo, parlamento, presidente, interventi stranieri hanno provocato colpi di stato, dittature (queste si violentissime, ma importate), squadroni della morte, oppure pesantissimi ricatti economici, come quello imposto ad Aristide per ricondurlo ad Haiti nel 1994. Fatti che continuano a mantenere il Paese nella miseria pi&amp;ugrave; assoluta, imposta dall'esterno, non causata dall'incapacit&amp;agrave; degli haitiani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ancora oggi, nei giorni precedenti il terremoto, ci giungevano informazioni sull'esclusione dalle elezioni del senato che avrebbero dovuto tenersi il prossimo 28 febbraio, di 15 partiti, fra i quali il pi&amp;ugrave; rappresentativo: il Fanmi Lavalas (quello del Presidente sequestrato da soldati dell'esercito degli Stati Uniti nel 2004 ed ancora in esilio), per oscure ragioni burocratiche.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In un Paese sotto occupazione e ricatto inutile accusare le istituzioni locali di questo. Lo stesso era stato fatto per le elezioni parziali tenutesi nell'aprile scorso: le elezioni sono state boicottate dalla popolazione, la partecipazione dei votanti &amp;egrave; stata fra il 6% ed il 10%. Questo &amp;egrave; quello che vogliamo imporre.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il futuro di Haiti &amp;egrave; estremamente buio, i prossimi mesi necessiteranno di attenzione pi&amp;ugrave; che mai, non di stereotipi e banalit&amp;agrave;. Cessare con la nostra ipocrisia e cominciare a guardare in faccia la realt&amp;agrave; sarebbe gi&amp;agrave; un grosso passo avanti, da parte di tutti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Di cosa ha bisogno Haiti per riprendersi?&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Della CANCELLAZIONE IMMEDIATA, TOTALE ED INCONDIZIONATA del suo debito estero, nei confronti di chiunque, istituzioni finanziarie e Stati: la maggioranza del debito che gli Haitiani pagano &amp;egrave; dovuto a fondi elargiti ampiamente ai vari dittatori, primi fra tutti i Duvalier, che li hanno usati per s&amp;eacute; stessi e per reprimere la poplazione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Della RESTITUZIONE DEI SOLDI ILLEGALMENTE SOTTRATTI, come l'enorme &amp;quot;risarcimento&amp;quot; alla Francia per i mancati introiti della canna da zucchero proveniente dagli schiavi di Haiti, dopo che questa si &amp;egrave; resa indipendente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gli Haitiani hanno pagato per pi&amp;ugrave; di 150 anni una somma che &amp;egrave; valutata 21 miliardi di dollari di oggi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Della CESSAZIONE DI OGNI INTERFERENZA nella politica, economia, finanza da parte delle potenze straniere.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;(*)&lt;a href=" http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/16/news/haiti_caracciolo-1967361/" target="_blank"&gt; http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/16/news/haiti_caracciolo-1967361/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 25 Jan 2010 14:46:53 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-25T14:46:53Z</dc:date>
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      <title>Honduras, il golpe dimenticato</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Honduras__il_golpe_dimenticato_934.shtml</link>
      <description>di Annalisa Melandri&amp;nbsp;Il golpe avvenuto in  Honduras   il 28 giugno scorso  che ha deposto e cacciato dal paese il presidente democraticamente eletto nel 2006 Manuel Zelaya e che ha visto l'insediamento manu militari  di Roberto Micheletti (dello ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Annalisa Melandri&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1266328343a.250.0.jpg" alt="" width="156" height="223" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il golpe avvenuto in  Honduras   il 28 giugno scorso  che ha deposto e cacciato dal paese il presidente democraticamente eletto nel 2006 Manuel Zelaya e che ha visto l'insediamento manu militari  di Roberto Micheletti (dello stesso partito di Zelaya, il Parito Liberale) che ricopriva la carica di presidente del Congresso Nazionale,  &amp;egrave; stato oramai di fatto legittimato con le elezioni del 30 novembre, realizzate in un clima di paura e di tensione,  tra repressione, detenzioni arbitrarie, omicidi e senza la presenza di osservatori internazionali (&lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/10/14/per-capire-il-golpe-in-honduras-tutta-la-storia-della-crisi/" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;leggi qui la sintesi della crisi&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;). Porfirio Lobo  &amp;egrave;  il nuovo presidente del paese e  si insedier&amp;agrave; formalmente il 27 gennaio prossimo. Il governo uscente del golpista Roberto Micheletti e il nuovo esecutivo stanno  tentando di conquistare  adesso agli occhi miopi della comunit&amp;agrave; internazionale un volto democratico che convince veramente poco.  E nel frattempo  tentano di salvare gli autori materiali del golpe garantendo l'impunit&amp;agrave; sia a Roberto Micheletti (che proprio in questi giorni &amp;egrave; stato nominato dal Congresso deputato a vita per i suoi 28 anni di lavoro svolti per il paese),  sia ai generali delle Forze Armate che sono sotto accusa da parte della Procura Generale per &amp;quot;abuso di potere&amp;quot; e &amp;quot;invio in esilio&amp;quot; del presidente deposto Manuel Zelaya (la Costituzione del paese infatti vieta esplicitamente di mandare in esilio cittadini honduregni). I militari rischierebbero in caso di condanna pene irrisorie che vanno dai 3 ai 5 anni di carcere.&lt;br /&gt;Manuel Zelaya dall'ambasciata brasiliana dove si trova tuttora  denuncia che il Procuratore Generale Luis Rub&amp;iacute; con questo provvedimento   &amp;quot;appoggia l'impunit&amp;agrave; dei militari accusandoli di reati minori e di abuso di potere e non per i gravi delitti che hanno commesso&amp;quot; e cio&amp;egrave; &amp;quot;tradimento della Patria , omicidio, violazione dei diritti umani e torture al popolo&amp;quot; . Secondo Zelaya &amp;egrave; chiaro inoltre che &amp;quot;ci&amp;ograve; che si sta mettendo in pratica sono gli atti preliminari per ottenere l'impunit&amp;agrave; dei militari e lasciare senza condanna gli altri autori materiali e intellettuali del colpo di Stato militare&amp;quot;.&lt;br /&gt;Andres Pav&amp;oacute;n, presidente del Comitato per la Difesa dei Diritti Umani (Codeh) ha ricusato formalmente il giudice in quanto &amp;quot;si &amp;egrave; sostenuto e si continua a sostenere che &amp;egrave; totalmente evidente che la rottura dell'ordine costituzionale in Honduras, avvenuta tramite un colpo militare di Stato, si &amp;egrave; realizzata con la partecipazione e l'avallo diretto della Corte Suprema di Giustizia&amp;quot;.&lt;br /&gt;In Italia,   a parte le sporadiche notizie di agenzie che si leggono in rete sulle vicende pi&amp;ugrave; propriamente politiche del paese centroamericano, il golpe  &amp;egrave; stato completamente dimenticato e quindi legittimato e perfino uno dei pochi  spazi informativi onesti rimasti, Radio Tre Mondo, &lt;a href="http://www.radio.rai.it/RADIO3/radiotremondo/view.cfm?Q_EV_ID=304389" target="_blank"&gt;lo  ha &amp;quot;ratificato&amp;quot;&lt;/a&gt; recentemente,  intervistando Carlos Lopez Contreras, ministro degli Esteri del governo golpista. La redazione del programma, lo ha presentato infatti  come rappresentante del  &amp;quot;Governo di Transizione&amp;quot;.&lt;br /&gt;La stampa invece   ormai  ignora completamente e ha calato un velo di silenzio sulle violazioni dei diritti umani accadute e che continuano ad accadere in Honduras. Dalla resistenza honduregna,  dal COFADEH (Comitato dei familiari di detenuti scomparsi) e dalle altre associazioni umanitarie continuano  a  giungere  denunce di omicidi di difensori dei diritti umani, come quello di Walter Tr&amp;oacute;nchez ucciso il 14 dicembre a colpi di pistola mentre camminava per il centro di Tegucigalpa (era stato gi&amp;agrave; arrestato e sottoposto a torture nel luglio scorso). Walter era stato anche testimone dell'arresto da parte di alcuni membri della polizia di Pedro Magdiel Mu&amp;ntilde;oz Salvador, poi ucciso il 25 luglio durante una manifestazione. Walter, che faceva  parte del Fronte nazionale di resistenza popolare e che si occupava  dei diritti della comunit&amp;agrave; LGTB gi&amp;agrave; il 4 dicembre scorso era stato sequestrato da quattro uomini incappucciati che dopo averlo picchiato ripetutamente lo avevano minacciato di morte. In quell'occasione riusc&amp;igrave; a fuggire e sporse denuncia alle autorit&amp;agrave;. Inutilmente. Il 15 dicembre &amp;egrave; stato trovato anche il corpo senza vita e senza testa di Santos Corrales, anche lui appartenente al  Fronte  che era stato arrestato dieci giorni prima da membri della Direzione nazionale di investigazione criminale (DNCI).&lt;br /&gt;Andres Pav&amp;oacute;n (Codeh) denuncia che squadre di paramilitari percorrono le vie di Tegucigalpa e dei centri minori sequestrando e uccidendo giovani appartenenti al FNRP.  Dal 30 novembre  giorno delle elezioni, sarebbero gi&amp;agrave; 30 i militanti uccisi, che vanno ad aggiungersi a quelli morti  immediatamente dopo il colpo di Stato e nei mesi successivi. Si tratta di una &amp;quot;vera e propria offensiva&amp;quot; contro un movimento che va crescendo sempre di pi&amp;ugrave; e che trova sempre maggior consenso in Honduras ma anche fuori dal paese.&lt;br /&gt;La repressione si sta accanendo  duramente anche contro la comunit&amp;agrave; gay, come dimostra l'omicidio di Walter Tr&amp;oacute;nchez , e contro le associazioni femministe, mentre quanto mai  pericoloso e difficile &amp;egrave;  il lavoro di giornalisti e operatori dell'informazione. Le sedi di giornali e radio comunitarie vengono ripetutamente perquisite   con uso sproporzionato di forza e violenza, quando non sono oggetto di attentati compiuti da paramilitari, come avvenuto recentemente alla radio Faluma Bimetu, che da anni denunciava i crimini e gli interessi dei gruppi finanziari che cercavano di cacciare la comunit&amp;agrave; degli indigeni Garifuna dai loro territori (gli stessi dove &amp;egrave; stata girata l'Isola dei Famosi per capirsi). Alcuni giornalisti invece sono stati arbitrariamente detenuti e poi rilasciati dopo aver subito percosse e torture.&lt;br /&gt;Le elezioni del 30 novembre sono state riconosciute valide da pochi paesi. Oltre ovviamente agli Stati Uniti, la cui partecipazione diretta o indiretta al golpe &amp;egrave; ormai stata definitivamente accertata (e poca rilevanza ha se ci&amp;ograve; sia avvenuto con o senza il consenso di Obama), anche  il Messico, Panam&amp;aacute;, Costa Rica, Per&amp;uacute;, Colombia, Italia, Francia, Germania , Israele e Giappone hanno salutato favorevolmente il risultato elettorale,  mentre nella regione ha un certo peso, anche se alla nuova classe dirigente honduregna sembra non interessare particolarmente, la posizione di Brasile, Argentina, degli altri paesi aderenti all'Alba e del Mercosur che non riconoscono Porfirio Lobo come presidente.&lt;br /&gt;Il Congresso tra l'altro  ha ratificato proprio in questi giorni la decisione di uscire dall'Alba, la cui adesione era stata fortemente voluta da Manuel Zelaya e che di fatto &amp;egrave;  stato il motivo scatenante del colpo di Stato.&lt;br /&gt;Il 7 gennaio si &amp;egrave; tenuta la prima manifestazione del nuovo anno contro il governo proprio in protesta contro questa decisione, ma anche per chiedere un'Assemblea Costituente e per esprimere ancora una volta solidariet&amp;agrave; a Zelaya.  A Tegucigalpa hanno sfilato  decine di migliaia di honduregni  dall' Universit&amp;agrave; Pedagogica al palazzo del Congresso e si sono dati appuntamento nuovamente   a fine gennaio per la data di insediamento di Lobo.&lt;br /&gt;Mentre nelle strade della capitale una folla pacifica e chiassosa, in un clima di relativa tolleranza, gridava slogan contro il governo e in favore di Mel Zelaya,  nelle campagne e nelle zone pi&amp;ugrave; rurali del paese,  dove le telecamere sono assenti e i giornalisti difficilmente arrivano, l'esercito e la polizia mostrano invece il  vero volto di quella che nessuno chiama dittatura ma che non lascia dubbi rispetto alla sua vera natura.&lt;br /&gt;Una comunit&amp;agrave; di contadini nella Valle del Agu&amp;agrave;n &amp;egrave; stata infatti violentemente sgomberata dalla polizia e dall'esercito da alcuni territori statali nei quali aveva costruito povere capanne e seminato mais e cereali, territori che erano invece reclamati da alcuni latifondisti che spesso in Honduras assoldano anche bande paramilitari per liberare le terre.&lt;br /&gt;Le colture sono state distrutte, le capanne incendiate e i contadini, circa 600 famiglie,   cacciati con lacrimogeni e proiettili (di piombo).&lt;br /&gt;Sono innumerevoli le situazioni come queste nel paese,  a dimostrazione anche del fatto che i latifondisti e i grandi proprietari terrieri sono stati una delle anime del golpe e che proprio quella Riforma Agraria della quale si era timidamente iniziato a discutere durante la presidenza di Manuel Zelaya adesso  si rende estremamente necessaria. Appare  invece sempre pi&amp;ugrave; lontana.&lt;br /&gt;Riforma Agraria e Assemblea Costituente sono le due battaglie sulle quali l'eterogeneo Fronte Nazionale di Resistenza Popolare dovr&amp;agrave;  investire nel prossimo futuro forze ed energie,  canalizzandole probabilmente in espressioni e iniziative che abbiano sicuramente pi&amp;ugrave; rilevanza e peso politico di quello che hanno oggi le grandi mobilitazioni per le strade di Tegucigalpa.&lt;br /&gt;Le associazioni per la difesa dei diritti umani intanto puntano sulla giustizia internazionale: Luis Guillermo Pe&amp;eacute;rez Casas segretario generale della Federazione Internazionale dei Diritti Umani  (FIDH) e Manuel Oll&amp;eacute; Ses&amp;eacute;, presidente dell' Associazione Pro Diritti Umani (Spagna)  hanno sporto denuncia contro Roberto Micheletti e il capo delle Forze Armate Romeo V&amp;aacute;squez Vel&amp;aacute;squez, per il delitto di persecuzione politica contro il popolo honduregno. Anche se questa, a voler essere pragmatici, sembra un'inutile iniziativa. L'Honduras ha ormai il suo nuovo presidente. E' contro il nuovo governo, e il silenzio che circonda quanto accade nel paese  che adesso bisogna lottare.&lt;br /&gt;Riguardo il tema del golpe e la politica americana verso l'America centrale e latina, legnalo I&amp;quot;l ritorno del Condor&amp;quot; di Fulvio Grimaldi. Il racconto del colpo di Stato effettuato in Honduras contro il presidente progressista Manuel Zelaya dai militari agli ordini dell'oligarchia honduregna e degli Stati Uniti. L'inizio di un'operazione Condor 2, con la quale Washington si propone di rinnovare i nefasti dell'operazione Condor degli anni &amp;lsquo;70 che install&amp;ograve; Pinochet in Cile e altre sanguinarie dittature in America Latina. Una controffensiva statunitense, con nuove basi militari in Colombia e manovre di destabilizzazione in tutto il Cono Sud, per strappare ai governi e movimenti progressisti e rivoluzionari quello che Washington considera il suo &amp;quot;cortile di casa&amp;quot;. L'irriducibile resistenza del popolo honduregno e dei popoli latinoamericani.&lt;br /&gt;L'autore &amp;egrave; giornalista, scrittore, inviato di guerra ex-Rai i cui docufilm sullo scontro tra popoli e imperialismo non verranno mai trasmessi dalla Rai. E' il quarto documentario sul &amp;quot;continente della speranza&amp;quot;, dopo &amp;quot;Cuba, el camino del sol&amp;quot;, &amp;quot;Americas Reaparecidas&amp;quot;, &amp;quot;Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador: l'Asse del Bene&amp;quot;. Si affianca ai suoi popolari lavori di controinformazione su Balcani, Iraq, Libano, Palestina - ultimo &amp;quot;Araba fenice, il tuo nome &amp;egrave; Gaza&amp;quot; - e ai libri sugli stessi argomenti e sulla crisi della Sinistra italiana.&lt;br /&gt;Dal 16 gennaio al 7 febbraio Il Circolo di Italia-Cuba della Tuscia organizza, insieme ad altri circoli e strutture, un tour italiano di una dirigente del Fronte Nazionale della Resistenza al Colpo di Stato in Honduras, nel corso del quale verr&amp;agrave; presentato anche il nuovo documentario &amp;quot;Il ritorno del Condor&amp;quot;.&lt;br /&gt;Per le date degli appuntamenti consultare :&lt;a href="http://fulviogrimaldi.blogspot.com/" target="_blank"&gt; &lt;u&gt;blog Mondo Cane&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Foto II: &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/boikot/" target="_blank"&gt;DA QUI&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 25 Jan 2010 01:49:00 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-25T01:49:00Z</dc:date>
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      <title>Haiti: militarizzazione, caos, presenza USA e italiana</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Haiti__militarizzazione__caos__presenza_USA_e_italiana_932.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso &amp;nbsp;Riporto qui un paio di brevi interventi di Tito Pulsinelli su Selvas.org da cui emergono alcune interessanti informazioni trascurate dai media italiani sulle missioni USA e di altri paesi ad Haiti. Pur nel rispetto degli sforzi ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12660f1f518.250.0.jpg" alt="" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Riporto qui un paio di brevi interventi di Tito Pulsinelli su &lt;u&gt;&lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/" target="_blank"&gt;Selvas.org&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; da cui emergono alcune interessanti informazioni trascurate dai media italiani sulle missioni USA e di altri paesi ad Haiti. Pur nel rispetto degli sforzi internazionali per soccorrere la straziata popolazione del paese caraibico, &amp;egrave; urgente considerare tutti gli aspetti delle operazioni non atto per evitare errori del passato e la copertura di strategie meno umanitari e di atti di forza mascherati. Nel post precedente avevo lanciato &lt;u&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2010/01/21/haiti-donazioni-meglio-annullare-il-debito-estero/" target="_blank"&gt;una provocazione sul debito&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; riprendendo le considerazioni del Comitato Internazionale per la Cancellazione del Debito del Terzo Mondo, ma il tema non &amp;egrave; assolutamente esaurito cos&amp;igrave; come non lo sono le questioni della presenza militare americana e di come si muove l'Italia in questo contesto. Il qudro della situazione geopolitica: &lt;u&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2010/01/20/usa-america-latina-da-cuba-a-haiti-cos%E2%80%99e-cambiato-con-obama/" target="_blank"&gt;A QUESTO LINK.&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Presenza militare statunitense&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Non c'&amp;egrave; &amp;quot;terrorismo&amp;quot;, non ci sono armi di distruzione di massa, nemmeno laboratori per la raffinazione della coca, non vi &amp;egrave; traccia di pirateria o armi atomiche disperse, ma le truppe USA passeranno dagli attuali 15mila a 20mila uomini.&lt;br /&gt;All'Assemblea Generale dell'ONU, l'ambasciatore nordamericano ha risposto indignato alle accuse della Bolivia, del Nicaragua e del Venezuela che in sostanza esigono pi&amp;ugrave; medici e meno soldati: &amp;quot;...vogliono politicizzare l'emergenza di Haiti&amp;quot;. Quindi, militarizzare o politicizzare?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dapprima presero possesso dell'aeroporto internazionale di Port au Prince, impedirono l'atterraggio di numerosi aerei, poi allontarono la stampa internazionale, infine completarono lo schieramento delle truppe sul territorio metropolitano. I convogli militari nordamericani sfoggiano armi, non distribuiscono cibo n&amp;eacute; acqua, e mettono sotto controllo i punti nevralgici della capitale. Il porto &amp;egrave; nelle loro mani. Aerei e navi, in partenza o in arrivo, devono sottostare alle condizioni del comando militare degli Stati Uniti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ad otto aerei di Medici senza frontiere, nonostante l'autorizzazione scritta delle autorit&amp;agrave; di Washington, &amp;egrave; stato impedito l'atterraggio: ad Haiti comanda il Pentagono. Ora stanno completando lo schieramento delle truppe e dei mezzi sul resto dell'isola. Impediscono o rallentano le operazioni umanitarie che fanno capo ad altri Paesi ed organismi internazionali.&lt;br /&gt;Gli elicotteri sorvolano i centri abitati della costa ed avvisano che chiunque espatria clandestinamente sar&amp;agrave; fatto prigioniero, e inviato alla base militare di Guantanamo a far compagnia ai &amp;quot;terroristi arabi&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dunque, &amp;egrave; in atto la militarizzazione del terremoto o una politicizzazione dell'emergenza? Avallare la centralizzazione/accaparramento degli aiuti internazionali o rafforzare la vigilanza permanente della societ&amp;agrave; civile internazionale?&lt;br /&gt;Ieri, a La Paz, durante le celebrazioni del nuovo periodo presidenziale di Evo Morales, Ch&amp;aacute;vez ha ricordato come nel 1999, in occasione dell'alluvione che caus&amp;ograve; la pi&amp;ugrave; grave catastrofe naturale in Venezuela, che distrusse il litorale centrale, gli USA tentarono di inviare 1200 marines. Era una iniziativa personale di Bill Clinton, non una richiesta di Caracas: in quel caso, dovettero fare dietrofront.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sembra una &amp;quot;prassi&amp;quot;. Ad Haiti &amp;egrave; in atto una invasione al nuovo stile del &lt;em&gt;smart power&lt;/em&gt;, camuffata, come il golpe in Honduras, e che punta ad &amp;quot;auto-finanziarsi&amp;quot; con i soccorsi internazionali.La portaerei italiana Cavour &amp;egrave; salpata verso Haiti. L'intera operazione &amp;egrave; circondata da scarsissime informazioni ufficiali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Dal fronte italiano...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il Ministro La Russa ha parlato di &amp;quot;missione di aiuto a tutta la popolazione, ma in particolare ai bambini orfani&amp;quot; (&lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Haiti-La-Russa-Pronta-a-partire-la-portaerei-Cavour_4208792559.html" target="_blank"&gt;Adnkronos 16 gennaio&lt;/a&gt;). Nessuna dichiarazione in merito alle effettive modalit&amp;agrave; operative e alla tempistica della missione&amp;quot; - sottolineano Rete Disarmo e la Tavola della pace.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Da quale organismo &amp;egrave; pervenuta all'Italia la richiesta di inviare una portaerei? Finora il Ministro della Difesa La Russa ha parlato solo di &amp;quot;operazione congiunta con il Ministero della Difesa brasiliano&amp;quot; senza specificare la necessit&amp;agrave; e l'origine di tale richiesta.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Le due associazioni, che raccolgono un'ampia gamma di organizzazioni del pacifismo italiano, chiedono quindi spiegazioni &amp;quot;sulla effettiva necessit&amp;agrave; della portaerei Cavour e l'approvazione della sua missione... &amp;quot;sulle modalit&amp;agrave; d'impiego e la tempistica dell'operazione&amp;quot;. Nei giorni scorsi &lt;a href="http://www.unimondo.org/" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;il sito di Unimondo&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, con due lunghi articoli aveva portato all'attenzione diversi aspetti poco chiari del &amp;quot;battesimo operativo&amp;quot; e del &amp;quot;silenzio tombale del mondo politico&amp;quot; sull'iniziativa governativa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Chiedono trasparenza &amp;quot;sui costi della missione e il loro sostegno&amp;quot;. E puntano l'attenzione sulle &amp;quot;dichiarazioni alquanto singolari&amp;quot; rilasciate da La Russa. Haiti ha bisogno di aiuti di natura prettamente civile, cio&amp;egrave; di medici non soldati. In un primo momento il ministro Frattini aveva verbalmente anunciato che l'Italia condonava il debito di Haiti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Poi, con La Russa, c'&amp;egrave; un cambio totale di registro, e siamo giunti alla sponsorizzazione dell'imprenditoria privata (e non) di una spedizione militare dagli obiettivi poco chiari, presentata come una sfilata promozionale del Made in Italy bellico, sulla passarella caraibica. &amp;quot;Le aziende saranno in grado di coprire il 90% dei costi dell'operazione e si tratta di societ&amp;agrave; come Finmeccanica, Fincantieri, Eni, molte di queste che lavorano con il militare e che hanno realizzato questa nave&amp;quot; (&lt;a href="http://www.aziende-oggi.it/archives/00058498.html" target="_blank"&gt;Agi, 19 gennaio&lt;/a&gt;).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Pax Christi rende noto che &amp;quot;Haiti ha bisogno di cooperazione non di portaerei. Questa nave di 235 metri &amp;egrave; costata 1200 milioni di euro, ed in ogni ora di navigazione consuma 25mila litri di carburante. Ci chiediamo quante sale operatorie ed ospedali da campo si possono realizzare con una spesa cos&amp;igrave; folle&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.jenniferbrowningphotography.com" target="_blank"&gt;www.jenniferbrowningphotography.com &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 24 Jan 2010 15:38:49 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-24T15:38:49Z</dc:date>
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      <title>Haiti e le donazioni: non è meglio cancellare il debito?</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Visto che i post su Haiti (Come Aiutare Haiti&amp;nbsp; e&amp;nbsp; USA-America Latina, appena uscito su questo blog) e gli aiuti internazionali hanno suscitato un buon dibattito, ho deciso di postare questo breve pezzo che &amp;egrave; interessante ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126517270cc.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Visto che i post su Haiti (&lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Come_aiutare_Hait___lista_completa_905.shtml" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Come Aiutare Haiti&lt;/u&gt;&amp;nbsp; &lt;/a&gt;e&amp;nbsp; &lt;u&gt;&lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//USA___America_Latina__da_Cuba_a_Haiti__cosa_cambia_con_Obama__920.shtml" target="_blank"&gt;USA-America Latina&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;, appena uscito su questo blog) e gli aiuti internazionali hanno suscitato un buon dibattito, ho deciso di postare questo breve pezzo che &amp;egrave; interessante per superare un po' quelle discussioni e chiedersi se non sia meno ipocrita parlare di annullamento del debito estero di Haiti al posto di scaricare fiumi di aiuti e denaro verso le ONG, i governi e le associazioni varie sparse per il mondo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per inquadrare il problema e il contesto: resoconto completo su gli USA di Obama, Haiti e la geopolitica latino americana attuale:&lt;a href="http://lamericalatina.net/2010/01/20/usa-america-latina-da-cuba-a-haiti-cos%E2%80%99e-cambiato-con-obama/" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt; QUI&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Al posto degli &amp;quot;aiuti&amp;quot; sarebbe meglio che annullassero il debito estero che Haiti ha con loro. Totalmente e senza condizioni. I &amp;quot;generosi aiuti&amp;quot; provengono soprattutto dai grandi creditori.E' lecito parlare di &amp;quot;dono&amp;quot; quando sappiamo che la maggior parte di questo denaro servir&amp;agrave; peri l pagamento del debito estero? O per uno &amp;quot;sviluppo nazionale&amp;quot; pianificato e deciso in funzione degli interessi delle oligrachie locali e degli stessi creditori?&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Eric Toussainte, direttore del Comitato per l'annullamento del Debito del Terzo Mondo&lt;u&gt; &lt;a href="http://www.cadtm.org/" target="_blank"&gt;www.cadtm.org (CADTM)&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;, avverte che le esperienze negative dei soccorsi internazionali in occasione dello tsunami, convogliati verso il Bangladesh, Indonesia, Sri Lanka e Bangladesh, possono ripetersi puntualmente ora nell'isola caraibica. I fondi raccolti servirono per arricchire le grandi compagnie e le autorit&amp;agrave; locali. L'esperienza dei soccorsi confluiti nel 2004 ad Haiti in occasione del ciclone Jeanne, non fanno purtroppo sperare in bene.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Tutti gli aiuti finanziari cash sono vincolati e accaparrati dai grandi centri finanziari o dagli organismi internazionali creditori (Club de Paris, FMI ecc).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Pi&amp;ugrave; dell'80% del debito estero di Haiti appartiene al Banco mondiale (BM) ed al Banco Interamericano dello Sviluppo (BID)&amp;quot; dice Toussaint. &amp;quot;Il programma PPME (Iniziativa Paesi Poveri molto indebitati) a cui venne ammesso Haiti nel 2006, &amp;egrave; una tipica &amp;quot;operazione di lavaggio&amp;quot; del debito odioso. Il risultato &amp;egrave; che solo tre anni dopo, il debito haitiano era aumentato da 1337 a 1884 milioni di dolari&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Paradossalmente, &amp;egrave; come dire che &amp;egrave; preferibile se non ti aiutassero, perlomeno con monetario.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ad Haiti, l'unico ed effettivo aiuto concreto -dagli effetti duraturi- che si possa concedere, &amp;egrave; l'annullamento del suo debito estero. In tal senso, gli annunci fatti dalla Francia e dall'Italia vanno nella direzione corretta perch&amp;egrave; esonerano gli haitiani dal pagamento del debito esistente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Da &lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://selvasorg.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;vignetta&lt;a href="http://gavavenezia.blogspot.com/" target="_blank"&gt;: gavavenezia.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 21 Jan 2010 15:26:24 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>USA - America Latina: da Cuba a Haiti, cosa cambia con Obama?</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Una risposta onesta alla domanda del titolo &amp;egrave;: niente di nuovo sotto il sole. Infatti la gestione del presidente USA Barack Obama non sembra per ora voler cambiare l'atteggiamento ideologico e le politiche concrete nei ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1264de097a3.250.0.jpg" alt="" width="250" height="131" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Una risposta onesta alla domanda del titolo &amp;egrave;: niente di nuovo sotto il sole. Infatti la gestione del presidente USA Barack Obama non sembra per ora voler cambiare l'atteggiamento ideologico e le politiche concrete nei riguardi del &amp;quot;cortile di casa&amp;quot; o &amp;quot;patio trasero&amp;quot; (in spagnolo) che &amp;egrave; l'America Latina e, in primis, i Caraibi e il Messico. Queste sono storicamente le aree di influenza diretta in cui la potenza americana ha da sempre potuto utilizzare strumenti di hard power (potere duro, militare ed economico) invece di muoversi nell'ambito del solo soft power (potere di influenza ideologica basato sulla creazione del consenso e il convincimento). Amo pensare che i termini hard power e soft power, resi popolari dai testi di geopolitica dello statunitense Joseph Nye, possano nascondere qualche analogia o assonanza con le categorie gramsciane della coercizione e del consenso per la costruzione dell'egemonia, anche se l'ambito di applicazione esula dal tradizionale discorso sulle classi sociali, dirigenti e intellettuali del pensatore italiano per spostarsi verso le relazioni internazionali tra stati, nazioni e blocchi regionali. Credo comunque che la sostanza del discorso non cambi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Priorit&amp;agrave; e problemi. &lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Come prevedevano i rapporti pubblicati dalla CIA (Latin America 2020) all'inizio del nuovo millennio riguardanti il futuro dell'America Latina dal peculiare punto di vista delle priorit&amp;agrave; statunitensi, non sembra che la regione a sud del Rio Bravo, salvo alcune eccezioni che riporter&amp;ograve; in seguito, sia diventata un'area particolarmente strategica d'interesse soprattutto se la consideriamo in rapporto all'Europa, alla Cina (o alla &amp;quot;Cindia&amp;quot;), alla Russia o al Medio Oriente. La grave crisi economica di questi ultimi due anni, generata dall'economia USA e dai mutui sub-prime ma anche dal medesimo sistema di vita americano che tanto soft power pareva aver creato nel passato, &amp;egrave; la peggiore dopo quella del &amp;lsquo;29 mentre sul piano interno la riforma del sistema sanitario sta procedendo lentamente anche dopo l'approvazione in Senato e sta consumando una parte dell'enorme capitale politico e delle aspettative riposte dagli americani su Obama. Quindi sono numerose le questioni di cui si deve occupare il nuovo governo americano e, ancora una volta l'America Latina passa in secondo piano. Ci&amp;ograve; non toglie che gli interessi economici e commerciali tradizionali delle multinazionali (non solo americane ma anche europee, giapponesi e cinesi) legate allo sfruttamento delle risorse naturali idriche e del sottosuolo, uniti a quelli dei settori esportatori dell'industria americana in cerca di rivincite nei &amp;quot;suoi mercati&amp;quot; sempre pi&amp;ugrave; occupati dalla Cina, dalla Spagna o dallo stesso Brasile, ma soprattutto la corsa per la conquista della biodiversit&amp;agrave; in Centro e Sudamerica, regioni competitive in questo senso a livello mondiale, siano elementi da tener sott'occhio nel breve e medio periodo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;War games? &lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Inoltre le due guerre asiatiche ereditate dalla precedente e inquietante amministrazione di George W. Bush hanno spinto Obama tra le braccia di una severa realpolitik: ha dovuto tradire lo spirito di quell'attacco o provocazione di tipo &amp;quot;preventivo&amp;quot; sferrato dall'Accademia Svedese e costituito dall'assegnazione del Premio Nobel per la Pace con l'aumento delle truppe in Afganistan e la stipula del trattato con la Colombia per l'uso decennale di 7 basi dislocate nel paese sudamericano da parte della US Army. Questa decisione del presidente colombiano Alvaro Uribe e del suo omologo nordamericano ha portato negli ultimi mesi a importanti frizioni diplomatiche e ritorsioni del governo venezuelano di Hugo Chavez che si sente direttamente minacciato dall'ingerenza USA e ha recentemente denunciato anche l'Olanda di partecipare ai piani di destabilizzazione di Washington nei suoi confronti attraverso le basi situate sulle isole delle Antille olandesi, Aruba e Curacao, a pochi chilometri dal Venezuela. Una mossa che era attesa dopo che il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, non aveva pi&amp;ugrave; rinnovato la concessione per la base USA di Manta e anche Panama s'era liberata negli ultimi dieci anni delle truppe americane sul suo territorio e nella zona del canale. L'affitto temporaneo o permanente di basi militari da parte delle forze armate statunitensi continua come strategia di controllo territoriale e di minaccia pi&amp;ugrave; che come uno strumento di cooperazione per la democrazia e la lotta al narcotraffico, le motivazioni ufficiali sempre propagandate al momento di giustificare questo tipo di accordi.&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1264de769b2.250.0.jpg" border="2" alt="" align="left" /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;GattoStarWars.jpgEcco cos&amp;igrave; che l'enclave di Guantanamo a Cuba compie 103 anni ed &amp;egrave; un avamposto inespugnabile e minaccioso di cui ben conosciamo le storie di abusi e violazioni post 11 settembre mentre in Honduras, a Palmerola, &amp;egrave; operativa la base Soto Cano che &amp;egrave; la sede della &amp;quot;Joint Task force Bravo&amp;quot;, una missione finalizzata alla &amp;quot;cooperazione regionale nelle iniziative di sicurezza e sviluppo democratico attraverso operazioni coordinate tra varie agenzie&amp;quot;. Stessa missione ha anche la base di El Salvador, presso l'aeroporto internazionale di Comalapa, ed &amp;egrave; giudicata da alcuni esperti (per esempio Daniel Eriksson di Dialogo Interamericano) come un'inutile eredit&amp;agrave; di un passato &amp;quot;anti comunista&amp;quot; e che sarebbe ancora aperta per inerzia ma comunque operativa e funzionante per ogni evenienza. Vengono invece costantemente smentite le voci e le notizie, per esempio quelle fatte circolare dalla venezuelana Agencia Bolivariana de Noticias (ABN), sulle presunte presenze USA nelle basi di Iquitos e Nanay in Per&amp;ugrave;, di Liberia in Costa Rica e Estigarribio in Paraguay ma allo stesso tempo non si pu&amp;ograve; negare che esiste una capacit&amp;agrave; militare che gli Stati Uniti possono impiegare anche in modi diversi rispetto all'obbiettivo della lotta al narcotraffico o al terrorismo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sicurezza nazionale.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; Questi due &amp;quot;gravi problemi di sicurezza nazionale&amp;quot; degli USA sono diventati gli assi del discorso legittimante e interventista dopo la fine della Guerra Fredda, con la caduta del muro di Berlino nel 1989, e il declino della retorica del &amp;quot;pericolo comunista&amp;quot; nel mondo e in America Latina. Questa minaccia sistemica richiedeva l'intervento della CIA (soprattutto nei paesi grandi e lontani, a sud dei Caraibi) o pure dell'esercito (frequentemente impiegato in America Centrale e nelle isole caraibiche) ed era semplicemente rappresentata da qualunque presidente o governo democratico di carattere riformista, spesso non rivoluzionario, che entrasse in conflitto con la superpotenza o con le classi dirigenti nazionali schierate con i settori reazionari o &amp;quot;esterofili&amp;quot; come successe ad Arbenz in Guatemala nei primi anni &amp;lsquo;50 o ad Allende in Cile quasi vent'anni dopo. Altri grandi retoriche della storia furono l'esportazione della democrazia, utilizzata anche in Iraq, e la lotta al nazi-fascismo e ai totalitarismi negli anni dell'ascesa egemonica statunitense e della Seconda Guerra Mondiale. Peccato che in seguito alcuni regimi di quel tipo siano stati tollerati e a volte direttamente fabbricati fuori dagli scenari bellici e in particolare nell'emisfero occidentale...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Cuba.&lt;/strong&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Tornando al presente o meglio al passato recente, le dichiarazioni di Obama al Vertice delle Americhe di Trinidad e Tobago nell'aprile 2009 in cui promise relazioni basate sul rispetto reciproco non sembrano venire supportate dalle azioni concrete dato che su pi&amp;ugrave; fronti la strategia americana non &amp;egrave; cambiata rispetto al passato di incomprensioni e indifferenze di G. W. Bush. Nonostante alcuni timidi segnali di ripresa della distensione verso Cuba, particolarmente nel tema migratorio, il processo di avvicinamento s'&amp;egrave; fermato e l'embargo continua a incombere sull'isola senza che vi siano ormai ragioni ideologiche fondate, sempre che ve ne siano state in precedenza, per mantenere le sanzioni e malgrado le ripetute condanne internazionali al riguardo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Honduras, la Ande e il Brasile Il governo USA ha inoltre riconosciuto le elezioni del 29 novembre in Honduras, paese interessato da un colpo di Stato manu militari nel giugno 2009 in seguito al quale il presidente in carica Manuel Zelaya &amp;egrave; stato deportato in Costa Rica e le violazioni ai diritti umani e alle garanzie individuali sono cresciute esponenzialmente, nonostante una buona parte della comunit&amp;agrave; internazionale e numerosi paesi latino americani, tranne la Colombia, il Costa Rica, Panama, la Repubblica Dominicana, il Per&amp;ugrave; e il Messico, abbiano dichiarato l'illegittimit&amp;agrave; della vittoria del candidato Porfirio Lobo. Scendendo pi&amp;ugrave; a sud verso il Brasile, malgrado le dichiarazioni di stima rivolte da Obama al presidente brasiliano Lula che sarebbe il &amp;quot;suo uomo&amp;quot; e &amp;quot;il politico pi&amp;ugrave; popolare della terra&amp;quot;, la relazione bilaterale tra i due giganti del nord e del sud non &amp;egrave; delle migliori dopo le frizioni sull'Honduras (ricordiamo che Zelaya s'&amp;egrave; rifugiato proprio nell'ambasciata brasiliana a Tegucigalpa) e sulla questione delle basi americane in Colombia. Quest'ultimo paese &amp;egrave; il primo destinatario degli aiuti economici e logistici statunitensi ed &amp;egrave; il suo principale alleato nella guerra al narcotraffico nella regione andina cos&amp;igrave; come lo &amp;egrave; il Messico in centro e nord America. Anche in questo caso l'intenzione di favorire politiche di riduzione della domanda interna di stupefacenti non &amp;egrave; stata ancora seguita da decisioni effettive in tal senso e quindi si continua con le tipiche misure di repressione e controllo dell'offerta di paesi produttori come la Bolivia, la Colombia, il Messico o il Per&amp;ugrave; le quali esportano instabilit&amp;agrave; e violenza verso sud. Un tema molto sensibile per il Messico e il Centro America, ma non solo, &amp;egrave; quello dei migranti illegali negli USA il quale &amp;egrave; stato trascurato e per ora non vi sono tavoli di negoziazione aperti. La politica e l'agenda USA per l'America Latina sono ancora guidate dall'inerzia di un moto perenne definito da coordinate gi&amp;agrave; note e volont&amp;agrave; residuali lontane anni luce dalla retorica delle promesse. Cosa cambier&amp;agrave;?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Haiti, dalla guerra al terrorismo al terremoto.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; Per concludere solo un commento riguardo alla tragedia che in questi giorni sta vivendo Haiti, paese caraibico di 9 milioni di abitanti confinante con la Repubblica Dominicana, in seguito al devastante terremoto del 12 gennaio scorso che ha provocato decine di migliaia di vittime (forse 200mila) e il collasso fisico e operativo delle sue istituzioni e dei suoi apparati statali. Gi&amp;agrave; da alcuni anni si parlava di Haiti come di un cosiddetto Stato fallito e la presenza stabile dell'ONU e dei caschi blu, la cui missione era comandata dal Brasile fino a pochi giorni fa, era ormai un fatto assodato dopo il tremendo uragano Jeanne e le rivolte popolari del 2004, la cacciata militare dell'ex presidente Jean-Bertrande Aristide, l'arrivo dei marines e l'elezione nel 2006 dell'attuale mandatario in carica Ren&amp;egrave; Preval. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Come segnala il blog di Selvas.org &amp;quot;il presidente Obama ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di dollari per &amp;quot;aiuti&amp;quot; ad Haiti, per&amp;ograve; non lo ha fatto circondato dai suoi collaboratori in questa materia: aveva al suo lato i pi&amp;ugrave; alti dirigenti della difesa La prima cosa da capire &amp;egrave; che questi 100 milioni non serviranno per gli &amp;quot;aiuti umanitari&amp;quot; ma per far fronte alle spese di mobilizzazione militare annunciata (10.000 soldati)&amp;quot;. Haitipresidencial.jpgIntanto l'Italia ha annunciato la cancellazione del debito haitiano e la Francia, ex potenza coloniale e madre patria di Haiti, s'appresta a prendere la stessa decisione e a richiederla ai paesi del Club di Parigi per un ammontare di loro pertinenza di quasi 215 milioni di dollari sui totali 1,88 miliardi di debito estero haitiano. Gli aiuti stanno tardando ad arrivare a chi ne ha veramente bisogno e l'opera di coordinamento da realizzare &amp;egrave; enorme viste le deficienze o le assenze totali delle istituzioni nazionali per cui sembra che gli USA si stiano incaricando di gestire la situazione e il segretario di Stato Hillary Clinton ha gi&amp;agrave; visitato Porto Principe sabato scorso, il 16 gennaio, ribadendo la sua intenzione di integrare e non soppiantare il governo locale nell'esercizio delle sue funzioni.&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1264de68c27.250.0.jpg" border="2" alt="" align="right" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Di fatto per&amp;ograve; la polizia e lo Stato quasi non esistono pi&amp;ugrave; ad Haiti e sono gli eserciti stranieri, quello americano in primis, a mantenere un ordine minimo e instabile mentre i gruppi di solidariet&amp;agrave; formati da civili sono impossibilitati agire. Mentre Stati Uniti (obiettivo 10mila) e ONU (+3.500 unit&amp;agrave;) decidono di inviare pi&amp;ugrave; truppe, centinaia di sciacalli e bande di rapinatori stanno prendendo d'assalto negozi e accampamenti in cerca di cibo. In questo contesto la Francia e il Brasile, i paesi forse pi&amp;ugrave; interessati strategicamente e storicamente a mantenere un controllo e un avamposto sull'isola, hanno gi&amp;agrave; protestato per l'ingerenza statunitense che con la scusa ufficiale degli aiuti umanitari sembra essersi spinto oltre le attese controllando l'aeroporto di Porto Principe (si sono anche verificate alcune frizioni con altri paesi per l'atterraggio di aerei carichi di aiuti) e inviando per ora 2200 marines e 5000 soldati secondo quanto annunciato dal Comando Sud americano con sede a Miami in Florida. Manca ancora un'autorit&amp;agrave; riconosciuta che gestisca le operazioni di salvataggio, la sicurezza e la distribuziuone razionale degli aiuti umanitari che rischiano di restare bloccati fisicamente o di venire ingurgitati nella spirale burocratica e nelle tasche delle cosiddette &amp;quot;multinazionali della solidariet&amp;agrave;&amp;quot;. Il presidente venezuelano Hugo Chavez, facendo eco al ministro francese per la cooperazione, Alain Joyandet, ha ribadito che bisogna aiutare Haiti e non occuparla militarmente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Scenari e sipari calati.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; Gli scenari che si aprono per Haiti nei prossimi mesi rimandano alla vecchia teoria &amp;quot;dell'imperialismo su invito&amp;quot; che prevede la delega progressiva di funzioni governative e di difesa nazionale, per volont&amp;agrave; e necessit&amp;agrave;, in favore di una potenza straniera occupante o anche di organizzazioni e agenzie ad essa legate. Questa piano piano incomincia a stabilire un protettorato light e a convincere la popolazione locale che non &amp;egrave; in grado di autogovernarsi e ha bisogno di un ordine esterno superiore che &amp;egrave; il minore dei mali. A quel punto la sovranit&amp;agrave; &amp;egrave; seriamente compromessa e, nonostante eventuali miglioramenti materiali, viene stabilita un'autorit&amp;agrave; esterna paternalista che controlla il paese per portarlo a nuove elezioni, a una nuova costituzione e, magari, a un referendum sull'annessione o l'associazione, stile Porto Rico, con lo Stato protettore. Resta da valutare la relazione costo - beneficio dell'operazione, i vantaggi strategici e geopolitici per gli USA e i costi nel lungo termine d'una specie di &amp;quot;amministrazione controllata&amp;quot; di un intero paese che, come dimostrano i casi dell'Iraq e dell'Afganistan, non &amp;egrave; sempre un'alternativa percorribile e prevedibile oltre al fatto che in questa zona del mondo si potrebbero creare tensioni indebite e sproporzionate con la vecchia potenza francese e l'emergente Brasile. Una parte della popolazione attiva del paese e molti bambini rimasti orfani cercano scampo nell'emigrazione (o nelle adozioni internazionali) tanto nella vicina Repubblica Dominicana come negli USA che hanno fermato il processo di espulsione a carico di 30mila haitiani irregolari. Anche il Senegal ha messo a disposizione terre gratis per questi &amp;quot;figli dell'Africa&amp;quot;. Ad ogni modo i Caraibi e la stessa Haiti non sono nuovi a questo tipo di presenza straniera e gli scenari ipotizzati relativi al futuro di Haiti sembrano plausibili in questo momento e potranno definirsi pi&amp;ugrave; chiaramente quando l'emergenza sar&amp;agrave; rientrata.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net " target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com" target="_blank"&gt; www.carmillaonline.com&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Foto: &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/fabiovido/"&gt;http://www.flickr.com/photos/fabiovido/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 20 Jan 2010 22:44:16 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-20T22:44:16Z</dc:date>
