
di Fabrizio Lorusso
Raccogliendo le informazioni da alcune testate nazionali ho stilato una lista con le possibilità di aiuto per Haitì, paese caraibico colpito da un terremoto catastrofico che ha causato e sta causando tra le 50mila e le 100mila vittime.
Invito a segnalare nei commenti anche le altre ONG o associazioni che si occupano di aiutare Haitì per completare questa lista.
da: http://lamericalatina.net/2010/01/15/aiutare-haiti-ecco-come/
AIUTARE HAITI, ECCO COME:
CROCE ROSSA
Numero verde: 800.166.666
Donazione online: Causale " Pro emergenza Haiti " www.cri.it
Bonifico bancario: causale " Pro emergenza Haiti" IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020
PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE ONU
Posta : c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM
IBAN IT45TO76 0103 200 0000 6155 9688
Banca: c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848
ABI 03069 CAB 05196
IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383
Donazioni online: www.wfp.org/it
CARITAS ITALIANA
C/C POSTALE N. 347013 - Causale: "Emergenza terremoto Haiti"
Oppure tramite bonifico:
UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d'ufficio)
Donazioni online: Caritas international http://www.caritas.org/activities/emergencies/HaitiAppeal.html
SAVE THE CHILDREN
Donazioni online con carta di credito (nessuna commissione): http://www.savethechildren.it/2003/donazioni/donazioni.asp?ERH=y
Oppure: C/C POSTALE n.43019207
Medici senza Frontiere
Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
Con bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
CC postale 87486007, intestato a Medici senza Frontiere inlus, causale: Terremoto Haiti
Online: http://www.medicisenzafrontiere.it/
UNICEF
Donazioni online:
https://www.unicef.it/web/donazioni/index.php?c=OEHA&l=0001
Oppure: C/C postale 745.000 IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010
Actionaid: Nelle prossime ore sarà attivato un servizio di SMS solidale
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.13287
Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti
Bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti
Donazioni on line dal sito internet www.agire.it
LE MISERICORDIE ITALIANE
c/c 000005000036, MONTE DEI PASCHI DI SIENA SPA, Firenze Agenzia 6, IBAN: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul CONTO CORRENTE POSTALE N° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509, entrambi intestati a "Confederazione Nazionale" con causale «PRO
HAITI».
RACCOLTA FONDI PRO HAITI
conto corrente postale: 13688205 intestato a:
MOVIMENTO LOTTA FAME NEL MONDO
Via Cavour, 73 - 26900 Lodi
causale: terremoto Haiti
oppure:
Banca Popolare Etica - Ag. Milano
IBAN: IT91 R 05018 01600 000000 540540
intestato a Movimento Lotta Fame nel Mondo, Via Cavour, 73 - 26900 Lodi
causale: terremoto Haiti
EMERGENZA HAITI
Gli amici di "ABC solidarietà e pace - onlus" da anni sono presenti ad Haiti con progetti di sostegno scolastico aiutiamoli a far fronte all'emergenza.
"A,B,C Solidarietà e Pace"
Banca Popolare di Milano
IBAN IT 97 T 05584 03245 000000000512
causale: "G-aiuti umanitari Haiti"
per ulteriori informazioni sul progetto: http://www.abconlus.it/haiti.asp
TERRE DES HOMMES ITALIA
Per aiutarci a salvare più persone possibili potete donare tramite:
bonifico bancario presso Banca Monte dei Paschi di Siena Ag.57 - IBAN IT53Z0103001650000001030344
versamento postale sul c/c 321208
carta di credito all'indirizzo http://www.terredeshommes.it/ecom/donazione_online.php
SMS solidale 48541 (da Tim e Vodafone e chiamate da rete fissa Telecom), per sostenere AGIRE, coordinamento di ONG di cui fa parte anche Terre des hommes e che fino ad ora ha già raccolto 800.000 euro, cifra che speriamo possa raddoppiare nelle prossime ore.
