
di Fabrizio Lorusso
Comunicato Stampa,
A tutte le redazioni con preghiera di pubblicazione.
(in allegato: Lettera Haiti al governo italiano a questo link)
Roma, Lunedì 25 gennaio 2010,
con l'invio di una lettera indirizzata al Ministro Giulio Tremonti - Ministero delle Finanze e al Ministro Franco Frattini - Ministero degli Affari Esteri,
e in concomitanza con la Conferenza Internazionale dei Paesi Donatori
che si sta svolgendo in queste ore a Montreal, in Canada,
è stata lanciata la Campagna nazionale
"HAITI BASTA DEBITO, ADESSO!"
che sostiene la "Cancellazione immediata e incondizionata
del debito bilaterale e multilaterale di Haiti".
La Campagna nazionale che ha tra i suoi promotori, Mani Tese, Campagna Riforma Banca Mondiale, Osservatorio Selvas.org, Coordinamento Italia Nicaragua e SdL Intercategoriale, chiama a raccolta tutte le Associazioni, ONG e Istituzioni che operano nel mondo della Cooperazione Internazionale, chiedendo al Governo italiano, già impegnato nell'opera degli aiuti internazionali in soccorso delle vittime del terremoto del 12 gennaio ad Haiti, di sostenere una posizione di rilievo internazionale nell'estinzione incondizionato del debito della nazione caraibica.
"Il governo e' pronto a cancellare i 40 milioni di euro di debito estero di Haiti verso l'Italia": lo ha annunciato il ministro degli Esteri Franco Frattini, il 17 gennaio 2010, quando ancora le prime pagine dei quotidiani mondiali aprivano con le prime drammatiche immagini e notizie dalla nazione caraibica.
Nel giugno del 2009, Haiti aveva ottenuto la cancellazione di 1,2 miliardi di dollari di debito dai suoi principali creditori nell'ambito dell'iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries) rivolta a quelle nazioni, che come Haiti hanno un tasso di povertà estremo. Nonostante questo passo in avanti molto importante, il debito estero di Haiti ammonta ancora a più di 800 milioni di dollari. Il terremoto della settimana scorsa e i tre uragani devastanti che hanno colpito l'isola nel corso del 2008 hanno distrutto l'economia del Paese, incapace, adesso più che mai, di generare le entrate necessarie a servire il debito estero sia oggi che nel prossimo futuro.
Risorse che a parere della Campagna, qualora e non appena l'economia del Paese riprendesse a funzionare, dovrebbero essere investite in via prioritaria nella ricostruzione interna, delle infrastrutture di base e nella fornitura dei servizi di base per i milioni di senzatetto prima che al servizio del debito.
La storia recente di Haiti ha dimostrato che sono grandi le responsabilità del mondo, verso la condizione attuale di Haiti: trent'anni di dittatura di Duvalier padre (François Duvalier) e poi il figlio (Jean-Claude Duvalier), e i successivi colpi di mano militare diretti dall'estero, trasformarono quest'angolo dell'isola Hispaniola in un inferno di violenza e terrore, con decine di migliaia di morti e desaparecidos, nell'ambito dello schieramento sostenuto dapprima dalla Guerra Fredda e successivamente dall'applicazione selvaggia delle regole della competizione economica. Solo ad esempio trent'anni fa Haiti coltivava tutto il riso di cui aveva bisogno, ora il Dipartimento dell'agricoltura Statunitense indica Haiti come tra i primi importatori del riso prodotto negli U.S.A..
Alla luce del grave disastro umanitario, aggravato dal terremoto del 12 gennaio 2010, la Campagna HAITI BASTA DEBITO, ADESSO! Chiede al Governo italiano
· di contribuire alla ricostruzione di Haiti attraverso la concessione di aiuti a perdere (Grants) e non attraverso la concessione di crediti di aiuto che il governo di Haiti dovrebbe poi restituire;
· Usare la propria rappresentanza e il proprio voto nel Board dei Direttori Esecutivi del Fondo Monetario e della Banca Interamericana di Sviluppo per assicurare la cancellazione immediata e incondizionata del debito rimanente di Haiti verso queste istituzioni e contemporaneamente di spendersi per ottenere una moratoria immediata sul servizio dei pagamenti del debito da parte di Haiti verso le stesse istituzioni, congelando anche il maturare degli interessi;
· Chiedere al FMI di mobilitare risorse interne per pagare il servizio del debito di Haiti con risorse proprie nel momento in cui le rate dei pagamenti verrebbero a scadenza.
La Campagna HAITI BASTA DEBITO, ADESSO! Ha deciso di mantenere attivo un Osservatorio di controllo della società civile affinché dopo gli annunci da parte del nostro Governo si concretizzino azioni decisive e immediate.
Si attendono nelle prossime ore numerose adesioni di associazioni e anche di singole persone attraverso il Blog internet:
http://haitiadesso.ning.com
e la campagna in Face Book:
http://www.facebook.com/#/pages/HAITI-BASTA-DEBITO-ADESSO/269574699762?ref=nf
Le Associazioni Promotrici.
Comunicato Stampa a cura di:
ufficiostampa@comunicatorevisivo.com
Carissimi,
E' molto probabile che partirò con un amico per haiti dato che, dopo 3 settimane di ricerca, abbiamo trovato qualcosa di veramente utile da fare per aiutare e per diffondere l'informazione (ma non solo quello, ecco). Dico. E' bello scrivere per il blog e altri siti però autofinanziarsi la partenza, il viaggio e gli aiuti alle famiglie con cui entreremo in contatto per fare il finto free lance, non mi sembrava molto utile a questo punto. Meglio cercare di fare informazione il più verosimilmente possibile ma avendo anche delle finalità concrete e dei contatti con dei gruppi più o meno organizzati e non legati alle multinazionali della solidarietà . Restiamo in contatto da qui e da altri spazi che si apriranno.
Per quanto riguarda i commenti, il commissariamento dell'isola è già un fatto ma deve essere una soluzione limitata e non un'invasione di eserciti e forze straniere. La cancellazione del debito non deve essere necessariamente accompagnata dall'occupazione militare, quale sarebbe il nesso? (ne immagino alcuni possibili ma non mi sembrano sostenibili).
Haiti non fa più notizia, ed è scomparsa anche dal HOME de L'UNITA'. Resta questo blog. Non lo lasciamo morire.
Se si vuole cancellare il debto bisogna anche commissariare l'isola e cioè lasciarla in mano ad americani-francesi-brasiliani. È davvero la migliore soluzione?
Se si vuole cancellare il debto bisogna anche commissariare l'isola e cioè lasciarla in mano ad americani-francesi-brasiliani. È davvero la migliore soluzione?
Finalmente 1 iniziativa concreta, sensata, perchè il monetario raccolto nelle sottoscrizioni finirà nelle mani di Bush-Clinton, centralizzati nelle loro mani. Loro 2 sono i capi della "ricostruzione"....(sic)
Meglio cancelare il debito, e semmetere di succhiare energie vitali agli haitiani