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      <title>Come aiutare Haitì, lista completa</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Come_aiutare_Hait___lista_completa_905.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Raccogliendo le informazioni da alcune testate nazionali ho stilato una lista con le possibilit&amp;agrave; di aiuto per Hait&amp;igrave;, paese caraibico colpito da un terremoto catastrofico che ha causato e sta causando tra le 50mila ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_126329d6fe6.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Raccogliendo le informazioni da alcune testate nazionali ho stilato una lista con le possibilit&amp;agrave; di aiuto per Hait&amp;igrave;, paese caraibico colpito da un terremoto catastrofico che ha causato e sta causando tra le 50mila e le 100mila vittime. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Invito a segnalare nei commenti anche le altre ONG o associazioni che si occupano di aiutare Hait&amp;igrave; per completare questa lista.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;da:&amp;nbsp;&lt;u&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2010/01/15/aiutare-haiti-ecco-come/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/2010/01/15/aiutare-haiti-ecco-come/ &lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;AIUTARE HAITI, ECCO COME:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;CROCE ROSSA &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Numero verde: 800.166.666&lt;br /&gt;Donazione online: Causale &amp;quot; Pro emergenza Haiti &amp;quot; &lt;a href="http://www.cri.it" target="_blank"&gt;www.cri.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Bonifico bancario: causale &amp;quot; Pro emergenza Haiti&amp;quot; IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE ONU&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Posta : c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM&lt;br /&gt;IBAN IT45TO76 0103 200 0000 6155 9688&lt;br /&gt;Banca: c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848&lt;br /&gt;ABI 03069 CAB 05196&lt;br /&gt;IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383&lt;br /&gt;Donazioni online: &lt;a href="http://www.wfp.org/it" target="_blank"&gt;www.wfp.org/it&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;CARITAS ITALIANA &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;C/C POSTALE N. 347013 - Causale: &amp;quot;Emergenza terremoto Haiti&amp;quot;&lt;br /&gt;Oppure tramite bonifico:&lt;br /&gt;UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119&lt;br /&gt;Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012&lt;br /&gt;Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113&lt;br /&gt;CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d'ufficio)&lt;br /&gt;Donazioni online: Caritas international &lt;a href="http://www.caritas.org/activities/emergencies/HaitiAppeal.html" target="_blank"&gt;http://www.caritas.org/activities/emergencies/HaitiAppeal.html&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;SAVE THE CHILDREN&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Donazioni online con carta di credito (nessuna commissione): http://www.savethechildren.it/2003/donazioni/donazioni.asp?ERH=y&lt;br /&gt;Oppure: C/C POSTALE n.43019207&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Medici senza Frontiere&lt;br /&gt;Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25&lt;br /&gt;Con bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000&lt;br /&gt;CC postale 87486007, intestato a Medici senza Frontiere inlus, causale: Terremoto Haiti&lt;br /&gt;Online: &lt;a href="http://www.medicisenzafrontiere.it/" target="_blank"&gt;http://www.medicisenzafrontiere.it/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;UNICEF&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Donazioni online:&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.unicef.it/web/donazioni/index.php?c=OEHA&amp;amp;l=0001" target="_blank"&gt;https://www.unicef.it/web/donazioni/index.php?c=OEHA&amp;amp;l=0001&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oppure: C/C postale 745.000 IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Actionaid: Nelle prossime ore sar&amp;agrave; attivato un servizio di SMS solidale&lt;br /&gt;Donazioni con carta di credito al numero verde 800.13287&lt;br /&gt;Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti&lt;br /&gt;Bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti&lt;br /&gt;Donazioni on line dal sito internet www.agire.it&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;LE MISERICORDIE ITALIANE&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;c/c 000005000036, MONTE DEI PASCHI DI SIENA SPA, Firenze Agenzia 6, IBAN: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul CONTO CORRENTE POSTALE N&amp;deg; 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509, entrambi intestati a &amp;quot;Confederazione Nazionale&amp;quot; con causale &amp;laquo;PRO&lt;br /&gt;HAITI&amp;raquo;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;RACCOLTA FONDI PRO HAITI&lt;br /&gt;conto corrente postale: 13688205 intestato a:&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;MOVIMENTO LOTTA FAME NEL MONDO &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Via Cavour, 73 - 26900 Lodi&lt;br /&gt;causale: terremoto Haiti&lt;br /&gt;oppure:&lt;br /&gt;Banca Popolare Etica - Ag. Milano&lt;br /&gt;IBAN: IT91 R 05018 01600 000000 540540&lt;br /&gt;intestato a Movimento Lotta Fame nel Mondo, Via Cavour, 73 - 26900 Lodi&lt;br /&gt;causale: terremoto Haiti&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;EMERGENZA HAITI&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gli amici di &amp;quot;ABC solidariet&amp;agrave; e pace - onlus&amp;quot; da anni sono presenti ad Haiti con progetti di sostegno scolastico aiutiamoli a far fronte all'emergenza.&lt;br /&gt;&amp;quot;A,B,C Solidariet&amp;agrave; e Pace&amp;quot;&lt;br /&gt;Banca Popolare di Milano&lt;br /&gt;IBAN IT 97 T 05584 03245 000000000512&lt;br /&gt;causale: &amp;quot;G-aiuti umanitari Haiti&amp;quot;&lt;br /&gt;per ulteriori informazioni sul progetto: &lt;a href="http://www.abconlus.it/haiti.asp" target="_blank"&gt;http://www.abconlus.it/haiti.asp&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;TERRE DES HOMMES ITALIA&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per aiutarci a salvare pi&amp;ugrave; persone possibili potete donare tramite:&lt;br /&gt;bonifico bancario presso Banca Monte dei Paschi di Siena Ag.57 - IBAN IT53Z0103001650000001030344&lt;br /&gt;versamento postale sul c/c 321208&lt;br /&gt;carta di credito all'indirizzo &lt;a href="http://www.terredeshommes.it/ecom/donazione_online.php" target="_blank"&gt;http://www.terredeshommes.it/ecom/donazione_online.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;SMS solidale 48541 (da Tim e Vodafone e chiamate da rete fissa Telecom), per sostenere AGIRE, coordinamento di ONG di cui fa parte anche Terre des hommes e che fino ad ora ha gi&amp;agrave; raccolto 800.000 euro, cifra che speriamo possa raddoppiare nelle prossime ore.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;FONDAZIONE AVSI - ong onlus&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;20158 Milano via legnone 4&lt;br /&gt;cell +39 3357101896 tel.+39 026749881&lt;br /&gt;elisabetta.ponzone@avsi.org &lt;a href="http://www.avsi.org" target="_blank"&gt;www.avsi.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse fare una donazione indicare nella causale &amp;quot;terremoto Haiti&amp;quot;&lt;br /&gt;Credito Artigiano-Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59&lt;br /&gt;IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n&amp;deg; 522474, intestato AVSI&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;FONDAZIONE FRANCESCA RAVA N.P.H. ITALIA ONLUS&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Tel 0254122917 bollettino postale su C/C postale 17775230&lt;br /&gt;bonifico su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM SpA,&lt;br /&gt;Ag. 1 di Basiglio (MI) IT 39 G 03062 34210 000000760000 causale: terremoto Haiti&lt;br /&gt;carta di credito on line su www.nphitalia.org o chiamando lo 02 54122917&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;ONG AGIRE&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sms: Una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari Tim o Vadafone o chiamando da rete fissa Telecom. Numerazione attiva da oggi fino al 31 gennaio 2010.&lt;br /&gt;Oppure:&lt;br /&gt;Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870&lt;br /&gt;Posta: cc postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti.&lt;br /&gt;Banca: cc BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti.&lt;br /&gt;Donazioni online: &lt;a href="http://www.agire.it" target="_blank"&gt;www.agire.it&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 15 Jan 2010 15:50:37 GMT</pubDate>
      <guid>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Come_aiutare_Hait___lista_completa_905.shtml</guid>
      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-15T15:50:37Z</dc:date>
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      <title>Terremoto ad Haiti</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Terremoto_ad_Haiti_902.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso  &amp;nbsp;Un post breve con una notizia molto drammatica di cui si avranno maggiori dettagli nelle prossime ore.  Un terremoto di 7.0 gradi della scala Richter, seguito da altri due assestamenti da 5.9, 5.5 e 5.1 gradi, ha scosso alle ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12625c6f5bd.250.0.jpg" alt="" width="214" height="167" /&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un post breve con una notizia molto drammatica di cui si avranno maggiori dettagli nelle prossime ore.  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un terremoto di 7.0 gradi della scala Richter, seguito da altri due assestamenti da 5.9, 5.5 e 5.1 gradi, ha scosso alle 16:53 ora locale (22.53 in Italia) di marted&amp;igrave; 12 gennaio le coste di Hait&amp;igrave;, a pochi chilometri dalla capitale Porto Principe (precisamente a 22km verso ovest) in cui sono crollati o sono risultati gravemente danneggiati il Palazzo presidenziale, alcuni ministeri, il parlamento e altri edifici come ospedali e abitazioni private. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Non si conoscono stime circa il numero delle vittime ma i danni sembrano ingenti.  L'ambasciatore haitiano negli USA ha parlato di una grossa catastrofe mentre il presidente Obama s'&amp;egrave; detto pronto a inviare aiuti al pi&amp;ugrave; presto in favore della popolazione dell'isola caraibica. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Hait&amp;igrave; &amp;egrave; il paese pi&amp;ugrave; povero d'America e ha 9 milioni di abitanti con un reddito pro capite di soli 1300 dollari. Oltre un milionetrecentomila haitiani vivono nella capitale colpita dal sisma. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La terra ha tremato anche a Cuba e nella vicina Repubblica Dominicana dove si temono eventuali tsunami anche se in questo momento sembra che l'allarme sia stato ritirato.     &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La notizia in Messico:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.eluniversal.com.mx/notas/651308.html" target="_blank"&gt;http://www.eluniversal.com.mx/notas/651308.html   &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ecco il link a un notiziario e aun video in spagnolo con alcune informazioni utili:&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=RIC3iPOamw8%20http://www.youtube.com/watch?v=zfJyHSX3Bi4" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=RIC3iPOamw8%20http://www.youtube.com/watch?v=zfJyHSX3Bi4" target="_blank"&gt;  http://www.youtube.com/watch?v=RIC3iPOamw8  &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=RIC3iPOamw8%20http://www.youtube.com/watch?v=zfJyHSX3Bi4" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=zfJyHSX3Bi4     &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sono pochissimi per ora i video disponibili sulla catastrofe ma su Youtube ce ne sono alcuni con fotografie: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=IMM1VUUSSqk" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=IMM1VUUSSqk&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=cxzG3FO49TY" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=cxzG3FO49TY &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;    &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Prime foto: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/inqro/sets/72157623198957742/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/inqro/sets/72157623198957742/ &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 13 Jan 2010 03:02:07 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-13T03:02:07Z</dc:date>
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      <title>L'invenzione dell'America Latina (e del latino-americanismo)</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//L_invenzione_dell_America_Latina__e_del_latino_americanismo__896.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Presenza internettiana (?) dell'articolo e altro: http://lamericalatina.net &amp;amp; www.carmillaonline.com &amp;nbsp;L'America Latina rappresenta un'area geografica e culturale storicamente determinata ma dai contorni sfumati e cambianti. ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1261dd12bb9.250.0.jpg" alt="" width="199" height="190" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Presenza internettiana (?) dell'articolo e altro: &lt;/font&gt;&lt;u&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &amp;amp; &lt;/font&gt;&lt;u&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com" target="_blank"&gt;www.carmillaonline.com&lt;/a&gt; &lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'America Latina rappresenta un'area geografica e culturale storicamente determinata ma dai contorni sfumati e cambianti. Quando ci riferiamo a questa zona del mondo come a un concetto che conforma identit&amp;agrave; comuni e si contrappone all'altra America, quella anglosassone fondata sull'ideologia della missione, della frontiera e dei WASP (White Anglo-Saxons Protestant), stiamo parlando di una tipica identit&amp;agrave; sopra-nazionale che, come tutte le nazioni, &amp;egrave; un'invenzione ossia, parafrasando Benedict Anderson, una &amp;quot;comunit&amp;agrave; politica immaginata&amp;quot; grazie alla quale ogni membro di una comunit&amp;agrave; geografica e culturale crede di appartenere a un gruppo sociale, storico e spesso anche etnico ben definito e &amp;quot;nazionale&amp;quot; (1). La sua identit&amp;agrave; reale qui non importa. E' fondamentale il processo di creazione di quelle idiosincrasie, tradizioni ed eredit&amp;agrave; che lo legano al gruppo di riferimento e che lo sottomettono all'ideologia dell'appartenenza. Basti pensare all'Unione Europea e al lavoro di convincimento e propaganda teso a suscitare e risvegliare un'identit&amp;agrave; comune alle nuove generazioni di tutto il continente. Tornando alla nostra America, alcune definizioni hanno cercato d'inglobare il concetto che oggi abbiamo di questa regione del mondo ma erano semanticamente pi&amp;ugrave; limitate e ideologicamente orientate. Mi spiego.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Parlare di &amp;quot;Ispanoamerica&amp;quot; significava di fatto escludere il Brasile, la Guyana Francese, il Suriname (ex territorio olandese), la Guyana (ex colonia inglese) e molte isole dei Caraibi in cui non si parlava e non si parla spagnolo n&amp;eacute; v'era stata la presenza di quella potenza coloniale europea. In spagnolo esiste addirittura la parola &amp;quot;Lusoamerica&amp;quot; che descrive le ex colonie portoghesi in America, cio&amp;egrave; il Brasile, paese che &amp;egrave; 90 volte pi&amp;ugrave; esteso della sua ex madre patria e in cui tale definizione non ha avuto grande successo.&lt;br /&gt;Il termine &amp;quot;Iberoamerica&amp;quot; era pi&amp;ugrave; ampio dato che il riferimento era agli ex possedimenti dei regni della penisola iberica e quindi includeva anche il Brasile, parte dell'impero portoghese fino al 1822, ma restava comunque una connotazione coloniale poco apprezzata da questo lato dell'Atlantico.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Quindi &amp;quot;America Latina&amp;quot; sembra essere il nome pi&amp;ugrave; adatto e con un compromesso semantico si ricomprendono nel pentolone le ex colonie spagnole, francesi (come Haiti), portoghesi e gli attuali territori francesi d'oltremare come le isole caraibiche di Guadalupe e Martinica e la Guyana francese. A questo punto resterebbero fuori &amp;quot;solamente&amp;quot; le isole non latine dei Caraibi come per esempio la Giamaica e le Virgin Islands, il Suriname, la Guyana, le Islas Malvinas o Falkland (isole del Regno Unito rivendicate dall'Argentina). Nessuno &amp;egrave; perfetto.&lt;br /&gt;Siccome il dottorato che sto (forse?) concludendo a Citt&amp;agrave; del Messico si chiama &amp;quot;Studi Latino Americani&amp;quot; e dire semplicemente &amp;quot;Americanistica&amp;quot; appare riduttivo, mi sono dovuto interrogare sull'origine di suddetta terminologia ripetutamente. L'espressione &amp;quot;latino americanismo&amp;quot; fu utilizzata per la prima volta alla met&amp;agrave; del secolo XIX, precisamente nel 1836, dall'intellettuale e viaggiatore francese Michel Chevalier che raccolse in un libro le sue cronache giornalistiche e tracci&amp;ograve; la separazione tra un'America &amp;quot;protestante e anglosassone&amp;quot; ed una &amp;quot;cattolica e latina&amp;quot; (2). Secondo il nostro, quest'ultima si sarebbe potuta tranquillamente accomodare nella sfera d'influenza della Francia, unica potenza internazionale anche lei cattolica e latina di quell'epoca (3).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In realt&amp;agrave; alcune ricerche recenti circa l'origine del nome e del concetto di America Latina dimostrano che la sua &amp;quot;invenzione&amp;quot; viene dagli stessi latino americani e si pu&amp;ograve; attribuire al frate dominicano Francisco Mu&amp;ntilde;oz del Monte, ai cileni Santiago Arcos e Francisco Bilbao e al colombiano Mar&amp;iacute;a Torres Caicedo, i quali usarono il termine a partire dal 1850 con un contenuto ideologico differente: l'America Latina non era pi&amp;ugrave; vista come un nome imposto da interessi esterni delle potenze coloniali bens&amp;igrave; come un nome coniato dagli stessi abitanti della regione che sottintendeva un processo d'emancipazione ideologica e politica (4).&lt;br /&gt;Malgrado le sue origini antiche, fu solo dalla prima met&amp;agrave; del secolo XX che l'ideale latino americanista cominci&amp;ograve; ad avere un'importanza come flusso reale e ideologico di risposta rispetto al panamericanismo, utopia d'unificazione continentale dall'Alaska alla Pampa promossa spesso a colpi di cannone dagli Stati Uniti, la potenza egemone dell'emisfero occidentale e di l&amp;igrave; a poco del mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'affermazione della latinit&amp;agrave; e della differenza rispetto all'altra America anglosassone, insieme all'idea di una cultura comune condivisa dai popoli situati a sud del Rio Bravo, dal Messico all'Argentina includendo anche il Brasile e le isole dei Caraibi, sono stati gli assi del dibattito storiografico e filosofico sull'identit&amp;agrave; latino americana il cui mito fondante fu il sogno coltivato da Simon Bolivar di creare un'unica nazione dagli Stati sorti dopo le guerre d'indipendenza contro la Spagna all'inizio dell'ottocento (Nota. In molti paesi delll'America Latina quest'anno, il 2010, &amp;egrave; dedicato alle celebrazioni del bicentenario delle lott per l'indipendenza i cui inizi, salvo il caso precoce di Haiti, risalgono proprio al 1810).&lt;br /&gt;Spesso i nazionalismi dei moderni paesi latino americani e i progetti di unione a livello politico e commerciale prendono spunto da questo sogno, basti pensare al nome ufficiale adottato nel 1999 dal Venezuela che con l'approvazione di una nuova costituzione politica &amp;egrave; diventata la &amp;quot;Repubblica Bolivariana de Venezuela&amp;quot; per volont&amp;agrave; dei costituenti e del presidente Hugo Chavez il quale difende un'ideologia integrazionista incarnata dall'ALBA (Alternativa Bolivariana per le Americhe) contrapposta alla proposta egemonica statunitense di tipo &amp;quot;panamericano&amp;quot; rappresentata negli ultimi anni dall'ALCA (Area di Libero Commercio delle Americhe, progetto d'integrazione commerciale ormai fallito e portato avanti da accordi bilaterali tra gli USA e ciascun paese dell'America Latina volta per volta) (5).&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1261de076f0.250.0.jpg" border="2" alt="" width="268" height="330" align="right" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; Allo stesso modo l'atteggiamento anti-statunitense manifesto in certe componenti del latino americanismo emerge dal pensiero del patriota cubano &lt;a href="http://www.cubaycuba.net/JM/JMvita.htm" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Jos&amp;eacute; Mart&amp;iacute;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; (1853-1895. Giornalista e combattente, deceduto nel tentativo di liberare Cuba dagli spagnoli e dall'ingerenza americana che si sarebbe fatta sentire nel 1898 con la Guerra Ispano-Americana) che &amp;egrave; diventato uno dei precursori e paladini pi&amp;ugrave; conosciuti dell'idea di un'America Latina diametralmente opposta a quella del nord in cui lo stesso Mart&amp;igrave; aveva vissuto. Anche il colombiano &lt;a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mar%C3%ADa_Torres_Caicedo" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Jos&amp;eacute; Maria Torres Caicedo (1830-1889) &lt;/u&gt;&lt;/a&gt;viene ricordato come uno dei padri dell'americanismo latino militante in quanto aveva proposto una &amp;quot;Liga Latino-Americana&amp;quot; gi&amp;agrave; nel 1861: nella sua visione &amp;quot;non vi fu mai in America dall'indipendenza in poi, una questione che richiedesse pi&amp;ugrave; coscienza, pi&amp;ugrave; controllo, pi&amp;ugrave; analisi chiara e minuziosa del fatto che siano stati proprio gli Stati Uniti potenti, stipati di prodotti invendibili e determinati ad ampliare i loro domini in America, a rivolgere un invito alle nazioni americane meno potenti, legate ai popoli europei da un commercio libero e proficuo, affinch&amp;eacute; queste si associno con loro in una lega contro l'Europa e chiudano le porte ai trattati con il resto del mondo. Dalla tirannia della Spagna seppe salvarsi l'America ispanica e ora, dopo aver visto con occhi giudiziosi i precedenti, le cause e i fattori dell'invito, &amp;egrave; d'uopo dire, perch&amp;eacute; &amp;egrave; la verit&amp;agrave;, che &amp;egrave; arrivata per l'America ispanica l'ora di dichiarare la sua seconda indipendenza&amp;quot; (6).&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; anche chi ha cercato di stabilire un parallelo improbabile tra Mart&amp;iacute; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Theodore_Roosevelt" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Theodore Roosevelt&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; (presidente USA dal 1901 al 1909, promotore della politica aggressiva e interventista del Big Stick o Grosso Bastone in America Latina, per&amp;ograve;, come Barack Obama, vincitore di un Nobel per la pace, non preventivo, nel 1906 per la soluzione del conflitto russo-giapponese) i quali &amp;quot;condividevano una fede nella centralit&amp;agrave; delle considerazioni politiche ed economiche nel governo e nelle relazioni tra i governi, nella necessit&amp;agrave; storica della liberazione delle nazioni del Nuovo Mondo, nell'attaccamento alla tradizione, nella visione globale delle loro rispettive nazioni e dei loro doveri specifici verso le Americhe&amp;quot; e ancora &amp;quot;credevano al ruolo attivo del governo nella societ&amp;agrave; e nell'economia per proteggersi dagli interessi egoistici di pochi&amp;quot;. Ciononostante, commentando le proposte di unione monetaria avanzate durante il Primo Vertice Panamericano del 1889, Mart&amp;igrave; riafferm&amp;ograve; la solidariet&amp;agrave; sub-regionale contro il panamericanismo, l'ideologia unificatrice degli USA basata sul commercio e la moneta, visto che &amp;quot;chi dice unione economica, dice unione politica. Il popolo che vende, comanda. Il popolo che compra, ubbidisce. Bisogna equilibrare il commercio per assicurare la libert&amp;agrave;&amp;quot; (7) (8). Frasi vecchie ma sempreverdi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;E' solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che l'America Latina viene riconosciuta dal &amp;quot;grande pubblico&amp;quot; e dalle istituzioni a livello internazionale come un attore politico rilevante e si dota di organi regionali importanti d'ispirazione latino americanista e in parte alternativi al sistema panamericano creato con la OSA (Organizzazione degli Stati Americani sotto l'egida statunitense) &lt;u&gt;&lt;a href="http://decon.edu.uy/ec2soc/Evolucion%20de%20las%20ideas%20de%20la%20CEPAL-bielchowsky.doc" target="_blank"&gt;come la CEPAL&lt;/a&gt; &lt;/u&gt;(Comision Economica para America Latina y el Caribe della ONU, del 1948), la Uni&amp;oacute;n de Universidades de Am&amp;eacute;rica Latina (UDUAL) nel 1949, la Asociaci&amp;oacute;n Latinoamericana de Libre Comercio nel 1961, il Parlamento Latinoamericano nel 1964, La Comisi&amp;oacute;n Econ&amp;oacute;mica de Coordinaci&amp;oacute;n Latinoamericana nel 1964 e il Sistema Econ&amp;oacute;mico Latinoamericano (SELA) nel 1975 (9) (10), oltre agli accordi d'integrazione commerciale, militare ed energetica recenti come l'ALBA, il Mercosur, il Banco del Sur e l'UNASUR. La produzione accademica e statistica ufficiale della CEPAL, insieme al lavoro dei suoi economisti e sociologi come Anibal Pinto, Raul Prebisch, F. H. Cardoso e tanti altri, ha dato negli ultimi 60 anni una grande spinta alla &amp;quot;causa&amp;quot; latino americanista e a una teoria sociale latino americana riconosciuta dai centri dei paesi industrializzati (11) (12).&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Concludo. Scrivendo questo breve saggio mi sono imbattuto cos&amp;igrave; quasi per caso &lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/2010/01/america-latina-esta-exorcizando-la.html" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;in un'intervista di Ana Delicado &lt;/u&gt;&lt;/a&gt;allo scrittore e giornalista uruguaiano Eduardo Galeano, da 40 anni autore del celebre e sanguigno romanzo Le vene aperte dell'America Latina, intitolata &amp;quot;La paura di vivere &amp;egrave; peggiore di quella di morire&amp;quot; e vorrei riportarne un estratto dato che tratta proprio il tema della mia onorata dissertazione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Ana: Come definisci l'America Latina?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E.G: E' una terra d'incontro di molte diversit&amp;agrave;: culturali, religiose, di tradizioni e anche di paure e impotenza. Siamo diversi nella speranza e nella disperazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ana: Che incidenza ha questa variet&amp;agrave; oggigiorno?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E.G: In questi ultimi anni c'&amp;egrave; un processo di rinascimento latino americano in cui queste terre del mondo cominciano a scoprire s&amp;eacute; stesse in tutta la loro diversit&amp;agrave;. La cosiddetta scoperta dell'America &amp;egrave; stata in realt&amp;agrave; una copertura d'una realt&amp;agrave; varia. Questo &amp;egrave; l'arcobaleno terrestre che &amp;egrave; stato mutilato da alcuni secoli di razzismo, maschilismo e militarismo. Ci hanno lasciati accecati da noi stessi. E' necessario recuperare la diversit&amp;agrave; per celebrare il fatto che siamo qualcosa in pi&amp;ugrave; di quello che ci hanno detto che siamo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ana: Questa diversit&amp;agrave; pu&amp;ograve; essere un ostacolo per l'integrazione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E.G: Credo di no. Un'unit&amp;agrave; basata sull'unanimit&amp;agrave; &amp;egrave; una falsa unit&amp;agrave; che non ha destino. L'unica unit&amp;agrave; degna di fede &amp;egrave; quella che esiste nella diversit&amp;agrave; e la contraddizione delle sue parti. C'&amp;egrave; una triste eredit&amp;agrave; dello stalinismo e di quello che chiamarono socialismo reale nel ventesimo secolo che ha tradito la speranza di milioni di persone giustamente perch&amp;eacute; ha imposto quel criterio, cio&amp;egrave; che l'unit&amp;agrave; &amp;egrave; l'unanimit&amp;agrave;. Si confuse la politica con la religione. Si applicarono criteri che erano d'uso ai tempi della Santa Inquisizione quando tutte le discrepanze erano eresie degne di punizione. Questo &amp;egrave; una negazione della vita. E' una specie di cecit&amp;agrave; che ti impediste di muoverti perch&amp;eacute; il motore Della storia umana &amp;egrave; la contraddizione (13).&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;http://lamericalatina.net&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Note:&lt;br /&gt;(1) Anderson, Benedict. Imagined Communities: Reflections on the Origin and Spread of Nationalism, Verso Ed., Londra (1991).&lt;br /&gt;(2) Fiorivano gli argomenti a favore di un impero &amp;quot;latino&amp;quot; nelle Americhe per aumentare la presenza della Francia nel mondo e contenere &amp;quot;l'impero anglosassone protestante&amp;quot;. Chevalier, Michael. M&amp;eacute;xico antiguo y moderno, (1863), pp. 387, 391.&lt;br /&gt;(3) Ardao, Arturo. &amp;quot;Panamericanismo y latinoamericanismo&amp;quot;, in Zea, Leopoldo. Am&amp;eacute;rica Latina en sus ideas, Siglo XXI, Messico, (1986), p. 160.&lt;br /&gt;(4) Quijada, Monica. &amp;quot;Sobre el origen y difusi&amp;oacute;n del nombre &amp;prime;Am&amp;eacute;rica Latina&amp;prime;&amp;quot;, Revista de las Indias, No 214, (1998), pp. 595 - 616.&lt;br /&gt;(5) Black Knippers, Jan. &amp;quot;Introduction: Understanding the Persistence of Inequity&amp;quot;, en Black Knippers, Jan (ed.). Latin America: Its Problems and Its Promise. A Multidisciplinary Introduction (fourth ed.), Westview Press, Cambridge MA, (2005), pp. 3 - 4.&lt;br /&gt;(6) Mart&amp;iacute;, Jos&amp;eacute;. Pol&amp;iacute;tica de nuestra Am&amp;eacute;rica, Siglo XXI, Messico, (1977).&lt;br /&gt;(7) Langley, Lester D. The Americas in the Modern Age, The Yale University Press, New Haven, CT and London, (2003), p. 10.&lt;br /&gt;(8) Mart&amp;iacute;, Jos&amp;eacute;. &amp;quot;XXI. La conferencia monetaria de las rep&amp;uacute;blicas de Am&amp;eacute;rica&amp;quot;&amp;quot;, en Mart&amp;iacute;, Jos&amp;eacute;. Textos, SEP/UNAM, Messico, (1982), p. 235.&lt;br /&gt;(9) Ardao, A. (1986), pp. 169 - 170.&lt;br /&gt;(10) Ardao, A. (1986), p. 169.&lt;br /&gt;(11) Lemoine, Maurice. Guida storico - politica dell'America Latina, Edizioni Associate, Roma, (1989), p. 283.&lt;br /&gt;(12) Roett, Riordan. &amp;quot;The Debt Crisis and Economic Development&amp;quot;, in Hartlyn, J., Schoultz, L. e Varas, A. (ed.). The United States and Latin America in the 1990s: Beyond the Cold War, The University of North Carolina Press, Chapel Hill/Londra, (1992), p. 137.&lt;br /&gt;(13) &lt;a href="http://anadelicadopalacios.blogspot.com/2010/01/eduardo-galeano-el-miedo-de-vivir-es.html" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;http://anadelicadopalacios.blogspot.com/2010/01/eduardo-galeano-el-miedo-de-vivir-es.html&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 11 Jan 2010 15:00:46 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-11T15:00:46Z</dc:date>
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      <title>Intervista inquietante a un senatore paraguaiano</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Intervista_inquietante_a_un_senatore_paraguaiano_889.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Riporto qui la traduzione all'italiano dell'intervista citata nel post precedente che risulta piuttosto interessante per capire il clima politico sviluppatosi in quel paese ad alcuni mesi dall'elezione di Fernando Lugo. Traduzione ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1260fd5d463.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Riporto qui la traduzione all'italiano dell'intervista citata nel post precedente che risulta piuttosto interessante per capire il clima politico sviluppatosi in quel paese ad alcuni mesi dall'elezione di Fernando Lugo. Traduzione di &lt;u&gt;&lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Venti_di_golpe_in_Paraguay__870.shtml" target="_blank"&gt;Annalisa Melandri.&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Riassunto sittuazione e contesto: &lt;u&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2010/01/02/venti-di-golpe-in-paraguay/" target="_blank"&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Quest'intervista realizzata da tre giornalisti argentini della Radio Nacional di Buenos Aires il 17 dicembre 2009 al senatore del Partito Liberale Alfredo Lu&amp;iacute;s Jaeggli,  conferma  in modo inequivocabile le voci di un processo di impeachment al quale il Parlamento del Paraguay sta cercando di sottoporre il presidente Fernando Lugo  per permettere al vicepresidente Federico  Franco di assumere il mandato.  Un &amp;quot;golpe istituzionale&amp;quot; come quello realizzato in Honduras. L'intervista &amp;egrave; sconcertante. Si legittima il golpe (perch&amp;eacute; tale sarebbe) in nome della libert&amp;agrave; di applicare nel paese quelle politiche neoliberali  che a detta di Lu&amp;iacute;s Jaeggli hanno per esempio fatto il Cile di Pinochet un paese dal quale trarre esempio. Scavalcare la volont&amp;agrave; popolare in nome di un &amp;quot;noi&amp;quot; ripetuto varie volte nel corso dell'intervista. Un &amp;quot;noi&amp;quot; che sarebbe stato interessante chiedere al senatore a che percentuale della popolazione del paese si riferisce ... (AM)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Programma &amp;quot;Carbono 14&amp;quot; , Radio Nacional, Buenos Aires Argentina, 17 dicembre 2009&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Intervista realizzata dai giornalisti Pedro Brieger (PB), Eduardo Anguita (EA) e Miriam Lewin (ML)&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;PB - A proposito della situazione complicata in Paraguay e  per capire qualcosa di pi&amp;ugrave; di quello che sta succedendo,  abbiamo deciso di intervistare il senatore liberale Alfredo Lu&amp;iacute;s Jaeggli, presidente della commissione finanze e della bicamerale sulla legge finanziaria. Lo salutano da Radio Nacional Pedro Brieger, Eduardo Anguita y Miriam Lewin.&lt;br /&gt;ALJ - Buona sera, come stanno gli amici argentini? Sono Alfredo Luis Jaeggli, senatore liberale presidente della commissione finanze e della bicamerale sulla legge finanziaria di quest'anno.&lt;br /&gt;PB - Senatore ci spiega quello che sta succedendo in Paraguay. Si  sta parlando molto di un possibile impeachment al presidente Lugo. Di cosa si tratta?&lt;br /&gt;ALJ - Guardi, si sta parlando veramente  di impeachment. La discussione non &amp;egrave; ancora ad un livello formale all'interno del partito liberale e dico &amp;quot; non ancora&amp;quot; perch&amp;eacute; c'&amp;egrave; un gruppo di senatori, tra i quali il sottoscritto,  che &amp;egrave; a favore di un giudizio politico del presidente. Non si stanno realizzando quelle promesse e quei  cambiamenti che il Partito Liberale si era impegnato ad attuare e quindi c'&amp;egrave; una divisione all'interno dello stesso rispetto al giudizio politico al presidente Lugo. In tal caso il vicepresidente Federico Franco assumerebbe la presidenza.&lt;br /&gt;PB - Dal momento in cui il Parlamento avvia  l'impeachment deve assumere la presidenza il vicepresidente? Qual' &amp;egrave; l'iter giuridico?&lt;br /&gt;ALJ - L'accusa formulata dalla Camera dei Deputati deve essere trasmessa ai senatori, c'&amp;egrave; bisogno di 30 voti e noi siamo 45 e quindi va avanti il giudizio politico, come ben sapete. Questo ovviamente comporta  instabilit&amp;agrave; e turbamento  ma ...&lt;br /&gt;EA - Durante l'epoca di Stroessner si viveva meglio in Paraguay?&lt;br /&gt;ALJ - No, no, no, sotto nessun punto di vista.&lt;br /&gt;EA - Allora perch&amp;eacute; la necessit&amp;agrave; di forzare una situazione per impedire che un presidente termini il suo mandato?&lt;br /&gt;ALJ - Io vi dico che il Paraguay &amp;egrave; l'unico paese insieme ad Haiti e Cuba che non ha ancora fatto riforme di modernizzazione. Voi avete avuto la vostra modernizzazione, lo sapete bene,  con il governo di Menem. Sapete a cosa  mi riferisco. Anche il Brasile e anche  che l'Uruguay, anche la Bolivia che purtroppo  ha avuto un ritorno involuzione. Il Paraguay sta ancora come negli anni '50, le istituzioni sono completamente obsolete, c'&amp;egrave; bisogno di riforme moderne e questo &amp;egrave; uno dei problemi che ha il Presidente Lugo...&lt;br /&gt;ML - Scusi, che intende lei per riforme moderne?&lt;br /&gt;ALJ - Le spiego rapidamente, lei sa che il Paraguay &amp;egrave; ancora produttore di canna. Le sembra possibile che uno Stato possa produrre canna? Lei sa cosa &amp;egrave; la canna vero? Bene,  c'&amp;egrave; una produzione  di canna che &amp;egrave; in perdita. Le sembra che questo possa essere uno stato moderno?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;PB - Il presidente Lugo quindi rappresenta un ostacolo per questa modernizzazione?&lt;br /&gt;ALJ - Si, si si, infatti, come le  sto dicendo ...&lt;br /&gt;PB- Quindi la cosa migliore &amp;egrave; metterlo da parte e che assuma la presidenza Franco il quale potrebbe dare impulso alla modernizzazione.&lt;br /&gt;ALJ - Per lo meno questa &amp;egrave; la mia idea e quella di molti altri. Non possiamo tornare indietro, dobbiamo avviare una rivoluzione. Abbiamo avuto 60 anni di dittatura! Di vandalismo, di sofferenza. Dobbiamo democratizzare, dobbiamo rendere attraente questo paese agli investimenti.&lt;br /&gt;EA - Ah ecco, quindi per far arrivare investimenti stranieri  mettereste da parte Lugo per quella che voi chiamate sicurezza giuridica&lt;br /&gt;ALJ- Non solo investimenti stranieri, ma anche fantastici, formidabili investimenti nazionali. Quelli nazionali! Sappiamo che ci sono ingenti somme di denaro ma per l'insicurezza giuridica e politica che abbiamo nel paese, nessuno investe i suoi soldi ...&lt;br /&gt; EA-  &amp;Eacute; qualcosa di simile a quanto accaduto in Honduras, cacciare Zelaya affinch&amp;eacute; sia pi&amp;ugrave; sicuro il capitale da investire.&lt;br /&gt;ALJ- Guardi, ho idee diverse da quelle che ha lei rispetto a quanto accaduto in Honduras , me ne rendo conto.  Faccio parte della Fundaci&amp;oacute;n Libertad e la Fundaci&amp;oacute;n Libertad fa parte della Fundaci&amp;oacute;n Naumann. Il  presidente honduregno aveva assunto il mandato  secondo un modello neoliberale ma poi lo ha tradito e si &amp;eacute; dato al socialismo del secolo XXI. Scusatemi ma quello che &amp;eacute; successo in Honduras per me &amp;eacute; assolutamente legale.&lt;br /&gt;EA- Assolutamente legale?&lt;br /&gt;ALJ- Dal mio punto di vista.&lt;br /&gt;PB- Per questo potrebbe accadere qualcosa di simile in Paraguay come lei segnala, per questo sarebbe legale un impeachment per far assumere la presidenza al vicepresidente Franco. Non stiamo parlando di uno strappo  alla Costituzione in nessun momento...&lt;br /&gt;ALJ- In nessun momento e sotto nessun punto di vista. Qui il giudizio politico &amp;eacute; costituzionale, &amp;eacute; totalmente regolamentato e lo decidono i voti ...&lt;br /&gt;ML- Quali sarebbero i crimini  di cui &amp;egrave; accusato il presidente? Quali sarebbero le omissioni commesse da Lugo nell'esercizio dei suoi doveri secondo il suo punto di vista?  Perch&amp;eacute; fino a questo momento quello che lei sta dicendo &amp;egrave; soltanto che si tratta di un ostacolo per l'applicazione delle politiche neoliberali che lei invece sostiene ... In nessun momento ha indicato per&amp;ograve; secondo il suo punto di vista cosa &amp;egrave; che giustifica un giudizio politico ...&lt;br /&gt;ALJ- Lei sa che cosa &amp;eacute; un giudizio politico? Sa qual'&amp;eacute; la differenza tra giudizio politico e giudiziario? Nel giudiziario  uno deve essere un delinquente, un assassino,  in un giudizio politico ci sono 30 senatori e 43 deputati che affermano che questo non va pi&amp;ugrave; bene, che non funziona. &amp;Egrave; semplice, mi perdoni...&lt;br /&gt;ML- Ma ci devono essere dei motivi.  Lei ci pu&amp;ograve; dire quali sono?&lt;br /&gt;ALJ- Il primo &amp;eacute; che questo povero paese non ha nessuna possibilit&amp;agrave; di cambiamento e con questo signore avremo un'involuzione invece di una rivoluzione, questo signore quello che vuole &amp;eacute; cancellare i partiti e  dare denaro alle organizzazioni sociali. Quello che vuole &amp;eacute; presentare come una panacea il socialismo del XXI secolo e per la maggior parte nella Camera dei Deputati e in quella dei Senatori, che siamo rappresentanti eletti, non &amp;eacute; cos&amp;igrave;. Noi dobbiamo fare il contrario di tutto ci&amp;ograve;. A noi non piace quello che sta succedendo in Bolivia , in Venezuela e nemmeno in Argentina, dobbiamo essere onesti. E meno che meno in Nicaragua. Forse ci stiamo sbagliando, ma gli indici economici di Bolivia e Venezuela sono peggiorati molto rispetto al  passato  e allora quello che vogliamo evitare &amp;egrave; questo, perch&amp;eacute; qui la povert&amp;agrave; &amp;egrave; estrema e dobbiamo mandare avanti questo paese. Dobbiamo far s&amp;igrave; che ci siano industrie, investimenti che l'economia cresca, dobbiamo democratizzare, aprire il paese e questo signore vuole fare tutto il contrario ...&lt;br /&gt;ML- In quali paesi dell'America latina questi piani economici di orientamento neoliberale hanno diminuito la povert&amp;agrave;?&lt;br /&gt;ALJ- In Cile. Non le sembra? Non &amp;eacute; d'accordo con me? O lei crede che i socialisti in Cile sono quelli che hanno fatto crescere l'economia, non hanno cambiato nemmeno il diritto del lavoro. Il diritto del lavoro &amp;egrave; ancora quello di Pinochet,  che crede!&lt;br /&gt;ML- E a lei sembra positivo questo?&lt;br /&gt;ALJ- Che crede! Il Cile &amp;eacute; l'esempio del progresso. Perch&amp;eacute; ci sono meno poveri, la gente lavora, c'&amp;egrave; benessere e democrazia.&lt;br /&gt;ML- Mi sembra strano senatore che lei non abbia ancora fatto riferimento alle abitudini personali del presidente Lugo e glielo domando come donna.&lt;br /&gt;ALJ- Guardi,  in tutta onest&amp;agrave; le dico che sono pratico e molto sincero. Se Lugo avesse avuto la condotta  morale che ha avuto ma avesse fatto delle  riforme che avessero portato benefici come li hanno portati in Cile...&lt;br /&gt;ML- Ah!  Non ho pi&amp;ugrave;  domande grazie.&lt;br /&gt;EA- Buona sera senatore.&lt;br /&gt;ALJ- Grazie, arrivederci.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;PB- Abbiamo parlato con  Alfredo Luis Jaeggli,  senatore liberale presidente della Commissione Finanze e della bicamerale sulla legge finanziaria,  che in qualche modo conferma le voci che stanno circolando rispetto a un giudizio politico contro il presidente Fernando Lugo e di una destituzione alla maniera honduregna- come si sta iniziando a utilizzare adesso - pensando in un colpo di Stato  non guidato da militari ma condotto dai propri parlamentari. Dargli un volto di costituzionalit&amp;agrave; per discutere dopo sulla sua legittimit&amp;agrave; o meno, ma da lontano, prendendo esempio dall'Honduras. Il golpe si mantiene e il destituito non pu&amp;ograve; tornare al potere. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Versione originale: &lt;a href="http://pedrobrieger.blogspot.com/2009/12/entrevista-al-senador-del-partido.html" target="_blank"&gt;http://pedrobrieger.blogspot.com/2009/12/entrevista-al-senador-del-partido.html&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 08 Jan 2010 21:34:55 GMT</pubDate>
      <guid>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Intervista_inquietante_a_un_senatore_paraguaiano_889.shtml</guid>
      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-08T21:34:55Z</dc:date>
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      <title>Venti di golpe in Paraguay?</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Venti_di_golpe_in_Paraguay__870.shtml</link>
      <description>di Annalisa Melandri e Fabrizio Lorusso &amp;nbsp;Sono sempre pi&amp;ugrave; insistenti in Paraguay  le voci di un probabile colpo di Stato che dovrebbe attuarsi secondo le modalit&amp;agrave; di quello messo in atto il 28 giugno scorso in Honduras. Come si vocifera ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Annalisa Melandri e Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125eff44a95.250.0.jpg" alt="" width="174" height="230" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sono sempre pi&amp;ugrave; insistenti in Paraguay  le voci di un probabile colpo di Stato che dovrebbe attuarsi secondo le modalit&amp;agrave; di quello messo in atto il 28 giugno scorso in Honduras. Come si vocifera anche tra gli alti vertici dell'Osa (Organizzazione degli Stati Americani), preoccupati per la crescente tensione nel paese,   &amp;quot;nessuno pensa che in Paraguay ci sar&amp;agrave; un golpe, ma tutti ne parlano&amp;quot;.&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.peacelink.it/latina/a/25894.html" target="_blank"&gt;Il presidente Fernando Lugo&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; (esponente di spicco della Teologia della Liberazione ed ex vescovo della diocesi di San Pedro, la pi&amp;ugrave; povera del paese, prima della sospensione del Vaticano)  ha denunciato che da quando ha assunto la presidenza, nell'aprile del 2008,  ci sono stati vari tentativi di destabilizzarlo messi in atto da esponenti del Partido Colorado che &amp;egrave; stato al potere nel paese  per 60 anni, includendo gli oltre 40 anni di dittatura di Alfredo Stroessner,&amp;nbsp; e che &amp;egrave; uscito sconfitto nelle ultime elezioni presidenziali.  &amp;quot;Dopo decenni di dominio assoluto di uno stesso gruppo politico, non deve sorprendere che fin dal principio di questo governo alcuni settori e personaggi abbiano avuto la tentazione di fermare  il processo politico&amp;quot; ha dichiarato Lugo, mentre per sgomberare il campo da sospette  alleanze tra politica e Forze Armate ne ha riformato tutti  i vertici appena un mese fa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;A dirigere il tentativo di golpe &amp;egrave;  il vicepresidente Federico Franco, leader del Partido Liberal Radical Aut&amp;eacute;ntico, che guida l'ala conservatrice e pi&amp;ugrave; reazionaria della coalizione in cui si trova anche Lugo (Alianza Patri&amp;oacute;tica para el Cambio).  Franco  ha in vaie occasioni accusato pubblicamente  il presidente  di essere un &amp;quot;traditore&amp;quot; e ha detto  di &amp;quot;essere pronto ad assumere la presidenza del paese&amp;quot;, nel caso Lugo venga  sottoposto a impeachment.&lt;br /&gt;La svolta a sinistra presa dal governo dopo l'elezione del  &amp;quot;vescovo rosso&amp;quot;   gli ha fatto progressivamente perdere l'appoggio politico di cui godeva in Parlamento e che era stato  soltanto funzionale a liberare il paese da decenni  di dominazione del Partido Colorado. Alleati  strategici di Franco, in quest'opposizione che potrebbe scaturire, come avvenuto in Honduras  in un &amp;quot;golpe istituzionale&amp;quot;,  sono  il presidente del Senato Miguel Carrizosa e il politico ed ex generale  Lino Oviedo, controverso personaggio accusato di aver realizzato in passato due colpi di stato, massacri contro alcuni civili e l'omicidio di un vicepresidente, attualmente alla testa del partito di destra UNACE.&lt;br /&gt;Come gi&amp;agrave; avvenuto in Honduras, anche in Paraguay i settori pi&amp;ugrave; conservatori della societ&amp;agrave;, rappresentati dai latifondisti, da una classe politica e dirigenziale corrotta e spesso legata al narcotraffico, dal settore imprenditoriale,  sono preoccupati per  la decisione del presidente Lugo di aderire all'Alba, l'Alternativa Bolivariana  per le Americhe.  Ma non solo. Sono tante le riforme che il governo sta cercando di realizzare con non poche difficolt&amp;agrave;,  come rendere gratuite sanit&amp;agrave; ed educazione, attuare una Riforma Agraria, liberarsi progressivamente della presenza delle forze militari statunitensi e  programmare una riforma costituzionale che renda possibile la realizzazione in tempi brevi del progetto sociale riformista  in favore dei pi&amp;ugrave; deboli ed emarginati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti dal canto loro non possono che  vedere con preoccupazione crescente il  nuovo scenario che si profila all'orizzonte: un paese strategicamente importante (anche per le immense risorse idriche di cui &amp;egrave; ricco) come il Paraguay, nel cuore dell'America latina, che lentamente sfugge al loro controllo e che ha intenzione di &amp;quot;restare un paese sovrano&amp;quot; come ha dichiarato in una recente intervista il ministro degli Esteri H&amp;eacute;ctor Lacognata, che ha respinto la proposta statunitense  di inviare nel paese 500 soldati in cambio di 2,5 milioni di dollari da destinarsi per la  costruzione di infrastrutture e  per attrezzature e spese mediche per le comunit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; isolate de paese, nell'ambito di un progetto di cooperazione che prende  il nome di Nuevos Horizontes 2010.&lt;br /&gt;L'ambasciatrice statunitense  ad Asunci&amp;oacute;n, Liliana Ayalde ha detto che si &amp;egrave; trattato di  un &amp;quot;duro colpo&amp;quot; se si pensa che si sta parlando &amp;quot;dell'educazione di circa 600 bambini, di assistenza medica per  19mila persone delle  comunit&amp;agrave; povere  e  di assistenza odontoiatrica per altre  3600&amp;quot;&lt;br /&gt;Il Paraguay di Lugo, che aderisce all'Unasur, l'Unione delle Nazioni Sudamericane,   non pu&amp;ograve; non far proprie  le inquietudini  dell'America latina integrazionista rispetto alla  crescente presenza militare degli Stati Uniti nella regione, testimoniata anche dal recente accordo statunitense con la Colombia per la costruzione di 7 nuove basi militari nel paese andino. La presenza di 500 militari americani &amp;egrave; stata pertanto giudicata inopportuna da Palacio de L&amp;oacute;pez, la sede del governo ad Asunci&amp;oacute;n e Lacognata ha tenuto a ribadire a coloro che lo accusano di essere portatore di posizioni estremamente ideologizzate,  che il suo ruolo &amp;egrave; quello di mantenere l'autonomia di un paese  che deve restare sovrano. &amp;quot;Non possono venire medici civili a realizzare gli interventi? Non possono venire civili a costruire le scuole?&amp;quot; si chiede il ministro. &amp;quot;Quello che vogliono fare gli Stati Uniti nel nostro paese non &amp;egrave; una politica sociale, nel migliore dei casi  &amp;egrave; carit&amp;agrave;&amp;quot; ha detto. A voler essere buoni. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Perch&amp;egrave; quello che gli Stati Uniti vogliono fare in Paraguay &amp;egrave; quello che fanno molto pi&amp;ugrave; sfacciatamente in paesi zerbino quali ad esempio la Colombia.&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; Si chiama tattica o strategia in una regione nella quale  trovano sempre minori spazi all'interno della sempre maggiore coesione e integrazione economica e politica, ma soprattutto strategica (e in un prossimo futuro probabilmente anche militare) che si sta organizzando in America Latina.&lt;br /&gt;Salvo la Colombia, il Per&amp;uacute; e  in parte il Cile, in America del Sud sembra veramente che il &amp;quot;cortile&amp;quot; non abbia pi&amp;ugrave; intenzione di rimanere  tale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125f67f3d6c.250.0.jpg" border="1" alt="" align="right" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Segnali preoccupanti  fanno tuttavia pensare che  i &amp;quot;falchi&amp;quot;  del Nord  stiano riorganizzando forze e mezzi. Le fragili democrazie come quella del Paraguay farebbero bene a stringere alleanze pi&amp;ugrave; solide ma soprattutto a rafforzare gli appoggi interni che, come il caso dell'Honduras ha insegnato, non possono essere pi&amp;ugrave; soltanto quelli realizzabili  sul piano istituzionale e politico, con alleati dell'ultima ora inaffidabili e corrotti o corruttibili,   ma devono necessariamente partire da un ampio consenso della base e dei movimenti sociali del paese, dei movimenti indigeni e delle donne. Quelli che come &amp;egrave; avvenuto in Honduras hanno anche, e non &amp;egrave; solo enfasi, veramente dato la vita per il ritorno del loro presidente legittimamente eletto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per completare il quadro della situazione, aggiungo un link all'interessante intervista realizzata per il programma &amp;quot;Carbono 14&amp;quot; della Radio Nacional Argentina di Buenos Aires dai giornalisti&amp;nbsp;Pedro Brieger (PB), Eduardo Anguita (EA) e Miriam Lewin (ML) al senatore paraguaiano del Partito Liberale Radicale Autentico (partito della coalizione di governo che &amp;egrave; per&amp;ograve; diviso internamente sul tema della possibile destituzione di Lugo) Alfredo Luis Jaeggli, presidente della commissione finanze e della bicamerale sulla legge finanziaria, sul giudizio politico cui potrebbe essere sottoposto il Presidente. Tale processo viene indicato come un golpe velato per delegittimare la linea politica e bloccare le iniziative del capo di Stato dopo solo un anno e mezzo dalla sua elezione, ottenuta con la maggioranza relativa del 41% dei voti, il 10% in pi&amp;ugrave; rispetto alla candidata del Partido Colorado, Blanca Ovelar. Nonostante il giudizio politico sia previsto dalla costituzione, risulta essere una prassi piuttosto inusuale nelle repubbliche presidenziali e fortemente soggetta a interpretazioni strumentali oltre che all'umore cambiante delle coalizioni di partiti: &lt;u&gt;&lt;a href="http://pedrobrieger.blogspot.com/2009/12/entrevista-al-senador-del-partido.html" target="_blank"&gt;http://pedrobrieger.blogspot.com/2009/12/entrevista-al-senador-del-partido.htm&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nell'intervista il senatore sostiene che in Paraguay con questo presidente non sar&amp;agrave; possibile attuare la modernizzazione che, secondo lui, Menem attu&amp;ograve; in Argentina e altri governi hanno realizzato in tutti gli altri paesi dell'America Latina, mentre giudica il processo boliviano come un'involuzione della modernit&amp;agrave;. Inoltre il senatore Jaeggli reputa legale il golpe perpetrato in Honduras il giugno scorso dato che il presidente Zelaya, cacciato dal paese in pigiama dai militari sostenuti da una fazione del suo partito e da associazioni di imprenditori,avrebbe tradito lo spirito liberale del suo mandato per aderire al Socialismo del Secolo XXI di Chavez. Per il caso paraguaiano si adducono ragioni soggettive e strettamente politiche per poter iniziare un giudizio politico e non giuridico contro un presidente che non starebbe modernizzando il paese come alcuni parlamentari vorrebbero e che quindi potrebbe essere defenestrato in base a una qualche interpretazione della costituzione, da verificarsi, come sempre, a posteriori. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Audio disponibile qui: &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.radionacional.com.ar/audios/el-senador-del-partido-liberal-habla-sobre-fernando-lugo-y-los-presuntos-planes-de-derrocamiento-en-paraguay.html" target="_blank"&gt;http://www.radionacional.com.ar/audios/el-senador-del-partido-liberal-habla-sobre-fernando-lugo-y-los-presuntos-planes-de-derrocamiento-en-paraguay.html&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Su: &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/" target="_blank"&gt;http://www.carmillaonline.com&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;u&gt;&amp;nbsp; &amp;amp;&amp;nbsp; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.annalisamelandri.it/dblog/" target="_blank"&gt;http://www.annalisamelandri.it/dblog/&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;&amp;nbsp;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 02 Jan 2010 16:55:08 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2010-01-02T16:55:08Z</dc:date>