FONDAZIONE AVSI - ong onlus
20158 Milano via legnone 4
cell +39 3357101896 tel.+39 026749881
elisabetta.ponzone@avsi.org www.avsi.org
Per chi volesse fare una donazione indicare nella causale "terremoto Haiti"
Credito Artigiano-Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
FONDAZIONE FRANCESCA RAVA N.P.H. ITALIA ONLUS
Tel 0254122917 bollettino postale su C/C postale 17775230
bonifico su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM SpA,
Ag. 1 di Basiglio (MI) IT 39 G 03062 34210 000000760000 causale: terremoto Haiti
carta di credito on line su www.nphitalia.org o chiamando lo 02 54122917
ONG AGIRE
Sms: Una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari Tim o Vadafone o chiamando da rete fissa Telecom. Numerazione attiva da oggi fino al 31 gennaio 2010.
Oppure:
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870
Posta: cc postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti.
Banca: cc BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti.
Donazioni online: www.agire.it
Io ho dato i miei tre euro, e mi sono ripromesso di dare, ogni giorno, una monetina a qualche povero (zingari esclusi). Però Camillo ha 1.000 volte ragione, non se ne può più di tutta questa gente che chiede, a Milano non puoi andare a fare una passeggiata senza che 10-15 persone ti chiedano soldi(la maggior parte sono per di più degli evidenti lavativi) la carità personale è una foglia di fico sulle mancanze dello Stato. La carità DEVE farla lo Stato (e ovviamente non si chiamerà più carità ), magari pure aumentando le tasse di 5 euro a testa.
Italia. "In queste ore viaggia una proposta che non ha nulla di demagogico, e se spinta con forza da tantissimi, da tutti, dentro e fuori Fb, sui media, può trovare immediata attuazione: Azzerare il montepremi del Superenalotto e consegnare gli oltre 100milioni di euro accumulati finora, consegnadoli a Emergency e Medici Senza Frontiere 'pro-Haiti', a nome di tutti gli italiani. Ma proprio tutti…"
Anch'io la pensavo come Camillo ma quando ho visto gli occhi di quei bambini ho inviato un sms.
mi sembra tutto cosi improvvisato.mi piacerebbe sapere prima cosa fare in caso di disastro ,di ogni tipo.si dovrebbe sapere subito chi deve mandare farmaci,chi tende,chi ruspe,chi cibo,quale cibo.la russa sta ancora pensando se mandare una nave.spero non sia da crociera.
Nel mio piccolo un aiuto l'ho già dato, ma dopotutto non si può non essere d'accordo con Camillo: l'ipocrisia che viene fuori in noi occidentali quando succedono queste cose è incredibile, visto che tra sei mesi non fregherà più niente a nessuno di Haiti! Leggevo sul Manifesto che negli anni sono stati stanziati per Haiti miliardi di dollari, quanti ne sono arrivati veramente? ZERO! Non sono nemmeno fiducioso sul cosiddetto Piano Marshall o vedere Obama fianco a fianco con Clinton (che su Haiti non è esente da colpe) e Bush (grosso esperto di come risolvere catastrofi, ricordate Katrina?) non mi da grosse speranze, anzi, l'invio di una marea di marines mi dice che vogliono unire la missione umanitaria ad una nuova riconquista dell'isola, che dovrà essere ricostruita completamente... e chi se la prenderà come sempre in quel posto sranno gli haitiani!
Io i due euro li mando anche, non perchè devo dimostrare la mia bontà , ma perchè fortunatamente levarmi quei due euro dal portafoglio non mi cambia la vita. Ma solidarietà per quelli che non hanno un lavoro? Vogliamo istituire un messaggio per mia madre che è in cassaintegrazione da due anni e non ha ancora visto un euro? Se Silvio e Obama, si levassero l'1% dal loro reddito/capitale, ricostruirebbero la città intera, darebbero da mangiare a tutti quei poveri bambini e chissà quante altre cose...
Quindi soliderietà per sempre e per tutti, ma anche un po' di giustizia, nel 2010 non sarebbe male!