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      <title>Lula, il Brasile e il caso Battisti</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lula__il_Brasile_e_il_caso_Battisti_863.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso &amp;nbsp;Il 22 dicembre scorso il presidente brasiliano Luiz Inacio &amp;quot;Lula&amp;quot; da Silva ha rilasciato una dichiarazione sull'estradizione di Cesare Battisti, condannato in Italia per 4 omicidi e rifugiato politico in Brasile dopo ...</description>
      <content:encoded>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125db98ec6b.250.0.jpg" alt="" width="226" height="150" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il 22 dicembre scorso il presidente brasiliano Luiz Inacio &amp;quot;Lula&amp;quot; da Silva ha rilasciato una dichiarazione sull'estradizione di Cesare Battisti, condannato in Italia per 4 omicidi e rifugiato politico in Brasile dopo la sua fuga dalla Francia nel 2004, affermando &amp;quot;decido io, non mi importa delle decisioni del Supremo Tribunal Federal&amp;quot;. Con queste parole Lula ha rotto il lungo silenzio che lo circondava sul tema di Battisti e le relazioni diplomatiche con l'Italia. Continua fulminante la dichiarazione del presidente brasiliano con una metafora calcistica:&amp;quot;Adesso la palla &amp;egrave; sul mio campo, e sono io a decidere come calciare&amp;quot; secondo quanto hanno pubblicato il Giornale e alcuni mass media brasiliani come &lt;a href="http://www.estadao.com.br" target="_blank"&gt;http://www.estadao.com.br&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.agenciabrasil.gov.br" target="_blank"&gt;http://www.agenciabrasil.gov.br&lt;/a&gt; i quali appunto riportano che &amp;quot;la settimana scorsa, la Corte suprema brasiliana o STF aveva vincolato la decisione di Lula sull'estradizione in Italia dell'ex &amp;quot;terrorista rosso&amp;quot; al rispetto delle norme del trattato di estradizione in vigore tra i due Paesi, che, secondo un'interpretazione che la stessa Corte ha cambiato restrittivamente negli ultimi mesi, non lascerebbe molto margine di manovra al presidente brasiliano per giustificare l'eventuale asilo politico definitivo&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Proprio il giorno di Natale &amp;egrave; uscita invece una notizia ANSA che completa il quadro della polemica. Infatti uno dei legali brasiliani di Cesare Battisti ha detto che il presidente Lula da Silva conceder&amp;agrave; l'asilo politico al suo assistito e che l'asilo all'ex terrorista verra' concesso sulla base del trattato di estradizione tra Italia e Brasile. L'avvocato Barroso ritiene che &amp;lsquo;il trattato di estradizione offre diverse possibilita' per non concedere la consegna di Battisti' all'Italia. All'Agenzia Brasile, Barroso ha detto che Lula decidera' sull'estradizione &amp;lsquo;entro il primo semestre del 2010&amp;prime;.&lt;br /&gt;Anche se fino ad oggi il mandatario brasiliano non si era espresso sul caso di Cesare Battisti, dato che si &amp;egrave; in attesa del testo integrale delle decisioni della Corte che verr&amp;agrave; comunicato in gennaio, si possono cominciare forse a delucidare alcuni fattori determinanti della sua decisione che vanno oltre la posizione sua personale e quella del suo partito politico di riferimento, il Partito del Trabajo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Da una parte &amp;egrave; vero che secondo la decisione del STF Lula dovr&amp;agrave; rispettare il trattato firmato con l'Italia nel 1989 in tema d'estradizione ma &amp;egrave; anche vero che quello stesso trattato prevede delle eccezioni che il presidente sembra voler sfruttare apertamente come per esempio il fatto che Battisti dovrebbe affrontare un processo in Brasile per falsificazione di documenti oppure in base a sospetti di persecuzione o di minaccia dell'integrit&amp;agrave; fisicanei suoi confronti. Il risultato finale dipende dalla volont&amp;agrave; e dall'interesse politico di far valere e sottolineare le diverse facolt&amp;agrave; istituzionali e le opposte interpretazioni giuridiche in questa schermaglia tra un presidente sempre pi&amp;ugrave; rispettato internazionalmente e una Corte relativamente screditata sul fronte interno.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In Brasile cos&amp;igrave; come in altri paesi dell'America Latina &amp;egrave; molto forte e sentito da sinistra a destra, anche se con toni e strumentalizzazioni differenti, il discorso della sovranit&amp;aacute; nazionale. L'idea e l'esercizio di una politica di potenza da sud a nord passano anche attraverso queste rivendicazioni, reali o retoriche che siano. Esistono trattati e accordi internazionali, esistono delle regole e la diplomazia, per&amp;ograve; esistono anche le facolt&amp;agrave; sovrane e le decisioni unilaterali che alcune figure politiche e alcuni paesi da sempre esercitano, dosano, sfoderano e impongono a seconda dei casi, dei rapporti di potere in gioco e delle cirtcostanze interne ed internazionali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125db9a2cad.580.0.jpg" border="2" alt="" width="239" height="178" align="right" /&gt;Alcuni segnali chiari di questo atteggiamento sono stati evidenziati anche recentemente nel caso della crisi in Honduras durante la quale il presidente deposto illegalmente, Manuel Zelaya, s'&amp;egrave; rifugiato proprio nell'ambasciata brasiliana, o anche nella gestione delle relazioni con i vicini del Mercosur (Mercado Comun del Sur, trattato di integrazione regionale firmato da Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Venezuela con Cile e Bolivia come membri associati) e del continente americano, oltre che con gli USA, principale potenza antagonista del nord. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il tutto viene sigillato dalla scoperta di nuovi giacimenti petroliferi in acque territoriali brasiliane e dall'indipendenza energetica gi&amp;agrave; da tempo raggiunta dal paese che a novembre appariva sulla copertina della rivista The Economist con il titolo &amp;quot;Brasil takes off&amp;quot;, cio&amp;egrave; il Brasile decolla (ma questi sono solo alcuni elementi, non voglio e non potrei esaurire qui la storia delle relazioni internazionali o dello sviluppo economico brasiliano!). banderabrasil.jpg&lt;br /&gt;Il peso del Brasile e dell'Amazzonia a Copenaghen si &amp;egrave; fatto sentire pesantemente nonostante gli accordi siano stati giudicati insoddisfacenti da molti gruppi di attivisti e dalle nazioni dell'ALBA (Alternativa Bolivariana per le Americhe, capeggiata dal Venezuela di Hugo Chavez) e quindi Lula potr&amp;aacute; accumulare maggiori consensi interni col discorso e la pratica &amp;quot;nazionalista&amp;quot; oltre al fatto che, in genere, alcuni partiti a lui vicini potrebbero sostenerlo in caso venga formalmente &amp;quot;responsabilizzato&amp;quot; (si parla di vero e proprio &amp;quot;impeachment&amp;quot;) di una presa di posizione contraria a quella della Corte. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Secondo alcune voci critiche la politica del governo e in particolare quella del presidente del Brasile in questo caso non sorprendono in quanto lo si accusa, con argomenti piuttosto tendenziosi a dir la verit&amp;agrave;, di oscillare tra la sua &amp;quot;vecchia ideologia marxista&amp;quot; e un falso realismo ed anche di avere ammesso nelle proprie file degli ex simpatizzanti della guerriglia brasiliana degli anni settanta: con queste affermazioni ci si dimentica comunque il contesto della spietata dittatura militare instaurata in Brasile dopo il 1964 e della rispettiva resistenza armata...&lt;br /&gt;Resta aperta la questione circa quali probemi interni tra il presidente e la Corte possano scoppiare se le dichiarazioni di Lula dovessero portare l'anno prossimo a delle azioni concrete o a un conflitto istituzionale serio; e se esistano oltre ai motivi personali o ideologici delle rendite elettorali che possono ottenere Lula, i partiti della coalizione e il successore di Lula, ormai a fine mandato, dalla contrapposizione con la Corte e dalle rivendicazioni sulla sovranit&amp;agrave; e il &amp;quot;bene per il paese&amp;quot; fatte dal presidente il quale &amp;egrave; gi&amp;agrave; stato avvertito del fatto che le responsabilita' delle decisione ricadranno su di lui e che potrebbero esserci quindi implicazioni giuridiche. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La velata minaccia della Corte sembra anche richiamare le implicazioni internazionali della vicenda dato che il Brasile resta ancora in attesa del famoso &amp;quot;posto fisso&amp;quot; nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che potrebbe essere eventualmente pregiudicato dall'opposizione dell'Italia e di altri paesi in seguito alla presunta violazione delle norme stabilite dall'organo stesso in tema di &amp;quot;terrorismo&amp;quot;. Per ora mi fermo qui e aspetto notizie.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;da: &lt;a href="http://www.carmillaonline.com" target="_blank"&gt;www.carmillaonline.com&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Una lunga serie di approfondimenti storici e critici sul caso:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/cat_il_caso_battisti.html" target="_blank"&gt; http://www.carmillaonline.com/archives/cat_il_caso_battisti.html&lt;/a&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;e per la vertente brasiliana&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;a href="http://www.bbc.co.uk/mundo/america_latina/2009/11/091118_1906_battisti_brasil_jg.shtml" target="_blank"&gt;http://www.bbc.co.uk/mundo/america_latina/2009/11/091118_1906_battisti_brasil_jg.shtml &amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 29 Dec 2009 18:10:01 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Dalla lotta armata al buon governo, il subcomandante Marcos si racconta</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso e Rotta a Sud Ovest&amp;nbsp;Riporto qui l'intervista a Fabrizio Lorusso (sempre io, l'egocentrico autore del blog...) in qualit&amp;agrave; di traduttore del libro intervista a Marcos, Corte de Caja in Messico, Punto e a Capo in Italia gentilmente ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso e Rotta a Sud Ovest&lt;/strong&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125d1bd14bb.580.0.jpg" border="2" alt="" width="265" height="189" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Riporto qui l'intervista a &lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/a&gt; (sempre io, l'egocentrico autore del blog...) in qualit&amp;agrave; di traduttore del libro intervista a Marcos, Corte de Caja in Messico, &lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/12/27/dalla-lotta-armata-al-buon-governo-il-subcomandante-marcos-si-racconta/in%20qualit%C3%A0%20di%20traduttore%20del%20libro%20intervista%20a%20Marcos,%20Corte%20de%20Caja%20in%20Messico,%20Punto%20e%20a%20Capo%20in%20Italia" target="_blank"&gt;Punto e a Capo in Italia&lt;/a&gt; gentilmente pensata e  redatta dall'amica giornalista e &lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/12/27/dalla-lotta-armata-al-buon-governo-il-subcomandante-marcos-si-racconta/in%20qualit%C3%A0%20di%20traduttore%20del%20libro%20intervista%20a%20Marcos,%20Corte%20de%20Caja%20in%20Messico,%20Punto%20e%20a%20Capo%20in%20Italia" target="_blank"&gt;blogger di RottaASudOvest&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un anno e mezzo dopo l'uscita sul mercato ispanico, &amp;egrave; arrivato anche in Italia Corte de caja. Entrevista al Subcomandante Marcos, una lunga intervista della giornalista messicana Laura Castellanos al volto pi&amp;ugrave; mediatico dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN). E' un libro che aiuta a tracciare un bilancio dell'esperimento autonomo delle Juntas de Buen Gobierno, iniziato 7 anni a, e dell'iniziativa politica della Otra Campa&amp;ntilde;a, alternativa dal basso al sistema politico fondato sulla rappresentanza dei partiti tradizionali, lanciata 4 anni a. Il titolo italiano del libro &amp;egrave; Punto a capo. Presente, passato e futuro del movimento zapatista (ed. Alegre,13 &amp;euro;, on-line su &lt;a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788889772348/Punto_e_a_capo/Subcomandante_Marcos.html" target="_blank"&gt;lafeltrinelli.it&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.ndanet.it/puntoeacapo.php" target="_blank"&gt;ndanet.it&lt;/a&gt;), il ricavato delle vendite servir&amp;agrave; a sostenere il movimento zapatista; la traduzione &amp;egrave; a cura di Fabrizio Lorusso, blogger di &lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;lamericalatina.net&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//" target="_blank"&gt;latinoamericaexpress.blog.unita.it&lt;/a&gt;, da otto anni a Citt&amp;agrave; del Messico, che ha accettato di rispondere via email ad alcune domande di Rotta a Sud Ovest. Ecco le sue risposte&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;- Come &amp;egrave; stato tradurre questo libro in italiano?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista personale &amp;egrave; stata un'avventura piacevole ed entusiasmante dato che da anni mi occupo di temi politici e sociali latino americani, quindi i movimenti sociali e l'esperimento zapatista in Chiapas mi hanno sempre appassionato. Dal punto di vista &amp;quot;tecnico&amp;quot; il lavoro di trasposizione linguistica e soprattutto culturale dell'idiosincrasia della variet&amp;agrave; messicana dello spagnolo &amp;egrave; stata la sfida pi&amp;ugrave; interessante. Spesso tradurre un &amp;quot;&amp;iexcl;Orale pues!&amp;quot; messicano con un semplice &amp;quot;Dai va!&amp;quot; italiano &amp;egrave; limitante, per&amp;ograve; ho cercato di fare del mio meglio in tutti i casi simili!&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Per buona parte dello scorso decennio il subcomandante Marcos &amp;egrave; stato uno dei volti pi&amp;ugrave; carismatici del movimento anti-globalizzazione. Poi i riflettori, almeno quelli internazionali, si sono spenti. Cosa &amp;egrave; successo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nel libro Marcos spiega la progressiva ritirata mediatica del movimento. Un primo silenzio inizia dopo la Marcia del Colore della Terra nel 2001, con cui gli zapatisti hanno &amp;quot;conquistato&amp;quot; Citt&amp;agrave; del Messico e la sua gente con tre obiettivi strategici: liberare il Chiapas dalla militarizzazione, chiedere la libert&amp;agrave; dei detenuti politici del movimento e, la pi&amp;ugrave; importante, dare rango costituzionale agli accordi di San Andres, negoziati e rimasti lettera morta nel 1996. Il &amp;quot;tradimento&amp;quot; dei partiti politici in parlamento porta al ripiego e alla riflessione sul futuro del movimento, che nel 2005-2006 lancia la Otra Campa&amp;ntilde;a, come reazione al sistema dei partiti e della politica messicani. A partire dal 2006 e dalle discusse elezioni presidenziali, l'EZLN si propone come elemento di unificazione di diverse anime della protesta sociale nazionale ed estende la sua presenza, e, parallelamente, Marcos comincia a ridurre la presenza negli spazi mediatici sempre pi&amp;ugrave; rari concessi dai media. La prassi politica dei caracoles comincia a rappresentare un'alternativa rilevante, mentre l'aspetto militare della lotta passa in secondo piano. I riflettori si sono relativamente spenti, quindi, per molti motivi diversi: perch&amp;eacute; l'EZ sembra &amp;quot;passato di moda&amp;quot;, perch&amp;eacute; ha mollato i partiti tradizionali e ha favorito una politica &amp;quot;subalterna&amp;quot; e di base o forse perch&amp;eacute; vengono trascurate le notizie dal Chiapas dove quotidianamente si registrano nuovi soprusi, detenzioni e violazioni dei diritti umani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Vivi in Messico e quindi hai contatto diretto con la sua realt&amp;agrave;: cosa &amp;egrave; oggi del movimento zapatista? Continua ad avere una sua presenza o Marcos non fa pi&amp;ugrave; &amp;quot;paura&amp;quot; all'establishment come quando port&amp;ograve; migliaia di persone nello Zocalo? Dall'estero si ha come l'impressione che violenza e narcotraffico abbiano messo un po' da parte le cause degli indigenas nelle preoccupazioni della societ&amp;agrave; messicana.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;S&amp;igrave;, come dicevo poco fa, l'EZLN ha deciso di riconvertirsi alla politica del buon governo, della trasparenza e dell'autonomia, che sta dando buoni risultati anche se limitati dai problemi secolari e strutturali e dall'ostilit&amp;agrave; delle istituzioni statali nella regione. Non credo sia corretto parlare di &amp;quot;paura&amp;quot; generata dall'EZLN nell'&amp;eacute;lite, anche se &amp;egrave; vero che nella classica lista delle preoccupazioni della popolazione, il narcotraffico, l'insicurezza nelle citt&amp;agrave;, i sequestri, scalano le classifiche dei temi caldi. Un esperimento sociale e politico come quello dei caracoles attira pi&amp;ugrave; l'attenzione di altri paesi, mentre viene ignorato in Messico o nella nostra Italia, arenata su stessa e sul suo immobilismo gerontocratico.&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125d1c0f82a.580.0.jpg" border="2" alt="" width="202" height="255" align="right" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;- Nelle anticipazioni uscite un paio di anni fa, ai tempi dell'uscita del libro nel mercato latinoamericano, Marcos esprimeva giudizi taglienti anche su leaders che sarebbero a lui vicini come Chavez, che non esita a considerare a rischio caudillo, Cristina Fernandez o Evo. Gli unici che sembrano avere la sua stima sono Fidel e il Che. Dove collochiamo, allora, il movimento zapatista nello scacchiere latinoamericano?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Una tendenza un po' semplicista lo colloca in un pentolone unico, magari con il ruolo di precursore, insieme a tanti altri movimenti identificati per la loro opposizione a una o pi&amp;ugrave; tendenza della globalizzazione o al neoliberismo. Non credo molto in queste etichette e preferisco avvicinarmi alle peculiarit&amp;agrave; di ogni movimento sociale e alle sue rivendicazioni. Credo che il Sub e l'EZ guardino con interesse e simpatia alle esperienze politiche delle &amp;quot;nuove sinistre progressiste&amp;quot; venezuelane, argentine e boliviane o, in generale, latino americane che, anche loro, mostrano vari livelli e forme d'antiamericanismo e d'opposizione alla globalizaci&amp;oacute;n neoliberal.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;- La definizione che d&amp;agrave; del Che &amp;egrave; a suo modo poetica: appartiene a una generazione che non &amp;egrave; ancora nata. La condividi? nascer&amp;agrave; mai la generazione del Che? E, soprattutto, l'America Latina ne ha bisogno?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente il Che e Fidel sono i personaggi, i volti e i miti che pi&amp;ugrave; hanno contraddistinto l'America Latina a livello internazionale dagli anni 60 in poi e hanno forgiato l'identit&amp;agrave; regionale militante, insieme a altri grandi come Simon Bolivar, il General San Martin, Benito Juarez, Garcia Marquez, Mario Benedetti, Ruben Dario, Villa, Zapata, i fratelli Flores Magon, Mariategui, Jos&amp;egrave; Mart&amp;igrave;, Salvador Allende, eccetera (e davvero chiedo scusa se solo ne nomino alcuni qui a titolo d'esempio). L'appropriazione delle lotte sociali e culturali di questi personaggi varia per&amp;ograve; da paese a paese e tra i diversi gruppi, partiti e movimenti, decennio dopo decennio. Penso che l'America Latina abbia bisogno della sua storia ma soprattutto di un rinnovamento ideologico e culturale, non tanto di figure forti e carismatiche, che possono avere un impatto importante, ma non fanno la differenza se prese cos&amp;igrave; da sole.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Nel libro Marcos fa sfoggio di umorismo, di ironia e di autoironia (ricordo che Angelina Jolie suo amore impossibile fin&amp;igrave; anche sui giornali italiani), quali sono le pagine in cui l'hai pi&amp;ugrave; apprezzato per questo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un po' in tutto il testo Marcos fa dell'ironia e del sarcasmo su s&amp;eacute; stesso, sui mass media e anche sui momenti difficili della sua storia come personaggio pubblico e privato. Scherza amaramente sull'amore clandestino e sulla donne, forse mostrando un po' di quel maschilismo che gli viene spesso rimproverato e che costituisce un'altra importante sfida culturale in evoluzione che devono affrontare le comunit&amp;agrave; autonome e la societ&amp;agrave; per democratizzare effettivamente i loro sistemi di governo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Una delle cose che dice e che mi hanno colpito, sempre dalle anticipazioni, &amp;egrave; che se tornasse indietro cercherebbe di apparire meno sui media. Perch&amp;eacute;? In fondo hanno dato visibilit&amp;agrave; (e dunque potere) alla sua causa...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente l'EZLN e Marcos sono stati uno dei primi movimenti globali, che hanno convogliato un'attenzione mediatica senza precedenti, anche grazie a Internet e all'interesse che ha risvegliato in tutto il mondo. Simultaneamente &amp;egrave; nato un movimento no global articolato in decine, anzi centinaia di anime postmoderne accomunate da uno spirito di ribellione e protesta. Quindi le casse di risonanza e il potere che ne poteva derivare sono state molte e potenti. D'altro canto anche le possibili distorsioni della realt&amp;agrave; e delle strutture del neozapatismo sono state pregiudicate, dato che la creazione di un leader non era prevista, anzi, indeboliva il movimento, scaricando tutte le responsabilit&amp;agrave;, i successi e le inquietudini su una sola persona, che poteva essere colpita pi&amp;ugrave; facilmente per screditare il lavoro di tutti. C'&amp;egrave; quindi un trade off difficile da controllare e da gestire per i movimenti sociali che possono passare dal silenzio alla iper-presenza mediatica in pochi mesi, senza comunque aver potuto trasmettere integralmente le ragioni della loro lotta.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Un tuo bilancio della parabola di Marcos, dopo aver tradotto questo libro in italiano? Come &amp;egrave; cambiata, se &amp;egrave; cambiata, la tua opinione su di lui?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il libro ha chiarito alcuni punti oscuri della storia dell'EZLN e di Marcos. Sia che lo vediamo come un illuso o un sognatore che come pensatore politico, scrittore o sperimentatore autonomista e democratico, resta chiaro che il lavoro che viene svolto nei caracoles e nelle Juntas de Buen Gobierno trascende i confini del Chiapas e del Messico. Marcos chiarisce inoltre la sua relazione con gli altri gruppi armati del Messico come l'EPR ed evidenzia il carattere pacifista in questa fase dell'EZLN. L'opinione su Marcos diventa quindi un giudizio sul suo percorso, sugli errori del movimento e i suoi risultati, che si &amp;egrave; arricchito durante la lettura e la traduzione di questa lunga intervista, ma vorrei lasciare aperta la risposta per invitare i lettori alla riflessione e al dibattito su Punto e a capo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 27 Dec 2009 20:15:48 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>LyFC o CFE. La luce, Messico: dalla bolletta rossa alla verde</title>
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      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125cb85fb2f.580.0.jpg" border="2" alt="" width="153" height="191" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ecco le foto delle due diverse bollette della luce a confronto. Come ben sapete dai post di un paio di mesi fa, la compagnia che operava nel centro del Messico, la Luz y Fuerza del Centro (LyFC), storica azienda elettrica messicana i cui oltre 40.000 dipendenti formavano (e virtualmente ancora formano) il sindacato storico SME (Sindicato Mexicano de Electricistas), &amp;egrave; stata sgomberata e chiusa per decreto presidenziale e con l'uso dell'esercito annullando di fatto il potere del sindacato e licenziando praticamente tutti i lavoratori.  Qui un paio di articoli: &lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/2009/10/guerra-al-sindacato-in-messico.html" target="_blank"&gt;http://selvasorg.blogspot.com/2009/10/guerra-al-sindacato-in-messico.html&lt;/a&gt; &amp;amp; &lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Messico__si_spegne_la_luce__s_accende_la_speranza_680.shtml" target="_blank"&gt;http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Messico__si_spegne_la_luce__s_accende_la_speranza_680.shtml&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ai dipendenti sono state offerte delle indennizzazioni e alcuni sono stati riassunti nella CFE (Comision Federal de Electricidad) che &amp;egrave; la compagnia statale nazionale pi&amp;ugrave; importante e ha rilevato le attivit&amp;agrave; di Luz y Fuerza.&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125cb8ad3f8.580.0.jpg" border="2" alt="" width="193" height="131" align="right" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Girano molte mail e volantini che come forma di resistenza civile invitano a non pagare la nuova bolletta di colore verde visto il sopruso perpetrato nei confronti degli impiegati (ex impiegati!) dell'estinta LyFC. Per contrastare la protesta il governo sta bombardando radio e TV con degli spot alquanto tendenziosi che evidenziano l'inefficienza della vecchia compagnia e i pregi di quella &amp;quot;nuova&amp;quot;, gli sprechi dei sindacati e le virt&amp;ugrave; dell'efficienza, mentre la verit&amp;agrave; &amp;egrave; un po' pi&amp;ugrave; complicata e sfumata rispetto al bianconero mediatico di queste settimane. Intanto i lavoratori si dividono almeno in tre categorie: quelli che attendono ancora una risoluzione giuridica e che continuano con la pratica de &amp;quot;el amparo&amp;quot; (ossia un ricorso contro la decisione di espropriazione e chiusura della compagnia decretato da Felipe Calderon), quelli che gi&amp;agrave; lavorano nella &amp;quot;nuova&amp;quot; CFE e quelli che ricevono mensilmente l'indennizzazione e sono alla ricerca di una nuova occupazione. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Comunque sembra che l'interregno dei pagamenti sia ora finito e proprio alla vigilia di Natale &amp;egrave; arrivata la prima bolletta verde che sostiuisce quella rossa. Nuovi padroni dell'energia (in teoria si tratta sempre dello Stato per&amp;ograve; con altri equilibri tra imprese pubbliche, sindacati e gruppi di lavoratori...), nuove sigle e colori. Intanto la vertenza degli elettricisti non &amp;egrave; finita, anzi, l'agguerrito sindacato sta continuando con le manifestazioni e le negoziazioni anche se la sensazione &amp;egrave; che i risultati siano stati fino ad ora deludenti e il governonon ha dimostrato sufficiente apertura. Si pu&amp;ograve; seguire qui:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.sme1914.org/" target="_blank"&gt;http://www.sme1914.org/&lt;/a&gt;&amp;nbsp; On ver&amp;agrave;?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 26 Dec 2009 15:24:11 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Economia latino-americana 2009-2010</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Dopo sei anni di crescita significativa si calcola una caduta del PIL dei paesi latino americani considerati nel loro insieme dell'1,7% e del PIL pro capite del 2,8% per l'impatto della crisi internazionale. Ciononostante si considera ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125b6eb1b6e.580.0.jpg" border="2" alt="" width="238" height="177" align="left" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dopo sei anni di crescita significativa si calcola una caduta del PIL dei paesi latino americani considerati nel loro insieme dell'1,7% e del PIL pro capite del 2,8% per l'impatto della crisi internazionale. Ciononostante si considera che dalla met&amp;agrave; dell'anno &amp;egrave; iniziato un recupero lieve che dovrebbe continuare nel 2010. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La caduta del tasso d'occupazione e della qualit&amp;agrave; del lavoro &amp;egrave; il corollario della crisi in tutti i paesi anche se il Messico, i paesi Caraibici e l'America Centrale stanno risentendo maggiormente della diminuzione del turismo (anche per l'effetto &amp;quot;influenza suina o A H1N1&amp;quot;), delle minori rimesse inviate dai loro migranti negli Stati Uniti e dalla caduta degli investimenti stranieri stimata in un 37%. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Storicamente i paesi dell'America Latina si sono potuti suddividere per blocchi in base alla dipendenza commerciale relativa dagli Stati Uniti che &amp;egrave; sicuramente un fattore importante da considerara ancora oggi dato che la crisi ha avuto origine proprio in quel paese e continua a influire sul continente americano e sul mondo intero. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il Messico e il Centroamerica hanno una dipendenza commerciale intorno o superiori al 70% con gli Stati Uniti (calcolando la percentuale delle importazioni e delle esportazioni con gli USA rispetto al totale nazionale), i paesi andini come il Venezuela, la Colombia, l'Equador e il Per&amp;ugrave; si definiscono a dipendenza media con tassi di circa il 50% mentre il Brasile e i vicini argentini e cileni del Cono Sud hanno percentuali tradizionalmente inferiori al 50%. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il fattore Cina negli ultimi dieci anni &amp;egrave; venuto a cambiare queste percentuali e s'&amp;egrave; trasformato nel secondo partner commerciale della regione e, in alcuni casi, nel leader commerciale assoluto per alcuni paesi. Anche l'Unione Europea, soprattutto la Spagna, hanno ampliato la loro presenza in Latino-America in termini commerciali e di investimenti diretti. Basti pensare alle banche come Santander o BBVA, alla compagnia Telefonica oppure alle imprese del settore energetico come Repsol e Gas Natural.&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Questa relativa diversificazione non ha per&amp;ograve; condotto a benefici sufficienti per evitare la discesa della produzione interna, delle esportazioni e del consumo nel 2009, anzi, la relativa dipendenza da pochi prodotti e dalle materie prime, dilemma storico delle economie del sottocontinente, unita ai flussi speculativi e la scarsa forza dello Stato nella politica fiscale e finanziaria. In pratica per il sesto decennio consecutivo e ancora in questi giorni la CEPAL &lt;a href="http://www.eclac.org/" target="_blank"&gt;(Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi dell'ONU)&lt;/a&gt; segnala che, malgrado la crescita attesa del 4,3% del PIL nel 2010 per la regione e tassi ancora pi&amp;ugrave; alti per il Sudamerica in cui il Brasile fa da traino, i problemi strutturali non sono stati risolti e che oltre ad economie sane a livello macro c'&amp;egrave; un gran bisogno di recuperare l'investimento statale (il pi&amp;ugrave; efficacemente possibile) in politiche sociali, redistributive e nel welfare abbandonato da due-tre decenni a questa aprte all'iniziativa privata, delle ONG o della societ&amp;agrave; civile e del volontarismo che a dir la verit&amp;agrave; ha dei limiti strutturali piuttosto evidenti da questa parte dell'oceano (e non solo?). &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Tra i grandi paesi il Messico esce indebolito dato che l'attivit&amp;agrave; economica interna &amp;egrave; crollata pi&amp;ugrave; che in altri paesi per la sua dipendenza dagli USA e l'effetto influenza e avanzer&amp;agrave; probabilmente poco pi&amp;ugrave; del 3% l'anno prossimo, quindi meno degli altri grandi come il Brasile (+5,5%) e l'Argentina (+4%) e della regione nel suo insieme. Anche in Messico lo Stato sembra avere perso gli strumenti per stabilire delle politiche controcoincliche significative, per favorire la diversificazione di prodotti e mercati, per incorporare e generare conoscenze e tecnologie e, infine, per prevenire e affrontare le crisi in un intorno di sviluppo economico e sociale sostenibile, tutte misure e prospettive auspicate e raccomandate fortemente dalla stessa CEPAL. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 22 Dec 2009 15:26:53 GMT</pubDate>
      <guid>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Economia_latino_americana_2009_2010_850.shtml</guid>
      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-12-22T15:26:53Z</dc:date>
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      <title>La barba di Fidel &amp; La barba de Fidel</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;La barba di Fidel&amp;nbsp;In un angolo remoto del pomeriggio sei diventata citt&amp;agrave; e cielohai ordinato pioggia fresca estiva alla camerieraper affogare gli ultimi rimasugli ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125ad019df2.580.0.jpg" border="2" alt="" width="137" height="175" align="absBottom" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La barba di Fidel&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In un angolo remoto del pomeriggio sei diventata citt&amp;agrave; e cielo&lt;br /&gt;hai ordinato pioggia fresca estiva alla cameriera&lt;br /&gt;per affogare gli ultimi rimasugli di sobriet&amp;agrave;&lt;br /&gt;che ci rimanevano tra le mani.&lt;br /&gt;Hai donato un paio di nomi e colori a un cane randagio&lt;br /&gt;senza saperne nulla di pittura o poesie deliranti&lt;br /&gt;e una cascata di birra s'&amp;egrave; congelata in caduta libera&lt;br /&gt;sui tuoi pensieri pi&amp;ugrave; assetati e nascosti&lt;br /&gt;morti d'insonnia insieme ad altri che dicono d'essere miei.&lt;br /&gt;Un'altra ora d'arte e ti sei allontanata immortale&lt;br /&gt;proprio come l'avevamo sempre immaginato&lt;br /&gt;ma come fai mentre dormo a rubarmi una costola e una promessa?&lt;br /&gt;&amp;quot;Taglier&amp;ograve; un ciuffetto di barba al vecchio Fidel e sar&amp;agrave; per te&amp;quot;.&lt;br /&gt;Cos&amp;igrave; tanto era impazzita la mia voce bruciata!&lt;br /&gt;Naviganti tra le rime e l'antica violenza del NordAmericaLatina&lt;br /&gt;abbiamo frustato i nostri ricordi e i sapori dell'avvenire&lt;br /&gt;ci hanno deriso, noi due, infinite rarit&amp;agrave; dell'altro mondo.&lt;br /&gt;Metteremo da parte i silenzi tatuati su parole di piuma&lt;br /&gt;lievi come soffi di cannella sul caff&amp;egrave; che ancora ti devo&lt;br /&gt;e la pioggia che hai voluto, vedi, &amp;egrave; caduta pura puntuale, vedi, l'ho scritta.&lt;br /&gt;La citt&amp;agrave; complice danzando strada dopo strada&lt;br /&gt;coi suoi angoli distratti e i vicoli ciechi addormentati&lt;br /&gt;gli anfratti solitari in cerca di compagni d'avventura&lt;br /&gt;ha finto di chiudere il suo occhio attento di sorella maggiore&lt;br /&gt;durante le vertigini ammiccanti della sera, senza rimproveri&lt;br /&gt;baci di labbra identiche per solitudini cos&amp;igrave; diverse.&lt;br /&gt;In fin dei conti, siamo risa e pianti in comune&lt;br /&gt;ci sorridiamo da lontano, ci assomigliamo da vicino&lt;br /&gt;ci spegniamo in un silenzio stellare di luce giovane&lt;br /&gt;scompariamo nell'aldil&amp;agrave; del paradiso in terra&lt;br /&gt;galleggiamo in mari di vita orizzontale e svenimenti&lt;br /&gt;divine rivoluzioni come la verit&amp;agrave; che impariamo:&lt;br /&gt;il vino e le gambe insegnano che non possiamo pi&amp;ugrave; separarci.&lt;br /&gt;Sto consegnando una lettera ad un gelido schermo addolorato,&lt;br /&gt;un server schiavo collegato a una scossa di fibra ottica&lt;br /&gt;e, infine, alle tue pupille ipnotizzate da questa meraviglia&lt;br /&gt;che &amp;egrave; arrivata giusto in tempo, assecondando i miei sogni&lt;br /&gt;in attesa di segnali, errori ed accenti da parte tua&lt;br /&gt;mentre abito le ultime ore come un diavolo innamorato&lt;br /&gt;che quando se n'&amp;egrave; accorto era troppo tardi&lt;br /&gt;e aveva gi&amp;agrave; bruciato tutta la barba del povero Fidel.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La barba de Fidel&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;En un remoto rinc&amp;oacute;n de la tarde fuiste ciudades y cielos&lt;br /&gt;le pediste lluvia fresca de verano a la mesera&lt;br /&gt;para ahogar a los estragos de sobriedad&lt;br /&gt;que nos quedaban en las manos.&lt;br /&gt;Donaste un par de colores y nombres al perro callejero&lt;br /&gt;sin saber de pintura o de poes&amp;iacute;as delirantes&lt;br /&gt;y una fuente de cerveza se congel&amp;oacute; en ca&amp;iacute;da libre&lt;br /&gt;sobre tus pensamientos m&amp;aacute;s sedientos y escondidos&lt;br /&gt;desvelados junto a otros que dicen ser m&amp;iacute;os.&lt;br /&gt;Otra hora de arte y te marchaste inmortal&lt;br /&gt;as&amp;iacute; como lo imaginamos muchas veces&lt;br /&gt;y mientras duermo &amp;iquest;C&amp;oacute;mo me robas una costilla y una promesa?&lt;br /&gt;&amp;quot;Cortar&amp;eacute; un mech&amp;oacute;n de barba al viejo Fidel y ser&amp;aacute; para ti&amp;quot;.&lt;br /&gt;&amp;iexcl;Tanto hab&amp;iacute;a enloquecido mi voz quemada!&lt;br /&gt;Navegante por las rimas y la antigua violencia del NortAmericaLatina&lt;br /&gt;azotamos nuestros recuerdos y los sabores del porvenir&lt;br /&gt;se rieron de nosotros, los dos, infinitas rarezas del otro mundo.&lt;br /&gt;Guardaremos los silencios tatuados en miradas de pluma&lt;br /&gt;leves como soplos de canela sobre el caf&amp;eacute; que a&amp;uacute;n te debo&lt;br /&gt;y la lluvia que quisiste, ves, cay&amp;oacute; pura puntual, ves, la escrib&amp;iacute;.&lt;br /&gt;La ciudad c&amp;oacute;mplice danzando calle tras calle&lt;br /&gt;con sus esquinas distra&amp;iacute;das y los ciegos callejones dormidos&lt;br /&gt;zaguanes solitarios en busca de compa&amp;ntilde;eros de aventura&lt;br /&gt;fingi&amp;oacute; cerrar su ojo atento de hermana mayor&lt;br /&gt;durante los v&amp;eacute;rtigos traviesos del atardecer, sin rega&amp;ntilde;os&lt;br /&gt;besos de labios id&amp;eacute;nticos para soledades tan distintas.&lt;br /&gt;Al fin y al cabo, somos risas y llantos en com&amp;uacute;n&lt;br /&gt;nos sonre&amp;iacute;mos de lejos, nos parecemos de cerca&lt;br /&gt;nos apagamos en un silencio estelar de luz joven&lt;br /&gt;desaparecemos en el m&amp;aacute;s all&amp;aacute; del para&amp;iacute;so en tierra&lt;br /&gt;flotamos en mares de vida horizontal y desmayos&lt;br /&gt;revoluciones divinas como la verdad que aprendemos:&lt;br /&gt;el vino y las piernas ense&amp;ntilde;an que no nos podemos separar.&lt;br /&gt;Estoy entregando esta carta a una fr&amp;iacute;a pantalla dolida,&lt;br /&gt;a un esclavo servidor conectado a un toque de fibra &amp;oacute;ptica&lt;br /&gt;y, en fin, a tus pupilas hipnotizadas por esta maravilla&lt;br /&gt;que lleg&amp;oacute; justo a tiempo, secundando mis sue&amp;ntilde;os&lt;br /&gt;en la espera de se&amp;ntilde;as, errores y acentos de tu parte&lt;br /&gt;mientras habito las &amp;uacute;ltimas horas como un diablo enamorado&lt;br /&gt;que cuando se dio cuenta, era demasiado tarde&lt;br /&gt;y ya le hab&amp;iacute;a quemado toda la barba al pobre de Fidel.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color="#ffffff"&gt;.....&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;http://lamericalatina.net&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (&amp;iquest;?)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:55:49 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Messico condannato: guerra sporca e feminicidios di Ciudad Juarez</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso &amp;nbsp;Con una storica e attesa sentenza, l'11 dicembre scorso, la Corte Interamericana dei Diritti Umani, composta da sei magistrati e inserita nel sistema dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA), ha condannato lo Stato messicano ...</description>
      <content:encoded>&lt;div align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125947b57b6.580.0.jpg" border="2" alt="" width="277" height="194" /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Con una storica e attesa sentenza, l'11 dicembre scorso, la Corte Interamericana dei Diritti Umani, composta da sei magistrati e inserita nel sistema dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA), ha condannato lo Stato messicano per avere violato il diritto alla vita, all'integrit&amp;agrave; fisica e alla libert&amp;agrave; personale dato che non ha indagato adeguatamente e ha discriminato attivamente i diritti di 3 vittime d'omicidio, Esmeralda Herrera, 15 anni all'epoca dell'assassinio, Claudia Gonzalez, di 20, e Berenice Ramos di 17, e dei loro familiari. Seguendo questa linea la Corte ha emesso il 16 dicembre un'altra sentenza emblematica relativa ai crimini statali commessi durante la guerra sporca degli anni settanta contro la popolazione.&lt;br /&gt;La sentenza &amp;egrave; inappellabile e riguarda appunto i casi citati di &amp;quot;femminicidio&amp;quot; che risalgono al novembre del 2001 quando insieme alle tre vittime furono ritrovati altri 5 corpi nel terreno conosciuto come &amp;quot;campo algodonero&amp;quot;. (campo di cotone) Si tratta di una tipologia di violenza molto comune nel nord del Messico e lungo la frontiera con gli USA per cui vengono violentate, sequestrate e uccise prevalentemente donne giovani in et&amp;agrave; lavorativa o anche adolescenti. Si pu&amp;ograve; trovare il testo integrale della sentenza alla pagina &lt;a href="http://www.corteidh.or.cr/"&gt;www.corteidh.or.cr&lt;/a&gt;.&amp;nbsp; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Cos'&amp;egrave; il feminicidio? Il sito molto attivo dedicato alle questioni di genere &lt;a href="http://www.nosotrasenred.org/index.html"&gt;http://www.nosotrasenred.org/index.html&lt;/a&gt; lo caratterizza come un neologismo che si riferisce agli assassinii contro le donne a causa del loro genere, una sorta di genocidio ai danni delle donne quindi distinto dal termine omicidio per esigenze politiche, semantiche e sociali di differenziazione. Viene dalla traduzione dei vocaboli inglesi feminicide o gendercide, introdotti da Jill Radford e Diana Russell con il libro Femicide: The Politics of Woman Killing, del 1992, cos&amp;igrave; come da Mary Anne Warren nel 1985 con il suo libro Gendercide: The Implications of Sex Selection. A Ciudad Juarez, citt&amp;agrave; con oltre un milione di abitanti che &amp;egrave; anche uno dei comuni pi&amp;ugrave; violenti di tutto il paese, sono oltre 600 le donne uccise dalla met&amp;agrave; degli anni novanta ad oggi e l'impunit&amp;agrave; regna sovrana in quasi tutti questi casi. La sentenza della Corte arriva quindi dopo molti anni a sanzionare un comportamento complice dello Stato messicano e in particolare dell'autorit&amp;agrave; locale dello Stato di Chihuahua e dei vari governatori che lo hanno retto negli ultimi 15 anni. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;L'atteggiamento lassista nei confronti dei crimini contro le donne (ricordiamo che fino a qualche anno fa, e probabilmente ancora oggi, l'uomo accusato di stupro godeva di sostanziose attenuanti se la vittima portava i jeans o se camminava da sola per la strada con atteggiamento equivoco o in minigonna, eccetera) e la connivenza delle autorit&amp;agrave; con il narcotraffico costituiscono forse i fattori principali che alimentano la spirale di violenza in certe zone calde del Messico. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Infatti i problemi della pi&amp;ugrave; lunga frontiera del mondo tra un paese in via di sviluppo con 110 milioni di abitanti e circa 60 milioni di poveri, il Messico, e il mercato pi&amp;ugrave; ricco e grande del mondo rappresentato dagli Stati Uniti si fondono in queste zone con quelli causati dalla delinquenza organizzata che traffica droga, persone e merci ed &amp;egrave; in guerra con uno Stato messicano corrotto che per combattere ha deciso di impiegare massicciamente l'esercito e la polizia, la retorica e la paura, anzich&amp;eacute; puntare su strumenti pi&amp;ugrave; lungimiranti come lo sviluppo economico e del lavoro, i programmi sociali, il rispetto delle garanzie e lo stato di diritto, la cultura della legalit&amp;agrave; e le politiche di contenimento o di liberalizzazione della domanda e dell'offerta nazionale ed estera di stupefacenti.&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125947cca66.580.0.jpg" border="2" alt="" width="214" height="319" align="right" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sono state riscontrate irregolarit&amp;agrave; nelle fasi preliminari delle indagini cos&amp;igrave; come nelle successive in per cui lo Stato messicano e il potere giudiziario devono farsi responsabili dell'impunit&amp;agrave; di cui godono i colpevoli e vengono condannati a continuare con le ricerche e risarcire i parenti delle vittime economicamente con ingenti somme di denaro e moralmente con cerimonie pubbliche e la costruzione di monumenti per le vittime. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La sentenza risulta importante chiaramente non solo per il caso specifico quanto perch&amp;eacute; stabilisce un precedente autorevole ed evidenzia le colpe dello Stato e indirettamente del sistema politico a vari livelli per quanto riguarda il perpetuarsi dei crimini e della violenza contro centinaia di donne. Gi&amp;agrave; nel 2003 si parlava infatti di oltre 300 assassinii comprovati e 500 sparizioni per motivi di genere dato che interessavano donne. Le ipotesi avanzate dalla stampa nei primi anni circa la presenza di un &amp;quot;mostro di Juarez&amp;quot; o di un serial killer non hanno retto nonostante gli sforzi dei media e del governo di far passare questa strage silenziosa come un fatto di cronaca che sarebbe durato poco. Spesso le vittime della delinquenza si ritrovano quasi sotto accusa o si sentono rispondere con estrema e crudele sufficienza dato che le autorit&amp;agrave; statali propiziano la criminalizzazione della denuncia e del dissenso civile attraverso un mix esplosivo di inazione, corruzione e indifferenza che porta intere famiglie alla disperazione o, nel migliore dei casi, a saltare le istituzioni locali o nazionali per rivolgersi a istanze superiori. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Le omissioni e le omert&amp;agrave; delle autorit&amp;agrave; vengono quindi oggi sanzionate internazionalmente mentre lo stesso governo nazionale non ha saputo giudicarsi o riformarsi adeguatamente. La cultura retrograda e maschilista di alcune zone del paese, la violenza diffusa in certi contesti sociali e regionali, la presenza dei cartelli del narcotraffico e delle tensioni tipiche del confine con gli USA, la connivenza delle autorit&amp;agrave; politiche con gli stessi cartelli e con le bande di delinquenti che lo tengono come alleato in scacco, la corruzione delle forze dell'ordine e le crescenti possibilit&amp;agrave; di lavoro e autosufficienza delle donne impiegate nella fabbriche maquiladoras che ne fanno delle &amp;quot;ragazze emancipate&amp;quot; sono alcuni elementi che chiariscono il fosco e adulterato panorama dipinto in questi anni dalla propaganda ufficiale. Consiglio al riguardo la visione del documentario Preguntas sin respuestas di Rafael Montero &lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.imcine.gob.mx/DIVULGACION/CIRCUITOS/HTML/LARGOS/05/pdf/Preguntas_sin_respuesta.pdf"&gt;http://www.imcine.gob.mx/DIVULGACION/CIRCUITOS/HTML/LARGOS/05/pdf/Preguntas_sin_respuesta.pdf&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://noticias.kinoki.org/el-documental-preguntas-sin-respuestas-los-asesinatos-y-desapariciones-de-ciudad-jurez-estar-acabado-para-finales-de-ao/"&gt;http://noticias.kinoki.org/el-documental-preguntas-sin-respuestas-los-asesinatos-y-desapariciones-de-ciudad-jurez-estar-acabado-para-finales-de-ao/&lt;/a&gt; ). &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A partire da questa sentenza il problema principale sar&amp;agrave; la storica inerzia istituzionale e l'apatia delle autorit&amp;agrave; per adempiere quanto viene loro imposto. Il Ministero degli Interni messicano ha sottolineato come molte della azioni stabilite dalla sentenza della Corte siano gi&amp;agrave; state implementate e ha solamente affermato che &amp;quot;studier&amp;agrave; attentamente la sentenza e far&amp;agrave; gli sforzi necessari per il suo adempimento&amp;quot;. La freddezza della dichiarazione supera solamente la sua brevit&amp;agrave;. &lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125947f2e7f.580.0.jpg" border="2" alt="" width="182" height="217" align="right" /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un altro elemento negativo per le famiglie interessate direttamente dal provvedi mento della Corte Interamericana &amp;egrave; la recente nomina a Procuratore Generale della Repubblica di Arturo Chavez che ha sostituito il celebre e discusso Medina Mora, ora ambasciatore a Londra, e che &amp;egrave; stato procuratore proprio nello Stato di Ciudad Juarez, il Chihuahua, tra il 1996 e il 1998, anni non esattamente propizi e positivi per quel che riguarda i feminicidios e l'applicazione della legge, anzi sembra che l'ex procuratore di quella regione sia stato pi&amp;ugrave; volte segnalato tra i funzionari poco trasparenti e che ostruivano le indagini su questi crimini. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Quindi le organizzazioni che sostengono e portano avanti il caso del &amp;quot;campo algodonero&amp;quot;, come la CEDIMAC (Centro per lo Sviluppo Integrale della Donna), stanno progettando di integrare l'anno prossimo un comitato di esperti messicani e stranieri che possano supervisionare le condizioni e i progressi per l'adempimento da parte dello Stato messicano alla sentenza della Corte Interamericana la quale, da parte sua, comincer&amp;agrave; un processo di controllo simile. La sentenza dovrebbe quindi servire, nelle speranze degli attori sociali coinvolti e dei familiari, a migliorare la trasparenza di tutto l'apparato di amministrazione della giustizia ed anche a spingere sempre pi&amp;ugrave; famiglie e organizzazioni a presentare il conto allo Stato per le sue incapacit&amp;agrave; strutturali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Proprio in questi giorni, dopo 35 anni di attesa, &amp;egrave; stata fatta giustizia anche nei confronti dei familiari e della memoria di un noto attivista, il professor Rosendo Radilla Pacheco, compositore di numerose canzoni dette corridos in onore di Lucio Caba&amp;ntilde;as, il pi&amp;ugrave; importante e leggendario guerrigliero degli anni 70 nella regione di Atoyac, Stato di Guerrero, a cento chilometri da Acapulco. La Corte Interamericana ha condannato il Messico della sparizione forzata (desaparicion) del maestro Rosendo Radilla che veniva accusato di sostenere il movimento di ribellione popolare capeggiato da Caba&amp;ntilde;as. La soppressione dell'attivismo politico o semplicemente delle basi di appoggio passive nelle &amp;quot;zone calde&amp;quot; passava attraverso la cosiddetta guerra sucia o guerra sporca dello Stato messicano contro i &amp;quot;residui&amp;quot; e i movimenti generatisi dopo la tragica repressione del 2 ottobre 1968. In quella data, poco prima delle Olimpiadi messicane, l'esercito uccise oltre 300 manifestanti stipati nella centrale Piazza di Tlatelolco a Citt&amp;agrave; del Messico durante un'operazione repressiva pianificata dalle alte sfere governative che aveva la funzione di sopprimere la protesta studentesca e operaia in favore della democratizzazione del sistema politico egemonico retto dal partito unico PRI (Partido Revolucionario Institucional) e maggiori diritti sociali. &lt;br /&gt;Anche qui l'importanza della decisione trascende il singolo caso. Infatti la Corte ha riconosciuto chiaramente il drammatico contesto storico dei crimini di lesa umanit&amp;agrave; degli settanta in Messico grazie alle sue ricerche che, tra varie fonti, ha fatto ampio uso di in un rapporto poco conosciuto e venuto alla luce qualche anno fa grazie ai lavori di una commissione speciale (FEMOSPP, Fiscalia Especial para Movimientos Sociales y Politicos del Pasado) istitutita dal presidente Vicente Fox che si occupava di studiare i crimini statali del passato (a questo link il rapporto: &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB180/index.htm"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;http://www.gwu.edu/~nsarchiv/NSAEBB/NSAEBB180/index.htm&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;). Nulla successe in seguito alla pubblicazione di questo rapporto nel 2006 e quindi la decisione della Corte viene a rompere il silenzio su una serie di crimini che l'opinione pubblica messicana (e italiana?) tendono a dimenticare e ad associare a realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; lontane e meridionali come l'Argentina, il Cile o il Brasile.&lt;br /&gt;Il Ministero degli Interni ha replicato che la sentenza inappellabile della Corte sar&amp;agrave; rispettata dati gli impegni internazionali sottoscritti dal paese e l'obbligatoriet&amp;agrave; giuridica e quindi si prevede il pagamento di 238mila dollari come risarcimento ai familiari della vittima oltre all'implementazione di un'indagine adeguata sul caso Radilla Pacheco e l'aggiornamento del quadro legale nazionale in tema di risarcimento e riparazione del danno da parte dello Stato. Inizialmente durante le fasi di elaborazione della sentenza la posizione ufficiale del ministero considerava eccessivo che si indagassero crimini risalenti a un'epoca cos&amp;igrave; diversa e lontana. Invece bisogna sottolineare come l'impunit&amp;agrave; strutturale nel paese resti comunque un problema diffuso e importante che in un certo senso continua ad accomunare il Messico di oggi a quello di ieri nonostante gli sforzi del discorso ufficiale cerchino di costruire un'immagine ideale di ordine, trasparenza e legalit&amp;agrave; che raffiguri un Messico profondamente diverso da quello di 30 o 40 anni fa. Siamo ancora a met&amp;agrave; strada.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Da: &lt;a href="http://www.carmillaonline.com" target="_blank"&gt;http://www.carmillaonline.com&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net&lt;/a&gt; &amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 15 Dec 2009 21:36:39 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-12-15T21:36:39Z</dc:date>
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      <title>Estratti da Punto e a capo, il libro intervista al Subcomandante Marcos</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Estratti_da_Punto_e_a_capo__il_libro_intervista_al_Subcomandante_Marcos_823.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;E' uscito finalmente in Italia &amp;quot;PUNTO E A CAPO. Presente, passato e futuro del movimento zapatista&amp;quot;, la traduzione del libro &amp;quot;CORTE DE CAJA. Entrevista al Subcomandante Marcos&amp;quot;, arrivato alla sua quarta ristampa ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12588ff00cd.250.0.jpg" border="2" alt="" width="189" height="235" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;E' uscito finalmente in Italia &amp;quot;PUNTO E A CAPO. Presente, passato e futuro del movimento zapatista&amp;quot;, la traduzione del libro &amp;quot;CORTE DE CAJA. Entrevista al Subcomandante Marcos&amp;quot;, arrivato alla sua quarta ristampa in Messico e gi&amp;agrave; tradotto in tedesco, che comprende una lunga intervista realizzata in due sessioni dalla giornalista messicana Laura Castellanos alla pi&amp;ugrave; nota figura e portavoce dell'EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale), il Subcomandante Insurgente Marcos a 7 anni dall'inizio dell'esperimento autonomo delle Juntas de Buen Gobierno e a 4 anni dal lancio dell'iniziativa politica della Otra Campa&amp;ntilde;a, proposta come alternativa dal basso al sistema politico fondato sulla rappresentanza dei partiti tradizionali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Trovalo qui:&lt;a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788889772348/Punto_e_a_capo/Subcomandante_Marcos.html?cat1=1&amp;amp;cat2=1101&amp;amp;cat3=20131" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788889772348/Punto_e_a_capo/Subcomandante_Marcos.html?cat1=1&amp;amp;cat2=1101&amp;amp;cat3=20131" target="_blank"&gt;http://www.lafeltrinelli.it/products/9788889772348/Punto_e_a_capo/Subcomandante_Marcos.html?cat1=1&amp;amp;cat2=1101&amp;amp;cat3=20131&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788889772348/Punto_e_a_capo/Subcomandante_Marcos.html?cat1=1&amp;amp;cat2=1101&amp;amp;cat3=20131" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ndanet.it/puntoeacapo.php" target="_blank"&gt;http://www.ndanet.it/puntoeacapo.php&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Ecco infine alcuni brevi estratti delle parole di Marcos:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Risultati:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;L'EZLN si trova in uno stato d'indeterminazione, siamo abituati a questo ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che ci vengono meglio le cose&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Nelle comunit&amp;agrave; zapatiste non &amp;egrave; che si sia ricchi per&amp;ograve; non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; la fame. Prima c'era mentre ora tutti hanno da mangiare grazie al loro lavoro&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Quello che &amp;egrave; successo con l'Ezln &amp;egrave; che l'organizzazione ha prodotto un altro tipo di persone: la giovent&amp;ugrave; che &amp;egrave; cresciuta nella resistenza&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Quello che vogliamo &amp;egrave; evitare che la politica sia dei professionisti e che diventi una carriera o un modo di vivere&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;D'altra parte si tratta di un processo di governo partecipativo. Vogliamo farla finita con l'idea secondo cui governare &amp;egrave; una faccenda da specialisti&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Ripensamento personale:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Se pensassi di cambiare qualcosa sarebbe questo, non essere stato cos&amp;igrave; protagonista nei media&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Amore:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Come vivi l'amore in clandestinit&amp;agrave;?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Cazzo! Difficile! - Lo disse con sincero rammarico. - Adesso &amp;egrave; pi&amp;ugrave; complicato di prima, quando io ero io, mentre ora non sono pi&amp;ugrave; interamente io. Oggi sono in parte me stesso e in parte un altro.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;I mass media:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Tanto per fare un esercizio di giornalismo, chi ti piacerebbe intervistare?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Mi piacerebbe intervistare un pezzo grosso di una qualche televisione come Emilio Azc&amp;aacute;rraga Jean di Televisa o Ricardo&lt;br /&gt;Salinas Pliego di Televisi&amp;oacute;n Azteca per chiedergli come fanno a rovesciare la realt&amp;agrave; dei fatti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Oppure il padrone della Cnn per domandargli come hanno riscritto tutta la storia della prima guerra in Iraq per presentarla in una determinata maniera. Chiederei loro anche come si sentono quando lo fanno.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Passamontagna:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- E che si sente ad andare in giro con il passamontagna?&lt;br /&gt;- Molto caldo quando fa caldo e quando fa freddo, siccome la tela &amp;egrave; molto sottile, si attacca alla pelle e si indurisce. Davvero, non mi sollever&amp;ograve; pi&amp;ugrave; in armi con il passamontagna!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Latino America:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Il Che ci ha anticipato. &amp;Egrave; un uomo di una generazione che non &amp;egrave; ancora nata&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Gli irrinunciabili:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;S&amp;igrave;, ho un esemplare del Don Chisciotte. I libri a volte me li porto dietro per un po' e dopo li mollo, ma gli irrinunciabili sono il Chisciotte, un'antologia di Miguel Hern&amp;aacute;ndez e un'altra di Pablo Neruda, I versi del Capitano&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Futuro:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;L'EZLN si trova in uno stato d'indeterminazione, siamo abituati a questo ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che ci vengono meglio le cose. Sappiamo su che cosa non possiamo contare. Non sappiamo se quello che s'&amp;egrave; risvegliato durante la Otra Campa&amp;ntilde;a, e la gente sparsa per tutto il Paese, apriranno la strada a una nuova forma di organizzazione per portare a termine il programma nazionale di lotta, o se quella strada la dovr&amp;agrave; aprire l'Ezln da solo&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 13 Dec 2009 17:06:45 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Mexico D.F.: Santa Fe e il rovescio della medaglia</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Mexico_D_F___Santa_Fe_e_il_rovescio_della_medaglia_813.shtml</link>
      <description>di Edoardo Mora&amp;nbsp;&amp;nbsp;Questo &amp;egrave; un foto-post con i commenti di Fabrizio Lorusso, presidente onorario di questo blog, e gli scatti del fotografo Edoardo Mora che ritrae il contraddittorio e inquietante quartiere di Santa Fe alla periferia ovest ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Edoardo Mora&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125744b5b61.580.0.jpg" alt="" width="284" height="212" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Questo &amp;egrave; un foto-post con i commenti di Fabrizio Lorusso, presidente onorario di questo blog, e gli scatti del fotografo Edoardo Mora che ritrae il contraddittorio e inquietante quartiere di Santa Fe alla periferia ovest della gran Citt&amp;agrave; del Messico, metropoli da oltre 25 milioni di abitanti e capitale della &lt;font size="2"&gt;Repubbli&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size="2"&gt;ca Messicana meglio conosciuta come Mexico o Distrito Federal (D.F.). &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;font size="2"&gt;La circoscrizione cittadina dedicata all'ex presidente Alvaro Obregon inizia lungo la Avenida Insurgentes, la arteria urbana pi&amp;ugrave; lunga del mondo con i suoi 42km, e continua in salita lungo numerose strade che si districano sulle cime ad oltre 2900 metri di altitudine. La citt&amp;agrave; in generale viaggia intorno ai 2300/2400 metri ma i picchi che circondano l'altopiano sono appunto molto pi&amp;ugrave; elevati. Il quartiere di Santa Fe si trova sopra e oltre una di queste montagne, lo si vede da lontano da alcuni palazzi del centro e del sud della metropoli se si punta l'occhio verso ovest e si cerca un edificio enorme detto El Pantalon a forma di U rovesciata, in direzione opposta rispetto agli eterni vulcani innevati Popocapetl e Itzaccihuatl. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;quot;La Zona&amp;quot; &amp;egrave; il titolo di un film messicano uscito l'anno scorso in cui si raccontano le contraddizioni di Santa Fe e di moltissimi altri quartieri simili dove l'esperimento tanto coraggioso quanto avventato di costruire palazzoni, uffici, mega centri commerciali, centri residenziali e universit&amp;agrave; per i ricchi e i ricchissimi affianco a dei veri e propri tuguri arrampicati sulle pareti dei crepacci e composti da migliaia di case precarie di mattoni grigi e arancioni non &amp;egrave; risultato molto felice. I poveri vivono cos&amp;igrave; al limite dell'impossibile e della natura mentre i ricchi abitano in grandi Unidades Habitacionales con tutti i servizi che sono in pratica dei bunker residenziali assimilabili a prigioni dorate. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125746a1f1b.580.0.jpg" border="2" alt="" width="573" height="661" align="baseline" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;1. Panoramica del quartiere di Santa Fe e della Universidad Iberoamericana, istituto universitario privato ed elitista fondato dai gesuiti. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1257463f6db.580.0.jpg" border="2" alt="" width="620" height="415" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;2. Tendone con vendita ambulante dei famosi Tacos de Canasta. Clima desertico e solitudine di massa nel cemento. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12574490f67.580.0.jpg" border="2" alt="" width="616" height="462" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;3. Smog accecante, cartello dei succhi di frutta in primo piano e panoramica del quartiere.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125744de0d4.580.0.jpg" border="2" alt="" width="621" height="468" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;4. Case su case...&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125744f07c3.580.0.jpg" border="2" alt="" width="620" height="466" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;5. ...e a pochi metri grattacieli su grattacieli. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12574506506.580.0.jpg" border="2" alt="" width="631" height="474" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;6. Collina dolce e alberata conquistata dall'umana disperazione.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1257452398d.580.0.jpg" border="2" alt="" width="627" height="515" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;7. Facciate fumose di vetri e lampioni. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12574611741.580.0.jpg" border="2" alt="" width="634" height="358" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;8. Tragico sport nazionale non considerato nelle statistiche dei morti sul lavoro.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12574542dc1.580.0.jpg" border="2" alt="" width="616" height="444" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;9. Splendida vallata, o meglio, delirante crepaccio ospita nubi biancogrigie, case modeste e palazzoni in lontananza. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12574564cc1.580.0.jpg" border="2" alt="" width="622" height="393" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;10. Dalla strada notiamo dimore di mattoni grigi e qualche colore sparso nel canyon. &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12574675792.580.0.jpg" border="2" alt="" width="498" height="739" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;11.La soluzione casereccia al problema del parcheggio sicuro in Messico o tentativodi suicidio del camioncino hippie.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 09 Dec 2009 16:49:06 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-12-09T16:49:06Z</dc:date>
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      <title>Evento a Milano per i bambini del Messico "Los pequeños de Villalpando"</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Evento_a_Milano_per_i_bambini_del_Messico__Los_peque_os_de_Villalpando__805.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Ci tengo a segnalare qui un evento organizzato dal Comitato di Solidariet&amp;agrave; &amp;quot;Los peque&amp;ntilde;os de Villalpando&amp;quot; e le caratteristiche del loro progetto. Il Messico &amp;egrave; una realt&amp;agrave; nella quale c'&amp;egrave; ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12560bbd089.580.0.jpg" alt="" width="157" height="157" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ci tengo a segnalare qui un evento organizzato dal Comitato di Solidariet&amp;agrave; &amp;quot;Los peque&amp;ntilde;os de Villalpando&amp;quot; e le caratteristiche del loro progetto.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; Il Messico &amp;egrave; una realt&amp;agrave; nella quale c'&amp;egrave; un fortissimo contrasto tra ricchezza e povert&amp;agrave;, non esiste una situazione intermedia: estrema ricchezza, da un lato,  ed estrema povert&amp;agrave;, dall'altro. &lt;br /&gt;Noi ne siamo testimoni.&lt;br /&gt;Infatti grazie agli scambi culturali effettuati (dal 2001 a oggi) tra il nostro Civico Liceo Linguistico &amp;quot;A. Manzoni&amp;quot; di Milano e l'Instituto de Humanidades y Ciencias (Inhumyc) di Citt&amp;agrave; del Messico D.F. abbiamo potuto constatare, con grande rammarico, la difficile situazione in cui vive la maggior parte dei messicani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In una &amp;quot;uscita didattica&amp;quot; organizzata durante lo scambio dalla scuola messicana abbiamo fatto visita a un Centro Comunitario di Sviluppo Infantile (C.C.S.I) &amp;quot;Los Peque&amp;ntilde;os de Villalpando&amp;quot; un asilo di circa 200 bambini (oggi sono gi&amp;agrave; 250) assistiti da 6 maestre, da un'assistente sociale, da 3 cuoche e dalla Direttrice Do&amp;ntilde;a Ramona Rivas Cordero. &lt;br /&gt;Il suddetto asilo, in cui questi bambini passano le loro giornate, &amp;egrave; situato vicino a Tlalpan, nel quartiere dei &amp;quot;forni&amp;quot; (&amp;quot;los hornos&amp;quot;), di estrema periferia e povert&amp;agrave; in Citt&amp;agrave; del Messico. L'asilo &amp;egrave; composto da tre baracche, per di pi&amp;ugrave; malandate, prive di elettricit&amp;agrave;, acqua potabile ed adeguati servizi igienici.  &lt;br /&gt;I bambini, divisi in 7 gruppi, di et&amp;agrave; compresa dai sei mesi ai sei anni, versano in condizioni veramente drammatiche e in situazioni familiari estremamente preoccupanti: alcuni di loro hanno madri, la cui et&amp;agrave; oscilla tra i 15 e i 19 anni, prive di scolarizzazione, che si prostituiscono e/o padri emarginati e violenti che picchiano le loro mogli e che presentano gravissimi problemi dal punto di vista psicologico.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'Instituto Inhumyc ha attivato, a partire dal 1995, un progetto chiamato &amp;quot;COMPARTE - T &amp;quot; (CONDIVIDITI CON GLI ALTRI) che, oltre a fornire sussidi economici, si occupa essenzialmente di aiutare e sostenere le maestre nei lavori domestici e di accudire i bambini.&lt;br /&gt;Anche il nostro Civico Liceo Linguistico A. Manzoni ha aderito con molto entusiasmo a questo progetto (diremmo lo ha fatto suo e lo ha rivitalizzato) e attraverso la generosit&amp;agrave; dei genitori, degli alunni, dei professori, della segreteria e dei commessi ha consegnato, nell'arco di questi 9 anni, nelle mani della responsabile della scuola Do&amp;ntilde;a Ramona Rivas Cordero,  consistenti contributi economici.&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; da aggiungere che a partire dall'a.s. 2001/2002 si &amp;egrave; formato un vero e proprio Comitato di Solidariet&amp;agrave; che ha lavorato e lavora tutt'ora a favore de &amp;quot;los peque&amp;ntilde;os&amp;quot; organizzando eventi, mercatini di beneficenza, spettacoli a tema e momenti di incontro.&lt;br /&gt; Il Comitato, con il progetto che qui presenta, vorrebbe sensibilizzarvi e rendervi partecipi della situazione di sofferenza e miseria che questi bambini sono costretti ad affrontare quotidianamente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gli obiettivi principali del Comitato sono:&lt;br /&gt;1)-Garantire una sufficiente alimentazione ai bambini.&lt;br /&gt;2)-Costruire una struttura adeguata alle loro esigenze o migliorare la loro misera qualit&amp;agrave; di vita.&lt;br /&gt;3)-Finanziare vari progetti finalizzati all'educazione morale e culturale dei genitori dei bambini.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Lo scopo di questo progetto non consiste tanto nell'elargire pura e semplice beneficenza ma mira ad aiutare e ad incontrare  qualcuno diverso da noi,  essere solidali gli uni con gli altri,  essere pi&amp;ugrave; attivi costruendo cos&amp;igrave; un mondo un po' pi&amp;ugrave; equilibrato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In realt&amp;agrave; si tratta di realizzare ci&amp;ograve; che per logica dovremmo sempre garantire: donare un po' del nostro amore e del nostro affetto anche a chi non ne ha.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Grazie all'esperienza di tutti questi anni vi possiamo assicurare che guardando quei piccoli occhi, desiderosi solo di trovare un amico e un sorriso nella persona che hanno di fronte, abbiamo capito quanto, con un piccolo gesto di solidariet&amp;agrave; e d'amore, si pu&amp;ograve; donare anche  un po' di gioia e serenit&amp;agrave;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;    &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ecco qui il manifesto dell'evento organizzato dal Comitato per l'11 dicembre prossimo:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12560bd6cb8.580.0.jpg" alt="" width="342" height="490" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Contatti:&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il Comitato di Solidariet&amp;agrave; &amp;quot;Los peque&amp;ntilde;os de Villalpando&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Presidente e Fondatore: Prof. L. Piazzolla (luigi@villalpando.it )&lt;br /&gt;Vice Presidente: M. Campiotti, ex alunna (miriam@villalpando.it )&lt;br /&gt;Segretaria: J. Canzi, ex alunna (jessica@villalpando.it )&lt;br /&gt;Consigliere: V. Festa, ex alunna (viola@villalpando.it )          &lt;br /&gt;Telefono: 3393260987 - 3334160791 - 3206388962 - 3280453584&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Liceo Linguistico &amp;quot;A. Manzoni&amp;quot; Via Lamennais, 20 &lt;br /&gt;20153 Milano - Tel. 0248204764 - 0248203207.&lt;br /&gt;Fax 024525270. &lt;br /&gt;Nostro sito: &lt;a href="http://www.villalpando.it/" target="_blank"&gt;www.villalpando.it &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E-mail: info@villalpando.it  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 05 Dec 2009 21:34:37 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Elezioni in Honduras. I link all'informazione aggiornata e diretta</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Elezioni_in_Honduras__I_link_all_informazione_aggiornata_e_diretta_789.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Per chi fosse interessato ad un'informazione diretta e completa dall'Honduras post-elettorale e golpista riporto dei link molto preziosi: &amp;nbsp;Il giorno della farsa elettorale e dei golpisti&amp;nbsp;Il giorno delle elezioni farsa ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12545a95005.580.0.jpg" alt="" width="228" height="243" align="baseline" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per chi fosse interessato ad un'informazione diretta e completa dall'Honduras post-elettorale e golpista riporto dei link molto preziosi: &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Il giorno della farsa elettorale e dei golpisti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il giorno delle elezioni farsa &amp;egrave; arrivato, a 5 mesi dal Golpe, in un clima di intimidazione e minaccia. Nei giorni scorsi i militari si sono presentati casa per casa, hanno presidiato ed attaccato alcune sedi sindacali e associative, nel tentativo di fiaccare la Resistenza, che quotidianamente rifiuta i golpisti e che aveva lanciato per la giornata delle elezioni un &amp;quot;toque de queda popular&amp;quot; per l'astensionismo di massa che sembra si aggiri tra il 65% e il 70% se si confermeranno i dati preliminari forniti dalla resistenza al colpo di Stato. Il Tribunale supremo elettorale sostiene invece che l'affluenza alle urne ha superato il 60% degli aventi diritto che hanno dato la vittoria al candidato del Partido Nacional, Porfirio &amp;quot;Pepe&amp;quot; Lobo. (&lt;a href="http://www.bbc.co.uk/mundo/america_latina/2009/11/091130_honduras_nueva.shtml" target="_blank"&gt;http://www.bbc.co.uk/mundo/america_latina/2009/11/091130_honduras_nueva.shtml&lt;/a&gt;). &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In questo articolo, una raccolta di numerosi audio, video, foto e comunicati:&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.cantiere.org/29-novembre-il-giorno-della-farsa-elettorale-e-dei-golpisti.html" target="_blank"&gt;http://www.cantiere.org/29-novembre-il-giorno-della-farsa-elettorale-e-dei-golpisti.html&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;(Consiglio vivamente l'ascolto dei contributi audio!)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Leggi i comunicati del Frente Nacional Contra el Golpe de Estado&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.cantiere.org/comunicato-40-denuncia-del-fiasco-della-farsa-elettorale.html" target="_blank"&gt;http://www.cantiere.org/comunicato-40-denuncia-del-fiasco-della-farsa-elettorale.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cantiere.org/comunicato-39-del-frente-di-resistencia-contra-el-golpe.html" target="_blank"&gt;http://www.cantiere.org/comunicato-39-del-frente-di-resistencia-contra-el-golpe.html&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;- Vince la popolazione, Vince la resistenza di Giorgio Trucchi&lt;br /&gt;Nonostante le percentuali molto probabilmente falsate che diffonder&amp;agrave; tra poche ore il Tse, durante l'intera giornata &amp;egrave; stata pi&amp;ugrave; che evidente la poca affluenze alle urne, l'asfissiante presenza dell'esercito e della polizia in tutto il paese e i numerosi episodi di repressione e violazione ai diritti umani degli honduregni...&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.cantiere.org/vince-la-popolazione-vince-la-resistenza.html" target="_blank"&gt;http://www.cantiere.org/vince-la-popolazione-vince-la-resistenza.html&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Come sempre continueremo ad aggiornare sulla situazione e su ci&amp;ograve; che accadr&amp;agrave; nelle prossime ore.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;-- &lt;br /&gt;Resiste Honduras&lt;br /&gt;Visita il blog:&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://resistehondurasita.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://resistehondurasita.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Foto mapa Honduras:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/shey_carlos/2724952049/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/shey_carlos/2724952049/&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:17:25 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-11-30T15:17:25Z</dc:date>
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      <title>La farsa elettorale in Honduras</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//La_farsa_elettorale_in_Honduras_785.shtml</link>
      <description>di Fabrizio LorussoDomenica 29 novembre 4,8 milioni di honduregni sono chiamati a votare per il rinnovo del parlamento e del presidente, eletto direttamente dal popolo, e finora solamente 5 paesi hanno preannunciato che riconosceranno le elezioni come ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1253c7c7aa6.580.0.jpg" alt="" width="184" height="253" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Domenica 29 novembre 4,8 milioni di honduregni sono chiamati a votare per il rinnovo del parlamento e del presidente, eletto direttamente dal popolo, e finora solamente 5 paesi hanno preannunciato che riconosceranno le elezioni come legittime indipendentemente dal risultato: gli Stati Uniti, Panama, il Per&amp;ugrave;, la Colombia e il Costa Rica, il cui presidente Oscar Arias era stato incaricato di mediare nel conflitto che dal 28 giugno ha alterato le regole civili e democratiche nel paese con l'espulsione illegale del presidente Manuel Zelaya manu militari e l'instaurazione di un regime de facto capeggiato da Roberto Micheletti. Circa un milione di votanti risiedono negli Stati Uniti e quindi la posizione adottata cos&amp;igrave; come l'informazione diffusa negli USA potrebbe risultare un fattore chiave per orientare l'opinione pubblica di questi emigranti. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il Fronte di resistenza contro il colpo di stat&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;o in Honduras ha chiesto alla gente di non andare a votare dato che la speranza del governo de facto &amp;egrave; che vi sia un'affluenza di massa che possa in qualche modo legittimare le elezioni di fronte alla scettica comunit&amp;agrave; internazione. Ci sar&amp;agrave; quindi una scommessa con relativa partita anche sui numeri.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;I partiti che hanno deciso di prendere parte alla sfida elettorale sono il Partido Nacional con il favorito Porfirio Lobo (arrivato secondo dietro Zelaya nel 2005), il Partido Liberal di Elvin Santo (cui appartengono anche Micheletti e Zelaya), il Partido Democrata Cristiano di Felicito Avila, il Partido Union Democratica, pi&amp;ugrave; &amp;quot;a sinistra&amp;quot; col candidato Cesar Ham e infine il Partido Innovacion y Unidad Social Democrata con Bernard Martines, detto &amp;quot;l'Obama dell'Honduras&amp;quot;. Ad ogni modo bisogna chiedersi soprattutto che rilevanza abbia parlare di candidati e proposte elettorali nel contesto attuale in Honduras. Maggiori dettagli sui candidati: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.bbc.co.uk/mundo/america_latina/2009/11/091125_honduras_candidatos.shtml" target="_blank"&gt;http://www.bbc.co.uk/mundo/america_latina/2009/11/091125_honduras_candidatos.shtml&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; un riassunto della crisi da giugno a ottobre e alcun&lt;/font&gt;i aggiornamenti in seguito al non adempimento degli accordi per la restituzione di Zelaya: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/10/14/per-capire-il-golpe-in-honduras-tutta-la-storia-della-crisi/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/2009/10/14/per-capire-il-golpe-in-honduras-tutta-la-storia-della-crisi/&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/11/14/appello-del-presidente-legittimo-dellhonduras-alla-comunita-internazionale-dopo-il-fallimento-dellaccordi-con-i-golpisti/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/2009/11/14/appello-del-presidente-legittimo-dellhonduras-alla-comunita-internazionale-dopo-il-fallimento-dellaccordi-con-i-golpisti/&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1253b8bb742.580.0.jpg" alt="" width="300" height="195" align="left" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Altri paesi latino americani come il Brasile, il Venezuela, l'Argentina, il Paraguay, il Cile, la Bolivia, l'Equador, la Guayana, il Suriname, invece, configurano un altro blocco che non esita a rinnegare il risultato della &amp;quot;farsa elettorale&amp;quot; orchestrata in Honduras quale che sia il risultato finale. Sul quotidiano inglese The Guardian &amp;egrave; uscita una lettera firmata da 76 personalit&amp;agrave; britanniche che esortano i governi del mondo a non riconoscere le elezioni programmate per domenica 29 novembre. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A questo link potete leggerla integralmente: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/2009/11/honduras-inminente-fracaso-electoral.html" target="_blank"&gt;http://selvasorg.blogspot.com/2009/11/honduras-inminente-fracaso-electoral.html&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Segnalo inoltre il bell'articolo di Martin Iglesias che considera il trattamento e le &amp;quot;verit&amp;agrave;&amp;quot;&amp;quot; che la stampa italiana ha gestito riguardo l'Honduras, il golpe e le elezioni, fatto che mi sembra emblematico di una realt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; ampia ed esemplifica la portata e le interpretazioni che pi&amp;ugrave; o meno coscientemente vengono date sui temi latino americani. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/sventato-golpe-in-honduras-la" target="_blank"&gt;http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/sventato-golpe-in-honduras-la&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Cito alcune conclusioni dell'autore:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Non &amp;egrave; vero, insomma, che l'Honduras &amp;quot;non merita attenzione&amp;quot; sui media italiani, anzi come dimostrano le inchieste esclusive e le occasioni d'interviste i riflettori sono accesi sulla piccola nazione centroamericana. Ma &amp;egrave; la qualit&amp;agrave; e non la quantit&amp;agrave; d'informazione che merita una discussione, aperta, leale e franca sulle capacit&amp;agrave; di offrire informazioni che tengano conto di fonti, documenti e testimonianze a supporto del fruitore di notizie e della capacit&amp;agrave; di analisi e critica individuale di ogni singolo lettore. Forse in Italia, nel nostro mondo di giornalismo e informatori, crediamo ancora poco alla maturit&amp;agrave; della pubblica opinione, che deve essere &amp;quot;istruita alla verit&amp;agrave;&amp;quot; dei fatti, piuttosto che dare loro gli elementi della notizia e gli strumenti affinch&amp;eacute; si crei un opinione il pi&amp;ugrave; personale possibile. Ma &amp;egrave; un discorso complesso e che va oltre le minute ed esili notizie di diritti umani e diritti democratici calpestati nel piccolo Paese dell'Honduras&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Infine riporto qui l'appello in italiano che riassume i fatti delle ultime settimane e avanza alcune richieste che mi sembrano legittime e giustificate alla luce del chiaro &lt;u&gt;&lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/2009/10/micheletti-firma-acuerdo-que-permitiria.html" target="_blank"&gt;fallimento degli accordi tra Zelaya, MIcheletti e i rispettivi gruppi di sostegno&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; che avrebbero dovuto portare a un governo di unit&amp;agrave; nazionale vero in honduras per poi traghettare il paese a delle elezioni libere e competitive. Mi sembra un appello condivisibile. A voi i commenti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1253b8cbaef.580.0.jpg" border="2" alt="" align="left" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Le organizzazioni sociali, politiche e solidali e le persone che firmano a titolo personale dichiarano:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;1. Il colpo di Stato in Honduras, con la partecipazione complice degli Stati Uniti d'America, materializzato da Micheletti e dal suo regime di fatto, ha portato l'assassinio di 21 persone, 4.234 denuncie per violazioni delle libert&amp;agrave; fondamentali, 7 attentati, 95 minacce di morte, 133 casi di tortura, 394 persone con lesioni e 211 ferite a causa della repressione, 1.987 arresti illegali, 2 tentativi di sequestro e 114 prigionieri politici accusati di sedizione. E ogni giorno questi numeri continuano ad aumentare.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;2. I golpisti si mantengono al potere dimostrando con questo gesto il loro profondo disprezzo per la democrazia e di non riconoscere il diritto sovrano dei popoli di esprimere la propria volont&amp;agrave; attraverso del voto. Il tempo ha dimostrato che le manovre del governo statunitense e quelle dell'Organizzazione degli Stati americani, sottomessa agli interessi del primo,&lt;br /&gt;non pretendevano di difendere la democrazia, bens&amp;igrave; semplicemente dilatare, istruire ed infine appoggiare coloro che pretendono di portare a termine una farsa elettorale.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;3. Dopo il 30 ottobre, gli Stati Uniti d'America hanno manovrato e reso possibile l'accordo tra il governo presidiato da Manuel Zelaya Rosales e i golpisti, il cosiddetto Accordo Tegucigalpa/San Jos&amp;eacute;, che legittimerebbe le elezioni del 29 novembre evitando che il movimento popolare arrivi a partecipare a queste con i propri candidati.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;I golpisti non hanno rispettato l'accordo. Il presidente costituzionale &amp;egrave; ancora inchiuso nell'ambasciata di Brasile, la repressione continua. In un gesto di cinismo senza limiti, gli Stati Uniti si sono affrettati a dichiarare il loro irconoscimento delle elezioni. Il presidente Manuel Zelaya Rosales ha denunciato il clima di totale impunit&amp;agrave; all'interno del quale si realizzeranno le elezioni del 29 novembre. Allo stesso tempo il Fronte nazionale di resistenza assieme ad altre forze democratiche ha annunciato che non andr&amp;agrave; alle urne e che boicotter&amp;agrave; la farsa elettorale.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;4. La maggioranza dei mezzi di comunicazione, al servizio dell'oligarchia, degli imperialismi e delle imprese trans-nazionali, ha gi&amp;agrave; dato per terminata a crisi e vogliono legittimare le elezioni del 29 de novembre del 2009.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Nonostante questo sforzo coordinato e mediatico di annunciare la fine della crisi, la lotta del popolo honduregno continua e reitera le sue petizioni:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;1) Il ritorno incondizionato del presidente Manuel Zelaya Rosales alla residenza della Repubblica dell'Honduras, ripristinando la situazione esistente prima del 28 giugno 2009.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;2) Disconoscimento del processo elettorale del 29 novembre 2009.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;3) La convocazione di un'Assemblea costituente, ancora di pi&amp;ugrave; dopo la rottura el ordine costituzionale da parte della casta politica oligarca.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;4) La condanna e punizione per i golpisti ed i loro complici.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;Inoltre, sommandoci a queste petizioni legittime del popolo honduregno, chiediamo ai governi e alle istituzioni internazionali di non riconoscere le lezioni del 29 novembre, di non inviare nessun tipo di commissione o missione di osservatori internazionali e di mantenere la pressione politica, economica e finanziaria contro la dittatura civica-militare imposta dall'oligarchia e dall'imperialismo, di disconoscere le autorit&amp;agrave; false che pretendono di presentarsi come rappresentanti del popolo honduregno.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;Libert&amp;agrave; per il popolo honduregno&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;Barcellona, novembre del 2009&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Firmanti:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;Assemblea de Solidaritat amb el Poble Hondureny de Catalunya&lt;br /&gt;Collettivo Italia-Centro America&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;Associazione Italia Nicaragua&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per aderire: asp.hondureny@gmail.com &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/appello-internazionale-per"&gt;http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/appello-internazionale-per&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Foto:&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40199724@N04/" target="_blank"&gt;&amp;nbsp;http://www.flickr.com/photos/40199724@N04/ &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:09:39 GMT</pubDate>
      <guid>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//La_farsa_elettorale_in_Honduras_785.shtml</guid>
      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-11-28T16:09:39Z</dc:date>
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      <title>Frontiere sconosciute: da Cancun al Belize</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Frontiere_sconosciute__da_Cancun_al_Belize_764.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Ripropongo in questo spazio un articolo che riguarda il lavoro, la vita e il turismo in una zona difficile e contradditoria, infestata da uragani e cementificazione ma anche orgogliosa e unica al mondo per bellezza: la costa caraibica ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12521609d0a.580.0.jpg" border="2" alt="" width="225" height="298" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ripropongo in questo spazio un articolo che riguarda il lavoro, la vita e il turismo in una zona difficile e contradditoria, infestata da uragani e cementificazione ma anche orgogliosa e unica al mondo per bellezza: la costa caraibica da Cancun al Belize. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ernesto &amp;egrave; un pepenador dell'isola di Hikako o Caye Caulker, un rettangolo turistico e sabbioso di poche miglia quadrate al largo della costa di Belize City, situato alcune decine di chilometri sotto la punta finale dello stato messicano del Quintana Roo, quel pezzo di Yucatan dove fioriscono alcuni celebri paradisi plastificati come Cancun, Playa del Carmen, Chichen Itza e Tulum. Nella foto accarezza il suo cane seduto su una precaria bombola di gas abbandonata nella &amp;quot;sua&amp;quot; discarica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Ernesto si dedica a raccogliere la spazzatura in modo autonomo con il suo carretto e la sua bicicletta che non ha i freni, per poi dividere questi scarti del sistema e riusare magicamente tutto, dalle marcite assi di legno di qualche palafitta abbandonata al cuoio bucato delle scarpe di un pescatore, dai ferri vecchi, rivendibili sul mercato, ai pezzi di lavatrici, televisori e automobili: un esempio estremo di ingegno e fantasia per il riciclaggio. Si avvicina l'inverno nei paesi ricchi del Nord e sull'isola, parte del territorio del Belize, c'&amp;egrave; molto lavoro visto che giungono orde di americani, inglesi e francesi infreddoliti in cerca di tepore caraibico e alternative sensazioni, a partire da novembre fino a marzo per le vacanze della temporada alta. Durante il resto dell'anno, invece, sembra ricominciare la solita vita sorniona, con le visite al contagocce dei viaggiatori pi&amp;ugrave; &amp;quot;sensibili&amp;quot; all'etnicit&amp;agrave; e al valore umano della povert&amp;agrave;, muniti di backpack firmato e alla ricerca costante di informazioni con l'I- Pod e la guida Lonely Planet alla mano, immersi in fumi di dolce marijuana 100% naturale e malinconiche ballate di reggae romantico e dub music, suonate per le strade e nei pochi locali notturni, proprio come succede nei migliori racconti stereotipati provenienti dall'amata e vicina Giamaica, quella dei rasta man Bob Marley, dei figli Ziggy e Damian, dei cantanti Buju Banton, Gregory Isaac e Barrington Levy.&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12521651f31.580.0.jpg" border="2" alt="" align="left" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Certamente la vita di Ernesto laggi&amp;ugrave; in discarica, dove abita in una baracca fatiscente insieme a sua moglie Mary, esce dagli stereotipi e dall'idillio di palme sorridenti e spiagge bianche, per adattarsi ai ritmi del turismo e del consumo, non un giorno di vacanza altrimenti non si mangia e la sua signora, che saltuariamente fa le pulizie in alcuni uffici del Comune, inizia a lamentarsi col suo incomprensibile inglese creolo, una specie di &amp;quot;dialetto nazionale&amp;quot; derivato dall'inglese, suscitando le ire del marito. Mi accoglie il pepenador con un minaccioso machete in mano e le mani consunte pi&amp;ugrave; nere dell'anima dei sacchi buttati, dato che &amp;egrave; tutto il giorno che divide spazzatura in cerca di tesori che solo lui pu&amp;ograve; trovare e, inoltre, sta cercando di riparare i tubi metallici della sua bici, senza la quale gli &amp;egrave; impossibile continuare la giornata, la strada, la vita. Mi mostra il suo regno, la sua discarica o, come lo chiama lui senza cenni d'ironia, &amp;quot;il suo paradiso&amp;quot;, una fossa grande scavata l&amp;igrave;, affianco al minuscolo aeroporto dell'isola e lontano dalla vista e dal naso dei visitatori, intimiditi dai fumi della monnezza in fiamme e dal lezzo della sporcizia da essi stessi regalata allo scaltro Ernesto che, l'altro giorno, &amp;egrave; stato impegnato da una lotta contro un caimano entrato nel suo territorio selvaggio. &amp;quot;Ha staccato un pezzo d'orecchio a uno dei miei cani ma ci siamo salvati!&amp;quot; mi dice ridendo di sottecchi. Com'&amp;egrave; strana e curiosa la pubblicit&amp;agrave; che ci regala paradisi perduti e tesori in ogni dove, anche se poi, in ciascuno di noi questi sogni, questi edenici ricordi caraibici si materializzano in ben diverse aspettative e condizioni materiali. Ernesto vede il paradiso da un'altra prospettiva davvero.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Senza et&amp;agrave; e senza giovinezza alle spalle, il Nostro comunica in inglese, pi&amp;ugrave; o meno, ma conosce benissimo anche lo spagnolo, la lingua pi&amp;ugrave; parlata in Belize nonostante l'ufficialit&amp;agrave; e la legge prescrivano d'usare l'idioma della ex madrepatria e della regina, sorridente icona stampata sulle banconote d'ogni taglio e valore.  Pare immenso il desiderio di don Ernesto, due&amp;ntilde;o del basurero fiammante, d'incontrare persone che, come me, vengono dal Messico e gli possono raccontare ci&amp;ograve; che succede in terra azteca, visto che sua madre era dell'isola ma il suo compianto padre era messicano, cento per cento cabr&amp;oacute;n, mi dice, dato che dopo alcuni anni li ha abbandonati con &lt;em&gt;infinita maleza&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Aqu&amp;iacute; la vida cuesta cara carnal!&lt;/em&gt; - mi grida dall'alto di una bombola del gas arrugginita, sfoderando il machete e richiamando i suoi quattro cani da discarica all'ordine.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il pepenador dell'isola guadagna al massimo ottanta dollari BZN, la moneta locale, cio&amp;egrave; 40 dollari USA, che sono appena sufficienti in questo paese cos&amp;igrave; stranamente pi&amp;ugrave; caro rispetto al Messico e alla riviera maya dei grandi hotel. Da vent'anni il tasso di cambio viene mantenuto artificiosamente fisso a 2 dollari del Belize per uno americano dalle autorit&amp;agrave; monetarie, il che favorisce le importazioni e non i dinamici settori agricoli esportatori, oltre a danneggiare la popolazione che deve sopportare un sistema di prezzi adulterato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Probabilmente il nome del Belize, un paese grande come il Galles incastonato sulla costa dei Caraibi tra lo Yucatan messicano, il Guatemala e l'Honduras, ci ricorda semplicemente qualche programma televisivo dai facili costumi in cui si cerca d'ingannare il concorrente chiedendogli la capitale di un paese esotico la cui risposta sembra essere ovvia: Belize City, per analogia con Guatemala City o Mexico City, ben pi&amp;ugrave; note megalopoli centroamericane.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In realt&amp;agrave; la &amp;quot;Citt&amp;agrave; del Belize&amp;quot; ha smesso di essere la capitale di questa ex - colonia britannica nel 1961 a causa delle distruzioni causate dall'uragano Hattie, uno dei tanti che periodicamente spazzano via le casacce di legno, eternamente ricostruite, e le labili speranze, mai spente, della popolazione, proprio come hanno fatto il devastante Mitch nel 1998 e il pi&amp;ugrave; recente Dean, passato tre anni fa e particolarmente ricordato quanto dannoso nel Chiapas di Marcos e compagni.