Con tutto il rispetto per le sue opinioni, perche' anche nella polemica bisogna essere rispettosi, vorrei rispondere a Camillo. Non mi vergogno di essere cattolico e,quindi ovviamente, cristiano. Da questo punto di vista che, chiaramente non condivide Camillo, ogni essere umano che soffre e' un fratello che merita la nostra solidarieta' personale. Il fatto che nel nome del Cristianesimo si sia utilizzata fariseicamente la cartita' cristiana come "oppio dei popoli" per noi non inficia questo principio. Tutto cio' che succede sulla terra ci riguarda e l'essere sfruttati dagli sfruttatori di altri non ci esime dalla solidarieta' con coloro. Sartre, che come tutti sappiamo era ateo, a proposito della guerra, riprendeva queste parole di Jules Romains: "nelle guerre non ci sono vittime innocenti, tutti siamo colpevoli". I popoli del Sud, come quello haitiano, sono da sempre sfruttasti o almeno lasciati alla loro sorte dal Nord, del quale fa parte l'Italia. Quindi anche gli italiani sfruttati fanno parte di un ingranaggio sfruttastore e quindi non sono innocenti. D'altra parte, non tutti gli ideali del movimiento operaio internazionale e socialista sono caduti con il muro di Berlino, e di fronte all'oppressione la risposta dovrebbe essere la solidarieta' tra gli oppressi e la loro alleanza contro ogni tipo di sfruttamento. La lotta per la giustizia e la liberta' si da in ogni angolo della terra, nella famiglia, nel quartiere, nel posto di lavoro, a scuola, dovunque. Il massimalismo, scusa caro Camillo, che, senz'animo di offendere, e' un'ideologia piccolo-borghese, e' troppo comodo, perche' non ti impegna. La mia vita si svolge a contatto con i poveri della terra, nel Sud America, e devi sapere che tra di loro esiste una grande solidarieta'. Un poveraccio non dice ad un altro affamato di andare dal riccone a chiedere del cibo, ma spartisce con lui quello che ha. La vera solidarieta' nasce dallo spartire con chi ha bisogno quelo che si ha, e non nel dare quello che ci avanza. Ovviamente, como dice ANNA, bisogna affidare i nostri contributi a enti degni di fiducia.
Alcune delle organizzazioni di quelle citate non le conosco, ma di alcune non mi fido perchè spendono la maggior parte dei soldi raccolti in gestione ,in stipendi elevati e in viaggi di lusso per i loro dipendenti. Le uniche due che mi convincono sono Emergency che non opera ad Haiti e Medici senza Frontiere qui non citata, cui ho contribuito direttamente.
Siamo pienamente d'accordo con te. Diamo di quello che abbiamno e non di quello che ci avanza.Non occorre essere dei ricconi per aiutare quella povera gente,
Egregio direttore,
guardando le immagini di Haiti, penso che la cosa più urgente da fare per aiutare quella gente sia di istituire un "ponte aereo" per allontanare i bambini di Haiti da quell' inferno.
Noi saremmo felici di accogliere un bambino o una bambina di quel paese.
E credo che molte altre famiglie sarebbero disposte a fare altrettanto.
Sono certo che anche il suo giornale potrà condividere questa idea e magari contribuire a diffonderla per avviare concrete iniziative in tal senso.
Ciao Cesar e Camillo. In effetti quello che dice Camillo mi sembra una critica valida, in termini generali, del sistema e non potrei affrontare ora il tema. HHa a che vedere con le disugaglianze sociali ed economiche che in qualche modo dentro un paese o nel mondo intero vi siano differenze insultanti tra ricchi e poveri. Non credo che nel medioevo o più anticamente (senza il capitalismo) fosse migliore la situazione, anzi, ma i numeri erano diversi, il mondo non era ultrapopolato e ultrasfruttato come ora.