&lt;br /&gt;Belize city elemosina&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Quindi, un po' com'&amp;egrave; successo in Brasile con la costruzione dell'attuale capitale Brasilia, anche in Belize si decise di spostare nel centro del paese il nucleo amministrativo e politico con la fondazione di Belmopan, una cittadella fortino di soli 4000 abitanti che ospita tutti gli edifici governativi, questi s&amp;igrave;, di cemento, e che rappresenta solo un hub stradale verso tutte le localit&amp;agrave;, un centro simbolico senza cuore. Il Belize &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; giovane Stato dell'America Latina, meno di vent'anni d'et&amp;agrave; visto che &amp;egrave; nato il 21 settembre del 1981, e deve ancora scoprire la sua identit&amp;agrave; suggellata idealmente dalla bandiera blu coi bordi rossi e con le immagini in cui un uomo di colore e un bianco sembrano recitare il lemma nazionale &amp;quot;sub umbra floreo&amp;quot; e si reggono in piedi sotto l'albero del mogano, la pianta pregiata simbolo del paese, anche se ormai &amp;egrave; estinta in quanto sfruttata dagli inglesi fino alla concessione dell'indipendenza e al contemporaneo esaurimento della riserva naturale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12521674cd0.580.0.jpg" border="2" alt="" width="704" height="528" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In effetti, &amp;egrave; difficile la definizione di un'identit&amp;agrave; quando non esiste integrazione tra le diverse etnie e culture presenti sul territorio ed il razzismo &lt;font size="2"&gt;&amp;egrave; il sentimento dominante. I discendenti di colore degli schiavi africani impiantati nell'Honduras britannico, oggi Belize, costituiscono la parte maggioritaria ma non hanno mai dominato politicamente n&amp;eacute; mai hanno avuto un presidente proveniente dalle loro file. Alfred Jr, un rasta pittore che vende le sue opere ai turisti delle isolette turistiche come la famosa San Pedro, la &amp;quot;isla bonita&amp;quot; cantata da Madonna negli anni ottanta, predica pace e amore ma odia gli artigiani e le donne guatemalteche che gli fanno concorrenza coi loro &amp;quot;travestimenti&amp;quot;, come li chiama lui, e che hanno pi&amp;ugrave; successo coi turisti europei soprattutto.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Mi dice che il razzismo di noi occidentali &amp;egrave; tale che preferiamo un artigianato etnico ma modaiolo o &amp;quot;finto maya&amp;quot; alle sue opere originali e puramente artistiche che sono, per&amp;ograve;, fatte da un &amp;quot;negro&amp;quot; e, quindi, cortesemente snobbate dai passanti intimoriti dal suo colore e dalla sua mole.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Meglio un guatemalteco travestito da antico combattente maya dietro a una bancarella di bracciali e stoffe cinesi che un brother nero con i suoi dipinti. Di fatto si nota in alcuni turisti una componente di astio e repulsione nei confronti di Alfred Jr., forse perch&amp;eacute; con una mentalit&amp;agrave; molto etnocentrica, s'associa il nero al migrante clandestino in una tragica e distorta equazione in cui Africa significa minaccia e fastidio, aggressivit&amp;agrave; e illegalit&amp;agrave; e, inoltre, l'idea &amp;egrave; che nei paesi europei il migrante sarebbe un delinquente che cerca di vendere tutto o rubare per sopravvivere. Anche l'amico rasta, che da due giorni non vende un quadro, sposa questa teoria mentre rolla una canna e cerca di piazzare un po' di erba a un paio di francesi per &amp;quot;una decina di euro a pugno&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Su tutta la costa della riviera maya da Cancun a Playa del Carmen, da Tulum a Chetumal e gi&amp;ugrave; gi&amp;ugrave; fino al Belice, lo sfruttamento del lavoro &amp;egrave; all'ordine del giorno e gli stipendi sono depressi dall'enorme afflusso di disoccupati che alimenta le file del precariato e costituisce un gruppo di riservisti sempre pronti a rimpiazzare chiunque a qualunque costo. &amp;quot;Dai tre ai quattromila pesos al mese (meno di 200 - 300 euro) per turni di 10 ore al giorno, sei giorni a settimana passati qua a la barra&amp;quot;, si lamenta Juan, barista dell'Hotel Oasis di Cancun, &amp;quot;...e poi resta la mujer, la casa e i figli da mantenere&amp;quot;. La triste alternativa c'&amp;egrave; e si chiama doppio turno: una quindicina di ore al giorno a fare il cameriere, il guardiano, il barista, il muratore, il facchino,  ecc... per arrivare a un salario dignitoso in cambio di una vita privata e sociale ridotta a zero.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;Quasi tutti arrivano dalle regioni meridionali del Messico, come Tabasco, il Chiapas, Oaxaca, Puebla, la capitale o Veracruz, in cerca di migliori condizioni di vita e poi, quando hanno trovato un lavoro pi&amp;ugrave; o meno stabile (per quanto il termine possa ancora avere un significato visti i tipi di contratto flessibile in boga), richiamano le loro famiglie per costruire la Cancun del boom demografico (siamo quasi a quota 800mila abitanti accumulati in vent'anni), dei grandi alberghi e delle megadiscoteche da 40 euro a sera, per chi pu&amp;ograve; permettersele. Lungo gli oltre 20km della costera degli hotel, nella cosiddetta zona hotelera, la battigia s'&amp;egrave; di fatto trasformata da bene pubblico federale a bene privato visto che le strutture fisiche degli hotel e la sorveglianza scoraggiano o rendono impraticabile il passaggio al mare e alla spiaggia pubblica. Anche all'osservatore disinteressato non sfugge, come mi dissero un paio di amici che hanno visitato da turisti queste zone, il fatto che quasi tutti gli impiegati del bar e dei ristoranti, cos&amp;igrave; come gli ambulanti che hanno il permesso di entrare verso sera a vendere prodotti artigianali negli hotel, abbiano un'apparenza stereotipata e tipica, quasi vi fosse una selezione naturale del messicano sornione, piccolino, sempre allegro e scuretto per alcune mansioni di front office o servizio al cliente. Il visitatore europeo o nordamericano viene cos&amp;igrave; immerso completamente nel folclore e nella messicanit&amp;agrave; autentica proprio come s'aspettava anche se, in realt&amp;agrave;, non esce dalle mura della mastodontica casa d'accoglienza che ha deciso di affittare per le sue vacanze nel mondo maya. Invito a verificare.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125216967f3.580.0.jpg" border="2" alt="" width="701" height="525" /&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Un po' pi&amp;ugrave; a sud, Ana, ventunenne guatemalteca, senza vestiti tipici indosso, &amp;egrave; da 4 anni a Belize City per lavorare in un ristorante-bar ed ha appena perso il marito in un incidente, ergo, non pu&amp;ograve; e non vuole pi&amp;ugrave; uscire di casa, perch&amp;eacute; passerebbe da svergognata agli occhi di alcuni, come dice la sua datrice di lavoro. D'altronde la citt&amp;agrave; non invoglia, con le sue strade di polvere e traffico, con le sue quotidiane sparatorie e le orde di disoccupati che gozzovigliano per il centro in cerca di &amp;quot;elemosine forzate&amp;quot; e lavoratori in frettoloso rientro. In questa specie di Harlem ottocentesco, Ana forgia il suo presente e reinventa il suo passato raccontandolo malinconicamente agli avventori, tra il lavoro al bar e i B-movie americani trasmessi in televisione nelle ore di bassa del locale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;La sera, sfama e disseta con alcune oneste bottiglie di Belikin, la birra orgogliosamente nazionale, i gruppi di lavoratori, per lo pi&amp;ugrave; di origine honduregno, guatemalteco e salvadoregno, che migrano alla ricerca di qualche impiego stagionale nelle strutture turistiche o nell'edilizia. Di solito si tratta dei giovani figli delle guerre civili centroamericane, magistralmente rappresentati dal regista messicano Luis Mandoki nella pellicola Voces inocentes, i cui genitori trovarono rifugio in Belice negli anni ottanta e novanta.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Per sei mesi all'anno, l'infrastruttura dei trasporti del paese &amp;egrave; sottoposta all'incessante ticchettio delle piogge tropicali che preannunciano uragani di diversa intensit&amp;agrave; e durata. Verso novembre si respira ma si contano i danni. Il turismo, risorsa fondamentale per l'economia, ne risulta gravemente pregiudicato dato che i siti archeologici e le riserve naturali diventano impraticabili e quindi tutti i visitatori si concentrano sulla costa dove, per lo meno, le strade sono percorribili anche se a costo di dover scendere per alcune centinaia di metri dall'autobus e proseguire a piedi per permettergli di attraversare zone impervie o allagate. Sulle spiagge della meravigliosa baia di Placencia, quasi al confine con l'Honduras, i neri e i mulatti, cercatori di fortune turistiche stagionali, attendono servizievoli le ragazze inglesi e le coppie di canadesi per poter offrire loro alcun servigio o qualche scambio: marijuana in cambio di una cena, una &amp;quot;ragazza sola&amp;quot; o anche &amp;quot;three sisters&amp;quot;, come recita un annuncio, tutte insieme in cambio di un pacchetto di dollari, un paio di birre in cambio di semplice compagnia oppure un tour marino personalizzato per accarezzare squaletti e mante in cambio di una cospicua mancia e cos&amp;igrave; via. Chiaramente (quasi) tutto ci&amp;ograve; si pu&amp;ograve; fare anche ufficialmente e pagando le salate tariffe ai relativi operatori di settore.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Amir, un ragazzo di 33 anni nato in Nicaragua ma cresciuto nei riformatori di Los Angeles e poi emigrato in Belize, offre dell'erba che spesso, sostiene, arriva galleggiando in neri sacchetti di plastica dalla sponda nord della baia, gettata o scartata, secondo lui, da alcune imbarcazioni colombiane che fanno manovra in quella parte dei Caraibi. Anche in Nicaragua, la guerra che, nel 1979, ha visto trionfare i sandinisti del giovane guerrigliero e rivoluzionario Daniel Ortega (attualmente il Presidente eletto del paese centroamericano) contro il regime dittatoriale e dinastico dei Somoza nella persona di Anastasio Somoza Debayle, produsse per un paio di decenni il tragico effetto collaterale di migliaia di rifugiati politici sparsi da Panama a New York, persi nelle Americhe senza patria n&amp;eacute; nome.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125216b4a95.580.0.jpg" border="2" alt="" width="714" height="534" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Amir mi fa vedere orgogliosamente i documenti di residenza regolare in Belize ma la sua carta d'identit&amp;agrave;, quella vera, sono i tatuaggi che porta come bandiera su tutto il torace oltre ad un paio di vistose cicatrici sulla tempia e sulla guancia sinistra che, mi conferma, sono i segni di un'adolescenza passata al riformatorio e tra alcune pandillas latinas (o gang). Subito dopo, passati i vent'anni, finisce in prigione per 48 lunghi mesi e viene espulso dagli Stati Uniti. Dopo un breve approdo in terra natale e una peregrinazione in Guatemala e in Messico, sbarca in Belize dove vive ormai da oltre un lustro. Cerca amicizia Amir, anche lui adora sapere che succede nel &amp;quot;civilissimo&amp;quot; e moderno Messico, ormai ha chiuso con gli States, vuole parlare spagnolo, la lingua dei suoi genitori morti, e se poi si riesce ad avere un po' di riso e fagioli (un piatto nutritivo d'origine cubano conosciuto anche come moros con cristianos) al ristorante cinese di Placencia, tanto meglio, visto che &amp;egrave; pi&amp;ugrave; economico e fa le dosi abbondanti. Andiamoci e good luck - perd&amp;oacute;n -  mucha suerte..&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Sempre sulla costa, ma fuori dalle rute del turismo e dei viaggi organizzati, anche Davi parla inglese perfettamente ed &amp;egrave; sudamericana. E' la sua prima lingua e non l'ha appresa negli Stati Uniti perch&amp;eacute; viene dalla Guayana, un altro territorio dimenticato come il Belize o il Suriname, forse perch&amp;eacute; spesso questi enclavi, ex colonie o territori, alcuni dei quali sono ancora in mano alle ex grandi potenze (come la Guyana francese, le Antille olandesi, le Malvinas, rivendicate dall'Argentina, e molte isole dei Caraibi), non si considerano come parti integranti dell'America Latina e posseggono, in effetti, identit&amp;agrave; ibride e sconosciute ai pi&amp;ugrave;. La ragazza abita in una triste e tranquilla terra di frontiera, nella citt&amp;agrave; di Corozal che, insieme ad Orange Walk, compone la zona nord del Belize, la pi&amp;ugrave; ricca del paese per le sue coltivazioni di zucchero, agrumi e banane che, anche quest'anno, sono state gravemente compromesse dalle inondazioni. La citt&amp;agrave; si presenta come un agglomerato di case di legno, molte fatiscenti, e alcune costruzioni comunali di cemento nella parte pi&amp;ugrave; centrale.&lt;/font&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12521705815.580.0.jpg" border="2" alt="" width="714" height="535" /&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Dopo le sette di sera il buio pesto, il silenzio e le serrande chiuse s'impossessano delle piazze e delle stradine, tutte organizzate intorno a dei blocks abitativi di forma quadrata perfetta. Pochi girovaghi e i lavoratori che tornano a casa costruiscono la solitudine cittadina che aleggia tra i resti del mercato e il deserto &lt;em&gt;malec&amp;oacute;n&lt;/em&gt;, il lungomare atlantico privo d'innamorati e di musica cos&amp;igrave; come l'altra via principale, la statale che tira dritto per il Messico a cui mancano solo 12 chilometri. Come al solito il visitatore &amp;egrave; avvicinato da qualche vagabondo in cerca di una mancia o di un po' di &amp;quot;compagnia interessata&amp;quot; ad un pasto caldo in uno dei tanti ristoranti cinesi o messicani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;A Davi tutto questo non piace ma lo sopporta. E' dovuta emigrare dalla Guyana a causa della morte del padre, dopo la fuga a New York della madre e della sorella e, pi&amp;ugrave; in generale, per le difficolt&amp;agrave; economiche del suo paese, una striscia di terra schiacciata tra il Venezuela, il Brasile e il Suriname. La sua vita scorre tra le casse di un supermercato della periferia e i lavoretti in qualche hotel come guardiana notturna o donna delle pulizie. Il suo grande sogno &amp;egrave; poter vedere Chetumal e Cancun, rispettivamente a 20 e a 400 km dalla sua adottiva Corozal dato che, tra un anno, potr&amp;agrave; ottenere la residenza permanente e, forse, la nazionalit&amp;agrave; belizegna che le permetter&amp;agrave; di spostarsi lungo il corridoio della riviera maya messicana. Non sono ammessi sgarri n&amp;eacute; tentazioni ulteriori: non oltre la costa, recitano le norme migratorie messicane.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Lei spera cos&amp;igrave; di conoscere le persone giuste per poter poi lavorare a condizioni &amp;quot;migliori&amp;quot; in quella terra cos&amp;igrave; piena di turisti e dove sicuramente servono il suo talento e soprattutto il suo inglese, entrambi ottenuti col duro lavoro e con l'esperienza visto che l'universit&amp;agrave;, dice, &amp;quot;&amp;egrave; solo per quei pochi che hanno i soldi e possono perdere tempo, non per noi&amp;quot;. Tra qualche anno potr&amp;agrave; forse ritrovare la madre e la sorella con cui mantiene vivi i contatti e cerchera di riemigrare dal Messico a New Yor&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;k per continuare la risalita dall'enclave dimenticato al paradiso decadente.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_125216d675c.580.0.jpg" border="2" alt="" align="absbottom" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Fotogalleria Belize e altro... QUI:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/fabriziolorussobis/sets/72157609232670777/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/fabriziolorussobis/sets/72157609232670777/&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 20 Nov 2009 02:45:43 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Subcomandante Marcos: Punto e a capo, esce il libro-intervista</title>
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      <description>di Matteo Dean&amp;nbsp;PUNTO E A CAPO. Presente, passato e futuro del movimento zapatista.&amp;nbsp;Laura Castellanos dialoga col Subcomandante Marcos.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Fotografie di Ricardo Trabulsi&amp;nbsp;Traduzione all'italiano di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Edizioni Alegre ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Matteo Dean&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124f94f769c.580.0.jpg" alt="" width="177" height="254" align="left" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;PUNTO E A CAPO. Presente, passato e futuro del movimento zapatista.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Laura Castellanos dialoga col Subcomandante Marcos.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Fotografie di &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.trabulsi.com.mx/" target="_blank"&gt;Ricardo Trabulsi&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Traduzione all'italiano di &lt;u&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/" target="_blank"&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.edizionialegre.it/" target="_blank"&gt;Edizioni Alegre&lt;/a&gt; &lt;/u&gt;- Collana Tempi Moderni&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="1"&gt;&amp;quot;L'EZLN si trova in uno stato d'indeterminazione, &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="1"&gt;siamo abituati a questo &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="1"&gt;ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che ci vengono meglio le cose&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="1"&gt;Sub Marcos&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;font size="2"&gt;Esce finalmente in Italia la traduzione del libro CORTE DE CAJA. Entrevista al Subcomandante Marcos, arrivato alla sua quarta ristampa in Messico e gi&amp;agrave; tradotto in tedesco, che comprende una lunga intervista realizzata in due sessioni alla pi&amp;ugrave; nota figura e portavoce dell'EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale), il Subcomandante Insurgente Marcos a 7 anni dall'inizio dell'esperimento autonomo delle Juntas de Buen Gobierno e a 4 anni dal lancio dell'iniziativa politica della Otra Campa&amp;ntilde;a, proposta come alt&lt;/font&gt;ernativa dal basso al sistema politico fondato sulla rappresentanza partitica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dal 18 novembre &amp;egrave; infatti nelle librerie PUNTO E A CAPO. Presente, passato e futuro del movimento zapatista, edito da Edizioni Alegre con oltre cento pagine di dialoghi realizzati dalla giornalista messicana Laura Castellanos con Marcos, alias Delegado Cero, e alcune foto inedite del Subcomandante sullo sfondo del caracol de La Garrucha in Chiapas. L'ottima traduzione dallo spagnolo all'italiano &amp;egrave; curata da Fabrizio Lorusso, accademico e poeta italiano da otto anni a Citt&amp;agrave; del Messico.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In questa intervista Marcos fa un corte de caja, un bilancio, di quanto s'&amp;egrave; perduto e quanto &amp;egrave; stato conquistato a partire dalle origini del movimento (in realt&amp;agrave; dalla sua preistoria) fino alla data dell'intervista e oltre parlando dei dilemmi che decideranno il suo futuro. Non si tratta solo di quelli riguardanti l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale ma anche di quelli sulla sua persona e la sua leadership. &amp;quot;Se pensassi di cambiare qualcosa sarebbe questo: non essere stato cos&amp;igrave; protagonista nei media&amp;quot;, afferma.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'origine del libro si risale a un reportage apparso sulla rivista messicana Gatopardo all'inizio del 2008, intitolato &amp;quot;Ritratto radicale&amp;quot;, di Laura Castellanos. Punto e a capo raccoglie due interviste rilasciate nella capitale messicana e nella localit&amp;agrave; La Garrucha, Chiapas, nell'autunno del 2007. In queste Marcos riflette sulle ragioni dell'isolamento del movimento, della sua rottura con la classe politica e l'intellighenzia progressista del paese e sull'avanzata della strategia controinsurrezionale nei confronti delle comunit&amp;agrave; zapatiste.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Marcos rivisita la sua storia personale e quella dell'EZLN rispondendo qui alle critiche che gli sono state rivolte da pi&amp;ugrave; parti negli ultimi anni. Parla anche, per la prima volta, di alcuni presidenti latinoamericani come Fidel Castro, Hugo Ch&amp;aacute;vez, Evo Morales, Cristina Fern&amp;aacute;ndez de Kirchner, delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), la pi&amp;ugrave; antica guerriglia del continente, e colloca il movimento del Chiapas nelle coordinate della politica continentale, prendendo posizione rispetto a temi capitali, come la relazione dell'EZLN con atre organizzazioni armate. Inoltre apre uno spiraglio per parlare di se stesso, della sua persona, in un tono quasi confidenziale, con l'ironia e lo humour che da sempre lo caratterizzano.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'intervista rappresenta anche un modo per avvisare i lettori: &amp;quot;l'EZLN si trova isolato e vulnerabile, mentre sta avanzando la strategia antinsurrezionale contro le comunit&amp;agrave; zapatiste&amp;quot;. Sullo sfondo della ricostruzione storica del movimento zapatista, che ha fissato la difesa dei diritti indigeni nell'agenda politica del mondo, &amp;egrave; questo il messaggio che il Subcomandante Marcos ha voluto comunicare al lettore. Un avvertimento che assume oggi speciale rilevanza, soprattutto alla luce degli avvenimenti di questi mesi: la scarcerazione di buona parte dei colpevoli della strage di Acteal (22 dicembre 1997) e la pubblicazione dei documenti ufficiali che coinvolgono il governo federale della strategia paramilitare contro la ribellione indigena.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Certo, sentir parlare Marcos attraverso la pagine di Punto e a capo sembra strano, proprio oggi che l'EZLN tace. Ma forse, in realt&amp;agrave;, &amp;egrave; un ottimo spunto per riprendere un discorso mai concluso e che, probabilmente, ripartir&amp;agrave; in modo acceso il prossimo anno, quel 2010 che sar&amp;agrave; il centesimo anniversario della Rivoluzione messicana.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Da segnalare, infine, che i ricavi ottenuti dalla vendita del libro serviranno per sostenere economicamente il movimento &lt;font size="2"&gt;zapatista.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Recensione di &lt;a href="http://www.matteodean.info/" target="_blank"&gt;Matteo Dean&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:33:34 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Colombia e Venezuela, anni difficili</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Venti di guerra?Le relazioni tra la Colombia e il Venezuela stanno vivendo in questi giorni momenti di forte tensione con la chiusura delle frontiere, le accuse reciproche di spionaggio, l'apparizione di morti e una specie di ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124f66a8409.580.0.jpg" border="2" alt="" width="323" height="248" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Venti di guerra?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Le relazioni tra la Colombia e il Venezuela stanno vivendo in questi giorni momenti di forte tensione con la chiusura delle frontiere, le accuse reciproche di spionaggio, l'apparizione di morti e una specie di guerra fredda che rischia di trasformarsi in guerra calda. Infatti il presidente venezuelano Hugo Chavez ha spinto militari e civili a &amp;quot;prepararsi per una guerra&amp;quot; con la vicina Colombia e ha inviato 15-20mila soldati a proteggere la frontiera mentre il presidente colombiano Alvaro Uribe da Bogot&amp;agrave; annuncia il ricorso alla OSA, l'Organizzazione degli Stati Americani, e al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dopo una serie di incidenti in cui due membri della Guardia Nazionale venezuelana sono stati assassinati da gruppi di paramilitari colombiani e dieci colombiani sono stati sequestrati e uccisi in Venezuela l'ottobre scorso nei pressi della frontiera di Cucuta, i due paesi si sono rivolti accuse reciproche di spionaggio e di violazioni della sovranit&amp;agrave;. Sembra che i responsabili del massacro dei dieci colombiani appartengano all'ELN (Esercito di Liberazione Nazionale, la seconda guerriglia della Colombia) anche se altre fonti parlano di una mattanza causata da gruppi paramilitari. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La polizia venezuelana ha arrestato alcuni agenti del DAS (Departamento Administrativo de Seguridad) colombiano sospettati di spionaggio. Questi incidenti avvengono nel contesto di una &amp;quot;frontiera difficile&amp;quot; di 2.219 chilometri per met&amp;agrave; occupati da una foresta tropicale e in cui operano circa 650 uomini delle guerriglie colombiane, tre bande di paramilitari che mantengono attivi oltre 100 accessi per il commercio di droga, circa 1500 contrabbandieri di benzina e alcuni gruppi di delinquenti comuni e narcotrafficanti. Una complicazione ulteriore &amp;egrave; che gi&amp;agrave; dall'estate il Venezuela aveva manifestato la sua opposizione all'accordo militare tra gli USA e la Colombia che viene considerato una vera e propria burla verso tutti i paesi del Sudamerica e i sistemi d'integrazione latino americani.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La popolazione della zona di frontiera, dotata di un certo pragmatismo e calata nella vita quotidiana fatta di lavoro, commercio, relazioni familiari e sociali a livello locale, sembra pi&amp;ugrave; disposta a evitare conflitti e a mantenere il proprio stile di vita che ha creato una connessione culturale ed economica peculiare in un territorio inteso come patrimonio comune dei due paesi. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gli analisti non vedono ancora l'imminenza di una guerra quanto piuttosto una escalation nei toni e nelle ritorsioni commerciali e diplomatiche prese dai due paesi a causa dell'ennesimo incidente di frontiera in cui il conflitto interno colombiano sconfina nel territorio vicino. Simili tensioni interessano con frequenza la frontiera sud tra l'Ecuador, governato dall'alleato di Chavez Rafael Correa, e la Colombia, provocando crisi diplomatiche endemiche e pregiudicando l'economia colombiana che invia a questi due paesi il 22% delle sue esportazioni. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Invece s'identifica l'inasprimento delle relazioni bilaterali e dei toni da guerrafondai dei due mandatari con l'erosione relativa del consenso interno dei due presidenti che dovranno affrontare l'anno prossimo il test delle elezioni politiche in una situazione di razionamento energetico e crisi economica eccezionale in cui &amp;egrave; gioco forza spostare l'asse della discussione verso nemici e minacce esterne che in qualche modo unificano l'opinione pubblica nazionale. Inoltre Uribe &amp;egrave; anche in attesa di una risoluzione della Corte Suprema che gli permetta di aspirare a governare il paese per la terza volta consecutiva in caso di rielezione, possibilit&amp;agrave; che &amp;egrave; attualmente vietata dalla Costituzione colombiana. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124f669dfb1.580.0.jpg" border="2" alt="" width="617" height="392" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;D'altro canto Chavez potrebbe desiderare il raffreddamento delle relazioni commerciali con la Colombia data la forte asimmetria che le caratterizza: il 2008 &amp;egrave; stato un anno record per il commercio bilaterale ma il Venezuela presenta un deficit commerciale con la Colombia di circa 5700 milioni di dollari, conto da pagarsi anche tramite l'esportazione di gas e petrolio attualmente deprezzati sui mercati internazionali. A Caracas il parlamento ha ratificato il suo sostengo alla posizione del governo contro l'accordo di cooperazione militare USA-Colombia anche se dall'opposizione si sono levate voci critiche contro il discorso di Chavez sulla &amp;quot;sovranit&amp;agrave; nazionale&amp;quot; che viene difesa a oltranza con minacce di guerra se si tratta degli Stati Uniti o della Colombia mentre viene rinegoziata e allentata quando riguarda paesi come la Russia o Cuba.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Uguali e diversi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non &amp;egrave; la prima volta che assistiamo ai litigi e alle grandi manovre tra queste due nazioni andine (ma anche caraibiche), anzi, negli ultimi anni sono volate minacce, screzi diplomatici, ritorsioni commerciali e accuse tra i due &amp;quot;uomini forti&amp;quot; e ideologicamente lontani che le governano: Hugo Chavez, promotore del socialismo del secolo XXI d'ispirazione &amp;quot;bolivariana&amp;quot;, favorevole all'unit&amp;agrave; latino americana e allo statalismo, difensore del nazionalismo e dell'antimperialismo; e Alvaro Uribe, fedele alleato di Washington, sostenitore del libero mercato e degli investimenti stranieri tout court, indirettamente coinvolto in scandali di corruzione e para-politica (legame tra politici e gruppi di paramilitari), noto per la politica di &amp;quot;mano dura&amp;quot; contro guerriglie e narcotraffico.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In realt&amp;agrave; i due presidenti hanno anche numerosi aspetti in comune come la forte presenza mediatica, carismatica e comunicativa nella loro relazione con le masse popolari e i mezzi di comunicazione, sono molto vicini alle rispettive forze armate nazionali e spesso ricevono critiche per i loro eccessi di autoritarismo nonostante si dichiarino profondamente democratici. &lt;br /&gt;Inoltre sono noti per le loro capacit&amp;agrave; oratorie e per l'aurea di populismo che circonderebbe il loro operato e la loro retorica. Sembra anche che entrambi amino il potere e vogliano restare indefinitamente in carica grazie a modifiche costituzionali che permettono due o pi&amp;ugrave; rielezioni del capo di Stato, il che lascia intravedere un'alta autostima e un'idea di imprescindibilit&amp;agrave; e necessit&amp;agrave; presente nei due personaggi. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Storiche tensioni&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Una piccola rassegna storica delle relazioni tra Colombia e Venezuela pu&amp;ograve; aiutare a chiarire la portata della crisi attuale che sembra stia lentamente rientrando con le ultime dichiarazioni di Chavez che dice di non aver voluto istigare alla guerra ma solo &amp;quot;alla difesa del paese da un eventuale attacco&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel maggio 2004 Chavez denuncia un complotto ordito da gruppi di colombiani e statunitensi e informa della cattura di oltre 50 presunti mercenari colombiani nelle montagne a sud di Caracas. Dopo le denunce del presidente venezuelano e la rottura diplomatica conseguente, i toni s'ammorbidiscono e il Venezuela nega il coinvolgimento del governo colombiano in quegli incidenti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel settembre dello stesso anno appaiono 6 o pi&amp;ugrave; cadaveri in seguito a un &amp;quot;incidente&amp;quot;  causato da un attacco di un gruppo irregolare colombiano alla frontiera tra i due paesi. Ad oggi non si conoscono gli autori dei delitti ma vengono attribuiti tanto alla guerriglia come ai paramilitari colombiani che trasferiscono la loro guerra interna in territorio venezuelano e causano le veementi reazioni di Chavez che sottolinea come la guerriglia colombiana &amp;quot;non sia una nemica ma che lo diventa nel momento in cui persevera coi suoi sconfinamenti in Venezuela&amp;quot;. Di nuovo due mesi dopo al vertice di Cartagena Chavez ricuce le relazioni con Uribe sostenendo che non aiuter&amp;agrave; mai la guerriglia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124f6850257.580.0.jpg" border="2" alt="" width="363" height="260" align="left" /&gt; &lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel gennaio 2005 Hugo Chavez richiama l'ambasciatore colombiano e sospende temporaneamente i rapporti commerciali con la Colombia in seguito alla cattura del guerrigliero Rodrigo Granda in territorio venezuelano, atto considerato come violazione della sovranit&amp;agrave;. La Colombia nega e ribadisce il suo diritto a liberarsi del &amp;quot;terrorismo&amp;quot; accusando il Venezuela di proteggere i guerriglieri. La crisi rientra dopo poche settimane, una volta superato il fuoco retorico appiccato dai due presidenti che in una riunione a Caracas dichiarano la loro &amp;quot;fratellanza e stima reciproca&amp;quot;. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel novembre 2007, dopo il fallimento della negoziazione del presidente venezuelano che aveva cercato di ottenere un accordo umanitario con le FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) ed era stato poi estromesso dal suo omologo colombiano, Chavez descrive come &amp;quot;congelate&amp;quot; le relazioni bilaterali e come &amp;quot;menzognero&amp;quot; Alvaro Uribe che a sua volta lo accusa di voler &amp;quot;incendiare tutta l'America Latina&amp;quot; ed espandere la sua influenza nella regione. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel marzo del 2008 la morte del comandante guerrigliero Raul Reyes, il numero due delle FARC, durante un attacco illegale realizzato dalla forza aerea colombiana in territorio ecuadoriano provoca la reazione di Chavez che rompe le relazioni diplomatiche, chiude le frontiere nel mezzo di un'aspra polemica che sfocia nell'invio di truppe colombiane e venezuelane sui rispettivi confini. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Stranamente il Messico del presidente Felipe Calderon, vicino a Uribe politicamente, non adotta una posizione forte e decisa contro la Colombia riguardo al bombardamento in Ecuador, nonostante nell'operazione siano morti anche 4 studenti messicani della Universidad Nacional Autonoma de Mexico che si trovavano nell'accampamento delle FARC. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124f66c3073.580.0.jpg" border="2" alt="" width="284" height="406" align="left" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Hugo Chavez definisce Uribe questa volta come un &amp;quot;criminale, paramilitare, narcotrafficante e servo dell'impero&amp;quot; e rende omaggio a Reyes con un minuto di silenzio. Uribe reagisce con la minaccia di denunciare Chavez dinnanzi alla Corte Penale Internazionale per &amp;quot;patrocinio e finanziamento di genocidi&amp;quot;. Dopo il vertice del Gruppo di Rio a Santo Domingo scoppiano ancora la pace e le dimostrazioni d'affetto tra i due, vengono ritirate le truppe dalla frontiera e si ristabiliscono le relazioni diplomatiche. Uribe ritira quindi le sue minacce di denuncia formale a livello internazionale e Chavez chiede a Uribe di rinunciare alla &amp;quot;dottrina Bush&amp;quot; che prevede la lotta al terrorismo in qualunque luogo si trovi &amp;quot;per non far cadere nel baratro l'America Latina&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel luglio 2008 Uribe ottiene una vittoria morale importante con l'operazione militare che porta alla liberazione della famosa ex candidata presidenziale di nazionalit&amp;agrave; franco-colombiana Ingrid Betancourt rapita sei anni prima dalle FARC.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel marzo 2009 Chavez definisce il ministro della difesa colombiano, Juan Manuel Santos, come &amp;quot;il pupillo della destra americana&amp;quot;, &amp;quot;una minaccia per il continente&amp;quot; e rappresentante &amp;quot;della corrente pi&amp;ugrave; fascista dell'oligarchia USA&amp;quot; in seguito alle dichiarazioni di quest'ultimo sugli atti di persecuzione dei &amp;quot;terroristi&amp;quot; fuori dal territorio nazionale da lui interpretati come &amp;quot;legittima difesa accettata dal diritto internazionale&amp;quot;. Anche in questo caso il conflitto viene risolto con una serie di incontri bilaterali e la stipula di accordi economici e lo scambio di battute scherzose.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel maggio 2009 Chavez dichiara che si terr&amp;agrave; lontano dal conflitto colombiano dato che si tratta &amp;quot;della loro guerra&amp;quot; ma poi nel luglio 2009 durante le negoziazioni dell'accordo militare tra la Colombia e gli Stati Uniti, che prevede l'arrivo di soldati USA per operare in 7 basi militari colombiane, la tensione cresce di nuovo e Chavez sostiene che si dovranno rivedere le relazioni con la Colombia in caso di firma degli accordi. In risposta Uribe chiede maggiore cooperazione e l'interruzione della vendita di armi ai terroristi, pratica di cui accusa direttamente il Venezuela.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Chavez sostiene che gli USA vogliono trasformare la Colombia in uno stato simile a Israele in America Latina e annuncia l'acquisto di carri armati e navi da guerra per arrivare a duplicare la sua flotta e rafforzare la presenza militare sulle frontiere.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il 27 luglio la Svezia chiede spiegazioni al governo venezuelano per verificare che le armi da questa vendute a Caracas non siano state trasferite alle FARC. Il Venezuela ritira il proprio personale diplomatico dalla Colombia e Chavez denuncia una campagna internazionale &amp;quot;sporca e volgare&amp;quot; per giustificare la presenza militare americana nel paese vicino, stabilendo un parallelo con la questione delle armi di distruzione di massa in Iraq. Dopo le stragi di ottobre a 400km dalla frontiera di Cucuta e le relative battaglie verbali bilaterali ci si chiede se i venti di guerra tra Venezuela e Colombia siano solo carichi di retorica o se arrivino fino alla rottura definitiva. Malgrado i pur legittimi allarmismi, pragmatismo e buon senso indicherebbero che il vento potrebbe affievolirsi di nuovo sfumando in una brezza carica di tarallucci e vino che riempiano le tasche dei consensi elettorali dei due presidenti. Vedremo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Un Commento Finale Con Le Lettere Iniziali Maiuscole&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Trattando in termini teorici il caso di questi due presidenti e anche di molti altri personaggi del mondo e dell'America Latina, i quali si trasformano spesso in bandiere di una o pi&amp;ugrave; ideologie gemelle e simultaneamente in nemici di quelle opposte, credo sia profondamente sbagliato parlare di fascismo, nazionalsocialismo, comunismo e di etichette storicamente determinate e circoscritte per descrivere i regimi di Uribe e di Chavez in Sudamerica, cos&amp;igrave; come trovo approssimativo parlare nettamente di destra e sinistra tout court per avere sempre in mano una falsa bussola e cos&amp;igrave; orientarsi in cinque minuti quando si conosce per la prima volta un paese o una realt&amp;agrave; politica. Inoltre bisogna ammettere che il tema &amp;quot;Chavez e il Venezuela&amp;quot;, cos&amp;igrave; come il tema &amp;quot;Fidel o il Che e Cuba&amp;quot;, insieme a pochi altri, suscitano fin troppi dibattiti accesi e prolissi spingendo alla radicalizzazione delle posizioni che spesso restano parziali, intransigenti e accecate da troppe lenti esposte al sole tropicale.  &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Certamente alcune categorie servono per comunicare concetti, per abbreviare tempi e per costruire riferimenti comuni tra i dialoganti ma il loro uso deve essere oculato e calato nella dinamica sociale, culturale e storica della comunit&amp;agrave; umana cui ci riferiamo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Mi pare che questo sia un dilemma difficile da risolvere in un post o in un articolo dato che la logica della notizia e della contemporaneit&amp;agrave; ci impone di essere diretti e immediati senza troppi &amp;quot;giri di parole&amp;quot; ed eccessi di contestualizzazione. Fatta questa premessa intendo che termini come conservatore, progressista, liberale, liberista, democratico, statalista, centrista, fascista, comunista, eccetera stanno spesso su piani diversi e vengono confusi e adulterati frequentemente da volont&amp;agrave; deliberate ed esigenze distorte del mezzo e del comunicatore. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per quanto riguarda l'America Latina i concetti di destra e sinistra e tutti quelli della lista citata pocanzi vengono ad assumere altri significati storici e politici che sono difficili da contestualizzare e spiegare in poche righe e che provocano probabilmente un buon 80% dei dibattiti tra giornalisti, blogger e latino americanisti in generale. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Anche su:&amp;nbsp;&lt;a href="di%20Fabrizio%20Lorusso%20http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124f668e821.580.0.jpg" alt="" width="586" height="372" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Nella foto sopra una caricatura: Lo zio Sam muove i destini di Uribe mentre Chavez controlla l'Ecuador di Correa)&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Foto:&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bandiera venezuelana &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/neogabox/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/neogabox/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Cartina del Sudamerica settentrionale &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/thejourney1972/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/thejourney1972/&lt;/a&gt;&lt;p&gt;Soldato a Cartagena cpon bandiera colombiana &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/kymberlyanne/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/kymberlyanne/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Chavez e Uribe&amp;nbsp;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/blogfranjul" target="_blank"&gt;http://picasaweb.google.com/blogfranjul &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Caricatira&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/anacros/" target="_blank"&gt; http://www.flickr.com/photos/anacros/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 15 Nov 2009 06:19:19 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Esce "L'altra America. Tra Messico e Venezuela storie dell'estremo occidente"</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Vi voglio presentare brevemente il libro scritto da due amici blogger specializzati da anni sull'America Latina che &amp;egrave; appena uscito in Italia. Di seguito ci sono tutte le informazioni necessarie per trovarlo. Chiaramente ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124e53fab27.580.0.jpg" border="2" alt="" align="left" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Vi voglio presentare brevemente il libro scritto da due amici blogger specializzati da anni sull'America Latina che &amp;egrave; appena uscito in Italia. Di seguito ci sono tutte le informazioni necessarie per trovarlo. Chiaramente si accettano commenti, opinioni e recensioni per chi lo volesse leggere e condividerne aspetti negativi e positivi in questo spazio. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ecco cosa hanno scritto gli autori per presentarcelo:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Grazie all'aiuto di una giovane casa editrice,&lt;u&gt; &lt;a href="http://www.arcoirismultimedia.it/saggistica.html" target="_blank"&gt;Arcoiris Multimedia s.r.l.&lt;/a&gt; &lt;/u&gt;, &amp;egrave; nato il libro &amp;quot;L'altra America, tra Messico e Venezuela storie dell'estremo Occidente&amp;quot;, una raccolta di articoli del blog &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.verosudamerica.com" target="_blank"&gt;Verosudamerica.com&lt;/a&gt; &lt;/u&gt;e del famoso &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.notiziedacaracas.it/" target="_blank"&gt;NotizieDaCaracas.it&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; di Piero Armenti, con in pi&amp;ugrave; un saggio inedito sul Venezuela di Ch&amp;aacute;vez. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un esperimento di portare i blog su carta stampata, un tentativo, forse pioneristico, n&amp;eacute; abbiamo grandi ambizioni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il risultato &amp;egrave; un minestrone, ci sono venezuelane siliconate e la messicana che piange in aeroporto: la cacciano via dagli Stati Uniti. C'&amp;egrave; dentro Ch&amp;aacute;vez che vuole creare l'uomo nuovo e il presidente Calder&amp;oacute;n che lotta contro il narcotraffico, la febbre porcina, e il colpo di stato in Honduras.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Abbiamo voluto farlo, sapendo che ci saremmo esposti alle critiche di chi considera un blog un prodotto troppo approssimativo per esser reso libro. A noi andava di provarci, e in fondo ci sembra un prodotto unico nel panorama editoriale italiano. A voi il giudizio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il prezzo &amp;egrave; di 12 euro. Lo potete comprare su internet attraverso il sito della casa editrice Arcoiris Multimedia s.r.l., e riceverlo in soli 5 giorni con la spesa di 1,50&amp;euro; per la spedizione, oppure anche attraverso le solite biblioteche on line (Ibs, libreria universitaria, etc). &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Altrimenti chiedete di ordinarlo alla vostra libreria di fiducia, il codice ISBN &amp;egrave;: 978-88-96583-06-7.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Antonio Pagliula &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 11 Nov 2009 21:57:43 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Roche, Relenza, lo Stato, i media e...l'affare dell'influenza</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;Questo post prende spunto dal Video sull'influenza e sulle case farmaceutiche che trovate su: http://www.youtube.com/watch?v=7Rdv-CmL720&amp;nbsp;Nell'ultima settimana le visite al mio blog personale legate all'influenza A, ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124cf7a9abe.580.0.jpg" border="2" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Questo post prende spunto dal Video sull'influenza e sulle case farmaceutiche che trovate su: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=7Rdv-CmL720" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=7Rdv-CmL720&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nell'ultima settimana &lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;le visite al mio blog personale&lt;/a&gt; legate all'influenza A, Umana o ex &amp;quot;suina&amp;quot; sono aumentate vertiginosamente presumibilmente grazie a 2 o 3 post che riproducono degli utilissimi documentari con considerazioni politiche e sociali sul fenomeno dell'influenza. In realt&amp;agrave; l'aumento delle visite &amp;egrave; chiaramente legato al rinnovato bombardamento mediatico di questi giorni sull'influenza stagionale e sulla A del celebre virus H1N1 in Italia. Qualche morto in pi&amp;ugrave; che aveva anche la polmonite prima o che non &amp;egrave; stato curato in tempo ed ecco fatto, i TG si scatenano. Capisco che il dovere d'informare possa prevalere per&amp;ograve; il confine tra la notizia utile e quella insistente o ridondante &amp;egrave; sottile ed &amp;egrave; in questo secondo caso che l'idea d'una eccessiva presenza di alcune cattive nuove nei mass media si fa strada prepotentemente. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Come &amp;egrave; ormai banale ripetere, magari &amp;egrave; meglio parlare dei morti sul lavoro, di altre malattie del corpo e della societ&amp;agrave;, degli incidenti stradali oppure via, anche dello strano caso del golpe in Honduras e delle guerre in cui ci imbarchiamo. Vi riconsiglio comunque articoli e video di questa categoria: &lt;a href="http://lamericalatina.net/category/influenza-e-influenze/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/category/influenza-e-influenze/&lt;/a&gt;, ma in questo caso voglio postare un video che ho estratto da un'interessante presentazione di Power Point suggeritami da un'amica direttamente da Milano. Link al video (come sopra): &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=7Rdv-CmL720" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=7Rdv-CmL72&lt;/a&gt; e segnalo anche l'ormai classico e visitatissimo Operazione Pandemia: &lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/08/04/operazione-pandemia-documentario-verita-sullinfluenza-a-suina-umana-nellepoca-post-aviaria-la-grande-abbuffata/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/2009/08/04/operazione-pandemia-documentario-verita-sullinfluenza-a-suina-umana-nellepoca-post-aviaria-la-grande-abbuffata/&lt;/a&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/08/04/operazione-pandemia-documentario-verita-sullinfluenza-a-suina-umana-nellepoca-post-aviaria-la-grande-abbuffata/" target="_blank"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per fare anch'io la mia parte nelle feste in casa d'amici per il giorno dei morti (purtroppo o per fortuna ci si veste come a Carnevale per imitare le celebrazioni della festa di Halloween made in USA) mi sono travestito da dottore con camicione bianco della Universidad Nacional Autonoma de M&amp;egrave;xico, guantini bianchi da chirurgo gentiluomo, mascherina facciale antipolvere, recuperata dalla mia valigetta speciale per le ricerche in archivio, una siringona piena di Mezcal e una scatolina di Tamiflu in bella vista fuori dal taschino e ad altezza cuore per suscitare scalpore e incredulit&amp;agrave; dato che ne &amp;egrave; proibita la vendita in Messico. Sono stato modaiolo e presuntuoso, lo so, ma allo stesso tempo l'interesse per il tema della ex suina mi ha talmente appassionato (da quando apparve) che non ho potuto resistere alla leggerezza insultante di mettermi addosso un prodotto della Roche. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 16:36:02 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-11-07T16:36:02Z</dc:date>
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      <title>Messico violento o Messico lindo y querido? Storie di guerra al narcotraffico.</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;da http://www.carmillaonline.com/ e http://selvasorg.blogspot.com/2009/11/messico-storie-di-guerra-al.htmlLa violenza in Messico &amp;egrave; uno dei temi pi&amp;ugrave; controversi e discussi da sempre e la dichiarazione di guerra al ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c9ef2d5c.580.0.jpg" border="2" alt="" width="277" height="207" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;da &lt;a href="http://www.carmillaonline.com/" target="_blank"&gt;http://www.carmillaonline.com/&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/2009/11/messico-storie-di-guerra-al.html" target="_blank"&gt;http://selvasorg.blogspot.com/2009/11/messico-storie-di-guerra-al.html&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;La violenza in Messico &amp;egrave; uno dei temi pi&amp;ugrave; controversi e discussi da sempre e la dichiarazione di guerra al narcotraffico da parte del presidente della Repubblica Felipe Calderon, in carica dal dicembre 2006, ha diffuso internamente e all'estero l'immagine di un paese dove si muore molto facilmente e sulla stampa s'&amp;egrave; affermata l'idea di una progressiva &amp;quot;colombianizzazione&amp;quot; di molte regioni del paese. Inoltre la familiarit&amp;agrave; con la morte, con le sue raffigurazioni e il suo culto in miriadi di forme ed espressioni diverse rappresentano elementi culturali molto vivi nell'identit&amp;agrave; messicana e nell'immaginario trasmesso all'estero.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2008/01/002500.html" target="_blank"&gt;La politica di mano dura annunciata da Calderon tre anni fa &lt;/a&gt;sembra avere scatenato una guerra incontrollabile e i principali quotidiani messicani come El Universal, La Jornada e Reforma fanno a gara per aggiornare il conteggio degli omicidi legati al narcotraffico che quest'anno superano gi&amp;agrave; abbondantemente i 6000 con una media giornaliera di circa 20 morti. In generale c'&amp;egrave; molto pane anche per i giornali pi&amp;ugrave; scandalistici come El Grafico dove non mancheranno mai foto di sgozzati e decapitati da esporre in prima pagina per vendere qualche copia in pi&amp;ugrave;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per quest'anno lo Yucatan, nel sud est del Messico, &amp;egrave; l'unico stato su 32 (i cosiddetti estados della federazione messicana) non colpito da questa guerra, il che non significa che non vi sia presenza alcuna dei cartelli della droga, ma solo che questi non hanno provocato morti violente certificate. Comunque manca ancora del tempo per la fine del 2009 e quindi dobbiamo attendere prima di festeggiare quest'eccezione che ha pi&amp;ugrave; del paradossale dato che &amp;egrave; triste dover segnalare proprio l'unica regione senza vittime. Altre cifre ritenute allarmanti: oltre 15mila e 500 morti dall'inizio del mandato di Calderon sono &amp;quot;vincolati al crimine organizzato&amp;quot; mentre il loro numero totale durante i sei anni precedenti di Vicente Fox, dal 2000 al 2006, era stato di 13mila. Si stima quindi un possibile raddoppio nel sessennio attuale di Calderon in base a queste cifre del Ministero della Difesa messicano e della Procura Generale della Repubblica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ma quali sono le dimensioni e i dati reali della violenza in Messico? Quali sono le vere responsabilit&amp;agrave; del governo, della magistratura, dell'esercito e della polizia in questa &amp;quot;guerra ai narcos&amp;quot;, al di l&amp;agrave; dei miti creati dalla stampa e dalla risonanza &lt;a href="http://archive.globalproject.info/art-14324.html" target="_blank"&gt;che si d&amp;agrave; per esempio agli assassinii di cantanti famosi o alla decapitazione dei nemici&lt;/a&gt;, magari dopo averli freddati con un &lt;em&gt;cuerno de chivo&lt;/em&gt; (fucile AK47 ormai mitico, forse assimilabile alla nostra lupara)?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Due interessanti studi di Fernando Escalante Gonzalbo ed Eduardo Guerrero Gutierrez, pubblicati dalla rivista messicana Nexos di settembre, aiutano a fare chiarezza sulla questione della violenza e del narcotraffico in Messico e aprono alcuni spiragli per la comprensione di un fenomeno cos&amp;igrave; complesso e articolato. I dati statistici disponibili per il Messico, nonostante non siano sempre attendibili al 100% e costituiscano quindi un'approssimazione al fenomeno della violenza, smentiscono le affermazioni dei giornalisti e di parti dell'accademia, da destra a sinistra, che in qualche modo forzano i termini del paragone con la Colombia della fine degli anni ottanta e inizio anni novanta.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La Colombia &amp;egrave; arrivata infatti ad avere una reputazione internazionale stereotipata come un paese completamente in mano alla guerriglia, ai paramilitari e ai narcotrafficanti ed &amp;egrave; quindi un paradigma immaginario della violenza politica, sociale e militare che da una parte e senza dubbio hanno prodotto migliaia di morti, milioni di rifugiati e miseria, ma dall'altra non hanno definitivamente &amp;quot;vinto&amp;quot; instaurando un'alternativa allo Stato o creando uno stato fallito. In pratica e semplificando un po' il discorso, i vantaggi comparati internazionali della Colombia, parafrasando l'economista David Ricardo e un mio precedente articolo sul tema, sarebbero le ragazze, la cocaina e la salsa oltre ai pi&amp;ugrave; classici prodotti della terra come le banane e il caff&amp;egrave; e magari qualche citt&amp;agrave; turistica come Cartagena o Popayan: verit&amp;agrave; evidentemente parziali e scandalistiche.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In questa nube di realismo magico e influenza mediatica &amp;egrave; gioco forza paragonare costantemente un paese come il Messico di oggi alla Colombia di ieri, anche grazie ad alcune indiscutibili somiglianze tra i due paesi: la forza dei cartelli di narcotrafficanti e la scarsa presenza dello Stato in alcune regioni, le grandi coltivazioni di marijuana e cocaina, i presidenti provenienti da partiti conservatori alla destra dello spettro politico, la corruzione politica e i suoi nessi con i paramilitari o i narco-capi, la crescente militarizzazione del territorio o anche la relazione speciale con gli Stati Uniti che li considerano paesi amici, ma anche da tenere sotto controllo per motivi di &amp;quot;sicurezza nazionale&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Non importa se poi queste somiglianze potrebbero essere trovate anche con molti altri paesi o realt&amp;agrave; regionali quali quelle che viviamo nella nostra Gomorra, in America centrale o in certe periferie cittadine statunitensi o parigine. Inoltre nel Messico attuale non esistono minacce sistemiche importanti come lo erano le guerriglie storiche colombiane (FARC, ELN, M-19) negli anni 80 e 90 o i potenti gruppi paramilitari delle AUC (Autodefensas Unidas de Colombia).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Quello che sembra contare &amp;egrave; la suggestione solo parzialmente giustificata dai fatti. Tra il 1990 e il 1993 il tasso di omicidi in Colombia era tra le 75 e le 79 unit&amp;agrave; per 100mila abitanti con totali che si aggiravano intorno ai 25-28mila morti all'anno. Nel Messico del 2008 questi tassi equivarrebbero a circa 84mila omicidi, infinitamente meno di quelli effettivamente registrati l'anno scorso.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il tasso di omicidi ogni 100mila abitanti e il loro numero totale in Messico sono scesi costantemente dagli anni novanta in poi, passando da una media di 15-16mila all'anno nel periodo 1990-1995 a una media di circa 10 mila nel 2005 e 2006 con un punto minimo di 8507 morti nel 2007 che significano una media di 8 omicidi per 100mila abitanti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La media messicana &amp;egrave; quindi pi&amp;ugrave; comparabile con quella di paesi come gli Stati Uniti e quelli della UE che con quella di altri paesi latino americani come Colombia, Venezuela e Brasile o il Centro America che viaggiano dai 20 ai 40 omicidi per 100mila abitanti. Per altri crimini come la rapina, il furto, i delitti sessuali e le aggressioni i dati non sono chiari come nel caso degli omicidi per&amp;ograve; si pu&amp;ograve; segnalare che oscillano su medie di poco superiori rispetto a quelle dei principali paesi industrializzati. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un caso un po' a parte che per&amp;ograve; potrebbe rivelarsi tragicamente paradigmatico &amp;egrave; quello del sequestro di persona che sebbene nelle cifre ufficiali sia diminuito drasticamente in dieci anni passando da oltre mille casi nel 1997 a 595 nel 2007 e 438 nel 2008, potrebbe essere un problema molto pi&amp;ugrave; grave e situare il Messico al secondo posto mondiale dopo la Colombia per i sequestri se si considera la cosiddetta &amp;quot;cifra nera&amp;quot;, cio&amp;egrave; i casi non denunciati o che non danno origine a un'indagine. In questi casi, dato che le stime di questa &amp;quot;cifra nera&amp;quot; si aggirano negli ultimi anni intorno all'80-90%, ecco che i sequestri potrebbero essere addirittura cinquemila e non cos&amp;igrave; pochi come vengono censiti ufficialmente. Inoltre i casi di sequestro express, una modalit&amp;agrave; di privazione delle libert&amp;agrave; particolarmente diffusa a Citt&amp;agrave; del Messico che prevede un furto alla vittima ripetuto durante alcune ore di notte per obbligarla a prelevare pi&amp;ugrave; volte e il pi&amp;ugrave; possibile negli sportelli ATM, non vengono contabilizzati in questa fattispecie riducendo di fatto l'impatto delle cifre.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Pi&amp;ugrave; che il numero assoluto, quello che fa notizia &amp;egrave; la connivenza delle autorit&amp;agrave; poliziesche e giudiziarie con i delinquenti, rese evidenti da alcuni casi recenti ed eclatanti di sequestri che hanno coinvolto famiglie potenti come i Mart&amp;igrave; e i Vargas, vessate da bande di sequestratori di cui facevano parte anche poliziotti ed elementi deviati del potere giudiziario. La percezione generale della gente &amp;egrave; perci&amp;ograve; sensibilmente adulterata ed instabile a causa dell'influenza dei mezzi di comunicazione che drammatizzano i casi specifici e per le spiccate differenze tra regioni e citt&amp;agrave; messicane che mostrano livelli di pericolosit&amp;agrave; spesso molto estremi e divergenti tra di loro.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ad ogni modo i tassi di omicidio colombiani attualmente sono addirittura il quadruplo dei messicani, anche se oggi siamo nel mezzo della &amp;quot;guerra contro il narcotraffico&amp;quot; decantata da Calderon come soluzione dei mali di questo Messico lindo y querido minacciato &amp;quot;da forze antipatriottiche&amp;quot;. Chi ha ragione quindi?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Da quanto discusso finora emerge che in Messico gli omicidi totali e la violenza estrema sono diminuiti tendenzialmente nel paese considerato come un tutt'uno, ma i morti legati al narcotraffico e alla guerra tra i cartelli rivali e poi tra ciascuno di questi e lo Stato sono invece aumentati drammaticamente nel primo triennio di governo di Calderon.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un altro discorso &amp;egrave; poi distinguere tra varie zone del Messico colpite dal crimine organizzato e dagli omicidi in modi e livelli radicalmente diversi: da una parte ci sono le grandi citt&amp;agrave; e, in particolare, quelle della frontiera con gli Stati Uniti e la grosse metropoli come Citt&amp;agrave; del Messico, Guadalajara e Monterrey in cui la tensione &amp;egrave; generata storicamente dalla crescita smisurata della popolazione e, lungo la frontiera, soprattutto dal commercio di stupefacenti e il suo indotto; dall'altra ci sono le zone rurali soprattutto nel centro-sud con gli stati di Guerrero, Oaxaca, Michoacan, Estado de Mexico e Morelos che hanno una dinamica diversa da altre regioni rurali e dalle citt&amp;agrave; grandi in quanto qui la violenza &amp;egrave; stata determinata principalmente dalla mancanza delle istituzioni, delle infrastrutture dei trasporti, scolastiche e sanitarie oltre che da motivi storici come la crisi della riforma agraria e dei regimi di propriet&amp;agrave; della terra. Come aspetti sicuramente comuni e pi&amp;ugrave; generali cito tra gli altri la povert&amp;agrave; sofferta da oltre il 50% della popolazione nazionale, l'altissimo tasso d'impunit&amp;agrave; per i crimini denunciati che s'aggira intorno al 97% (stima ottimista), lo scontento verso la politica e il sistema giudiziario e gli insultanti indici di disuguaglianza economica e sociale che caratterizzano tutti gli stati del Messico.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un altro dato certo &amp;egrave; che la guerra al narcotraffico lanciata dal presidente messicano, forte del piano di aiuti militari americani chiamato Plan Merida, non sta dando i risultati attesi in termini di sicurezza e riduzione dei fenomeni criminali ma sta anzi esacerbando le lotte intestine tra i grandi cartelli di trafficanti, le loro bande di sicari e i gruppi usciti dalle numerose scissioni e tradimenti che lo Stato stesso favorisce con infiltrazioni e catture.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La corruzione e la scarsa professionalit&amp;agrave; delle forze dell'ordine, del personale penitenziario e giudiziario nascondono e a loro volta amplificano il problema di fondo che nessuna autorit&amp;agrave; sembra voler vedere e risolvere, tanto qui in Messico come nei vicini Stati Uniti: la mancanza assoluta di opportunit&amp;agrave; economiche e di sviluppo, la carenza quasi totale di istituzioni affidabili, di reti sociali e di un sistema educativo elementare e superiore realmente efficace e accessibile. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Non parliamo poi delle politiche volte a controllare e reprimere l'offerta e la produzione di stupefacenti illegali mentre da decenni ormai si segnala che le misure pi&amp;ugrave; efficaci e comunque meno nocive per la societ&amp;agrave; in termini di violenza e dispendio di risorse nel lungo periodo sono quelle di sensibilizzazione della domanda e controllo della vendita, eventualmente anche grazie ad una progressiva liberalizzazione. Ma sappiamo che questo &amp;egrave; un altro discorso e rappresenta spesso un tab&amp;ugrave; doloroso per ampie parti di societ&amp;agrave; civili e classi politiche ipocrite e immature, tanto in Messico come in Italia, le quali sono incapaci di trattare il tema per quello che &amp;egrave; e di tracciare un bilancio non ideologico tra i costi e i benefici di queste alternative.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Si stima che le cifre contabilizzate con scrupolo dai giornali sui morti legati al narcotraffico e alle bande criminali in Messico siano addirittura inferiori di un 20-30% rispetto alla realt&amp;agrave; dato che non si tengono da conto i cadaveri spariti e alcune aree del paese non sono &amp;quot;coperte&amp;quot; n&amp;eacute; dalla stampa n&amp;eacute; da un sistema ufficiale di controllo che sia efficace al riguardo. Anche cos&amp;igrave; bisogna separare i dati: l'aumento netto e inesorabile dei morti per la guerra al narcotraffico diverge dalla diminuzione tendenziale della violenza totale e degli omicidi in generale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Alla luce di ci&amp;ograve; e del quadro istituzionale precario &amp;egrave; chiaro che la repressione militare e l'indurimento della lotta contro i cartelli criminali hanno avuto l'effetto di aumentare la &amp;quot;narcoviolenza&amp;quot; nel paese ed anzi, per essere precisi, solo in alcune zone di esso. Questa &amp;egrave; praticamente assente in Baja California Sur, Queretaro, Tlaxcala, Campeche, Colima e Yucatan mentre invece &amp;egrave; aumentata terribilmente in altre regioni soprattutto al nord, sulla frontiera con gli USA, nel Michoacan e nel Guerrero, lo stato di Acapulco. Nello stato di Chihuahua, tristemente noto per gli assassinii incessanti di centinaia di donne in pochi anni, i cosiddetti feminicidios di Ciudad Juarez, si registra addirittura il 25% delle esecuzioni totali. Le citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; mortifere in termini assoluti sono proprio Ciudad Juarez, Culiacan, Tijuana, Chihuahua e Monterrey, tutte al nord.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un altro aspetto importante che sfata alcuni luoghi comuni su come si sta combattendo questa guerra &amp;egrave; che il 90% delle esecuzioni totali riguarda i membri di bande e cartelli, circa il 9% le forze di polizia, in particolare i corpi municipali e regionali a volte collusi coi cartelli, e solo l'1% i militari. L'uso dell'esercito era stato giustificato nel 2006 per evitare i problemi di corruzione della polizia, ma le violazioni dei diritti umani e l'effettivo aumento della tensione, delle rappresaglie e delle lotte interne ai cartelli non propongono assolutamente un panorama positivo. Nelle file delle bande criminali la maggior parte degli omicidi riguarda i livelli bassi siccome sono colpiti soprattutto sicari, pusher e spacciatori di medio livello gerarchico.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In definitiva quattro grandi fronti di guerra segnalati da Guerrero Gutierrez su Nexos, sono la causa del 90% degli omicidi legati ai narcos e si svolgono soprattutto in alcune zone del paese come ho segnalato pocanzi. Riassumendo si tratta della lotta di alcuni gruppi regionali contro un nemico comune di livello nazionale, il Cartel de Sinaloa, e nello specifico tra&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;(1) il Cartel de Juarez, aiutato dagli Zetas (in origine un gruppo di militari dissidenti braccio armato del Cartel del Golfo) e i fratelli Beltran Leyva, contro quello di Sinaloa;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;(2) tra il Cartel de Tijuana, alleato qui con il Cartel del Golfo e gli Zetas, contro quello di Sinaloa;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;(3) tra i cartelli degli Zetas, alleati coi Beltran Leyva, contro quello di Sinaloa e infine&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;(4) quella dello Stato contro tutti e contro le sue stesse schegge corrotte e deviate.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La guerra tra il Cartel de la Familia dello stato del Michoacan e gli Zetas o altre bande non risulta molto rilevante in termini di morti ma pu&amp;ograve; spiegare quanto rimane per concludere questo tragico conteggio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il governo ha quindi avuto la funzione di propiziare e stabilire le regole del gioco senza poterlo poi controllare completamente, anzi, i livelli di violenza in questo senso sono cresciuti esponenzialmente e continuano a farlo dopo ogni cattura di qualche capo o il sequestro di ingenti quantit&amp;agrave; di droga.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Calderon e Medina Mora, discusso ex Procuratore Generale della Repubblica, hanno sempre avuto bisogno di mostrare numeri positivi in queste voci &amp;quot;dure&amp;quot; per&amp;ograve; favoriscono allo stesso tempo un circolo vizioso da cui &amp;egrave; difficile uscire: non si pu&amp;ograve; di certo sperare di risolvere il problema facendoli ammazzare tutti tra di loro o creando mini stati senza legge n&amp;eacute; governo dove le garanzie individuali sono un lontano ricordo per tutti. Inoltre non si riescono a fermare nemmeno le diserzioni di militari che fuggono dall'arma per unirsi alle file del crimine organizzato. Si calcola che siano alcune migliaia gli ex militari a disposizione dei cartelli della droga, quindi lo Stato paga e forma l'esercito durante anni e cos&amp;igrave; i cartelli hanno poi a disposizione forze fresche e professionali che possono pagare profumatamente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'alternativa a una politica di mano dura in questo contesto passa da una parte attraverso un deciso processo di riforma istituzionale (e direi anche culturale) in profondit&amp;agrave; che combatta la corruzione e le infiltrazioni dentro il sistema grazie alla professionalizzazione della magistratura e della polizia e a ingenti investimenti in strutture e risorse umane e dall'altra da uno sviluppo umano, sociale ed economico complessivo che crei opportunit&amp;agrave; maggiori per la popolazione marginale. Prevedere rapidamente una politica meno repressiva che investa con continuit&amp;agrave; e sostanza sulla riduzione della domanda, la prevenzione e l'educazione resta, a mio parere, la via migliore da seguire. C'&amp;egrave; da chiedersi quali siano realmente la forza e la volont&amp;agrave; politiche di promuovere e attuare tali cambiamenti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Foto: &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/manioso/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/manioso/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:41:05 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-11-06T14:41:05Z</dc:date>
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      <title>Foto del giorno dei morti con la Santa Muerte ma non solo! (2/2)</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Ecco la seconda parte del post sulla festa dei morti a Citt&amp;agrave; del Messico, in particolare a Tepito. Passiamo dal culto alla Santa Muerte al culto dei morti pi&amp;ugrave; classico, quello tipico del 1 novembre con gli altari ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0dae42b.580.0.jpg" border="2" alt="" width="359" height="270" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Ecco la seconda parte del post sulla festa dei morti a Citt&amp;agrave; del Messico, in particolare a Tepito. Passiamo dal culto alla Santa Muerte al culto dei morti pi&amp;ugrave; classico, quello tipico del 1 novembre con gli altari e le &lt;em&gt;ofrendas&lt;/em&gt; nel centro della citt&amp;agrave;. Le foto si riferiscono al cimitero o &lt;em&gt;Panteon di San Fernando&lt;/em&gt; in cui sono sepolti molti eroi dell'indipendenza messicana e della fase storica pre-rivoluzionaria 1810-1910 come Benito Juarez e Vicente Guerrero. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Foto 1 di &amp;quot;copertina&amp;quot;: Tre compadri nazionalisti che potrebbero essere italiani al Museo del Panteon San Fernando.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0e0b4ce.580.0.jpg" alt="" width="516" height="673" align="left" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 2: Altare dedicato alla Virgen de Guadalupe lasciato nella desolazione a Tepito.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0e4cc61.580.0.jpg" alt="" width="519" height="691" align="left" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 3: Immagine speculare alla prima della Santisima Muerte a Tepito, piena di devoti e ammiratori.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0ecbfa8.580.0.jpg" alt="" width="507" height="374" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 4: Graffito a Tepito dove Ges&amp;ugrave; sul suo trono portato da leoni saluta e perdona una folla di eleganti narcotrafficanti e uomini d'onore. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0ef592e.580.0.jpg" alt="" width="505" height="361" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 5: A Tepito imperversa il commercio legato all'immagine della Santa Muerte. Nel centro diCitt&amp;agrave; del Messico vincono San Judas Tadeo, accettato dalla chiesa ufficiale e dallo Stato, e l'eterna Virgen de Guadalupe.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0f1f690.580.0.jpg" alt="" width="525" height="699" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 6: Tipica e coloratissima ofrenda del Dia de Muertos messicana. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0f44d09.580.0.jpg" alt="" width="515" height="685" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 7:&amp;nbsp; Ofrenda dedicata alla&lt;em&gt; diversidad sexual&lt;/em&gt;. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0f86108.580.0.jpg" alt="" width="514" height="385" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 8: Altare completo di fronte alla tomba di Benito Juarez.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0fa45bf.580.0.jpg" alt="" width="515" height="386" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 9: Testa di Cepazochitl, fiore del giorno dei morti. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124c0fc5f4a.580.0.jpg" alt="" width="510" height="382" align="left" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 10:&amp;nbsp; dettaglio dell'altare dedicato a Benito Juarez, Museo Panteon San Fernando (Metro Hidalgo linea 3, se passate di l&amp;igrave;...).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 20:08:19 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-11-04T20:08:19Z</dc:date>
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      <title>Foto del giorno dei morti con la Santa Muerte (1/2)</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Foto_del_giorno_dei_morti_con_la_Santa_Muerte__1_2__720.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Questo &amp;egrave; un post fotografico con alcuni commenti sulla festa del Dia de Muertos in Messico, ma non si tratta di quella tradizionale che in molti conoscono con le tipiche ofrendas o altarini, i crisantemi o fiori cempaxochitl, ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b5e6d2e7.580.0.jpg" border="2" alt="" width="341" height="255" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Questo &amp;egrave; un post fotografico con alcuni commenti sulla festa del Dia de Muertos in Messico, ma non si tratta di quella tradizionale che in molti conoscono con le tipiche ofrendas o altarini, i crisantemi o fiori cempaxochitl, le zucche, le catrinas e gli scheletri che ogni buon messicano usa per adornare casa sua, il giardino, la sua strada o il cimitero.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Non &amp;egrave; nemmeno un post sulla contaminazione della festa dei morti che viene dal nord, la famosa Halloween americana, che spinge i bambini ad andare in giro a chiedere caramelle a tutti e i grandi a festeggiare in discoteca o in casa travestiti e ubriachi fino al mattino.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Le foto sono invece una testimonianza del culto della Santa Muerte a Tepito, in via Alfareria, in questa particolare giornata in cui si festeggia il compleanno della Santissima e in cui molta pi&amp;ugrave; gente arriva in pellegrinaggio a questo altare. Tepito &amp;egrave; il quartiere storico del centro di Citt&amp;agrave; del Messico che ha pi&amp;ugrave; orgoglio ed &amp;egrave; temuto, spesso a torto e a volte a ragione, per essere un covo di narcotrafficanti e delinquenti comuni che si arraangiano in tutti i modi per vivere e prosperare. D'altro canto &amp;egrave; il quartiere con l'identit&amp;agrave; culturale, politica e sociale pi&amp;ugrave; forte della citt&amp;agrave; e da qui sono nati i migliori pugili, ballerini di salsa e artisti alternativi della storia messicana. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ma questa &amp;egrave; una storia che racconteremo prossimamente in alcuni post che vorrei riproporre in questo spazio e che per ora sono qui: &amp;nbsp; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/01/10/la-morte-al-tuo-fianco-dialoghi-con-la-santa-muerte-a-tepito-citta-del-messico-df-12/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/2009/01/10/la-morte-al-tuo-fianco-dialoghi-con-la-santa-muerte-a-tepito-citta-del-messico-df-12/&lt;/a&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/01/14/la-morte-al-tuo-fianco-dialoghi-con-la-santa-muerte-a-tepito-citta-del-messico-df-22/" target="_blank"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/01/14/la-morte-al-tuo-fianco-dialoghi-con-la-santa-muerte-a-tepito-citta-del-messico-df-22/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/2009/01/14/la-morte-al-tuo-fianco-dialoghi-con-la-santa-muerte-a-tepito-citta-del-messico-df-22/&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Fotogallerie complete su: &lt;a href="http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/SantisimaMuerte#" target="_blank"&gt;http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/SantisimaMuerte#&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Video su: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=rJXKZY43Fo8" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=rJXKZY43Fo8&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 1 (di &amp;quot;copertina&amp;quot;): Cioccolato Carlos V, sigaretta, una rosa rossa e un mondo blu come il suo vestito e i suoi occhi azzurrissimi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b5fd01ea.580.0.jpg" alt="" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 2: Due amiche per la vita e per la morte. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b600161f.580.0.jpg" alt="" width="523" height="385" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;Foto 3: &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Discutendo &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;con la Santa &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di legno &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;in scala 1 : 1 !&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b6027d63.580.0.jpg" alt="" width="492" height="361" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 4: Merchandising&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; artigianale &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;della Santisima Muerte seguendo &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;la vocazione &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;del Tepito &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;commerciale. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b6041111.580.0.jpg" alt="" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 5: La statuina &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;della Bambina Bianca &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;o Ni&amp;ntilde;a Blanca &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;con la sua bibita preferita, &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;la Tequila &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;(o eventualmente il Mezcal).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b607460c.580.0.jpg" alt="" width="512" height="384" align="left" /&gt;&amp;nbsp; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 6: Alcuni devoti &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;in attesa di attraversare &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;la pericolosa Avenida Circunvalacion &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;dove nessuna macchina &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;oser&amp;agrave; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;fermarsi mai &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;per farti passare. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Preghiamo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b60994cb.580.0.jpg" alt="" width="513" height="385" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 7: Tutti in fila &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;con la propria statua&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; davanti &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;all'altare&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; principale &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;(che non si vede).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b60b024d.580.0.jpg" alt="" width="531" height="398" align="left" /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 8: Poi c'&amp;egrave; chi la fila &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;per l'altare &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;se la fa in ginocchia &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;con tanto &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di statua e &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;figli in braccio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b60c1023.580.0.jpg" alt="" width="523" height="376" align="left" /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 9: In attesa &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;del rosario dedicato &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;alla Santa Muerte, &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;a Ges&amp;ugrave; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;e alla &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Vergine Maria. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b60d45c0.580.0.jpg" alt="" width="516" height="387" align="left" /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 10: I mariachi, &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;musicisti tradizionali &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;messicani, &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;dinnanzi all'altare &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;de Nuestra &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Se&amp;ntilde;ora &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;de Tepito.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b60f2764.580.0.jpg" alt="" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 11: Ecco la Flaquita&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; vestita di tutto punto&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; col tricolore&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; per festeggiare&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; il 15 settembre, &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;anniversario &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;dell'indipendenza &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;messicana. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp; &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124b6109b5f.580.0.jpg" alt="" align="left" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto 12: Devoto &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;in attesa paziente &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;del rosario &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;non proferisce parola, &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;sar&amp;agrave; un cenno &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;della falce della Santa &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;ad autorizzarmi &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;a scattare la foto. &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 02 Nov 2009 18:04:35 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-11-02T18:04:35Z</dc:date>
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      <title>Svolta nella crisi in Honduras: accordo Zelaya - Micheletti</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Svolta_nella_crisi_in_Honduras__accordo_Zelaya___Micheletti_712.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;LA RESOLUCION DE LA CRISIS EN HONDURAS: HAY ACUERDO ENTRE MICHELETTI Y ZELAYA&amp;nbsp;29 ottobre 2009&amp;nbsp;A pi&amp;ugrave; di 4 mesi dal colpo di Stato in Honduras e un mese di negoziazioni dirette tra il capo di Stato deposto, Manuel ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124a438d708.580.0.jpg" border="2" alt="" width="293" height="220" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;LA RESOLUCION DE LA CRISIS EN HONDURAS: HAY ACUERDO ENTRE MICHELETTI Y ZELAYA&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;29 ottobre 2009&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/category/honduras/" target="_blank"&gt;A pi&amp;ugrave; di 4 mesi dal colpo di Stato in Honduras&lt;/a&gt; e un mese di negoziazioni dirette tra il capo di Stato deposto, Manuel Zelaya, e il presidente ad interim golpista Roberto Micheletti, s'&amp;egrave; trovato un accordo per la risoluzione della crisi politica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Zelaya, rifugiato nell'ambasciata brasiliana sotto assedio dal 21 settembre scorso, s'&amp;egrave; dichiarato soddisfatto di questo accordo che prevede che sar&amp;agrave; il Parlamento honduregno a decidere se lui potr&amp;agrave; tornare al potere e non la Corte Suprema di Giustizia che &amp;egrave; un organo pi&amp;ugrave; ostile al ritorno di Zelaya.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La possibilit&amp;agrave; che il Parlamento voti in favore del presidente deposto sono molto pi&amp;ugrave; alte e aprono la strada al ritorno alla normalit&amp;agrave; dopo vari mesi di scacco diplomatico e violenze politiche e sociali in tutto il paese. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sono state infatti segnalate centinaia di violazioni gravi dei diritti umani tra cui omicidi, sparizioni, arresti e abusi di potere da parte dell'esercito honduregno e delle autorit&amp;agrave; impegnate nel mantenimento dell'ordine post golpe.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Si stabilisce anche la nascita di un governo basato su larghe intese ma con tutti poteri che gli erano attribuiti prima del colpo di Stato del 28 giugno e che traghetter&amp;agrave; il popolo dell'Honduras alle elezioni presidenziali e legislative del 29 novembre prossimo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La proposta finale di Micheletti e la chiusura del dialogo sono state &amp;quot;favorite&amp;quot; (o meglio &amp;quot;spinte fortemente&amp;quot;) dalla presenza di una delegazione di Washington a Tegucigalpa guidata da Thomas Shannon, segretario di stato americano per l'emisfero occidentale, e dai rinnovati sforzi di conciliazione della OAS (Organization of American States).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il Fronte Nazionale contro il Colpo di Stato in Honduras vede cos&amp;igrave; allontanarsi la possibilit&amp;agrave; di convocazione di un'assemblea costituente che modifichi la Carta Magna che era uno dei due punti principali dell'agenda dei sostenitori di Zelaya. In questo modo l'oligarchia ottiene il mantenimento dello status quo per un mese in pi&amp;ugrave; fino alle elezioni di fine mese.&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="1"&gt;Foto: &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/giggey/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/giggey/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 30 Oct 2009 07:00:21 GMT</pubDate>
      <guid>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Svolta_nella_crisi_in_Honduras__accordo_Zelaya___Micheletti_712.shtml</guid>
      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-30T07:00:21Z</dc:date>
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      <title>Lo scrittore messicano Juan Villoro in Sardegna</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lo_scrittore_messicano_Juan_Villoro_in_Sardegna_706.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso &amp;nbsp;&amp;nbsp;Juan Villoro in Sardegna !&amp;nbsp;Ci tengo molto a segnalarvi con questo post il prossimo arrivo in Sardegna di un grande scrittore messicano presentato per l'Italia da un'amica italiana. ECCO QUI LE INFORMAZIONI: &amp;nbsp;Juan ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124965628bd.580.0.jpg" border="2" alt="" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Juan Villoro in Sardegna !&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ci tengo molto a segnalarvi con questo post il prossimo arrivo in Sardegna di un grande scrittore messicano presentato per l'Italia da un'amica italiana. ECCO QUI LE INFORMAZIONI:&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Juan Villoro, scrittore dallo stile originale, sempre pi&amp;ugrave; apprezzato a livello internazionale, recentemente &amp;egrave; stato tradotto in Spagna e in Francia, inedito in Italia fino alla pubblicazione, per i tipi della CUEC, del volume di racconti &amp;quot;I Colpevoli&amp;quot;, sar&amp;agrave; in Sardegna dal 27 al 31 ottobre 2009 per un ciclo di incontri con i lettori.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Presentazioni a Cagliari, il 28 al Caff&amp;egrave; Savoia ore 19, a Sassari, promuove la libreria Koin&amp;egrave;, il 29 all'Universit&amp;agrave; ore 18, il 30 a Macomer, Libreria Emmep&amp;igrave; ore 18,30.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A Cagliari sar&amp;agrave; presentato da Paolo Lusci e Maria Cristina Secci, lettura/concerto di Giacomo Casti e i Mexla (Francesca Salis, Marcello Verona, Stefano Salis).&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12496566b92.580.0.jpg" alt="" width="601" height="74" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Note biografiche:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Juan Villoro &amp;egrave; nato a Citt&amp;agrave; del Messico nel 1956. Scrive soggetti per la radio e il teatro, &amp;egrave; stato diplomatico, traduttore. Ha collaborato con importanti riviste culturali come &amp;quot;Vuelta&amp;quot;, &amp;quot;Nexos&amp;quot;, &amp;quot; La Jornada &amp;quot; e dedicato molteplici saggi ad autori latinoamericani e alla metropoli che ne &amp;egrave; capitale. Attualmente, ogni venerd&amp;igrave;, pubblica una rubrica sul quotidiano &amp;quot;Reforma&amp;quot;. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Tra i riconoscimenti all'autore il premio di traduzione Cuauht&amp;eacute;moc nel 1988, il prestigioso Premio Xavier Villaurrutia nel 1999, il V Premio di Narrativa Antonin Artaud per Los culpables, nel 2008. Ricordiamo quindi i romanzi El disparo de arg&amp;oacute;n (1991), Materia dispuesta (1997); le raccolte di racconti La alcoba dormida(1992), Autopista sanguijuela 1998), La casa pierde (1999).&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il Libro:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1249657321d.580.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Juan Villoro&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;I colpevoli&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Racconti&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Collana: Itaca&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;diretta da Paolo Lusci&lt;br /&gt;2009, cm 12&amp;times;19,5 pp. 136, &amp;euro; 11,00&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;ISBN 978-88-8467-531-6&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Los culpables, premio di Narrativa Antonin Artaud, inedito in Italia, tradotto da Maria Cristina Secci&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 27 Oct 2009 14:14:33 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-27T14:14:33Z</dc:date>
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      <title>Sesso, droga e salsa (Parte II)</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso &amp;nbsp;Ecco la seconda parte di Sesso, droga e salsa...&amp;nbsp;&amp;nbsp;Nel 1993, anche in seguito alla morte violenta di Pablo Escobar, il pi&amp;ugrave; noto narcotrafficante colombiano degli anni ottanta, il cartello dei distributori di Medellin, ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1247d1651c2.580.0.jpg" border="2" alt="" width="368" height="269" /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ecco la seconda parte &lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Sesso__droga_e_salsa__Parte_I__686.shtml" target="_blank"&gt;di Sesso, droga e salsa&lt;/a&gt;...&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel 1993, anche in seguito alla morte violenta di Pablo Escobar, il pi&amp;ugrave; noto narcotrafficante colombiano degli anni ottanta, il cartello dei distributori di Medellin, di cui era a capo, ha subito un processo di relativo declino che ha portato ad alcuni effetti a catena. Nel febbraio 2003, durante una visita guidata al meraviglioso sito  della Ciudad Perdida de Santa Marta, situato a nord di Cartagena e in quell'epoca drammaticamente celebre per i sequestri di turisti stranieri (!), la guida turistica che si spacciava per il pi&amp;ugrave; grande conoscitore degli affari interni colombiani mi garant&amp;igrave; che Pablo non era morto e anzi viveva felice proprio in Italia sotto falso nome, per&amp;ograve; credo che possiamo darlo per morto. Se lo incontrate, segnalatemelo per favore. &amp;nbsp; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Prima di tutto, i distributori messicani, che prima erano solo degli intermediari che favorivano l'accesso al mercato USA, hanno potuto accrescere il loro potere di negoziazione e la loro presenza nei mercati internazionali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In secondo luogo e grazie a questo progressivo cambio della guardia, il costo della cocaina in Messico &amp;egrave; diventato accessibile anche alle classi medio - basse generando una domanda nazionale che prima si limitava soprattutto agli oppiacei e alle droghe leggere in genere, ampiamente coltivati e consumati in terra azteca. Infine, in Colombia, i distributori si sono riuniti intorno al Cartello di Cali, permettendo la rinascita di un potere di vendita e contrattazione dei trafficanti nazionali rispetto ai messicani e agli statunitensi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Tutto ci&amp;ograve; ha provocato l'evoluzione generale dell'economia della Valle del Cauca, la splendida regione colombiana dal clima caldo - umido dove passa il fiume omonimo, verso un modello di narco - dipendenza in cui, in un modo o nell'altro, le attivit&amp;agrave; e i soldi girano intorno e si relazionano tacitamente con il commercio degli stupefacenti. Tutti pagano un tributo, il commercio fiorisce ma &amp;egrave; causa di disuguaglianze crescenti e la violenza diventa abitudine, si mastica e si assimila come una pasticca che inebria e lascia un retrogusto di tristi memorie e indifferenza sociale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Una situazione paradigmatica in America Latina e simile, sotto molti punti di vista, a quella della citt&amp;agrave; messicana di Tijuana, megalopoli di frontiera e gemella della vicina e ordinata San Diego (U.S.A.). E' il confine geografico e mitico con il &amp;quot;primo mondo&amp;quot; che &amp;egrave; diventato un crocevia di anime, degrado, contrabbandieri, di denaro della droga e della prostituzione riciclato da orde di teenagers statunitensi in cerca di emozioni proibite. Negli ultimi trent'anni, fattori come la disuguaglianza economica e delle opportunit&amp;agrave;, il massacrante lavoro nelle fabbriche di assemblaggio (le famose &amp;quot;maquiladoras&amp;quot;), la connivenza del potere politico e la dissoluzione del tessuto sociale, uniti alla crescita smisurata del commercio, non sempre lecito, hanno indotto e accentuato fenomeni riprovevoli quali gli oltre 600 omicidi di donne a Ciudad Juarez, il traffico di minori e la persecuzione armata dell'emigrazione lungo gli oltre 3000 km di confine tra il Messico e gli Stati Uniti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel suo &amp;quot;piccolo&amp;quot;, un'altra frontiera molto pi&amp;ugrave; a sud che marca il confine tra il Messico e il Guatemala, ci riporta ad una realt&amp;agrave; geografica e umana analoga e disperata: ancora un fiume da attraversare, i flussi del narcotraffico, gli assalti e, anche qui, la migrazione illegale. Il Messico tratta i migranti centroamericani anche peggio di quanto non facciano gli Stati Uniti con gli stessi messicani. Non &amp;egrave; raro incontrare gruppi di guatemaltechi e salvadoregni stipati in centri di detenzione a Tapachula, nello stato messicano del Chiapas, i quali hanno dovuto patire le vessazioni e spoliazioni da parte delle sanguinarie bande della &amp;quot;Mara Salvatrucha&amp;quot; per poter attraversare la frontiera. A tal proposito rappresenta una fonte impedibile la lettura del romanzo, profondamente calato nella dimensione sociale, scritto dal messicano Ramirez Heredia dal titolo &amp;quot;La Mara&amp;quot;, che ha saputo tradurre in letteratura una verit&amp;agrave; difficile e ignorata che viene patita da migliaia di migranti in cerca del sogno &amp;quot;messicano&amp;quot;, semplice passaggio intermedio verso il pi&amp;ugrave; concreto ma sempre distante &amp;quot;sogno americano&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Quelli che hanno potuto pagare o che sono riusciti da soli a passare senza essere fermati dai corpi della &amp;quot;MIGRA&amp;quot; (polizia di frontiera) messicana, aspettano un famigerato treno che, in teoria, li dovrebbe condurre pi&amp;ugrave; a nord, a Veracruz, nel Golfo del Messico, ma che, invece, li porta spesso nelle mani della stessa polizia appostata in attesa di mordidas, le mazzette pagate in dollari per poter passare, o ansiosa di catturare questi avventurieri disperati della speranza. Come se non bastasse, alcuni di loro cadono sotto il treno nel tentativo di saltar su e soffrono gravi mutilazioni che li costringono alla resa se non alla morte.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In definitiva, le condizioni della vita di frontiera, ai margini, si riproducono spesso, in tutte le sue tragiche modalit&amp;agrave;, anche nei grandi hub latinoamericani come Cali e la stessa Citt&amp;agrave; del Messico, che costituiscono centri di smistamento e di attesa di ogni tipo di merce, tra le quali si contano drammaticamente anche le persone trasformate in oggetti: uomini e donne, bambini, rifugiati politici, abitanti di villaggi sfollati dalla guerriglia o dalla povert&amp;agrave; e migranti in genere (o aspiranti a tale &amp;quot;status&amp;quot;) rappresentano i nuovi senza patria nei territori della frontiera globale del Messico e della Colombia.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Foto panoramica di Cali di:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/worldwidewandering/" target="_blank"&gt;http://www.flickr.com/photos/worldwidewandering/ &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 22 Oct 2009 16:23:30 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-22T16:23:30Z</dc:date>