Ad ogni modo senza tralasciare le lotte politiche e sociali per l'uguaglianza di opportunità , di mezzi e di risorse rispetto ai risultati strutturalmente ingiusti del sistema per l'umanità intera (partendo dal locale per migliorare il globale) non penso nemmeno che si debba bloccare la solidarietà di chi può dare, ricchi e poveri, dato che pragmaticamente il sistema non lo cambiamo dall'oggi al domani e quelli stanno morendo di fame adesso...Come sempre c'è e ci sarà un bel giro di interessi, ma non si tratta del Thelethon in questo caso, soprattutto se le donazioni sono non in denaro ma in beni, che ritengo servano di più. A presto.
Non mipriverò di un euro e neppure di un centesimo.
E' ora di finirla con il richiedere solidarietà agli ultimi come me e tantissimi altri che,non ostante lo siano,non vogliono apparire nell'elenco.
E' ora di guardarci in faccia e dire:"BASTA",non ne possiamo più della solidarietà "alla Thelethon",della solidarietà detta "cristiana".E' ora che la gente cominci a pensare che non sì può più andare avanti così.I ricchi non possono sempre diventare più ricchi impoverendo sempre più i popoli e poi,quando é ora di sborsare qualcosa -un granello da sabbia per loro-,appellarsi ai popoli chiedendo la solidarietà a tutti coloro che così "inopportunamente sfruttano".
Che i ricchi della terra,che tanto hanno fatto per "salvare le banche", sborsino "tutto loro" e di "tasca loro".Quei ricconi che tanto amano esibire le loro ricchezze almeno,in questi momenti,lasciando in pace noi che già fatichiamo a tirare avanti con quel pò di dignita che ancora abbiamo.
Basta,con il "buonismo forzato".Non ne posso più di sentire dire:"Fate un' offerta,dimostrate la vostra bontà ".
Tutti coloro che continuano a ripetere di donare... (per salvare coloro che poi "depredano quotidianamente") quanto vorrei poterli prenderli per il collo....
Per chi non mi conosca ancora, sono un italiano residente a Villavicencio, Colombia. Ci voleva una tragedia como quella che il terremoto ha prodotto in Haiti, per venirsi ad accorgere che vicino o non tanto vicino da noi, ma comunque nel nostro pianeta, esiste un paese di una povertà difficile da immaginare. Ora tutti sanno che la prima repubblica negra sorta nel 1804 da una ribellione di schiavi è il paese più povero delle Americhe e, forse con il Congo, un'altra repubblica negra, uno dei più poveri del mondo. A pochi chilometri dagli Stati Uniti, e poco lontana da paesi economica e socialmente più sviluppati. Neppure Chavez, generoso con i proventi del petroleo a quanto si dice con i paesi i cui governi accettano la sua leadership ha mai pensato ad aiutare allo sviluppo del paese più povero della regione.La tragedia si è riversata su una popolazione sofferente da moltissimo tempo, direi che da sempre. Visto che i negri osarono ribellarsi, allora da due secoli sono stati lasciati a se stessi, gli esclusi della terra. I razzisti ovviamente diranno come al solito che i negri sono pigri, ecc. ecc. Si diceva anche dei terroni nel nostro Nord. Non ci sarebbe da stupirsi dove gli aiuti e la solidarita' che non producano un tornaconto non arrivano. Al Nord non interessa la sorte del Sud, ne nel mondo ne a casa nostra, se non vedi un po' cosa diceva la riforma costituzionale voluta dalla Lega che abbiamo bocciato un po' di tempo fa. Ora tutti piangono e gia' si parla per Haiti di un Piano Marshall che sicuramente aiuterebbe il paese a sorgere dalle rovine e potrebbe paradossalmente portarlo sulla via dello sviluppo economico e sociale ma sicurissimamente con grossissimi guadagni per la multinazionali. Ho imparato dalla mia compagna che dice "non si dona quello che avanza, ma quello che c'è". Con tutto questo non voglio affatto sminuire l'importanza della solidarietà con Haiti, e non voglio fermare nessuno dal farlo, anzi, ma, almeno noi di sinistra e democratici, facciamolo con onestà e con disinteresse assoluti.