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      <title>Sesso, droga e salsa (Parte I)</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Sesso__droga_e_salsa__Parte_I__686.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;Desideravo da tempo riportare in questo spazio un articolo di qualche tempo fa che riguarda la Colombia, il Messico e in generale il tema della frontiera come concetto sociale, politico e umano. Lo far&amp;ograve; in due post. ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1246d9a96bb.580.0.jpg" border="2" alt="" width="330" height="243" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Desideravo da tempo riportare in questo spazio un articolo di qualche tempo fa che riguarda la Colombia, il Messico e in generale il tema della frontiera come concetto sociale, politico e umano. Lo far&amp;ograve; in due post. ed ecco il primo:&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Juanchito non chiude mai. Questo mitico sobborgo di Cali, la terza metropoli pi&amp;ugrave; popolosa della Colombia dopo Bogot&amp;agrave; e Medellin, &amp;egrave; famoso in tutto il mondo per le notti eterne a suon di salsa, cumbia e merengue che diventano mattina in un batter d'occhio e, all'occorrenza, in un aspirare di polvere bianca incessante e frenetico. Cali &amp;egrave; la capitale della salsa, la musica e il ballo latini per eccellenza, e Juanchito (pronuncia italiana &amp;quot;huancito&amp;quot;) &amp;egrave; la sua filiale sempre aperta come uno sportello ATM. Qui il divertimento e la rumba varcano il labile confine dell'eccesso e l'illegalit&amp;agrave;, si concentrano in un chilometro di strada oltre il celebre ponte, immortalato dalle canzoni del Grupo Niche e dell'Orchestra Guayacan, che costituisce una frontiera ideale tra due mondi paralleli. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Alle 2am il centro urbano chiude i battenti e i woofer smettono di pulsare. La legge &amp;egrave; formale e severa con i locali notturni, mentre tergiversa e chiude un paio d'occhi alla volta sulla circolazione della cocaina, l'eroina, l'ecstasi e la mercificazione del sesso femminile in citt&amp;agrave;. Verso le tre, il popolo della &amp;quot;farra&amp;quot; (o della &amp;quot;fiesta&amp;quot;) converge sui poli discotecari di Juanchito (salsa e latino) e di Menga (techno), appositamente creati poco fuori dal recinto cittadino per evadere le norme sugli orari e continuare indisturbati fino alle 8 del mattino. Per una settimana faccio parte dell'ameno e contraddittorio marasma, di cui posso amare il gusto per il ballo ed anche l'eccesso ma di cui non posso ignorare lo sfruttamento, l'ingiustizia e la devastazione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Come nel caso delle giovani prostitute, diciottenni o ventenni sfruttate da una sequela di baby gangsters e famigerati protettori poco pi&amp;ugrave; grandi di loro. Basta farsi un giro in macchina per le periferie cittadine e fermarsi presso i numerosi agglomerati di auto e taxi, parcheggiate in doppia fila fuori da portoni anonimi ed enormi caseggiati di cemento, per capire le dimensioni del fenomeno. I bordelli e le case d'appuntamento funzionano 24 ore su 24 e le ragazze sono gestite da padroni intransigenti che definiscono i loro turni come in una tragica catena di montaggio just in time. Clienti ubriachi, giovani avventurieri, cocainomani in giacca e cravatta e &amp;quot;rispettabili&amp;quot; anziani malati d'insonnia si siedono su divani in pelle e scelgono la merce. Sono disposti a pagare anche &amp;quot;multe&amp;quot; di 70 dollari per liberare la &amp;quot;favorita&amp;quot; e portarla fuori dalla casa (&amp;quot;liberarla&amp;quot;) per una o pi&amp;ugrave; ore, ad una media di 30 dollari all'ora.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Denaro che poco conta per il cliente medio, spesso in cerca di compagnia ma anche di consolazione per le sue erotiche insufficienze. Questi &amp;quot;pochi dollari&amp;quot; fanno invece la differenza per Maria Dora Paola Vanessa, una giovane colombiana che ha quattro nomi da utilizzare a seconda del caso: uno con la famiglia, uno coi clienti e un paio con i magnacci che nemmeno sanno ricordare qual &amp;egrave; quello vero. Da quando, all'et&amp;agrave; di 17 anni, &amp;egrave; stata abbandonata dal fidanzato e ha deciso di allevare suo figlio da sola, ha considerato la possibilit&amp;agrave; di lavorare in proprio, in qualche negozio, ristorante o fabbrica di fiori.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sforzi inutili visti i bassissimi salari e la precariet&amp;agrave; del lavoro. Le famiglie d'origine delle ragazze, molte delle quali sono gi&amp;agrave; madri, vivono in una precariet&amp;agrave; economica assoluta e tendono ad emarginarle per il disonore e per non voler sopportare l'onere di un'altra bocca da sfamare. Forse ci si pu&amp;ograve; permettere di vivere tutti sotto lo stesso tetto, ma, si dice &amp;quot;ormai la ragazza &amp;egrave; adulta, ha avuto un bambino ed &amp;egrave; l'unica responsabile&amp;quot;. Anche se il marito &amp;egrave; morto in una sparatoria. Anche se lui &amp;egrave; emigrato negli Stati Uniti e ha fatto perdere le sue tracce. L'opzione pi&amp;ugrave; plausibile resta quella della prostituzione, magari solo per un anno o due, mentre si finiscono gli studi frequentando le scuole superiori speciali il sabato mattina. Intanto i rischi di contrarre malattie veneree aumentano spaventosamente, cos&amp;igrave; come la dipendenza dalla cocaina, che viene consumata tutte le sere della settimana e, di solito, gentilmente pagata dai clienti a solamente 3 dollari al grammo. Si perpetua, cos&amp;igrave;, lentamente, la sottomissione ai &amp;quot;protettori&amp;quot;, i veri approfittatori del business che si spartiscono quasi tutti i guadagni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nonostante tutto, a Cali il turismo esiste e prolifera a modo suo. La citt&amp;agrave;, fondata nel 1536 dal conquistatore spagnolo Sebastian de Belalcazar, possiede un passato coloniale e una serie di attrazioni di rilievo come alcune colline panoramiche, i conventi e le chiese del centro, le sue piazze coi palazzi neoclassici, i tipici chiostri pullulanti di vita e colori e l'ombra di palme di 20 metri d'altezza. Si dice, a ragione, che le pi&amp;ugrave; belle ragazze della Colombia vengano da qui e che il suo Festival, organizzato ogni anno tra Natale e Capodanno, attiri i migliori gruppi e ballerini di salsa e cumbia. Questi si sfidano per le strade e, soprattutto, nelle discoteche della Avenida 5 e Juanchito.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Lungo la Avenida 5, che per il clima e l'atmosfera generale ricorda un caotico lungomare, ti viene offerto di tutto dagli insistenti procacciatori e pusher che passeggiano su e gi&amp;ugrave; nella zona: sesso, droga, alcolici, dischi piratati, dollari, serate al night, pasticche ma anche cibo, alloggio e &amp;quot;pacchetti turistici&amp;quot; che includono coca, ragazze e motel. Cali &amp;egrave; anche la capitale della chirurgia estetica, dove molte ragazze possono scegliere di rifarsi il seno o le labbra come regalo per il loro quindicesimo compleanno, et&amp;agrave; simbolica e forse pi&amp;ugrave; importante dei 18 anni in tutta l'America Latina. In questa terra in cui &amp;egrave; sempre estate, si mischiano con disinvoltura gli antipodi della corruzione e del divertimento, della sensualit&amp;agrave; e dell'innocenza, della droga e dell'ossessione estetica personale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La metropoli, vanta da circa un decennio il record di circa 2300 omicidi all'anno (quasi 7 al giorno) su poco pi&amp;ugrave; di due milioni di abitanti e oltre 15000 delitti totali commessi, la maggior parte dei quali restano impuniti e sono legati alle dispute del &amp;quot;Cartel de las drogas de Cali&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(NELLA FOTO: PROSTITUZIONE E NEGOZI NEL QUARTIERE DELLA MERCED, UN VERO CROCEVIA DI MERCI E PERSONE NEL CENTRO DI CITTA' DEL MESSICO)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Continua... &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <category>messico</category>
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      <pubDate>Mon, 19 Oct 2009 16:24:02 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-19T16:24:02Z</dc:date>
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      <title>Messico: si spegne la luce, s'accende la speranza</title>
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      <description>di Clara Ferri&amp;nbsp;Citt&amp;agrave; del Messico, 15 ottobre 2009. Una multitudinaria manifestazione di oltre mezzo milione di persone ha paralizzato la citt&amp;agrave;, in protesta contro il decreto presidenziale del 10 ottobre che ha cancellato con un colpo ...</description>
      <content:encoded>&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Clara Ferri&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1245e85d46e.250.0.jpg" border="2" alt="" width="204" height="276" /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Citt&amp;agrave; del Messico, 15 ottobre 2009. Una multitudinaria manifestazione di oltre mezzo milione di persone ha paralizzato la citt&amp;agrave;, in protesta contro il decreto presidenziale del 10 ottobre che ha cancellato con un colpo di spugna la compagnia parastatale Luz y Fuerza, incaricata della gestione dell'energia elettrica nella zona centrale del paese. Nel cosiddetto sabadazo, alle 11 di sabato sera sono state chiuse e piantonate tutte le sedi della compagnia, impedendone l'ingresso ai lavoratori.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;Strano, verrebbe da dire: stando ai mass media e al governo stesso, la stragrande maggioranza della popolazione &amp;egrave; favorevole a tale decreto e contraria all'esistenza di Luz y Fuerza. I sondaggi parlano di 90 a 10. Eppure i fatti dimostrano che i numeri sono quanto meno alterati.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Esiste indubbiamente un'avversione generalizzata all'ente parastatale, un sentimento in parte giustificato dalla proliferazione negli ultimi anni di conti esorbitanti e bollette decuplicate, dal cattivo funzionamento generale e dai continui black out. La Procura dei Consumatori (PROFECO) ha uno sportello apposito per i reclami contro Luz y Fuerza, tanti sono i casi di denuncia e le misure legale prese nei loro confronti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ho sempre avuto l'impressione che dietro l'ondata di soprusi e di deficienze ci fosse una precisa politica governativa, avallata dai dirigenti di Luz y Fuerza con la complicit&amp;agrave; dei vertici sindacali, che mirava al discredito della compagnia stessa presso l'opinione pubblica e al tempo stesso cercava di mantenere in positivo le finanze della compagnia. Un modo efficace per giustificarne l'eventuale chiusura e la successiva apertura al capitale privato, nazionale e/o straniero. Non credo di essere andata molto fuori strada.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ad alimentare l'avversione popolare c'&amp;egrave; anche il fatto che il sindacato degli elettricisti (lo SME) ha ottenuto una serie di conquiste nel corso degli anni che fanno risultare questa categoria lavorativa &amp;quot;privilegiata&amp;quot; agli occhi del resto dei lavoratori messicani, sempre meno garantiti e retribuiti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ma &amp;egrave; quando lo SME pretende di partecipare nella produzione di altre energie rinnovabili e non (solare, eolica, geotermica, nucleare) e, soprattutto, nella rete di fibra ottica in via di installazione in tutto il paese - un'attivit&amp;agrave; molto attrattiva che &amp;egrave; gi&amp;agrave; stata promessa a due ex governatori statali - che il governo decide di togliere di mezzo l'impresa e lasciare in mezzo alla strada 42 mila lavoratori dall'oggi al domani. Per non parlare poi del fatto che lo SME &amp;egrave; storicamente sempre stato protagonista di lotte sociali e politiche, ha accompagnato movimenti indigeni, studenteschi, operai e contadini, &amp;egrave; un baluardo della sinistra non moderata e ha una grande compattezza tra i propri iscritti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La giustificazione ufficiale &amp;egrave; che Luz y Fuerza costa all'erario pubblico 42 miliardi di pesos annuali, che i lavoratori godono di privilegi da sultani e che il servizio &amp;egrave; di pessima qualit&amp;agrave;, rendendo tanto urgente quanto necessaria la sua chiusura. In realt&amp;agrave;, i lavoratori guadagnano in media 6 mila pesos mensili (circa 300 euro) ed hanno prestazioni che qualsiasi europeo giudicherebbe nella norma, ma che in Messico risultano essere un lusso, una rara eccezione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'industria elettrica &amp;egrave; rimasta dunque scoperta. Il governo non &amp;egrave; nemmeno stato in grado di sostituire i lavoratori licenziati in tronco con squadre di crumiri; per far fronte alle numerosissime richieste di manutenzione e alle proteste per i continui black out in tutta la zona metropolitana, &amp;egrave; ricorso al pi&amp;ugrave; bieco e grossolano sistema: prelevare di peso, praticamente sequestrare, i lavoratori di Luz y Fuerza e obbligarli a prestare servizio. Situazione denunciata dallo stesso SME e da vari lavoratori ai pochi mass media ancora obiettivi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il governo Calder&amp;oacute;n sta cercando di accelerare il processo di smantellamento e di sgretolare l'unit&amp;agrave; sindacale, tentando i lavoratori con quantiose liquidazioni che si incrementano di giorno in giorno nella speranza di dividere i lavoratori in lotta.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il dubbio che hanno espresso oggi i manifestanti &amp;egrave;: se si permette al governo di cancellare dal panorama nazionale un sindacato &amp;quot;scomodo&amp;quot; e di mettere le mani sulle risorse energetiche (in particolare sull'energia elettrica nazionalizzata da Adolfo L&amp;oacute;pez Mateos nel 1960), a chi toccher&amp;agrave; la prossima volta?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;FOTOGALLERIA DELLA MANIFESTAZIONE:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;http://picasaweb.google.com/FabrizioLorussoMex/MarchaSME151009ManifestazioneMexico#&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;QUI LA VIDEOGALLERIA DELLA MANIFESTAZIONE:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=CN6QT6C07NQ&amp;amp;feature=PlayList&amp;amp;p=BAB3C0964B539C92&amp;amp;index=0&amp;amp;playnext=1" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=CN6QT6C07NQ&amp;amp;feature=PlayList&amp;amp;p=BAB3C0964B539C92&amp;amp;index=0&amp;amp;playnext=1 &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;LEGGILO ANCHE SU:&lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/10/16/si-spegne-la-luce-si-accende-la-speranza/" target="_blank"&gt;&amp;nbsp;http://lamericalatina.net/2009/10/16/si-spegne-la-luce-si-accende-la-speranza/ &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1245e8db892.580.0.jpg" border="2" alt="" /&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Oct 2009 15:05:01 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-16T15:05:01Z</dc:date>
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      <title>Capire il golpe e la crisi in Honduras (2/2)</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Da:&amp;nbsp;http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html#003212 &amp;nbsp;12 agosto - Internazionalizzazione della crisiZelaya si riunisce col presidente brasiliano Lula da Silva e il governo di Micheletti in Honduras ristabilisce ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1244434d3c5.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html#003212" target="_blank"&gt;Da:&amp;nbsp;http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html#003212 &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;12 agosto - Internazionalizzazione della crisi&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Zelaya si riunisce col presidente brasiliano Lula da Silva e il governo di Micheletti in Honduras ristabilisce il coprifuoco a Tegucigalpa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;22 agosto fino a fine mese - I diritti umani e la nuova intransigenza interna&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Una relazione della Commissione Interamericana per i Diritti Umani sostiene l'esistenza in Honduras &amp;quot;di un uso sproporzionato della forza pubblica, di arresti arbitrari e controllo dell'informazione realizzato per limitare la partecipazione politica di un settore della cittadinanza&amp;quot;. Non &amp;egrave; altro che una conferma di quanto stavano da settimane denunciando le associazioni per la difesa dei diritti umani honduregne, i sindacati e le organizzazioni del Fronte Nazionale dei resistenza contro il Colpo di Stato che chiedeva e continua a chiedere la restituzione di Zelaya alla presidenza e, alzando la posta, anche l'elezione di un'Assemblea Costituente. La Corte Suprema di Giustizia e altri organi dello Stato si pronunciano contro tali richieste e rigettano il piano di riconciliazione di Oscar Arias e i tentativi di Miguel Insulza, segretario generale della OAS.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Come se niente fosse, nel mezzo delle proteste comincia la campagna elettorale regolare per le votazioni del 29 novembre. Il colpo di Stato e le proteste che ogni giorno si susseguono in tutto l'Honduras hanno provocato numerose sparizioni, morti e violazioni gravi che sono ancora difficili da quantificare, ma le testimonianze dirette non hanno bisogno di commenti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;4 settembre - Nuove sanzioni USA e dell'FMI (Fondo Monetario Internazionale)&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'FMI blocca un prestito di 163 milioni di dollari in favore dell'Honduras e gli USA sospendono tutti gli aiuti economici in favore del paese centroamericano. Annunciano anche ufficialmente che non riconosceranno il governo che uscir&amp;agrave; dalle elezioni di novembre se non si rispetter&amp;agrave; il diritto al ritorno di Zelaya al potere nel suo paese.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;21 settembre - Il ritorno di Manuel Zelaya in Honduras e il gioco del Brasile&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Manuel Zelaya fa ritorno in Honduras durante una missione segreta e si rifugia nell'ambasciata brasiliana che viene subito circondata da polizia e militari che soffocano nel sangue le manifestazioni pro Zelaya con un saldo di 5 morti. La scelta dell'ambasciata brasiliana &amp;egrave; significativa dal punto di vista politico visto che il Brasile risulta essere decisivo per tutti gli equilibri dell'America Latina e da potenza regionale aspira a convertirsi in un riferimento continentale e mondiale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il simbolico e mediatico apogeo del gigante sudamericano sulla scena mondiale grazie alle assegnazioni delle olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro e dei mondiali di calcio del 2014, s'accompagna anche ad alcuni dati oggettivi come la sua autosufficienza energetica, il limitato impatto della crisi mondiale sulle sue prospettive economiche, i buoni e costanti risultati nella riduzione della povert&amp;agrave; e la scoperta di importanti giacimenti che secondo le stime faranno presto del Brasile la quinta potenza petrolifera mondiale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12453540c27.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gli ultimi sviluppi della crisi honduregna in ottobre&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il governo di Roberto Micheletti, ormai privo di supporti esterni e in crisi sul fronte interno, ha decretato il 27 settembre la restrizione di tutte le garanzie individuali per 45 giorni e continua a rifiutare il dialogo con Zelaya e con le delegazioni della OAS in visita in Honduras. Come conseguenza sono state silenziate e occupate militarmente le strutture di Radio Globo e del Canale 36, mezzi informativi d'opposizione da 4 mesi sotto tiro. In seguito alle crescenti proteste del popolo honduregno e della comunit&amp;agrave; internazionale lo stato d'eccezione viene revocato il 7 ottobre.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Malgrado tutto la posizione ufficiale dei golpisti &amp;egrave; inflessibile come lo &amp;egrave; stata negli ultimi 4 mesi: Zelaya, nell'ambasciata brasiliana, non potr&amp;agrave; ritornare al potere e dovr&amp;agrave; anzi consegnarsi alla giustizia honduregna per essere processato e giudicato. Inoltre Micheletti ha dato un ultimatum al Brasile affinch&amp;eacute; definisca lo status di Zelaya anche se Lula ha dichiarato di non accettare nessun ultimatum da parte di un governo non riconosciuto. Insomma nessuno cede e continua lo stallo imposto dai golpisti, probabilmente per prendere tempo e arrivare alle elezioni sperando in un riconoscimento successivo. In questi giorni un'altra delegazione dell'OAS riprover&amp;agrave; ad attivare i dialoghi tra le parti. Dal canto suo Zelaya richiede di tornare in carica comepresidente entro il 15 ottobre.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Secondo i dati del Comitato dei Familiari dei Detenuti e Desaparecidos in Honduras (COFADEH), sarebbero 17 le persone morte a causa della violenza scatenata dalle forze repressive dopo il 28 giugno. Si contano centinaia di feriti e quasi un centinaio di cittadini sono sotto accusa per sedizione in quanto hanno difeso l'ordine costituzionale interrotto dal colpo di stato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il Fronte Nazionale Contro il Colpo di Stato In Honduras, ha convocato il Primo Incontro Internazionalista Contro Il Colpo Di Stato e Per L'Assemblea Nazionale Costituente In Honduras he si realizzer&amp;agrave; nei giorni 8, 9 e 10 Ottobre 2009 ella citt&amp;agrave; di Tegucigalpa, Honduras, Centro America.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Le autorit&amp;agrave; ad interim dell'Honduras hanno ribadito la loro volont&amp;agrave; di repressione e controllo con un nuovo decreto che prevede la chiusura di qualunque mezzo di comunicazione se il contenuto da essi diffuso mette in pericolo la &amp;quot;sicurezza nazionale&amp;quot;, concetto palesemente discrezionale.Da marted&amp;igrave; 13 ottobre &amp;egrave; attesa la ripresa del dialogo dopo lo stop di venerd&amp;igrave; 9. I dialoghi di questa settimana sembrano avanzare nella direzione tracciata dal piano del presidente Arias della Costa Rica e per mercoled&amp;igrave; 14 ci si attende una svolta con la possibile restituzione di Zelaya alla presidenza.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;CONTINUA (?)&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;LINK NECESSARI&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;INFORMAZIONE SEMPRE AGGIORNATA:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In italiano&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.itanica.org/" target="_blank"&gt;http://www.itanica.org/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://resistehondurasita.blogspot.com/2009/09/22-set.html" target="_blank"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;http://resistehondurasita.blogspot.com/2009/09/22-set.html&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In spagnolo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.telesurtv.net/" target="_blank"&gt;http://www.telesurtv.net/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.voselsoberano.com/" target="_blank"&gt;http://www.voselsoberano.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.voselsoberano.com/" target="_blank"&gt;http://www.bbc.co.uk/mundo/a_fondo/cluster_honduras_mes.shtml&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;TESTIMONIANZE e APPROFONDIMENTI:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.voselsoberano.com/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/category/honduras/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/search/label/Honduras" target="_blank"&gt;http://selvasorg.blogspot.com/search/label/Honduras&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://resistehondurasita.blogspot.com" target="_blank"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;http://resistehondurasita.blogspot.com&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;GOVERNO LEGITTIMO DELL'HONDURAS:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gob-hn.net/presidencia/index.html" target="_blank"&gt;http://www.gob-hn.net/presidencia/index.html&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;GALLERIA FOTO REPRESSIONE&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/vidalaboral/" target="_blank"&gt;http://picasaweb.google.com/vidalaboral/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2009/10/fotos-resistencia-dias-95-y-96-g.html" target="_blank"&gt;http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2009/10/fotos-resistencia-dias-95-y-96-g.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2009/09/fotos-91-dias-de-resistencia-en-una.html" target="_blank"&gt;http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2009/09/fotos-91-dias-de-resistencia-en-una.html &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1245356a18d.250.0.jpg" border="2" alt="" width="267" height="199" /&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:04:50 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Capire il golpe e la crisi in Honduras (1/2)</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Da:&amp;nbsp;http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html#003212 &amp;nbsp;24 marzo 2009 - Quadro generale e origini della crisiIl presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, chiamato Mel dai suoi simpatizzanti, convoca un ...</description>
      <content:encoded>&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124532d58b3.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="left"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html#003212" target="_blank"&gt;Da:&amp;nbsp;http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html#003212 &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;24 marzo 2009 - Quadro generale e origini della crisi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, chiamato Mel dai suoi simpatizzanti, convoca un referendum consultivo non vincolante per conoscere l'opinione dei cittadini sulla sua proposta, rimasta lettera morta in parlamento, di eleggere i membri di un'Assemblea Costituente per riformare la Carta Magna. Mel Zelaya &amp;egrave; all'ultimo anno del suo mandato quadriennale e le elezioni presidenziali sono previste per il 29 novembre 2009.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Il partito di maggioranza relativa PLH (Partido Liberal de Honduras) da cui proviene lo stesso Zelaya inizia ad osteggiare l'operato del suo governo, gi&amp;agrave; contrapposto alla potente COHEP (la Confindustria dell'Honduras) in seguito all'aumento del 60% del salario minimo dei lavoratori decretato nel gennaio 2009.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;24 giugno - Il parlamento e l'esercito contro il presidente&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il parlamento approva una legge ad hoc che regola i referendum e li proibisce nei 180 giorni precedenti e successivi alle elezioni. Zelaya insiste con la sua iniziativa di consultazione popolare e destituisce il capo dell'esercito, il generale Romeo Vasquez, che si era rifiutato di gestire le operazioni relative al referendum.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La giustizia honduregna dichiara illegittima la destituzione del generale Vasquez mentre l'esercito occupa le strade della capitale per frenare i sostenitori di Zelaya e il Tribunale Elettorale dichiara illegale il referendum da lui promosso. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'impasse istituzionale &amp;egrave; gravissima e il conflitto tra poteri prefigura una conclusione violenta ocon l'intervento dei militari.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La cupola del PLH e le elite imprenditoriali temevano che un'eventuale vittoria della proposta di Zelaya d'istituire una Costituente avrebbe condotto a una crisi politica e istituzionale che avrebbe rafforzato il Presidente uscente favorendo una sua rielezione, possibilit&amp;agrave; proibita dalla attuale Costituzione ma eventualmente includibile in quella nuova.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Zelaya non ha mai dichiarato d'essere interessato a modificare la Costituzione per inserire la possibilit&amp;agrave; di rielezione del Presidente e quindi gli accostamenti con il mandatario venezuelano Hugo Chavez sono in tal senso fuorvianti. &amp;quot;Lo hanno deposto perch&amp;eacute; voleva fare come Chavez e fare il socialismo&amp;quot; si sentiva dire. Affermazioni e basta. Poi c'&amp;egrave; da discutere cosa voglia dire esattamente &amp;quot;fare come Chavez&amp;quot; in un caso cos&amp;igrave; diverso come quello honduregno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il posizionamento di Zelaya e il contesto latino americano&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'unico dato certo &amp;egrave; che Zelaya sul piano interno s'&amp;egrave; progressivamente allontanato dalla linea del PLH, formazione elitaria e conservatrice che si spaccia come socialdemocratica, e in politica estera s'&amp;egrave; invece avvicinato all'ALBA (Alternativa Bolivariana per le Americhe), integrata da Nicaragua, Bolivia, Cuba, Ecuador, Honduras e Venezuela e creata dal presidente Hugo Chavez ufficialmente per avviare un progetto d'integrazione regionale differente che combatta la povert&amp;agrave; e l'esclusione sociale in America Latina. Altre finalit&amp;agrave; neanche troppo latenti sono porre un freno all'egemonia degli USA e dell'ormai spento progetto dell'ALCA (Area Libero Commercio delle Americhe) nella regione e favorire un piano d'integrazione energetica, ideologica e militare sotto l'egida venezuelana e con una eventuale partecipazione o accondiscendenza da parte del Brasile.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Possiamo definire i paesi dell'ALBA come gli elementi forse pi&amp;ugrave; radicali nel panorama latino americano e nel contesto dell'ascesa dei governi progressisti nel continente negli ultimi 10 anni. Mantenendo le dovute precauzioni e considerando le forti differenze nazionali, possiamo dire che alcuni governi come quello di Lula in Brasile, Lugo in Paraguay, Kirchner in Argentina, Bachelet in Cile, Vazquez in Uruguay, Garcia in Per&amp;ugrave;, emanati dall'area progressista e da partiti che erano abituati a stare all'opposizione, rappresentano invece un ala pi&amp;ugrave; moderata negli equilibri geopolitici regionali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;28 giugno - Colpo di Stato in Honduras&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Elementi dell'esercito dell'Honduras arrestano il Presidente Manuel Zelaya in casa sua e lo deportano in Costa Rica. Il presidente del Parlamento, Roberto Micheletti, lo sostituisce e giura come presidente della repubblica ad interim.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;29 giugno e seguenti - Ripudio internazionale e intransigenza interna&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;I paesi dell'ALBA ritirano i loro ambasciatorid a Tegucigalpa, capitale dell'Honduras e l'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) approva una risoluzione che chiede il ritorno &amp;quot;immediato e senza condizioni&amp;quot; del presidente Zelaya. La OAS (Organizzazione Stati Americani) d&amp;agrave; un ultimatum analogo al governo ad interim dell'Honduras, pena la sospensione dall'organismo che poi avviene il 5 luglio. Anche i paesi dell'Unione Europea ritirano il loro ambasciatori. Un decreto presidenziale restringe le libert&amp;agrave; individuali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Intanto in Italia l'informazione vergognosamente diffusa dal TG nazionale Studio Aperto fa s&amp;igrave; che per milioni di spettatori le origini bergamasche del golpista Micheletti, definito come &amp;quot;il nuovo presidente dell'Honduras&amp;quot;, assurgano a Notizia rilevante su quanto succede in una banana repubblic qualunque, cos&amp;igrave; difficile da collocare sulla cartina geografica. Ecco il video e alcuni commenti in merito: &lt;a href="http://lamericalatina.net/2009/08/14/la-mala-informazione-sullhonduras-in-italia-appello-pubblico-e-aggiornamento-situazione/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/2009/08/14/la-mala-informazione-sullhonduras-in-italia-appello-pubblico-e-aggiornamento-situazione/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12453356578.250.0.jpg" alt="" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;5 luglio e seguenti - Timido sostegno USA e primo tentativo di rientro in patria&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il presidente Zelaya, ottenuto un primo riconoscimento internazionale dal presidente USA Barack Obama, cerca di ritornare per via aerea a Tegucigalpa, ma l'atterraggio nell'aeroporto Toncontin gli &amp;egrave; impedito dalle forze militari. I suoi sostenitori si battono strenuamente nei pressi dello scalo aereo e sulle piste di atterraggio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dopo le riunioni di Zelaya con la segretaria di Stato americana Hillary Clinton, cominciano i negoziati tra il presidente e i golpisti con la mediazione di Oscar Arias, presidente della Costa Rica ed ex premio Nobel per la pace. Ciononostante non si raggiunge nessun accordo. La UE sospende 90 milioni di dollari di aiuti all'Honduras mentre gli USA ancora tentennano nel decidere ritorsioni e persino nel definire &amp;quot;golpista&amp;quot; il regime instaurato da Micheletti e colleghi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'ipotesi che gli ambienti repubblicani neoconservatori e alcune lobby americane di &amp;quot;clintoniani&amp;quot; e di imprese multinazionali presenti in Honduras fossero propensi a riconoscere l'usurpatore Micheletti, spalleggiato dal generale Vasquez, e ritardassero le misure punitive contro il nuovo regime ha preso piede data l'ambiguit&amp;agrave; iniziale dell'amministrazione Obama. Secondo alcuni settori il colpo di Stato, che contro ogni evidenza non si vuole riconoscere come un vero e proprio golpe, sarebbe il male minore dinnanzi alla penetrazione di Chavez e del socialismo del secolo XXI in America Latina.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;24 luglio e seguenti - Secondo tentativo di rientro&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Zelaya fa una breve incursione in territorio honduregno dalla frontiera col Nicaragua e incita il popolo all'insurrezione contro Micheletti. Il dipartimento di Stato degli USA revoca quattro visti diplomatici a dei funzionari del governo honduregno ad interim.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="comic sans ms,sand" size="2"&gt;CONTINUA...&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 14 Oct 2009 13:41:33 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>E se La Russa e Berlusconi mandassero esercito e carabinieri a liquidare l'ENEL?</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//E_se_La_Russa_e_Berlusconi_mandassero_esercito_e_carabinieri_a_liquidare_l_ENEL__669.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Il titolo del post &amp;egrave; una provocazione, ma &amp;egrave; pi&amp;ugrave; o meno quanto &amp;egrave; successo qui in Messico nella notte tra sabato e domenica. Il presidente Felipe Calderon, d'accordo con il Ministro delle Finanze Agustin ...</description>
      <content:encoded>&lt;p align="left"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12449cb1e31.580.0.jpg" alt="" width="175" height="175" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il titolo del post &amp;egrave; una provocazione, ma &amp;egrave; pi&amp;ugrave; o meno quanto &amp;egrave; successo qui in Messico nella notte tra sabato e domenica. Il presidente Felipe Calderon, d'accordo con il Ministro delle Finanze Agustin Carstens, ha decretato a mezzanotte la liquidazione della compagnia statale che fornisce energia elettrica al centro del Messico, la Luz y Fuerza del Centro o LyFC. Ancora prima della pubblicazione del decreto circa 6000 uomini dell'esercito e della polizia federale, un corpo di polizia militarizzato, avevano gi&amp;agrave; occupato i principali impianti dell'azienda in tutto il paese e sfollato i lavoratori presenti che sono stati sostituito temporaneamente da circa 800 tecnici mandati dal governo per mantenere le operazioni. Ecco il decreto: &lt;a href="http://148.243.70.23/wp-content/themes/arras-theme/decreto_extincion_luz_y_fuerza_del_centro.pdf" target="_blank"&gt;http://148.243.70.23/wp-content/themes/arras-theme/decreto_extincion_luz_y_fuerza_del_centro.pdf&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La sede della compania a Citt&amp;agrave; del Messico, nella esclusiva zona di Polanco, &amp;egrave; stata la prima a cadere, ma ha continuato a funzionare e fornire energia senza problemi. Questa era infatti la ragione ufficiale dell'operazione militare anche se si sospetta che la repressione preventiva del dissenso non sia stato un fattore secondario. Ciononostante non &amp;egrave; ancora chiaro il destino dei lavoratori e dell'azienda. Si parla di indennit&amp;agrave;, di rispetto dei diritti e forse della futura assunzione e ricollocamento di almeno un quarto di loro, circa 10mila persone. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'azione di forza e la liquidazione sono state motivate ufficialmente dalle inefficienze e le perdite della compagnia (costi operativi pari al doppio delle entrate) che, secondo il potente sindacato messicano degli elettricisti, lo SME, non sono dovute ai lavoratori n&amp;egrave; alla presenza di sindacati e di condizioni lavorative accettabili economicamente (che sono state frutto in parte di lotte sanguinose e dure conquiste sindacali e in parte anche di forme di cooptazione dell'ex partito di regime PRI, Partido Revolucionario Institucional). &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La colpa viene attribuita alla cattiva gestione globale dell'impresa e alle inefficienze causate dai dirigenti mentri il governo ribatte che i costi del lavoro e dei diritti in vigore per LyFC sono ormai altissimi e insostenibili. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Qui alcuni grafici e dati in merito:&amp;nbsp;&lt;a href="http://blogs.eluniversal.com.mx/weblogs_detalle8915.html" target="_blank"&gt;http://blogs.eluniversal.com.mx/weblogs_detalle8915.html&lt;/a&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Qui la storia di uno dei pi&amp;ugrave; antichi e agguerriti sindacati del Messico:&lt;a href="http://www.eluniversal.com.mx/notas/632514.html" target="_blank"&gt;&amp;nbsp;http://www.eluniversal.com.mx/notas/632514.html &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La confindustria messicana, COPARMEX, ha applaudito l'azione autoritaria di Calderon e ne ha auspicato l'applicazione anche ad altre statali e parastatali. I festeggiamenti in corso nella capitale e il clamore mediatico e popolare provocati dalla qualificazione ai campionati del mondo del 2010, ottenuta dal Messico proprio sabato sera grazie alla vittoria con El Salvador per 4 a 1, sono stati sicuramente un elemento di distrazione importante considerato dal governo al momento di sferrare l'attacco. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Da una parte &amp;egrave; vero che la &amp;quot;rivale&amp;quot; e pi&amp;ugrave; grande impresa statale del settore dell'energia elettrica, la CFE o Comision Federal de Electricidad, la quale rilever&amp;agrave; le attivit&amp;agrave; de Luz y Fuerza dopo la liquidazione, &amp;egrave; circa tre volte pi&amp;ugrave; &amp;quot;virtuosa&amp;quot; e rimane un'impresa statale. Ecco i motivi esposti da Calderon:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=6QgyTvWA5yc" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=6QgyTvWA5yc &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;D'altro canto la mossa di Calderon sembra voler infliggere un duro colpo al sindacalismo messicano, spesso dominato da dirigenze arroganti e corrotte, ma che in questo caso riguarda uno dei pezzi pi&amp;ugrave; democratici e storici del mondo del lavoro organizzato. Gli oltre 40mila dipendenti di Luz y Fuerza sono sul piede di guerra e annunciano imponenti manifestazioni a partire da quella di gioved&amp;igrave; prossimo 15 ottobre a Citt&amp;agrave; del Messico mentre il PRD, Partido de la Revolucion Democratica, ha dichiarato di voler interrogare 4 ministri del governo di Calderon ed eccepir&amp;agrave; la costituzionalit&amp;agrave; del decreto di liquidazione. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il dirigente sindacale messicano dello SME, Martin Esparza, sta anche promuovendo tutti i ricorsi legali del caso e prevede una lunga lotta in difesa della compagnia e dei posti di lavoro. In effetti proprio sabato in giornata i dirigienti del sindacato si erano incontrati con esponenti del governo per negoziare un'uscita alla crisi cronica dell'impresa statale e quindi la notizia dell'occupazione militare di fabbriche e uffici &amp;egrave; suonata come un'enorme beffa. Mentre Calderon ribadisce l'utilit&amp;agrave; e necessit&amp;agrave; sociale del provvedimento, Andres Manuel Lopez Obrador, ex candidato presidenziale del PRD spaleggiato dal compagno di partito e sindaco della capitale, Marcelo Ebrard,, annuncia battaglie e rinnova il suo sostegno alla causa degli elettricisti. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ecco un notiziario sull'occupazione dell'azienda:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=eI-furXOIjM" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=eI-furXOIjM &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;VERSIONE AGGIORNATA SU: &lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/2009/10/guerra-al-sindacato-in-messico.html" target="_blank"&gt;http://selvasorg.blogspot.com/2009/10/guerra-al-sindacato-in-messico.html&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 12 Oct 2009 17:16:24 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-12T17:16:24Z</dc:date>
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      <title>Lo strano caso di Chiquita e l'Honduras (2/2)</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lo_strano_caso_di_Chiquita_e_l_Honduras__2_2__665.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;LEGGI LA PRIMA PARTE SU&amp;nbsp;http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lo_strano_caso_di_Chiquita_e_l_Honduras__2_2__665.shtml?visualizzaCommenti=true#inbasso &amp;nbsp;Ecco il secondo post sullo &amp;quot;Strano caso di Chiquita ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12449e861ab.580.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lo_strano_caso_di_Chiquita_e_l_Honduras__2_2__665.shtml?visualizzaCommenti=true#inbasso" target="_blank"&gt;LEGGI LA PRIMA PARTE SU&amp;nbsp;http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lo_strano_caso_di_Chiquita_e_l_Honduras__2_2__665.shtml?visualizzaCommenti=true#inbasso &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ecco il secondo post sullo &amp;quot;Strano caso di Chiquita Brands Corporation e l'Honduras&amp;quot; in cui riporto integralmente la risposta del Comitato Internazionale per il Boicotaggio a Chiquita che chiarisce i motivi dell'iniziativa con dati pi&amp;ugrave; precisi e denunce attuali riguardanti l'operato aziendale nel caso specifico dell'Honduras. Il Comitato &amp;egrave; ancora in attesa di un'eventuale nuova lettera di risposta della compagnia statunitense. Iniziative simili sono state intraprese anche da associazioni dei consumatori in Messico per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto accade in Honduras e sul ruolo di alcune imprese.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Questo carteggio si sta svolgendo proprio mentre in Honduras, dopo il ritorno del Presidente Zelaya che s'&amp;egrave; rifugiato presso l'ambasciata brasiliana il 21 settembre scorso, s'intensifica la repressione dell'esercito e della polizia contro i manifestanti del Fronte Nazionale contro il Colpo di Stato in Honduras e i cittadini comuni contrari al regime de facto di Roberto Micheletti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Signor George Jaksch,&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;nella Sua lettera Lei cataloga come &amp;quot;voci totalmente prive di fondamento&amp;quot; le pubbliche e ripetute denunce effettuate dalle organizzazioni anti-golpiste dell'Honduras. Cos&amp;igrave; come Luciana Luciani della Chiquita-Italia le aveva apostrofate come &amp;quot;ridicole&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Le parole leggere volano mentre i fatti -purtroppo- restano. E indicano in modo convergente e inequivocabile che la Chiquita, fedele alla sua opaca tradizione storica, ha sempre le mani in pasta nella vita interna dell'Honduras.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'aumento del salario minimo del 60%, decretato dallo spodestato Presidente Zelaya, ha messo alla luce l'ostilit&amp;agrave; belligerante della Chiquita, che ha fatto quadrato con l'organizzazione padronale dell'Honduras (COEHP). La destabilizzazione del sistema democratico &amp;egrave; stata aperta e militante, fino ad ottenere la deportazione del Presidente scelto dagli elettori.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Quando il Presidente Zelaya &amp;egrave; stato sequestrato e deportato, quello stesso 29 giugno la COHEP ha emesso un comunicato apologetico sull'operato dei golpisti, dove preventivamente e cinicamente responsabilizzava la vittima per le azioni liberticide dei carnefici della democrazia honduregna.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La NIKE ed altre grandi multinazionali operanti nel Paese centroamericano hanno firmato un comunicato indirizzato al Dipartimento di Stato americano, in cui manifestavano la loro preoccupazione per l'interruzione violenta dell'ordine costituzionale, e prendevano le distanze dai golpisti. La Chiquita non figura tra i firmatari di quel documento, perch&amp;eacute;?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ancor oggi, quando con la sospensione delle garanzie costituzionali e la restrizione drastica dei diritti individuali e sociali, l'Honduras risulta un vero e proprio Stato-delinquente, la Chiquita persevera sulla medesima rotta.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La compagnia che Lei rappresenta ha cambiato numerose volte i suoi connotati anagrafici nel tentativo di lasciarsi alle spalle un tenebroso passato. Non vogliamo infierire ricordando un rosario doloroso che attrasse l'attenzione di poeti e scrittori, tra i quali Pablo Neruda, Juan Gelman e Gabriel Garc&amp;iacute;a M&amp;aacute;rquez.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Signor George Jacksh, approfittiamo della Sua disponibilit&amp;agrave; e Le chiediamo se &amp;egrave; vero che un tribunale degli Stati Uniti ha condannato la Chiquita per aver finanziato l'organizzazione clandestina di estrema destra denominata &amp;quot;Autodefensas Unidas de Colombia&amp;quot; (AUC). Non a met&amp;agrave; secolo scorso, ma quando si era gi&amp;agrave; ribattezzata Chiquita.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La responsabilit&amp;agrave; sociale delle imprese e l'etica nella conduzione degli affari per definizione devono andare oltre il rispetto delle leggi nazionali e degli accordi internazionali che rappresentano semplicemente uno standard minimo operativo di partenza e non un obiettivo raggiunto da propagandare. Sul vostro sito istituzionale si dice addirittura che Chiquita &amp;quot;da oltre cento anni si impegna a migliorare le comunit&amp;agrave; in cui fa affari&amp;quot;, fatto che ci sembra quantomeno discutibile. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A quali comunit&amp;agrave; si fa riferimento? A quali gruppi e interessi esattamente?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Proprio in Honduras negli ultimi anni sono continuate le denunce dei sindacati (SITRATERCO e COLSIBA) e delle ONG (BananaLink) per le violazioni di Chiquita ai diritti umani e lavorativi dei propri dipendenti come nel caso di Emelina V&amp;aacute;squez, molestata sessualmente da un superiore e in seguito licenziata.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Altri sindacati di settore dell'Honduras, come COSIBAH, informano che i loro membri che hanno contestato l'uso del pesticida basato sul chlorphirifos sono stati oggetto di mobbing e la compagnia ha cercato di estrometterli dalle piantagioni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'etica d'impresa significa a volte prendere posizione su temi riguardanti la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, della democrazia, dell'intorno sociale e politico e non solo del patrimonio aziendale e degli utili: la posizione di Chiquita riguardo al colpo di Stato del 28 giugno ci sembra chiara.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Lei dice che avete sottoscritto tutti i convegni nazionali ed internazionali che codificano la buona condotta e la moralit&amp;agrave; imprenditoriale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Non deve convincere noi, bens&amp;igrave; le forze sociali e i loro dirigenti che -solo qualche settimana fa - ribadivano che dietro il patibolare Micheletti e il club dei generali c'erano gli esponenti dell'imprenditoria nazionale e internazionale:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;quot;Miguel Facuss&amp;eacute;, Antonio Tavel Otero, Adolfo Facuss&amp;eacute;, Carlos Flores Facuss&amp;eacute;, Jorge Canahuaty Larach, Camilo Atala, Jorge Faraj, Rafael Ferrar&amp;iacute;, Chucry Kafie, familia Kafati, United Brand (Chiquita Banana)&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;E' dall'interno dell'Honduras che mettono sotto accusa la multinazionale che Lei rappresenta e difende. Sono i prossimi dirigenti della risorgente nazione centroamericana che dovreste cercare di convincere. Non noi, che li accompagniamo nella difesa dell'equit&amp;agrave; e una maggiore armonia sociale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In America Latina soffia un vento di rinnovamento che sta spazzando i retaggi del trapassato storico. Sarebbe saggio adattarsi a questa nuova realt&amp;agrave; ed evitare che il vento possa mutarsi in burrasca.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Comit&amp;eacute; Internacional por el Boicot a Chiquita &lt;a href="http://www.boicotchiquita.blogspot.com/" target="_blank"&gt;www.boicotchiquita.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.boicotchiquita.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Approfitto per segnalare questo evento:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Al riguardo segnalo un evento importante di sensibilizzazione dul colpo di Stato in Honduras, con una delegazione di rappresentanti in visita dal paese centro americano, che si terr&amp;agrave; a Milano dal 12 al 14 ottobre. Informazioni: &lt;a href="http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/lhonduras-in-italia" target="_blank"&gt;http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/lhonduras-in-italia  &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 12 Oct 2009 03:12:52 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-12T03:12:52Z</dc:date>
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      <title>Honduras: ambasciata brasiliana assediata dai franchi tiratori</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Honduras__ambasciata_brasiliana_assediata_dai_franchi_tiratori_660.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;Foto: Franchi tiratori fuori dall'ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, Honduras&amp;nbsp;Riporto la traduzione delle informazioni inviatemi dal poeta Fabrizio Estrada dall'Honduras:Dobbiamo diffondere questa mail dove si vedono ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1243b872a46.250.0.jpg" border="2" alt="" width="275" height="186" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;u&gt;&lt;font face="tahoma,arial,helvetica,sans-serif" size="1"&gt;&amp;nbsp;Foto: Franchi tiratori fuori dall'ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, Honduras&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Riporto la traduzione delle informazioni inviatemi dal poeta Fabrizio Estrada dall'Honduras:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dobbiamo diffondere questa mail dove si vedono le immagini dell'altra sera, gioved&amp;igrave; 8 ottobre di fronte all'ambasciata brasiliana, in cui chiaramente si chiariscono le intenzioni del governo ad interim di reprimere, aggredire, intimidare e violare la privacy di Manuel Zelaya, il presidente legittimo dell'Honduras, della sua famiglia e di tutti quelli che si trovano nell'edificio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Verso le 9 e 30 dell'8 ottobre le forze di polizia e militari hanno fissato di fronte alla sede dell'ambasciata brasiliana una rampa idraulicache permette di salire fino all'altezza del secondo piano dell'ambasciata.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gli appelli di Rassel Tom&amp;egrave; da Radio Globo denunciavano la presenza di due elementi su quella piattaforma, uno della DGIC e un militare che fa rumore sfregando i suoi due fucili in direzione dell'ambasciata per intimidire le persone che vi risiedono. L'altro si occupa di far vedere la luce del puntatore del fucile che serve per mettere a fuoco il bersaglio prima di sparare.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ormai &amp;egrave; troppo grande l'inganno del dannato Micheletti che di giorno dice di dialogare e di notte invade la privacy e attenta contro la sovranit&amp;agrave; di un paese amico, aspettando solamente che le delegazioni diplomatiche straniere abbandonino il paese e si possa di nuovo mettere sotto torchio il presidente legittimo della Repubblica.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 09 Oct 2009 23:02:52 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-09T23:02:52Z</dc:date>
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      <title>Evento Honduras in Italia dal 12 ottobre</title>
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      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Riporto qui l'annuncio relativo all'evento organizzato da alcune associazioni e collettivi a Milano per sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sul tema del colpo di Stato in Honduras: &amp;nbsp;&amp;nbsp; A quattro mesi dal colpo ...</description>
      <content:encoded>&lt;p align="left"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124453bf78e.250.0.jpg" alt="" width="183" height="255" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Riporto qui l'annuncio relativo all'evento organizzato da alcune associazioni e collettivi a Milano per sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sul tema del colpo di Stato in Honduras:&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A quattro mesi dal colpo di Stato, a un mese dalle finte elezioni presidenziali, dal 12 al 14 ottobre arriva nel nostro Paese una rappresentante del Frente Nacional contra el Golpe de Estado.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'Honduras non &amp;egrave; un Paese democratico! E lo affermiamo con forza anche in Italia. Sono trascorsi tre mesi dal 28 giugno, quando il presidente honduregno Jos&amp;eacute; Manuel Zelaya Rosales venne prelevato da casa sua da militari incappucciati e trasportato fuori dal territorio nazionale.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;La sua colpa: aver iniziato un processo di riforme e di dialogo con i movimenti sociali, che avrebbe portato i cittadini honduregni a votare una consultazione popolare per convocare una nuova assemblea costituente.&lt;br /&gt;Un attacco ai privilegi di una decina di famiglie, le pi&amp;ugrave; ricche e conservatrici del Paese, che per questo hanno ideato e finanziato - con il sostegno dell'esercito honduregno e il tacito benestare degli Usa- il colpo di Stato del 28 giugno scorso.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;L'intero Paese e tutta la regione centroamericana sono cos&amp;igrave; ripiombati negli anni Settanta e Ottanta, negli anni bui di tensione propria dei regimi dittatoriali che il mondo pensava ormai facessero parte del passato dell'umanit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Dal 12 al 14 ottobre sar&amp;agrave; in Italia una rappresentante del Fronte nazionale contro il colpo di Stato, che riunisce tutti i cittadini honduregni democratici che dal primo giorno del golpe resistono pacificamente (con scioperi, azioni di disobbedienza civile) e manifestano per la democrazia, nonostante questa resistenza per la pace e la libert&amp;agrave; sia gi&amp;agrave; costata oltre una decina di morti, centinaia di detenzioni illegali, una grande quantit&amp;agrave; di persone picchiate, torturate e stuprate.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Betty Matamoros sar&amp;aacute; in Italia per incontrare i movimenti e le persone che sostengono la loro giusta lotta per l'autodeterminazione e democrazia dal basso. Invitiamo tutte e tutti a partecipare attivamente e a supportare le lotte dei movimenti sociali honduregni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Inaugurazione:&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Conferenza stampa, luned&amp;igrave; 12 ottobre, alle 12.00, presso la sede dell'associazione Mani Tese (&lt;a href="http://www.manitese.it/" target="_blank"&gt;http://www.manitese.it/&lt;/a&gt;), piazzale Gambara 7/9, Milano - M1 Gambara&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;strong&gt;Promuovono:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Ass. Italia-Nicaragua, Collettivo Italia-Centro America, CS Cantiere, Selvas.org&lt;br /&gt;Per informazioni, adesioni o proposte:&lt;br /&gt;resistehonduras@gmail.com&lt;br /&gt;&lt;a href="http://resistehondurasita.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://resistehondurasita.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;349-80.12.538 (Mauro)&lt;br /&gt;&lt;font size="2"&gt;349-86.86.815 (Luca)&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Programma:&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;br /&gt;Luned&amp;igrave; 12&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;h.12.00 - Milano: Conferenza stampa di presentazione&lt;br /&gt;h.17.00 - Brescia: Intervista a Radio Onda d'Urto&lt;br /&gt;h.21.00 - Rovato: Iniziativa al Centro Sociale 28 Maggio&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Marted&amp;igrave; 13&lt;br /&gt;h. 11.30 - Torino: Dibattito in Universit&amp;agrave;&lt;br /&gt;h. 21.00 - Torino: iniziativa al CSOA Grabrio&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Mercoled&amp;igrave; 14&lt;br /&gt;h. 10.00 - Milano: Dibattito in Universit&amp;agrave;, Facolt&amp;agrave; di Mediazione Culturale&lt;br /&gt;h. 18.00 - Milano: iniziativa al CS Cantiere, a seguire aperitivo hondure&amp;ntilde;o&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;Domenica 18&lt;br /&gt;h. 20.30 - Milano: Cena hondure&amp;ntilde;a di autofinanziamento al CS Cantiere&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 08 Oct 2009 15:37:03 GMT</pubDate>
      <guid>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Evento_Honduras_in_Italia_dal_12_ottobre_656.shtml</guid>
      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-08T15:37:03Z</dc:date>
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      <title>Cronologia e sintesi della crisi in Honduras</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Cronologia_e_sintesi_della_crisi_in_Honduras_654.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;24 marzo 2009 - Quadro generale e origini della crisiIl presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, chiamato Mel dai suoi simpatizzanti, convoca un referendum consultivo non vincolante per conoscere l'opinione dei cittadini ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12453356578.250.0.jpg" alt="" width="226" height="276" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;24 marzo 2009 - Quadro generale e origini della crisi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il presidente dell'Honduras, Manuel Zelaya, chiamato Mel dai suoi simpatizzanti, convoca un referendum consultivo non vincolante per conoscere l'opinione dei cittadini sulla sua proposta, rimasta lettera morta in parlamento, di eleggere i membri di un'Assemblea Costituente per riformare la Carta Magna. Mel Zelaya &amp;egrave; all'ultimo anno del suo mandato quadriennale e le elezioni presidenziali sono previste per il 29 novembre 2009. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;br /&gt;Il partito di maggioranza relativa PLH (Partido Liberal de Honduras) da cui proviene lo stesso Zelaya inizia ad osteggiare l'operato del suo governo, gi&amp;agrave; contrapposto alla potente COHEP (la Confindustria dell'Honduras) in seguito all'aumento del 60% del salario minimo dei lavoratori decretato nel gennaio 2009.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;24 giugno - Il parlamento e l'esercito contro il presidente&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il parlamento approva una legge ad hoc che regola i referendum e li proibisce nei 180 giorni precedenti e successivi alle elezioni. Zelaya insiste con la sua iniziativa di consultazione popolare e destituisce il capo dell'esercito, il generale Romeo Vasquez, che si era rifiutato di gestire le operazioni relative al referendum. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;La giustizia honduregna dichiara illegittima la destituzione del generale Vasquez mentre l'esercito occupa le strade della capitale per frenare i sostenitori di Zelaya e il Tribunale Elettorale dichiara illegale il referendum da lui promosso. L'impasse istituzionale &amp;egrave; gravissima e il conflitto tra poteri prefigura una conclusione violentacon l'intervento dei militari.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;La cupola del PLH e le elite imprenditoriali temevano che un'eventuale vittoria della proposta di Zelaya d'istituire una Costituente avrebbe condotto a una crisi politica e istituzionale che avrebbe rafforzato il Presidente uscente favorendo una sua rielezione, possibilit&amp;agrave; proibita dalla attuale Costituzione ma eventualmente includibile in quella nuova.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt; &lt;/font&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124532d58b3.580.0.jpg" alt="" width="280" height="199" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Zelaya non ha mai dichiarato d'essere interessato a modificare la Costituzione per inserire la possibilit&amp;agrave; di rielezione del Presidente e quindi gli accostamenti con il mandatario venezuelano Hugo Chavez sono in tal senso fuorvianti. &amp;quot;Lo hanno deposto perch&amp;eacute; voleva fare come Chavez e fare il socialismo&amp;quot; si sentiva dire. Affermazioni e basta. Poi c'&amp;egrave; da discutere cosa voglia dire esattamente &amp;quot;fare come Chavez&amp;quot; in un caso cos&amp;igrave; diverso come quello honduregno. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Il posizionamento di Zelaya e il contesto latino americano&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;L'unico dato certo &amp;egrave; che Zelaya sul piano interno s'&amp;egrave; progressivamente allontanato dalla linea del PLH, formazione elitaria e conservatrice che si spaccia come socialdemocratica, e in politica estera s'&amp;egrave; invece avvicinato all'ALBA (Alternativa Bolivariana per le Americhe), integrata da Nicaragua, Bolivia, Cuba, Ecuador, Honduras e Venezuela e creata dal presidente Hugo Chavez ufficialmente per avviare un progetto d'integrazione regionale differente che combatta la povert&amp;agrave; e l'esclusione sociale in America Latina. Altre finalit&amp;agrave; neanche troppo latenti sono porre un freno all'egemonia degli USA e de&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;ll'ormai spento progetto dell'ALCA (Area Libero Commercio delle Americhe) nella regione e favorire un piano d'integrazione energetica, ideologica e militare sotto l'egida venezuelana e con una eventuale partecipazione o accondiscendenza da parte del Brasile.   &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Possiamo definire i paesi dell'ALBA come gli elementi forse pi&amp;ugrave; radicali nel panorama latino americano e nel contesto dell'ascesa dei governi progressisti nel continente negli ultimi 10 anni. Mantenendo le dovute precauzioni e considerando le forti differenze nazionali, possiamo dire che alcuni governi come quello di Lula in Brasile, Lugo in Paraguay, Kirchner in Argentina, Bachelet in Cile, Vazquez in Uruguay, Garcia in Per&amp;ugrave;, emanati dall'area progressista e da partiti che erano abituati a stare all'opposizione, rappresentano invece un ala pi&amp;ugrave; moderata negli equilibri geopolitici regionali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;28 giugno - Colpo di Stato in Honduras&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Elementi dell'esercito dell'Honduras arrestano il Presidente Manuel Zelaya in casa sua e lo deportano in Costa Rica. Il presidente del Parlamento, Roberto Micheletti, lo sostituisce e giura come presidente della repubblica ad interim.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;29 giugno e seguenti - Ripudio internazionale e intransigenza interna &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;I paesi dell'ALBA ritirano i loro ambasciatorid a Tegucigalpa, capitale dell'Honduras e l'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) approva una risoluzione che chiede il ritorno &amp;quot;immediato e senza condizioni&amp;quot; del presidente Zelaya. La OAS (Organizzazione Stati Americani) d&amp;agrave; un ultimatum analogo al governo ad interim dell'Honduras, pena la sospensione dall'organismo che poi avviene il 5 luglio. Anche i paesi dell'Unione Europea ritirano il loro ambasciatori. Un decreto presidenziale restringe le libert&amp;agrave; individuali.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Intanto in Italia l'informazione vergognosamente diffusa dal TG nazionale Studio Aperto fa s&amp;igrave; che per milioni di spettatori le origini bergamasche del golpista Micheletti, definito come &amp;quot;il nuovo presidente dell'Honduras&amp;quot;, assurgano a Notizia rilevante su quanto succede in una banana repubblic  qualunque, cos&amp;igrave; difficile da collocare sulla cartina geografica. Ecco il video e alcuni commenti in merito: http://lamericalatina.net/2009/08/14/la-mala-informazione-sullhonduras-in-italia-appello-pubblico-e-aggiornamento-situazione/  &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1244434d3c5.580.0.jpg" alt="" width="361" height="269" /&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;5 luglio e seguenti - Timido sostegno USA e primo tentativo di rientro in patria&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il presidente Zelaya, ottenuto un primo riconoscimento internazionale dal presidente USA Barack Obama, cerca di ritornare per via aerea a Tegucigalpa, ma l'atterraggio nell'aeroporto Toncontin gli &amp;egrave; impedito dalle forze militari. I suoi sostenitori si battono strenuamente nei pressi dello scalo aereo e sulle piste di atterraggio. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Dopo le riunioni di Zelaya con la segretaria di Stato americana Hillary Clinton, cominciano i negoziati tra il presidente e i golpisti con la mediazione di Oscar Arias, presidente della Costa Rica ed ex premio Nobel per la pace. Ciononostante non si raggiunge nessun accordo. La UE sospende 90 milioni di dollari di aiuti all'Honduras mentre gli USA ancora tentennano nel decidere ritorsioni e persino nel definire &amp;quot;golpista&amp;quot; il regime instaurato da Micheletti e colleghi. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;L'ipotesi che gli ambienti repubblicani neoconservatori e alcune lobby americane di &amp;quot;clintoniani&amp;quot; e di imprese multinazionali presenti in Honduras fossero propensi a riconoscere l'usurpatore Micheletti, spalleggiato dal generale Vasquez, e ritardassero le misure punitive contro il nuovo regime ha preso piede data l'ambiguit&amp;agrave; iniziale dell'amministrazione Obama. Secondo alcuni settori il colpo di Stato, che contro ogni evidenza non si vuole riconoscere come un vero e proprio golpe, sarebbe il male minore dinnanzi alla penetrazione di Chavez e del socialismo del secolo XXI in America Latina. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;24 luglio e seguenti - Secondo tentativo di rientro&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Zelaya fa una breve incursione in territorio honduregno dalla frontiera col Nicaragua e incita il popolo all'insurrezione contro Micheletti. Il dipartimento di Stato degli USA revoca quattro visti diplomatici a dei funzionari del governo honduregno ad interim.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;12 agosto - Internazionalizzazione della crisi &lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Zelaya si riunisce col presidente brasiliano Lula da Silva e il governo di Micheletti in Honduras ristabilisce il coprifuoco a Tegucigalpa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;22 agosto fino a fine mese - I diritti umani e la nuova intransigenza interna&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Una relazione della Commissione Interamericana per i Diritti Umani sostiene l'esistenza in Honduras &amp;quot;di un uso sproporzionato della forza pubblica, di arresti arbitrari e controllo dell'informazione realizzato per limitare la partecipazione politica di un settore della cittadinanza&amp;quot;. Non &amp;egrave; altro che una conferma di quanto stavano da settimane denunciando le associazioni per la difesa dei diritti umani honduregne, i sindacati e le organizzazioni del Fronte Nazionale dei resistenza contro il Colpo di Stato che chiedeva e continua a chiedere la restituzione di Zelaya alla presidenza e, alzando la posta, anche l'elezione di un'Assemblea Costituente. La Corte Suprema di Giustizia e altri organi dello Stato si pronunciano contro tali richieste e rigettano il piano di riconciliazione di Oscar Arias e i tentativi di Miguel Insulza, segretario generale della OAS.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Come se niente fosse, nel mezzo delle proteste comincia la campagna elettorale regolare per le votazioni del 29 novembre. Il colpo di Stato e le proteste che ogni giorno si susseguono in tutto l'Honduras hanno provocato numerose sparizioni, morti e violazioni gravi che sono ancora difficili da quantificare, ma le testimonianze dirette non hanno bisogno di commenti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;4 settembre - Nuove sanzioni USA e dell'FMI (Fondo Monetario Internazionale)&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L'FMI blocca un prestito di 163 milioni di dollari in favore dell'Honduras e gli USA sospendono tutti gli aiuti economici in favore del paese centroamericano. Annunciano anche ufficialmente che non riconosceranno il governo che uscir&amp;agrave; dalle elezioni di novembre se non si rispetter&amp;agrave; il diritto al ritorno di Zelaya al potere nel suo paese.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;21 settembre - Il ritorno di Manuel Zelaya in Honduras e il gioco del Brasile&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Manuel Zelaya fa ritorno in Honduras durante una missione segreta e si rifugia nell'ambasciata brasiliana che viene subito circondata da polizia e militari che soffocano nel sangue le manifestazioni pro Zelaya con un saldo di 5 morti. La scelta dell'ambasciata brasiliana &amp;egrave; significativa dal punto di vista politico visto che il Brasile risulta essere decisivo per tutti gli equilibri dell'America Latina e da potenza regionale aspira a convertirsi in un riferimento continentale e mondiale. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Il simbolico e mediatico apogeo del gigante sudamericano sulla scena mondiale grazie alle assegnazioni delle olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro e dei mondiali di calcio del 2014, s'accompagna anche ad alcuni dati oggettivi come la sua autosufficienza energetica, il limitato impatto della crisi mondiale sulle sue prospettive economiche, i buoni e costanti risultati nella riduzione della povert&amp;agrave; e la scoperta di importanti giacimenti che secondo le stime faranno presto del Brasile la quinta potenza petrolifera mondiale.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;Gli ultimi sviluppi della crisi honduregna in ottobre&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il governo di Roberto Micheletti, ormai privo di supporti esterni e in crisi sul fronte interno, ha decretato il 27 settembre la restrizione di tutte le garanzie individuali per 45 giorni e continua a rifiutare il dialogo con Zelaya e con le delegazioni della OAS in visita in Honduras. Come conseguenza sono state silenziate e occupate militarmente le strutture di Radio Globo e del Canale 36, mezzi informativi d'opposizione da 4 mesi sotto tiro. In seguito alle crescenti proteste del popolo honduregno e della comunit&amp;agrave; internazionale lo stato d'eccezione viene revocato il 7 ottobre. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Malgrado tutto la posizione ufficiale dei golpisti &amp;egrave; inflessibile come lo &amp;egrave; stata negli ultimi 4 mesi: Zelaya, nell'ambasciata brasiliana, non potr&amp;agrave; ritornare al potere e dovr&amp;agrave; anzi consegnarsi alla giustizia honduregna per essere processato e giudicato. Inoltre Micheletti ha dato un ultimatum al Brasile affinch&amp;eacute; definisca lo status di Zelaya anche se Lula ha dichiarato di non accettare nessun ultimatum da parte di un governo non riconosciuto. Insomma nessuno cede e continua lo stallo imposto dai golpisti, probabilmente per prendere tempo e arrivare alle elezioni sperando in un riconoscimento successivo. In questi giorni un'altra delegazione dell'OAS riprover&amp;agrave; ad attivare i dialoghi tra le parti. Dal canto suo Zelaya richiede di tornare in carica comepresidente entro il 15 ottobre. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Secondo i dati del Comitato dei Familiari dei Detenuti e Desaparecidos in Honduras (COFADEH), sarebbero 17 le persone morte a causa della violenza scatenata dalle forze repressive dopo il 28 giugno. Si contano centinaia di feriti e quasi un centinaio di cittadini sono sotto accusa per sedizione in quanto hanno difeso l'ordine costituzionale interrotto dal colpo di stato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Il Fronte Nazionale Contro il Colpo di Stato In Honduras, ha convocato il &lt;a href="http://resistehondurasita.blogspot.com/2009/09/incontro-internazionalista-contro-il.html" target="_blank"&gt;Primo Incontro Internazionalista Contro Il Colpo Di Stato e Per L'Assemblea Nazionale &lt;/a&gt;Costituente In Honduras he si realizzer&amp;agrave; nei giorni 8, 9 e 10 Ottobre 2009 ella citt&amp;agrave; di Tegucigalpa, Honduras, Centro America.&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le autorit&amp;agrave; ad interim dell'Honduras hanno ribadito la loro volont&amp;agrave; di repressione e controllo con un nuovo decreto che prevede la chiusura di qualunque mezzo di comunicazione se il contenuto da essi diffuso mette in pericolo la &amp;quot;sicurezza nazionale&amp;quot;, concetto palesemente discrezionale.Da marted&amp;igrave; 13 ottobre &amp;egrave; attesa la ripresa del dialogo dopo lo stop di venerd&amp;igrave; 9. Idialoghi di questa settimana sembrano avanzare nella direzione tracciata dal piano del presidente Arias della Costa Rica e per mercoled&amp;igrave; 14 ci si attende una svolta con restituzione di Zelaya alla presidenza. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;DA&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html#003212"&gt;http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html#003212 &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;CONTINUA... &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;LINK NECESSARI&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;INFORMAZIONE SEMPRE AGGIORNATA: &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;In italiano&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.itanica.org/" target="_blank"&gt;http://www.itanica.org/ &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://resistehondurasita.blogspot.com/2009/09/22-set.html" target="_blank"&gt;http://resistehondurasita.blogspot.com/2009/09/22-set.html&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;In spagnolo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.telesurtv.net/" target="_blank"&gt;http://www.telesurtv.net/ &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bbc.co.uk/mundo/a_fondo/cluster_honduras_mes.shtml" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.voselsoberano.com/" target="_blank"&gt;http://www.voselsoberano.com/ &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bbc.co.uk/mundo/a_fondo/cluster_honduras_mes.shtml" target="_blank"&gt;http://www.bbc.co.uk/mundo/a_fondo/cluster_honduras_mes.shtml &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;TESTIMONIANZE: &lt;br /&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/category/honduras/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/category/honduras/ &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://selvasorg.blogspot.com/search/label/Honduras" target="_blank"&gt;http://selvasorg.blogspot.com/search/label/Honduras &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://resistehondurasita.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;http://resistehondurasita.blogspot.com &amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;GOVERNO LEGITTIMO DELL'HONDURAS: &lt;a href="http://www.gob-hn.net/presidencia/index.html" target="_blank"&gt;&lt;br /&gt;http://www.gob-hn.net/presidencia/index.html &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="webdings"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;GALLERIA FOTO REPRESSIONE &lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/vidalaboral/" target="_blank"&gt;http://picasaweb.google.com/vidalaboral/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2009/10/fotos-resistencia-dias-95-y-96-g.html" target="_blank"&gt;http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2009/10/fotos-resistencia-dias-95-y-96-g.html &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2009/09/fotos-91-dias-de-resistencia-en-una.html" target="_blank"&gt;http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2009/09/fotos-91-dias-de-resistencia-en-una.html&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="webdings"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:51:27 GMT</pubDate>
      <guid>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Cronologia_e_sintesi_della_crisi_in_Honduras_654.shtml</guid>
      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-08T14:51:27Z</dc:date>
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      <title>Lo strano caso di Chiquita e l'Honduras (1/2)</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lo_strano_caso_di_Chiquita_e_l_Honduras__1_2__652.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso &amp;nbsp;L'insufficienza d'informazione da parte dei mass media &amp;quot;ufficiali&amp;quot; in Italia sul colpo di Stato in Honduras dello scorso 28 giugno &amp;egrave; clamorosa. Attraverso questo blog e le segnalazioni di alcuni amici e blogger ...</description>
      <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_12449fb832f.580.0.jpg" alt="" width="223" height="149" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;L'insufficienza d'informazione da parte dei mass media &amp;quot;ufficiali&amp;quot; in Italia sul colpo di Stato in Honduras dello scorso 28 giugno &amp;egrave; clamorosa. Attraverso questo blog e le segnalazioni di alcuni amici e blogger cercheremo piano piano di colmare il gap.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Al riguardo segnalo un evento importante di sensibilizzazione sul colpo di Stato in Honduras, con una delegazione di rappresentanti in visita dal paese centro americano, che si terr&amp;agrave; a Milano dal 12 al 14 ottobre. Informazioni:&amp;nbsp;&lt;a href="http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/lhonduras-in-italia" target="_blank"&gt;http://redinfoamerica.ning.com/profiles/blogs/lhonduras-in-italia &lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;Intanto volevo semplicemente riportare in un paio di post l'intenso carteggio tra la Chiquita Corp., impresa ben nota che commercializza frutta e banane prodotte soprattutto in America Centrale e Colombia, e il Comitato Internazionale per il Boicotaggio di Chiquita che ha letteralmente tempestato la rete con l'appello che riporto integralmente qui sotto:&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Campagna mondiale di boicottaggio a Chiquita che appoggia il colpo di Stato in Honduras&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Rispondendo all'appello del Frente Nacional contra el Golpe de Estado en Honduras &lt;a href="http://contraelgolpedeestadohn.blogspot.com/2009/08/todos-organizar-el-boicot-contra-la.html" target="_blank"&gt;http://contraelgolpedeestadohn.blogspot.com/2009/08/todos-organizar-el-boicot-contra-la.html&lt;/a&gt;, &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;chiediamo il vostro apoggio per realizzare un BOICOTTAGGIO MONDIALE INDEFINITO contro la compagnia multinazionale CHIQUITA che, dietro le quinte, sta appoggiando i golpisti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per maggiori approfondimenti, consigliamo la lettura dei seguenti articoli:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;Nicolas Kozloff:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=88860" target="_blank"&gt;http://www.rebelion.org/noticia.php?id=88860&lt;/a&gt; (in spagnolo)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.counterpunch.org/kozloff07172009.html" target="_blank"&gt;http://www.counterpunch.org/kozloff07172009.html&lt;/a&gt; (in inglese)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;John Perkins&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.informationclearinghouse.info/article23211.htm" target="_blank"&gt;http://www.informationclearinghouse.info/article23211.htm&lt;/a&gt; (in inglese)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Come aderire all'inziativa&lt;br /&gt;1) Non comprare banane Chiquita;&lt;br /&gt;2) Diffondere il boicottaggio tra i vostri contatti;&lt;br /&gt;3) Stampare su adesivi, magliette, poster, volantini il logo del boicottaggio;&lt;br /&gt;4) Entrare nel portale della sede centrale della Chiquita a Cincinnati, OH (USA)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chiquita.com/CompanyInfo/ContactUs.aspx" target="_blank"&gt;http://www.chiquita.com/CompanyInfo/ContactUs.aspx&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;e postare il seguente messaggio:&lt;br /&gt;I DON'T BUY CHIQUITA BECAUSE IT SUPPORTS COUP DE ETAT IN HONDURAS&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1243458dccf.250.0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Se vi interessa il logo in altre lingue, lo trovate in:&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;a href="http://www.boicotchiquita.blogspot.com" target="_blank"&gt;www.boicotchiquita.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Consulta il Blog: &lt;a href="http://resistehondurasita.blogspot.com/" target="_blank"&gt;http://resistehondurasita.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;em&gt;&lt;font size="2"&gt;Negli articoli riportati tra i link del boicotaggio ci sono dei contributi critici contro l'operato storico della compagnia statunitense in America Centrale, in particolare in Guatemala, in Honduras e in costa Rica nel secolo scorso, e in Colombia pi&amp;ugrave; recentemente. Le verit&amp;agrave; storiche sono gravi e vengono ammesse anche dalla stessa compagnia che nel 1990 cambi&amp;ograve; nome da United Brands Company (Ex United Fruit) a Chiquita Brands Corp. anche per cercare di ripulire l'immagine aziendale. Alcuni siti di storia ufficiale della Chiquita:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.unitedfruit.org/index.htm" target="_blank"&gt;http://www.unitedfruit.org/index.htm&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.chiquita.com/chiquita/discover/oshistory.asp" target="_blank"&gt;http://www.chiquita.com/chiquita/discover/oshistory.asp &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;em&gt;&lt;font size="2"&gt;Per quanto riguarda il colpo di Stato del giugno scorso in Honduras non viene dimostrata l'implicazione diretta di Chiquita nel ribaltamento dell'ordine democratico, ma si questionano seriamente le sue pressioni politiche previe e le sue scelte di schieramento successive contro il Presidente legittimo, Manuel Zelaya, ed in favore dei golpisti di Roberto Micheletti. Di questa storia mi occuper&amp;ograve; in dettaglio nei prossimi post! &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;em&gt;&lt;font size="2"&gt;La risposta della compagnia Chiquita non s'&amp;egrave; fatta attendere: su &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/17558/Il+golpe+delle+banane" target="_blank"&gt;Peacereporter.net &amp;egrave; aparsa un'intervista a Luciana Luciani&lt;/a&gt;, portavoce di Chiquita Italia, mentre questa &amp;egrave; la lettera del direttore per le relazioni pubbliche e la responsabilit&amp;agrave; corporativa, George Jaksch.&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Anversa, 23 settembre 2009&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;All'attenzione del Comit&amp;eacute; Internacional por el Boicot a Chiquita&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Gentili Signori:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Vi scrivo in risposta all'articolo pubblicato su http://www.boicotchiquita.blogspot.com/ che riporta le voci - totalmente prive di fondamento - circa un ruolo di Chiquita nei recenti sconvolgimenti politici in Honduras. Voglio essere chiaro e diretto: Chiquita non ha avuto alcun ruolo in questi eventi.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il rispetto per le leggi locali, per le istituzioni e per le comunit&amp;agrave; costituisce il fondamento della nostra politica di responsabilit&amp;agrave; sociale. &amp;Egrave; una parte essenziale del nostro impegno nell'applicazione dei pi&amp;ugrave; alti standard legali, etici, ambientali e sociali. Le posso assicurare che intendiamo tenere fede pienamente e consistentemente a questo impegno, e che abbiamo seguito questa linea di principio anche in occasione dei recenti conflitti politici in Honduras.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Nel corso degli ultimi due mesi, siamo stati a stretto contatto con i nostri dipendenti in Honduras, con i vertici del sindacato locale SITRATERCO e con IUF presso i quali abbiamo chiarito la nostra politica di non intervento nelle locali dispute politiche.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Chiquita &amp;egrave; stata la prima multinazionale - tuttora, l'unica americana - ad aver siglato nel 2001 un accordo quadro con IUF (International Union of Foodworkers) e con COLSIBA (Coordinadora de Sindicatos Bananeros), che garantisce a tutti i dipendenti nelle piantagioni di banane il rispetto delle Convenzioni Internazionali dell' ILO. Dal 2004, inoltre, tutte le divisioni agricole di propriet&amp;agrave; in America Latina sono certificate Sa8000, lo standard volontario di riferimento in materia di lavoro che si basa sulle convenzioni dell'ILO (International Labor Organization), la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Non esitate a contattarci per qualsiasi ulteriore chiarimento.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Cordiali saluti&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;George Jaksch&lt;br /&gt;Senior Director Corporate Responsibility and Public Affairs&lt;br /&gt;Chiquita Brands International&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;em&gt;&lt;font size="2"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;em&gt;Nella contro-risposta del Comitato contro Chiquita che riporter&amp;ograve; nel prossimo post vengono ben spiegati e precisati i motivi del boicotaggio e si fa luce anche sul presente di Chiquita in America Latina.&amp;nbsp; &lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Lo_strano_caso_di_Chiquita_e_l_Honduras__2_2__665.shtml?visualizzaCommenti=true#inbasso" target="_blank"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;CONTINUA... &lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:11:19 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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      <title>Operazione Pandemia e Tamiflu Fashion</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Operazione_Pandemia_e_Tamiflu_Fashion_640.shtml</link>
      <description>di Fabrizio LorussoSpulciando siti e giornali e leggendo ancora di influenza A, umana o suina che dir si voglia, mi sto convincendo seriamente che si tratti di un grande scherzo globale degno di un moderno Houdini eventualmente impiegato in qualche casa ...</description>
      <content:encoded>&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1242597f4d5.580.0.jpg" alt="" width="356" height="194" align="left" /&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Spulciando siti e giornali e leggendo ancora di influenza A, umana o suina che dir si voglia, mi sto convincendo seriamente che si tratti di un grande scherzo globale degno di un moderno Houdini eventualmente impiegato in qualche casa farmaceutica. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Uno a caso. Nella rubrica pubblicata dal sito di Yahoo Italia a cura de  &lt;a href="http://it.health.yahoo.net/c_special.asp?id=26250&amp;amp;c=23&amp;amp;s=2" target="_blank"&gt;Il Pensiero Scientifico Editore &lt;/a&gt;si tratta il tema dal punto di vista medico e sociale con assoluta pacatezza e ordinariet&amp;agrave;, come credo si debba fare, nonostante lo stesso sito di Yahoo (un esempio tra i tanti) abbia contribuito in questi mesi alla nascita e alla sproporzionata crescita della campagna mediatica di terrore e fobia cos&amp;igrave; ben descritta dal documentario Operacion Pandemia (Operazione Pandemia) di Julian Alterini (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Py158SmaA58" target="_blank"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=Py158SmaA58&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Alla fine risulta essere un'influenza come tutte le altre! 1 morto su oltre 1900 contagi in Italia. (Aggiornamento cifra al 24 settembre: 3 morti su oltre 2300 contagi e poi la media resta pi&amp;ugrave; o meno quella). Tra l'altro un decesso &amp;egrave; dovuto esclusivamente all'influenza H1N1 mentre gli altri due per complicazioni e altre malattie come la polmonite). C'&amp;egrave; di peggio no?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Comunque sia, &lt;em&gt;por fin o por suerte&lt;/em&gt;, un paio di mesi fa, ormai in procinto di ritornare in Messico, ho ceduto all'insostenibile leggerezza del consumismo farmaceutico e ho acquistato il Tamiflu della famigerata Roche per prevenire mentalmente il pericolo influenza che nemmeno so se esista veramente. Era quello che volevano i produttori e i chimici e i farmacisti, lo so. L'investimento di 37 euro per una scatola da dieci pastiglie, da prendere due volte al giorno ai primi sintomi d'influenza (non importa che sia suina, umana, disumana, messicana, argentina o aviaria...), serve pi&amp;ugrave; che altro, nelle speranze del sottoscritto, come eventuale ancora finale di slavezza per evitare i famigerati ospedali pubblici messicani della capitale, Mexico DF, dove vivo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dice il foglietto illustrativo che non ci sono problemi se si usa come cura integrativa per l'influenza A e per le altre. In acuni casi alcuni gravi effetti collaterali ci sono stati eccome, quindi attenzione. Il periodo d'incubazione dell'influenza &amp;egrave; di almeno 48 ore, ma alla fine chi non hai mai mai avuto un'influenza? In generale queste cose dovremmo saperle. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dato che le strutture pubbliche (ed anche molte private a dire il vero) non brillano per rapidit&amp;agrave; ed efficacia (s&amp;igrave;, le ho gi&amp;agrave; provate e non sono il solo...) e inoltre in Messico Tamiflu e Relenza, i due antivirali / antinfluenzali pi&amp;ugrave; conosciuti dopo la crisi immaginaria di aprile per la cosidetta &amp;quot;influenza suina&amp;quot;, non sono pi&amp;ugrave; in commercio, ma vengono somministrati solo in ospedale, allora ne ho prese due scatole. Non amo le case farmaceutiche, devo dire, ma l'ho fatto comunque perch&amp;eacute; non adoro nemmeno alcuni ospedali messicani.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Confesso. Siccome ogni anno, quando torno in Italia per le vacanze estive, mi porto via un piccolo rifornimento di medicine utili, cibarie varie e libri, quest'anno ho scelto il Tamiflu, i porcini secchi e i romanzi di Evangelisti, &lt;em&gt;muy bien&lt;/em&gt;. I morti per l'influenza normale e quella nuova, la A, non sono mica numerosi (ormai in Messico non se ne parla quasi pi&amp;ugrave;) e l'allarmismo non mi tocca molto, per&amp;ograve; se posso evitare dure giornate in attesa al pronto soccorso, tanto meglio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'ultima mia visita oculistica al ISSSTE (Istituto Sicurezza Sociale dei Lavoratori Statali) &amp;egrave; durata sei ore, passate in attesa, e quindici minuti a parlare con un'infermiera che mi ha prescritto una visita da effettuarsi qualche settimana dopo. Tempi lunghi insomma.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;br /&gt;Poi, anche in caso di ricovero, c'&amp;egrave; l'asso nella manica in caso di scarsit&amp;agrave; delle medicine sul posto e infine c'&amp;egrave; la morte (Santissima Morte), lascio tutto a chi mi ha amato o anche solo ascoltato. Piuttosto ecco, per non fare il contagioso, cercherei seriamente di non vedere nessuno e regalerei la seconda scatola della medicina antivirale all'ultima persona vista prima di autoimpormi una quarantena o chiamare un dottore allo 060.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Per le vacanze ai Caraibi, a Santo Domingo, a Cancun, Sud America e Stati Uniti, magari a New York e San Francisco, raccomando le solite precauzioni sanitarie, fisiche e mentali, ma nulla pi&amp;ugrave;. Niente forbicine nel bagaglio a mano che sono pericolosissime e via. Ad agosto sono partito anch'io per i lidi messicani prudente e felice.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Altre storie da Tele Influenza: http://lamericalatina.net/category/influenza-e-influenze/&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 05 Oct 2009 17:04:03 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-10-05T17:04:03Z</dc:date>
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      <title>Se a Città del Messico finisce l'acqua...</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Se_a_Citt__del_Messico_finisce_l_acqua____629.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il cartello appeso in acuni supermercati e uffici pubblici di Citt&amp;agrave; del Messico non lascia speranze n&amp;eacute; d&amp;agrave; adito a dubbi circa la gravit&amp;agrave; della crisi idrica nella capitale messicana. Infatti, nonostante ...</description>
      <content:encoded>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_1240b91c882.250.0.jpg" alt="" width="241" height="321" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Il cartello appeso in acuni supermercati e uffici pubblici di Citt&amp;agrave; del Messico non lascia speranze n&amp;eacute; d&amp;agrave; adito a dubbi circa la gravit&amp;agrave; della crisi idrica nella capitale messicana. Infatti, nonostante la citt&amp;agrave; galleggi per met&amp;agrave; su corsi d'acqua sotterrati e sull'antico lago di Texcoco e la piovosit&amp;agrave; media non sia cos&amp;igrave; scarsa rispetto ad altre megalopoli come El Cairo (dove non piove praticamente mai, ma non c'&amp;egrave; un'emergenza idrica imminente), l'annuncio &amp;egrave; perentorio e minaccioso.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Febbraio 2010: la citt&amp;agrave; pu&amp;ograve; restare senz'acqua. Citt&amp;agrave; del Messico vive la peggiore siccit&amp;agrave; della sua storia. Ci rimane acqua solo per i prossimi 6 mesi. Non &amp;egrave; un avvertimento, &amp;egrave; una realt&amp;agrave;&amp;quot;.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Resta da verificare se, come spesso accade a queste latitudini, l'effetto annuncio voluto dalle autorit&amp;agrave;, detto anche &amp;quot;al lupo, al lupo&amp;quot;, si basi su un'emergenza reale oppure su delle stime pessimiste o ancora sulla velata e preliminare impotenza nel risolvere il problema. Comunque la diffidenza che sfoggio in questo post &amp;egrave; legittima in un sistema dove chi agisce per primo e con prudenza viene spesso punito mentre si privilegiano le soluzioni improvvisate all'ultimo momento e l'allarmismo sistematico.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un ulteriore sospetto legittimo pu&amp;ograve; affacciarsi furtivamente se consideriamo l'altro grande flagello di quest'anno in Messico: penso all'influenza suina, o meglio A H1N1, con la sequela di panico televisivo, di misure governative e conseguenze economiche gravi per la popolazione che il &amp;quot;nuovo&amp;quot; virus e soprattutto la sua propagazione mediatica hanno causato da aprile in poi. Dopo la piaga del virus letale arriver&amp;agrave; anche quella della siccit&amp;agrave;?&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;C'&amp;egrave; da dire che il razionamento dell'acqua &amp;egrave; gi&amp;agrave; una realt&amp;agrave; in alcune &lt;em&gt;delegaciones&lt;/em&gt; (circoscrizioni cittadine) di Mexico City, meglio conosciuta come Mexico DF o Distrito Federal. In effetti sfamare e dissetare&amp;nbsp; 20 milioni di persone (che forse sono 25 milioni o pi&amp;ugrave;, nessuno lo sa) &amp;egrave; un'impresa ardua e sembra che il governo della citt&amp;agrave; e il sindaco Marcelo Ebrard stiano cominciando ad avvisare noi abitanti inermi che la medicina sar&amp;agrave; amara se gli sprechi continuano. Anzi, c'&amp;egrave; proprio un ultimatum e un limite di 6 mesi dopo di che si dovr&amp;agrave; attendere un'ora precisa per farsi la doccia o lavare i piatti. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;L'acqua che beviamo nella capitale viene spacciata per potabile anche se &amp;egrave; molto meglio non berla e conviene filtrarla adeguatamente per evitare le classiche vendette di Moctezuma a livello intestinale. Poi ad alcuni non fa nulla, ma io vi ho avvertito. Le falde acquifere sono poco utilizzate e si riducono ai principali corsi d'acqua sotterranei in secca come il Rio Magdalena e Churubusco e la maggior parte dell'acqua ci arriva grazie a un sistema di canali e dighe situate intorno al perimetro cittadino che sembra sia pieno al 50% circa della sua capacit&amp;agrave;. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;In generale la gente &amp;egrave; abbastanza sensibile al problema e proprio qui in Messico ho carpito alcune pratiche fondamentali che cerco di applicare per non sprecare l'acqua come insaponare i piatti quasi a secco per poi sciacquarli rapidamente alla fine o l'arte di farsi la doccia pi&amp;ugrave; o meno allo stesso modo. Girano a decine le mail collettive sul trattamento dell'olio fritto (che non va buttato nel lavandino ma in appositi contenitori) e sulle bottiglie da mettere nella vasca che contiene l'acqua di scarico del water per risparmiare migliaia di litri all'anno del prezioso liquido. In certi periodi dell'anno scarseggia anche l'energia elettrica a dire il vero. I black out arrivano a ripetersi varie volte nel corso della giornata e possono durare addirittura alcune ore nei casi pi&amp;ugrave; sfortunati. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;A volte nei momenti di disagio credo che vivere in Messico mi aiuti ad anticipare i tempi, ad abituarmi e prepararmi a come potranno diventare l'Italia e l'Europa in un futuro nemmeno troppo lontano. Spero si tratti solo di un vaneggiamento ecologico pessimista.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Un articolo dell'anno scorso sulla stessa questione in Messco: &lt;font color="#ff6600"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://lamericalatina.net/2008/09/21/messico-fine-della-stagione-delle-piogge-2008-se-manca-l%E2%80%99acqua-facciamo-piu-case/" target="_blank"&gt;http://lamericalatina.net/2008/09/21/messico-fine-della-stagione-delle-piogge-2008-se-manca-l%E2%80%99acqua-facciamo-piu-case/.&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 30 Sep 2009 15:35:54 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
      <dc:date>2009-09-30T15:35:54Z</dc:date>
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      <title>Cos'è il Latino America Express?</title>
      <link>http://latinoamericaexpress.blog.unita.it//Cos___il_Latino_America_Express__627.shtml</link>
      <description>di Fabrizio Lorusso&amp;nbsp;Vi presento qui un nuovo blog tematico riguardante questa bestia rara che &amp;egrave; l'America Latina per far s&amp;igrave; che venga addomesticata piano piano dal navigante e dal lettore.&amp;nbsp;Lo scopo del viaggio &amp;egrave; descrivere, ...</description>
      <content:encoded>&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;di &lt;strong&gt;Fabrizio Lorusso&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;img src="http://latinoamericaexpress.blog.unita.it///resized///gallery/IMAGE//uid_124011aecd7.580.0.jpg" border="2" alt="" width="158" height="158" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Vi presento qui un nuovo blog tematico riguardante questa bestia rara che &amp;egrave; l'America Latina per far s&amp;igrave; che venga addomesticata piano piano dal navigante e dal lettore.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Lo scopo del viaggio &amp;egrave; descrivere, raccontare e rappresentare con altri occhi e parole una regione del mondo che &amp;egrave; allo stesso tempo un'idea e un territorio, una zona culturale e un riferimento geopolitico, un mito per molti aspetti ma anche una realt&amp;agrave; quotidiana per noi italiani all'estero e&amp;nbsp;per gli oltre 500&amp;nbsp;milioni di latino americani.&lt;/font&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Dalle curiosit&amp;agrave; ai viaggi, dalla politica alle questioni sociali penso che sia necessario rinnovare l'immagine di questo continente (o sotto-continente come scriveva Carmagnani) che a volte in Italia sembra stingersi in un cielo di antiche nostalgie e realismo magico, tra il folklore e lo stereotipo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Sar&amp;agrave; un viaggio diretto con alcune fermate tra il Rio Bravo e la Terra del Fuoco ma anche con incursioni a nord negli Stati Uniti, ormai pi&amp;ugrave; latino-americani che mai, e negli altri &amp;quot;sud del mondo&amp;quot;. Un pretesto per condurre esplorazioni nell'universo dell'America Latina, un estremo occidente conosciuto e amato in un percorso &lt;em&gt;tierra adentro&lt;/em&gt;, in profondit&amp;agrave; ma con la chiarezza e l'impatto di una pagina web, express appunto come dice il logo. Le storie di vita, viaggio&amp;nbsp;e delirio&amp;nbsp;ispirate e vissute&amp;nbsp;in&amp;nbsp;queste terre, fatte di poesia, politica, violenza e meraviglia, aspirano a diventare&amp;nbsp;parole e immagini, memoria e promessa.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Infine, si tratta di un blog ospitato in uno spazio d'eccezione, libero e aperto agli avvistamenti segnalati da altri osservatori latino americanisti &lt;a href="http://lamericalatina.net" target="_blank"&gt;che nasce dall'esperienza dell'autore&lt;/a&gt;, migrante a Citt&amp;agrave; del Messico da oltre otto anni, e dal crescente interesse della gente nel nostro paese per le tematiche latino americane. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;Inevitabilmente il Messico&amp;nbsp;splendido e le sue contraddizioni faranno spesso da retroscena al libero fluire dei post in bilico tra un'Italia lontana e, parafrasando Paolo Conte, questa &amp;quot;faccia triste dell'America&amp;quot; vissuta giorno per giorno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font face="verdana,geneva" size="2"&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 29 Sep 2009 22:22:04 GMT</pubDate>
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      <dc:creator>Fabrizio Lorusso</dc:creator>
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